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E D I T O R I A L E
UN POWER PC NEL FUTURO DI AMIGA
Alla raffica di annunci dei mese scorso, ha fatto seguito, come prevedibile, un periodo di pausa e di riflessione, durante il quale
si sono intensificati i contatti e le consultazioni fra tutte le parti in causa, in attesa che l’acquisizione ufficiale di AT da parte di
Viscorp si concluda, come previsto, entro il 31 luglio. Potrete leggere tutti i particolari nel dossier di questo numero.
In questo momento, sopiti i toni accesi delle prime prese di posizione, lo scenario più plausibile sul futuro di Amiga contempla
ovviamente una Viscorp in posizione dominante, che oltre a occuparsi direttamente dello sviluppo dell Amiga set-top-box, coor-
dina il porting su PowerPC. PIOS, con Haynie e Finkel, dovrebbe collaborare strettamente con Viscorp per gestire tale porting
dell’OS Amiga e arrivare a produrre una macchina standard PowerPC a basso costo. Viscorp ha già formato un Architectural
Design Group che si occupa dello sviluppo dell’intera architettura Amiga.
Phase 5, da parte sua, sembra destinata a gestire le prime fasi di tale transizione con schede Power PC per gli Amiga esi-
stenti e arrivare a proporre un Amiga Power PC high-end con hardware custom destinato principalmente al mercato europeo.
Questo a patto che riesca a trovare un accordo con Viscorp, la quale ha tutte le intenzioni di difendere anche nelle sedi lega-
li la proprietà intellettuale di Amiga che, come sappiamo, ha acquistato a caro prezzo, sebbene preveda la possibilità di licen-
ziarla a terzi.
P-os di ProDad sembra in una posizione maggiormente defilata: se ne può prevedere l’uso su una macchina come il Draco di
MacroSystem, sul quale sono appunto apparse le prime versioni preliminari.
È chiaro che Motorola giocherà in tutto questo un ruolo fondamentale, almeno per quanto riguarda la ricerca: la società ha
estremo bisogno di un sistema operativo da offrire assieme ai suoi Power PC al mercato di massa.
La differenza di visuale fra PIOS e Phase 5 riguarda soprattutto un punto; Phase 5 crede nella necessità di continuare sulla
tipica strada di Amiga: hardware dedicato prodotto “in casa” per raggiungere la massima integrazione fra i vari sottosistemi
hardware (I/O, audio, video). PIOS crede invece nell’uso di un computer standard definito da Motorola, IBM e Macintosh (il
cosiddetto CHRP o PPCP) per far girare AmigaOS. Il primo è sicuramente più vicino alla filosofia Amiga, il secondo alle attua-
li leggi del mercato.
Dave Haynie, ultimamente, ha dimostrato in una serie di interventi pubblici e privati su Internet, di essere profondamente coin-
volto nel progetto e di avere, fra l’altro, le idee molto chiare: è perfettamente consapevole, come Phase 5 d’altra parte, degli
errori fatti in passato e non ha intenzione di ripeterli. La formula risultante è fin troppo ovvia: Amiga deve avere hardware poten-
te senza costare più di un Pentium e deve essere in grado di soddisfare tutte te esigenze elementari di un utente di computer,
senza escludere quelle ludiche.
Per ottenere tutto questo, Haynie prevede la presenza di componenti dedicati all’l/O (ISDN, modem, audio) e al video ai mas-
simi livelli (alte risoluzioni, motori 3D), usando esclu-
sivamente componenti “standard”, non espressa-
mente creati per Amiga, ma già immessi sul mercato
da produttori specializzati di chip. Questi chip esisto-
no, costano poco e per integrarli al sistema non è
necessario investire grandi capitali nella ricerca; il
sistema operativo di Amiga, con la sua architettura
aperta, offre a sua volta grandi opportunità in questa
direzione.
Su tutto, prevale l’impressione che il prossimo Amiga
girerà su Power PC e potrà essere il risultato dello
sforzo non di un’unica società, ma di una sorta di
“ consorzio ”, reale o virtuale, che comprenderà a tito-
lo diverso Viscorp, PIOS e Motorola e forse anche
Phase 5, ProDad e MacroSystem.
Per finire, Cari Sassenrath (Viscorp) da Tolosa ha
voluto consegnarci un messaggio autografo dedicato
a tutti gli utenti italiani, che volentieri giriamo ai desti-
natari: “A tutti i miei amici in Italia. Vi ringrazio di cre-
dere ad Amiga. Il futuro è sereno: «Grandi cose stan-
no per accadere».
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ANNO 9 • NUMERO 80 • LUGLIO/ AGOSTO 1996
I lettori ci scrivono
TRENDS
Dalla stampa di tutto il mondo 9
DOSSIER
Verso il Power PC
I software musicali
della nuova generazione
R i C I N S I ©
N I
i HARDWARE |
Amiga 4000 Tower
27
Amiga MI 438S
30
Genius PowerTab
32
Reno Portable CD-ROM Player
51
I SOFTWARE |
AmiAtlas 2.0
53
WordWorth 5
57
Family Connections
61
| CD-ROM |
Sounds from cyberspace
63
Turrican
63
Eric Schwartz Productions
CD Archive
63
World-lnfo '95
64
Euroscene 2
65
Workbench Add-On volume 1
66
U
17
23
B R I C H E
FOGLI ELETTRONICI
Mutui
67
IL TECNICO RISPONDE |
Floppy, drive Al 200
70
GAMESHOW |
1 giochi del mese
75
ON DISK |
1 programmi su disco
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Le pagine del
PROGRAMMATORE
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Texture mapping e Amiga
(parte IV) 39
Lo standard Amiga CD (parte III) 44
Amiga E (parte XIII) 47
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DIRETTORE RESPONSABILE Pierantonio Paierma /g n \J | \ / | \\ | \
COORDINAMENTO EDITORIALE Claudio De Falco
DIRETTORE TECNICO Romano Tenca
REDAZIONE Marna Risani, Roberta Bottini, ( segreteria tei. 02/66034319)
HANNO COLLABORATO per la redazione: Roberto Attias, Hinter Bringer,
Georg Campana, Paolo Canali, Roberto Cappuccio, Antonio De Lorenzo,
Fabrizio Farenga, Diego Gallarate, Vincenzo Gervasi, E.C. Klamm, Alberto
Longo, Matteo Tenca, Roberto Rosselli Del Turco, Marco Ruocco, Sergio
Ruocco, Vanni Torelli per la grafica: DTP Studio
On-Disk Carlo Santagostino
GRAFICI Marco Passoni ( coordinamento )
GROUP UHU BUSINESS INFORMATION EUROPE
PRESIDENTE Peter P. Tordoir
AMMINISTRATORE DELEGATO Pierantonio Paierma
PERIODICI E PUBBLICITÀ Peter Goldstein
PUBLISHER Italo Cattaneo
COORDINAMENTO OPERATIVO Antonio Parmendola
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Tel. 02/660341 Fax 02/66034238
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STAMPA Sate - Zingonia - Verdellino (Bg)
FOTOLITO Fotolito 3C
DISTRIBUZIONE Parrini & C. S.r.l Piazza Colonna, 361 - 00187 Roma.
Il Gruppo Editoriale Jackson srl è iscritto nel Registro nazionale della stampa al n.
4863 in data 22/04/’95
Autorizzazione alla pubblicazione Tribunale di Milano n. 102 del 20/2/1988.
©Tutti i diritti di riproduzione o di traduzione degli articoli pubblicati sono riser-
vati. Manoscritti, disegni e fotografie non si restituiscono.
A.N.E.S.
La tiratura e la diffusione di questa pubblicazione sono certificate da Reconta
Ernst e Young secondo Regolamento CSST
POSTA
ESPANDERE IL 3000
Sul numero 79 rispondevamo a una let-
tera di Stefano Solla che chiedeva come
espandere la memoria del 3000. Fra le
varie soluzioni indicate, abbiamo dimen-
ticato di citare l'unica espansione di me-
moria Zorro III che usa moduli SIMM di-
sponibile in Italia. Si tratta della DKB
3128. L'importatore italiano dei prodotti
DKB è:
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SFIDUCIATO
Salve a tutti, vi scrivo per esporre il mio
stato d'animo, da "amighista"; dopo aver
appreso gli ultimi sviluppi dall'editoriale
di maggio. Purtroppo, nonostante l'ottimi-
smo dell’editoriale, devo dire che ho per-
so di colpo gran parte di quella fiducia
che avevo riposto nella rinascita di Ami-
ga. Un sacco di belle cose si erano dette
anche a proposito di Escom e poi di col-
po ecco la notizia della vendita. Finora ho
sempre difeso Amiga, e sempre conti-
nuerò a farlo, da quelle persone, "pcii-
ste", che si spacciano per esperti del set-
tore e sparano 'cavoiate" sull'OS di Ami-
ga. Devo ammettere in effetti che niente
mi fa andare in ebollizione come quelli
che mi rispondono "i ma comprati un com-
puter serio" quando gli dico che ho un A-
miga; persone che hanno un PC e a ma-
lapena sanno avviare quello strano pro-
gramma (?) il cui nome inizia per Win.,
lo stesso recentemente sto lavorando su
PC (termine ormai usato per riferirsi ai
compatibili IBM e cose varie) usando
Windows '95, Access, Visuale (non vi di-
co l'esperienza di programmazione in Vi-
sual C usando le funzioni di Windows..)
e, scusate, ma quel sistema operativo
spacciato per l'ennesima volta come mul-
titasking è un offesa all'utente che non si
limita a caricare l'ultimo videogame dalla
grafica stupefacente; purtroppo devo u-
sarlo per lavoro!
Ma ora basta; scusate, ma volevo sfogar-
mi un po' con gente che non trasudasse
ignoranza informatica da tutti i pori.
Come dicevo sono sfiduciato, ma non
per questo abbandonerò Amiga, ciono-
nostante sicuramente rinvierò l'acquisto
di un nuovo Amy per, ahimè!, acquistare
un Pentium.
Proprio in questi giorni, per l'esattezza il
31-5-96, all'Università di Salerno terremo
un incontro con alcuni professori del no-
stro polo scientifico per presentare le po-
tenzialità e funzionalità di Amiga, l'incon-
tro è stato organizzato da miei col leghi a-
mighisti; all'Università di Salerno la comu-
nità Amiga è molto nutrita e a volte penso
che ci siano più am igh isti che pei isti; per
la dimostrazione useremo macchine di
nostra proprietà, per lo più Amiga 1200;
la nostra macchina di punta sarà rappre-
sentata molto probabilmente da un Ami-
ga 1200 68030 40 Mhz 6 MB HD CDROM
monitor 1084s (sic), ma non ne sono si-
curo al 100%. Di cose come queste pen-
so siano capaci solo gli utenti Amiga con
la loro passione.
Antonio Cervo * ac ervo@ cilento. mi.
crosys.it
Il suo stato d'animo è perfettamente
comprensibile: la vendita di Amiga è
stata per molti versi un fulmine a del se-
reno. Ma non getteremmo la spugna.
Amiga può ancora rinascere: l'interes-
samento per il suo destino da parte di
PIOS, ProDad, Phase 5, MacroSystem,
Motorola e Viscorp è un segno estrema-
mente positivo (veda il dossier su que-
sto stesso numero). Sono tutte società
con sezioni di ricerca e sviluppo ben
più consolidate di quella (inesistente) di
Escom che dalla sua aveva avuto le ri-
sorse finanziarie e la volontà di soste-
nere Amiga (finché non ha perduto an-
che quelle, assieme al suo presidente,
e per colpa del mercato dei cloni).
Il destino di Amiga dovrebbe tornare in
mano a uomini come Cari Sassenrath,
Dave Haynie e Andy Finkel, per citare
solo i più noti. Noi non siamo in grado di
prevedere il futuro, ma crediamo ferma-
mente in una cosa: se costoro non rie-
scono a rilanciare Amiga, allora nessun
altro potrà mai riuscirci. Nel 1 997 sapre-
mo in via definitiva se dovremo rasse-
gnarci o meno a subire il più " soffice "
monopolio della storia dell'umanità,
quello di Microsoft. Nel frattempo, con-
viene armarsi di un po' di pazienza: per
comprare un Pentium c 'è sempre tem-
po, anzi, più tempo passa, meno lo si
paga...
INTERNET
Colgo l'occasione per fare i complimenti
a tutta la redazione, seguo ormai da an-
ni la rivista, che trovo ottima; la possibi-
lità di inviare la posta via Internet mi
sembra ottima.
Il dossier che avete iniziato su Internet
l'ho letto volentieri e ho scoperto servizi
di cui non conoscevo l'esistenza (FTP
via e-mail) spero che tratterete l'argo-
mento in modo approfondito, facendo
durare il dossier per parecchi numeri,
anche perché, a esclusione dell'aspetto
grafico di Internet, argomento trattato da
decine di riviste a livelli da far venire la
nausea, tutte le altre possibilità della re-
te non vengono trattate con la stessa at-
tenzione.
Ho scoperto per caso un newsgroup di
file binari per Commodore 64 (comp.bi-
naries.cbm) e i file disponibili erano per
il GEOS (qualcuno ricorda ancora la sua
esistenza?). Visto che ancora, nonostan-
te la polvere accumulata sulla vecchia
tastiera del mio glorioso C=64 (ogni tan-
to lo rimetto in funzione), volevo chieder-
vi se mi sapreste indicare come poter
Uudecodare eventuali file che mi po-
trebbero incuriosire; conoscete inoltre
qualche sito dove trovare programmi
per C=64? Esiste qualcosa magari in
Germania dove continuano a sfornare
hardware e software per "l'indimentica-
bile C=64"?
Un'ultima cosa: se continuerete a tratta-
re i vari programmi di gestione di posta
elettronica, elencate i programmi pro-
dotti dagli autori italiani e magari inseri-
teli nei dischi allegati alla rivista, lo co-
nosco, per esempio, Amira, scritto da
A.Durso@agora.stm.it, vi assicuro che è
un ottimo programma.
F.Ortolano@agora.stm.it
Il dossier dedicato alla posta elettronica
è terminato con la presentazione di
Thor. Abbiamo in cantiere altri articoli
dedicati a Internet e ai suoi vari aspetti:
Internet costituisce effettivamente un
Mare Magnum di possibilità, che solo
lentamente si può arrivare a dominare
anche solo parzialmente. Terremo conto
dei suoi consigli a proposito. Per quanto
riguarda il newsgroup che lei cita, esso
fa parte della categoria "binaries": si
tratta di newgroup in cui, oltre ai mes-
saggi normali, circolano dati binari, ov-
vero programmi sotto forma di messag-
gi. D solito bisogna stare alla larga da
tali newsgroup, per evitare che la pro-
N* 8Q/LUGUO/ AGOSTO 1996 AMIGA M AGAZI HE 7
POSTA
pria casella elettronica venga invasa da
megabyte e megabyte di dati. È preferi-
bile usare programmi che permettono di
visualizzare l’elenco dei messaggi prima
di scaricarli. Thor lo permette quando si è
Online (vedere figura), ne esiste almeno
un altro che permette di effettuare l’ope-
razione in due tempi: la prima volta ci si
collega e si scaricano gli header dei
messaggi; si scelgono i messaggi da
scaricare offline e poi al collegamento
successivo li si scarica. Il programma in
questione si chiama NewsAgent1_3.lha e
si trova in Aminet in comm/tcp. Con Ami-
ga le aree binaries vengono usate poco,
soprattutto perché Aminet è in grado di
sopperire da solo a qualsiasi necessità
ed è molto facile da usare.
Per decifrare file uuencodati si può ricor-
rere a uno dei tanti programmi apparsi su
Aminet. Attualmente uno dei più usati è
UUXT (Aminet util/arc/uuxt31 .Iha), la cui
sintassi è simile a quella dei normali ar-
chiviatori: x per decodificare e a per co-
dificare, Per decodificare il contenuto di
un file che si chiama per esempio “pro-
va.uu”, basta impartire da Shell questo
comando:
UUXT x prova. uu
I moderni programmi di posta elettronica,
come Thor, sono in grado di stabilire au-
tonomamente se un file contiene un file
“uuencodato”. Thor, in questo caso, inve-
ce del contenuto del messaggio visualiz-
za un’icona la cui selezione permette di
decodificare il file e di copiarlo in una di-
rectory di propria scelta. Di solito i file
uuencodati contengono a loro volta file
compressi con LHA o altri programmi a-
naloghi, per cui andranno poi decom-
pressi con l’apposito archiviatore. Thor,
fra l’altro è in grado di effettuare anche
questa seconda eventuale decompres-
sione, se riconosce il formato utilizzato.
Per quanto riguarda le conferenze bina-
ries dedicate ai computer Commodore,
ne esiste più d’una: alt. binaries.
warez.cbm, comp. binaries. geos, alt. bina-
ries. emulators.cbm, alt. binaries. warez.a-
miga, comp. binaries. amiga e la tedesca
de. alt. binaries. amigaos. Le aree tede-
sche sono di solito le più attive.
Per il Commodore 64, conviene dare
un’occhiata a www.cucug.org/c64128.
html: è un ottimo punto di ingresso per un
viaggio attraverso decine e decine di pa-
gine Web, collezioni di file, newsgroup
Commodore 64, riviste online e altro an-
cora.
MODEM E INTERNET
II mio modem-FAX di Trust marcato
AE1414 dà dei piccoli... anzi grossi pro-
blemi. Quando compongo la stringa
ATDT più il numero della BBS il modem
non compone il numero: è come se si al-
zasse la cornetta e non si componesse il
numero lasciandola sollevata. Ho portato
il modem dove l’ho comprato e mi hanno
detto che tutto è a posto (lo hanno prova-
to su un PC) ma, tornato a casa, restava
10 stesso tragico problema.
Ho telefonato al centro di assistenza e mi
hanno detto che poteva essere un conflit-
to modem-computer, ma spero vivamen-
te che non sia così! Non ho avuto occa-
sione di provare il modem con un altro
computer, ma va notato che come FAX
TABI 41 4 riceve e spedisce e come mo-
dem ha problemi solo quando trasmette.
Cosa devo fare per far sì che il mio mo-
dem ritorni a funzionare?
Gabriele Niccolini (Roma)
Quando si fa un acquisto badando pre-
valentemente al prezzo o alla vicinanza
del negozio non si può poi pretendere di
avere anche un servizio di assistenza ra-
pido, competente e qualificato. Tipica-
mente, si potrà al massimo ottenere qual-
che rassicurazione sul fatto che il prodot-
to è “compatibile con Windows” o “da noi
funziona” (su un PC IBM, ovviamente).
Per questo motivo, se non si è in grado di
anticipare e risolvere da sè almeno i pic-
coli problemi che possono capitare, con-
sigliamo caldamente di usare altri criteri
nella scelta di prodotti e rivenditori.
11 modem AE1414 è un classico apparec-
chio di produzione orientale non omolo-
gato in Italia e, quindi, non esplicitamente
previsto per il funzionamento con le linee
telefoniche di Telecom che, per vari moti-
vi (protezionismo, eredità del passato
eco.) non seguono tutti gli standard inter-
nazionali.
Come tutti i modem basati su
chip-set non programmabili è
in grado dì riconoscere solo il
tono di libero emesso dalle
centrali telefoniche statuni-
tensi ed esce dalla fabbrica
configurato per impedire l’o-
perazione di composizione
del numero se “sollevando la
cornetta” non rileva la pre-
senza del tono di libero. Per
superare il problema, basta
impostare il modo di funzio-
namento “blind diaì", cioè da-
re il comando ATX3. Per me-
morizzare permanentemente
la nuova configurazione, su-
bito dopo si dà il comando
AT&W, sempre dall’interno
del programma di emulazio-
ne terminale (es: Term, N-
comm e VLT disponibili da A-
minet, o Termite che è com-
merciale), utile anche per i collegamenti
a servizi telematici.
La composizione del numero con il co-
mando ATDT non è accettata da tutte le
centrali Telecom; ATDP è un comando
più lento ma sicuramente funzionante in
tutta Italia.
Per il funzionamento del modem come
FAX occorre un programma specifico
(per esempio GPFAX o TrapFAX), mentre
per il collegamento a Internet in modalità
grafica WWW c’è bisogno di un insieme
di programmi per implementare il proto-
collo TCP/IP e il sistema di ricerca: ci so-
no parecchie alternative, a partire dalla
soluzione proposta direttamente da Ami-
ga Technologies (A1200 Surfer Kit, non
ancora disponibile in Italia) per arrivare a
programmi PD da prelevare su Aminet,
all’Internet Kit di Axxel, passando per i
vari CD con soluzioni preinstallate recen-
siti già diverse volte su Amiga Magazine.
In ogni caso, per accedere ai servizi tele-
matici bisogna conoscere il numero di te-
lefono di un “Provider” del servizio e la
password di accesso, che può essere ot-
tenuta a pagamento (è il caso tipico dei
Provider Internet, di Videotel e delle ban-
che dati professionali) oppure gratuita-
mente dopo il primo collegamento di pro-
va e la compilazione di un dettagliato
questionario personale (di solito così ac-
cade per le reti telematiche amatoriali,
come Fidonet). Salvo qualche rara ecce-
zione i Provider utilizzano protocolli dì co-
municazione standard e, quindi, anche
se ufficialmente supportano solo le piat-
taforme DOS e Windows, è possibile uti-
lizzare tranquillamente i programmi di co-
municazione per Amiga (ma senza l’aiuto
del Provider potrebbe essere difficile
configurarli). [P.C.]
Loia
* ' ^ sono spesso sintetizzate, o taglia-
te, per motivi di spazio. Per le stesse ragioni,
non possiamo rispondere a tutte le lettere che giun-
gono in redazione. Sappiamo che è seccante per
chiunque scrivere una lettera senza vederla pubbli-
cata o ricevere una risposta, ma non è possibile fare
altrimenti Siate certi, tuttavia, die le lettere ven-
gono lette attentamente, una per una, e che si tiene
sempre conta £ eventuali indicazioni, suggerimenti
e cosi via.
Invitiamo poi i nostri lettori a indicare sempre no-
me, cognome, indirizzo e data, oltre alla rubrica cui
va destinata la corrispondenza: "La posta", "Il tec-
nico risponde", e così via.
Infine, dispiace, ma non è assolutamente possibile
inviare risposte personali m lettori: quindi NON IN-
VIAI! FRANCOBOLLI per fa risposta# nao sperato
in "octezioBi" a queste regol a, il tempo "
8 Amiga Magazine n° 8o/luguo/ago$to 1996
DALLA STAMPA ™
DI TUTTO IL MONDO
Aminet: record
mondiale!
Secondo le statistiche del si-
to “indipendente” www.sha-
reware.com, Aminet, con i
suoi 29.000 file, dalla scorsa
metà di maggio e diventata
la più grande raccolta orga-
nizzata di software e materia-
le liberamente distribuibile
del mondo.
Ha superato per numero di
file quelle per PC (OS/2, MS-
DOS e Windows), Macintosh
e Unix. In dimensioni è se-
conda -con oltre 5 Gb- solo a
una raccolta per OS/2 da 5,7
Gb (va considerato che il
software per PC è media-
mente più “ingombrante”).
L’afflusso di nuovo software
pare inarrestabile, 1.200 file
al mese in marzo e aprile e
430 file in una settimana so-
no altri record recentissimi.
Urban Muller, inventore e ge-
store di Aminet, è convinto
che la disponibilità e la facile
accessibilità di tutto questo
software sia una delle ragioni
per cui Amiga mostra una in-
credibile vitalità anche nei
periodi di incertezza.
I siti “mirror” sono ora 30, di
cui 7 completi, tra cui quello
italiano, ftp.unina.it.
Tra i miglioramenti previsti: la
riscrittura del software di ge-
stione, che dovrebbe per-
mettere a un sito alternativo
di prendere il posto di quello
principale in caso di guasti,
una installazione più facile
(per favorire la nascita di
nuovi siti) e il porting su Ami-
ga (per ora tutti i siti sono U-
nix). Potremo così crearci il
nostro “sito Aminet” persona-
Hinfrer Bringer
le. Migliorerà il sistema di
browsing con l'aggiunta di
“viste” personalizzate dell’ar-
chivio, per esempio solo i
moduli ordinati per autore e il
software dei CD-ROM.
Per celebrare l’evento è stato
indetto un concorso: occorre
indovinare il numero di file
presenti su Aminet un anno
prima della data del record,
il 16 maggio 1995.
Alle risposte migliori andran-
no un drive CD-ROM con A-
minet Set 1 , 2 e 3 (!) e un ab-
bonamento annuale ad Ami-
net, oltre a 10 abbonamenti
annuali ad Aminet. Le rispo-
ste vanno inviate entro la me-
ta di agosto per email a ami-
net-server@aminet.org o per
posta a:
Schatztruhe GmbH, Aminet- Wett-
bewerb, Veronikastr. 33, D-45131
Essen, Germany
specificando il vostro nome e
indirizzo.
Nel frattempo è uscito il CD-
CD-ROM
Db-Line ha annunciato l’importazione di
nuovi CD-ROM per Amiga: Aminet 12
l (L. 33. 000); Movie Maker - Special Ef-
fects Voi. 1 (L. 99.000); Sound FX (L.
39.500); 1078 Weird Textures + free
300 Phototextures by MediaTeam (L.
47.000) ; Hottest 6 (L. 59.900); Sound
Terrific II (2CD, L. 59.000); 3D Images
f (L. 36.000); Spielkiste 2 Games (L.
49.900) ; Workbench Designer (L.
41.000) ; Amiga CD-Sensation voi. 1 (L.
26.900) : Fun Clips (L. 41.000); Scene
Storm Voi. 1 (L. 54.000).
Db-Line, viale Rimembranze 26/c, 21024 Bian-
dronno (VA), tei. 0332-768000, fax 0332 -
| 767270, BBS 0332-767383, hotline: 0332 -
767383, email: info@dbline.it
Rom Aminet 12 che oltre a
770 Mb di programmi appar-
si su Aminet dopo Aminet 1 1 ,
contiene anche le versioni
complete di Octamed 5 e
Symphonie.
Il CD di AT
per gli sviluppatori
Amiga Technologies ha ap-
prontato il CD per gli svilup-
patori Amiga; pubblicato da
Schatztruhe è già disponibile
sul mercato e dovrebbe co-
Sintonizzatore TV
cod. TUNOIL L. 176.000
Trasforma il monitor CVBS
fn uno splendidoTV ad alta definizione
con 99 canali programmabili da
Espansione Esterna
da 2 MB per Amiga
cod. ESP04F • L. 311.000
AMIGA 1200/4000
Drive Esterno Amiga
Passante
cod. DRI03GL. 132.500
Telefonate anche per i prodotti non visibili.
cod. MID 02D L. 47.000
< 4 *
Midi Kit Sound Blaster con 2
cavi Midi di Collegamento e
2 Game Port (é utilizzabile
anche con schede
compatìbili Sound Blaster)
cod. INT 02 D L. 65.000
Interfaccia per utilizzare
tastiere XT/AT con
AMIGA 2000-3000-4000
CDTV CD 32
PER ORDINARE
cod.SVG 01 D L. 243.000 I
Scheda che consente I
un rapido collegamento y' \
esterno tra un monitor CNOVITAD
VGA o SVGA. X A
Tutti i giorni dal lunedi al venerdì dalle ore 9,00
alle ore 12,30
iriìfìfirifite Morfei rrcc
jfiGF FM& T ?M - ?.?- fffi
cod. ESP09FL. 196.000
Versatile espansione per Amiga 1200, che
proponiamo con IMba bordo a soie L. 196.000.
La scheda si potrà espandere poco per volta fino
a 8 Mb.
Per i più esigenti esiste ia possibilità di aggiungere
il coproces*'-'-© matematico.
24068 SERIATE (Bergamo) Via Correggio, 13
Tel. 035/32.17.06 Fax 035/32.17.09
Dalle ore 14,30
alle ore 19,00
Sabato dalle ore
9,00 alle ore 12,30
DESIDERO RICEVERE I PRODOTTI DA ME DESCRITTI NELLA CEDOLA SOTTOSTANTE. SI INTENDE CHE
RICEVERÒ’ INSIEME ALLA MERCE ORDINATA UNA COPIA GRATUITA DEL CATALOGO POSTAL DREAM
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L. 126.000 L. 212.000
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£. 75.000
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ALIMENTATORE
CARTRIDGE tipo NIKI
CARTRSDGÉ tipo FINAL
CARTRIDGE allinea testine
RESET DI MEM./DUPLICAT.
PENNA OTTICA CON CASSETTA
PROVA JOYSTICK
JOYSTICK RAMBO
JOYSTICK GHIBLI TRASP. LUMIN.
MOVIOLA
COVER C64 NEW/OLD
COVER PER REGISTRATORE
cod. accessorio
computer
prezzo
P spese postali di spedizione
L. 8.000
□ spese postali spedizione di invio urgente L. 13.000
□ spese di spedizione con corriere espresso L. 18.000
pagherò al postino
allego ricevuta
allego assegno non
□ trasferibile intestato a:
POSTAL DREAM srl
garanzia di un anno su tutti i prodotti Amiga Magazine I
ULTIME DA VISCORP
Dopo la conferenza di Tolosa, di cui
rendiamo conto nelle pagine dedicate
all’attuale situazione Amiga, sono e-
merse altre notizie di un certo interes-
se.
Sondaggio
VisCorp ha promosso prima di Tolosa
un sondaggio via Internet sulla confi-
gurazione dei sistemi posseduti e su
quelli desiderati dagli utenti: hanno ri-
sposto più di 2.100 persone da tutto il
mondo, addirittura da paesi come Li-
tuania, Croazia e Uruguay. Il risultato
era prevedibile: gli utenti Amiga di tut-
to il mondo apprezzano il proprio
computer, ne comprerebbero un altro
se e solo se sarà ancora un Amiga (e
non svilupperanno per il set-top-box
se non ne verranno prodotti) e desi-
derano più velocità, un chip set mi-
gliore e prezzi più bassi.
Assunzioni
Il 16 maggio è stato giorno di assun-
zioni presso Viscorp a tutti i livelli; tre
nuovi soci ai vertici delle rispettive
carriere entrano nel consiglio dì am-
ministrazione e un famoso utente A-
mìga comincia la propria.
I! primo è Robert J. Wussler, già pre-
sidente e CEO di “The Wussler
Group” e di COMSAT, con un passa-
to di aito dirigente alla Turner Broad-
casting System, CBS Television
Network e CBS Sports Dìvtsion.
11 secondo è King R. Lee, già fondato-
re e CEO di Wynd Communications
Corporation, provider di un sistema di
messaggistica bidirezionale senza fili
(rete di collegamento dei cosiddetti
pager, una sorte di teledrin con mes-
saggi numerici e ora testuali, molto
diffusi in USA), CEO di Quarterdeck e
presidente e CEO di XTree Company
(utility per MS-DOS).
Il terzo top manager è Robert E.
Reid, presidente e CEO di Engis Cor-
poration, una società che produce
stare circa DM 20 al pubblico.
Conterrà:
- CD32 developer kit (cinque
dischi);
- BuildCD (software di incisio-
ne CD-ROM);
- le classi BOOPSi gadget e i-
mage;
- codice di esempio Amiga
OS 2.04 del 2.0 Native Deve-
loper Kit;
- sorgenti di esempio dei ROM
Kernel Manual;
- tutti i Form IFF registrati;
- esempi di IFF e file di collau-
do per applicazioni;
- tutti ì DevKit IFF rilasciati dal
1986 al 1992;
- DevKit della Camd v. 37.1 (li-
breria MIDI);
- SANA-II (pacchetto standard
e DevKit);
- Installer v. 43.1.
Conterrà ulteriore documenta-
zione relativa ai futuri sviluppi
macchinari di precisione per la lavora-
zione dei diamanti, specializzato nella
apertura di sedi e filiali estere.
Last but non least, Jason Compton, il
direttore della rivista elettronica Ami-
ga Report, curerà la comunicazione e
i rapporti tra Viscorp e gli utenti Ami-
ga.
Conferenza IRC
In una (tormentata) conferenza su
IRC (il protocollo per le conferenze dì
Internet) tenutasi il 31 maggio, Sas-
senrath, Gilbraith e Finkel (che ora
collabora anche con Viscorp), oltre a
ribadire quanto è stato affermato a
Tolosa, hanno annunciato due novità:
come soluzione intermedia, prima del
Power Amiga, potrebbe comparire un
Amiga con 68060: la scheda madre
sarebbe già pronta per la produzione.
Sassenrath collaborerà con Finkel al
design del nuovo sistema operativo,
che sarà sviluppato sotto l’egida di Vi-
scorp da un comitato ristretto di inge-
gneri, sviluppatori e utenti.
Il Meeting di Neu Ulm
Dopo Tolosa si è tenuto a Neu Ulm,
in Germania, uno dei famosi Meeting
organizzati da Angela Schmidt. Ospi-
te d’onore era Cari Sassenrath, che si
è detto impressionato dall’organizza-
zione e dalla dedizione mostrata dagli
utenti Amiga europei. Ha confermato
che verrà attivato un servizio svilup-
patori presso il sito Viscorp con con-
ferenze pubbliche e private (per ridur-
re il “rumore”). Il chipset esistente
sarà migliorato in molte direzioni (utili
per il set-top), ma non in quelle utili a-
gli utenti high-end, come la risoluzio-
ne: dopotutto, per il Power Amiga
Haynie assicura da tempo che c’è
molto di meglio sul mercato... Il p-OS
di Pro-DAD pare abbia interessato
Sassenrath e le trattative di Viscorp
con questa, come tutte le altre so-
cietà, proseguono.
del sistema operativo, mate-
riale per l'internazionalizzazio-
ne del software (set di caratte-
ri ISO-8859-1 e linee guida
per la traduzione dei pacchet-
ti), oltre ai seguenti pacchetti
di terze parti: DevKit Envoy
2.0 (da IAM Ine.); DevKit I-
Net225 v2 (Interworks Ine.);
Enforcer 37.64 (Mike Sinz);
KiskoMeter (Angela Schmidt);
WBPath e ActionFSSM (Ralph
Babel).
È ovviamente presente il Nati-
ve Developer Kit 3.1 (con pic-
coli aggiornamenti rispetto a
quello distribuito su disco da
Amiga Magazine e trattato
nella serie di articoli di Tran-
saction) con header file C e
assembler, librerie link e run
time, tutorial e documentazio-
ne, codice dì esempio,
NEWIFF v39, AmigaGuide e
DataType.
Per quanto riguarda la manuali-
stica, sono presenti gli Amiga-
Mail volume 1 (1987-1989) in
ASCII e volume 2 (1990-1993)
in AmigaGuide, PostScript e
PageStream, articoli sull’hard-
ware e gli Include e Autodoc in
formato AmigaGuide. Il CD non
contiene invece compilatori o
assemblatori. [S. R.]
Internet: IRC in Italia
Un nostro lettore ci segnala
che da gennaio un gruppo ita-
liano sta gestendo un canale
IRC (il protocollo per le confe-
renze Internet accessibile tra-
mite programmi come AmIRC)
dedicato ad Amiga. Il canale,
chiamato #AmigalTA, si può
raggiungere attraverso qual-
siasi server IRC, come irc.fu-
net.fi o irc.ccii.unipi.it, specie
la sera.
Internet: Amiga e IOL
Anche per gli utenti Amiga è
ora possibile accedere a In-
ternet tramite Italia On Line, il
provider Internet nazionale cui
è possibile abbonarsi per tre
mesi semplicemente com-
AWEB II
AWeb è un browser WWW che, no-
nostante l’aspetto un po’ spartano,
appena è apparso su Aminet, ha
subito riscosso il favore del pubblico
per vari motivi: usa poche risorse, è
capace di scaricare più pagine
HTML contemporaneamente, conti-
nua a scaricare le pagine anche se
si passa a un nuovo link e, soprat-
tutto, è stabile come la roccia (altro
che Netscape!). Ora è stata annun-
ciata una versione commerciale da
AmiTrix Development, che suppor-
terà immagini di sfondo, bordi, cen-
tratura, localizzazione, hotlist gerar-
chica, menu ARexx e altri tag HTML
3.2. Le funzioni di Mail e Ftp verran-
no gestite attraverso script ARexx
forniti. Su Aminet è apparsa intanto
la versione demo 1.2 che include
solo una parte minima delle caratte-
ristiche citate.
Verrà venduto assieme a HTML-
Heaven v 2.0, un programma per la
creazione di pagine HTML che va a
integrarsi con AWeb per la visualiz-
zazione delle pagine.
La data di rilascio presunta è il 1 lu-
glio 1996, il costo 45 dollari.
AmiTrix Deveiopment, 5312 - 47 Street,
Beaumont, Alberta, T4X 1H9 Canada,
tel/fax 1-403-9298459, email: saies@a-
mitrixeom , support@amitrix.com, http:
//www. networkx. com/amitrix/index.
htmi
prando la relativa rivista in e-
dicola. Al vecchio sistema del
Client custom disponibile solo
per MS-DOS e MacOS, si af-
fianca ora un metodo più co-
modo e standard che sfrutta
PAP, il sistema di autentica-
zione del protocollo PPP. Qua-
si tutti i nodi aperti da IOL of-
frono già la possibilità di utiliz-
zare l’accesso PAP; fanno ec-
cezione due nodi su tre a Mi-
lano e uno su tre a Roma, per
ora. Per sapere quali siano,
basta collegarsi alla Home Pa-
ge di lol. Dopo che il modem
si sarà connesso mediante il
protocollo PPP/PAP, apparirà
la richiesta di inserire il nome
e la parola chiave, le stesse
normalmente usate con il
Client, che dovranno essere
inserite a mano collegandosi
con un programma di comuni-
cazione come Term o NComm
oppure, più comodamente,
tramite lo stesso script di con-
nessione da PPP. Eccone un
esempio:
REDIAL "NO CARRIER"
["BUSY"
SEND "atdt <numero
[telefono nodo IOL>"
WAIT "CONNECT"
WAIT "ogin:"
SEND <nome utente>
WAIT "as sword:"
SEND <parola chiave>
Mancano le iniziali di “Login”
e “Password”, per evitare pro-
blemi con maiuscole e minu-
scole. Per il momento non
sappiamo se per la registra-
zione iniziale sia o meno indi-
spensabile l’utilizzo del Client
custom per PC o Macintosh.
In questo caso, sarebbe suffi-
ciente rivolgersi a un utente
PC o Mac per effettuare il pri-
mo collegamento. Ricordiamo
che la versione liberamente
distribuibile del ppp. device è
limitata nell’uso con PAP a 15
minuti; esiste comunque an-
che il nuovo AmiPPP che, pur
essendo meno sofisticato e
veloce, non pone limiti di tem-
po e nella versione demo ha
una comoda interfaccia grafi-
ca di configurazione. [M. T.]
Squirrel e Blizzard 060
Contemporaneamente alla
nuova versione dello Squirrel
1 0 Amiga Magazine n° 80/luglio/ago$to 1996
con porta seriale incor-
porata, HiSoft ha reso
disponibile una nuova
versione dello squirrel-
scsi. device compatibile
con 68060 e Blizzard.
Stando a HiSoft, Phase
5 ha risolto i problemi
presenti nella 68060. li-
brary che impedivano il
funzionamento dello
Squirrel. I due file sono
disponibili gratuitamen-
te al sito Web: www.hi-
soft. co.uk/support/.
IAM: DiskSalv 4
e Connett Your
Amiga!
Intangible Assets Manufactu-
ring ha annunciato la versio-
ne 4 di DiskSalv, il program-
ma di recupero e riparazione
per hard disk e removibili.
Dovrebbe essere presente il
supporto per il file System
AFS. Intanto su Aminet sono
apparsi due programmi che
dovrebbero permettere l’un-
delete con partizioni AFS
(Undelete.lha e AFSUndele-
te1.2.lha).
IAM ha annunciato la pubbli-
cazione di una nuova edizio-
ne del libro Connect Your A-
miga! già recensito sul nu-
mero 65, che tratta di molte
tematiche relative alla con-
nessione in rete di Amiga. 0-
ra esamina più diffusamente
di Internet e WWW.
I prodotti IAM sono importati
in Italia da:
Db-Line, viale Rimembranze 26/c,
21024 Biandronno (VA), tei. 0332-
768000, fax 0332-767270, BBS
0332-767383, hotline: 0332-767383,
email: info@dbline.it
Clone Amiga
per l'oriente
La statunitense Newstar/Ri-
ghtiming Electronics Corpo-
ration ha annunciato la co-
struzione di un clone di Ami-
ga per i mercati dell’Asia o-
rientale, in particolare la Cina.
La macchina avrà 68000,
Kickstart 3.1 e un CD-ROM
interno e verrà venduta come
computer domestico con
particolare predisposizione
per l’accesso a Internet.
Rightiming Electronics Corporation,
20 Lexington Avenue, Trenton, NJ
07104 newstar1@ix.netcom.com, tei
ANCHE II CD32
PRENDE II VOIO
Db-Line ha annunciato la distribu-
zione di SX 32 PRO, una scheda
acceleratrice per CD32 che, oltre al-
le porte seriali, parallela, floppy e
RGB, contiene due connettori per
moduli di memoria SIMM standard,
per un massimo di 64 Mb, un 68030
a 50 MHz, un 68882 sempre a 50
MHz opzionale e un’interfaccia IDE
con buffer.
Db-Line, viale Rimembranze 26/c, 21024
Biandronno (VA), tei. 0332-768000, fax
0332-767270, BBS 0332-767383, hotline :
0332-767383, email: info@dbline.it
+ 1-609-8820306 , tei. + 1-609-
8827050.
OctaMED Sound studio VI
In agosto dovrebbe essere
rilasciata la prima versione di
questo nuovo e potente pro-
gramma musicale derivato
da OctaMed 6 e capace di
gestire fino a 64 canali indi-
pendentemente, scale musi-
cali con tre ottave in più di e-
stensione, uso della Fast
RAM per i campioni senza li-
miti di lunghezza, posizioni
pan distinte per ogni traccia
in modo stereo, salvataggio
del modulo anche come
campione su disco (da usar-
si poi come strumento per
moltiplicare ulteriormente il
numero di tracce), compati-
bilità con il 68060, Echo e
Cross Echo in tempo reale,
notazione musicale standard,
porta ARexx, ricerca e sosti-
tuzione, controllo MIDI mi-
gliorato. È richiesto almeno
un 68020 a 14 MHz. Il titolo
verrà pubblicato su CD-ROM
con il manuale in formato A-
migaGuide su disco anche in
lingua italiana. Oltre che
presso gli eventuali importa-
tori italiani, il CD-ROM può
essere ordinato dall’Italia al
costo di 44,99 sterline com-
prensive delle spese di spe-
dizione. Si potrà anche ordi-
nare sempre presso la casa
produttrice la versione su
floppy con manuali stampati
per 85 sterline. Per gli utenti
già registrati presso il Med
User Group, i prezzi diventa-
no rispettivamente di 39,99 e
40,00 sterline. Gli utenti già
AMIGA
AMIGA 1200 + software in bundle I . I 00.000
AMIGA I 200 HD I 70 + software in bundle I .350.000
AMIGA I 200 HD420 + software in bundle I .450.000
AMIGA 4000 TOWER 6.500.000
68040 25 Mz con HD 1,2 GB SCSI II - SCALA MM 300
AMIGA MONITOR M 1438 S 950.000
Espansioni di memoria
OMEGA ESP MEM.X A 1 200 0K Ram 1 80.000
APOLLO 1200 con FPU 68881 200.000
Schede acceleratrici
APOLLO 520 X AMIGA 500 CPU68020 25Mhz 285.000
APOLLO 620 X AMIGA 600 CPU68020 28Mhz 300.000
APOLLO 1240 X AMIGA 1200 CPU68040 40Mhz 990.000
BLfZARD 1260 X AMIGA 1200 CPU68060 50Mhz 1.400.000
CYBERSTORM II X/^IIGA4000 CPU68060 50Mhz 1.450.000
Schede Video
CYBERVISION 64bit (2Mb Ram) 750.000
CYBERVISION 64bit (4Mb Ram) 950.000
Programmi Amiga
PC-TASK 3.1 (Emulatore MS-DOS X AMIGA) 200.000
C I -TEXT (VIDEOSCRITTURA man. Italiano) 50.000
MAXXON CINEMA 4D prò 490.000
TURBO PRINT4. 1 italiano 1 50.000
IDE-FIX (Programma per gestire CD-ROM) I 1 0.000
CYBERGRAPHX 60.000
Altro hardware
EMPLANT 1 200 emulatore Macintosh per Amiga 1 200 1 50.000
VIDEON 4.1 GOLD Digitalizzatore video 350.000
VIDEO MASTER Digitalizzatore audio-video 390.000
MICROGEN PLUS Genlock semiprofessionale 350.000
MAXIGEN PRO I Genlock professionale 700.000
VIDEON 4.0 Digitalizzatore video 300.000
BOX esterno per CD-ROM con cavi 125.000
MIDI INTERFACCIA + 2 CAVI 70.000
CAVO PER HD interno da 3” e 1/2 25.000
Utility CD 32 Games CD 32
Il corpo umano (ita) 79.000 Sensible soccer 60.000
Firenze (ita) 79.000 D/Generation 60.000
i PREZZI SONO IVA INCLUSA E POSSONO VARIARE SENZA PREAVVISO
DISTRIBUTORE AMIGA UNICO PER LA SICILIA
AMIGA GROUP ITALIA, OVVERO LA RETE
DEI GRUPPI AMIGA ITALIANI
Negli anni passati sono nati numerosi club che raggrup-
pavano utenti Amiga desiderosi di scambiarsi esperien-
ze di ogni genere. Pochi finora però sono stati i tentativi
di collegare questi gruppi per puntare a progetti più am-
biziosi.
Ora alcuni gruppi hanno deciso di unire i loro sforzi per
dare il via a una iniziativa che ha come scopo principale
il supporto per l’utenza Amiga italiana che intende usare
con soddisfazione questa piattaforma. Dal lancio di que-
sta iniziativa si sono aggiunti molti nuovi nuclei localiz-
zati in altrettante città italiane e altri ancora si stanno ag-
giungendo. Chi volesse informazioni più dettagliate con-
tatti pure:
Rocco Coluccelli, via F.Orsoni 8, 40135 Bologna, e-mail: rocco@m-
box.inmedia.it, WWW: http://www1.inmeida .it/Amiga/, Fidonet:
2:332/403.61, tei: 051-6142479 (dopo le 22)
Per la lista aggiornata dei gruppi presenti in tutta Italia si
consulti la pagina Internet:
http://www1 .inmedia.it/Amiga/
Ecco invece la lista dei referenti accessibili telefonica-
mente in varie città italiane, così come ci è stata comu-
nicata dallo stesso Rocco Coluccelli. Tutte le persone
presenti nella lista possono definirsi “buoni conoscitori”
di Amiga e delle problematiche collegate. Sono in pre-
parazione, sul sito Internet del progetto AG Italia, nuove
pagine contenenti materiale documentativo per tutti i
settori applicativi di Amiga.
Bari
Antonello Troccola 080-5560882 (pasti ìu-ve)
Vincenzo Corona 080-5016448 (pasti lu-ve)
Bologna
Giuseppe Giorlando 051-550302 (ufficio), Asimware
051-520305 (fax) ger, un C
tare le fo
Brescia vertirle in
Andrea Girelli 030-2304463 (sera) tutto sulla
Firenze elusa.
Fabio Barzagli 055-602214
Euro Digita
Genova 0373-8602
Francesco Ratto 01 0-8355645 www.ntsc.c
Gabriele Greco 01 85-91 068 (sera) L___
Grosseto
Oreste Mannelli 0564-25930 (pasti)
L Aquila
Maurizio Fabiani 0862-311038 (sera), 0862-311040 (fax)
Milano
Massimiliano Origgi 02-95736754 (sera)
Napoli
Francesco Capaccioni 0360-274400 (21-22)
Palermo
Roberto Giuffrè 091-6211512
Enrico Altavilla 091-346820
Filippo Vela 091-6514088 (sera), 0338-404230
Piacenza
Alessandro Gerelli 0523-458830
Pordenone
Matteo Forniz 040-569937 (lu-ve)
Udine
Luca Danelon 0432-571270 (15-21)
Verona
Massimiliano Farnea 045-528632
PHOTOCD MANAGER
Asimware Innovations ha rilasciato PhotoCD Mana-
ger, un CD per Amiga AGA che permette di consul-
tare le foto presenti su un disco PhotoCD e di con-
vertirle in immagini IFF. Il programma punta soprat-
tutto sulla semplicità d’uso. Costa L. 85.000, IVA in-
clusa.
registrati con il Weird Scien-
ce V6 CD potranno avere il
CD-ROM per 29,99 sterline.
RBF Software, 169 Date Vatley Rd ,
HollyBrook, Southampton SOI 6 6QX,
England
SyQuest alla riscossa
La lotta fra Iomega e SyQue-
st sul fronte dei removibili
non accenna a placarsi. Se
la partita fra EZ135 e Iomega
Zip finora ha nettamente fa-
vorito il secondo (1 milione di
esemplari venduti), SyQuest
non intende certo rinunciare
alla lotta, nonostante le per-
dite accumulate negli ultimi
sei mesi. Prima di tutto ha
annunciato riduzioni di prez-
zo per l’EZDrive, in secondo
luogo ha imitato in parte la
strategia di Iomega, se non
altro per quanto riguarda il
look dei prodotti e i mercati
Il SyQuest EZFlyer 230 Mb.
di destinazione. In questa li-
nea si inquadra il rilascio pre-
visto per giugno di EZFlyer
230 Mb, un prodotto evoluti-
vo rispetto all’EZI 35 che vie-
ne fornito in versione esterna
parallela e fra poco anche
SCSI. Il drive è contenuto in
un grazioso case, simile a
quello dello Zip, con tanto di
pulsante di espulsione auto-
matica delia cartuccia e pul-
sante di accensione poste-
riore, tempo di accesso me-
dio di 13,5 ms, transfer rate
di picco di 4 Mb/s e sostenu-
to di 2,4 Mb/s. Il prezzo del
lettore esterno è di 299 dolla-
ri, mentre la singola cartuc-
cia dovrebbe costare 29,95
dollari.
Rimane ancora aperta, inol-
tre, la partita fra Iomega Jaz
e SyJet e, sulla carta, SyQue-
st appare in netto vantaggio.
Il SyJet, previsto per questo
autunno, è un removibile da
3,5", IDE interno o SCSI e-
sterno (con terminatori attivi
e selettore di ID), usa cartuc-
ce da 650 Mb o da 1,3 Gb,
ha transfer rate sostenuto di
4-7 Mb/s e 10/s Mb di picco,
tempo di accesso medio in-
feriore all ms. Dispone an-
che di un modo di funziona-
mento chiamato “mach mo-
de” che aumenta il transfer
rate minimo e permette un af-
flusso costante di dati, come
è richiesto dalle applicazioni
video. Viene fornito in un gra-
zioso case esterno che può
essere disposto anche verti-
calmente, dotato di pulsante
di espulsione frontale e di
accensione posteriore, con
una garanzia di due
anni per il lettore e di .
cinque anni per il 1
supporto. Il prezzo La I
del lettore dovrebbe acce
ripql
aggirarsi attorno ai ^
499 dollari (800.000 ^
lire) mentre quello mon
della cartuccia da cicls
650 Mb dovrebbe su-
perare di poco le
100.000 lire (64,95 ™
dollari) e quello della st0 <
cartuccia da 1 ,3 Gb esse
le 150.000 lire (94,95 dovi
dollari). Il prodotto, se La i
manterrà tutte le prò-
messe, grazie alle ted€
sue caratteristiche e d e£
all’incredibile rappor- Anc
to prezzo/prestazioni mer
potrebbe addirittura
mettere in discussio-
ne I attuale primato po tr
degli hard disk. 680'
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0373-86023, fax/BBS 0373-86966, Internet: ede@ntsc.com
www.ntsc.com/ede
Supporto XFA
ClassX offre supporto tecni-
co gratuito via email a tutti gli
sviluppatori che vogliano uti-
lizzare il formato di animazio-
ne XFA nelle proprie produ-
zioni software PD e Sharewa-
re. L’archivio completo dell’X-
FA developer’s kit si trova su
Aminet nella directory
util/libs. Contattare Michele
Puccini aH’indirizzo: classx®
pisoft.it
FotoFUN
Dopo Primera
e PrimeraPro, ,
due stam-
panti a dop-
pia tecnoio-
già (sublimazione e wax ther-
mal transfer), che assicurano
stampe a colori di qualità fo-
tografica a prezzi contenuti
(si veda AM 58), Fargo ha
annunciato il rilascio di Foto-
FUN, una stampante che uti-
lizza la stessa tecnologia per
produrre fotocolor di 10x15
cm (o cartoline o adesivi o
tazzine!). Stampa a 203 dpi,
NUOVI PRODOTTI PHASE 5
La Blizzard 1240-T/ERC è una nuova scheda
acceleratrice di Phase 5, disponibile da luglio, e
destinata ai 1200 montati in un case Tower.
Questa soluzione è necessaria a causa della
forte dissipazione di calore del 68040 a 40 MHz
montato sulla scheda. La CPU fornita è stata ri-
ciclata dopo opportuni test (ERC sta per Eco-
ReCyciing) e comprende MMU e FPU. Questo
permette di tenere basso il prezzo di vendita:
549 marchi tedeschi. La scheda può montare fi-
no a 128 Mb di RAM con moduli SIMM: per ti re-
sto è simile alla Blizzard 1260, come quella può
essere espansa con il Kit SCSI IV e, in futuro,
dovrebbe essere possibile un upgrade a! 68060.
La Blizzard 2040 ERC è invece analoga alla
Blizzard 2060 e monta un 68040 riciclato a 40
MHz con FPU e MMU. Il costo è di 699 marchi
tedeschi. Anche di questa può avvenire l’upgra-
de al 68060.
Anche la CyberStorm ha subito analogo tratta-
mento: in settembre uscirà la CyberStorm MKII
040/40 ERC che usa sempre il 68040 riciclato a
40 MHz, può montare fino a 128 Mb di RAM, è
compatibile con 3000, 4000, 3000T e 4000T e
potrà anche questa essere aggiornata con un
68060. li prezzo previsto è di 749 marchi.
12 Amiga Magazine n° so/luglio/agosto 1990
Db-line, Viale Rimembranze 26/C , 21024 Biandronno
(VAI tei. 0322-768000 , fax 0332-767270 ; tìotlinè 0322-
767383 ermil:info@dbline.it
PAGESTREAM 3.01
Diego Gallarate
Non ci si può certo lamentare:
Soft-Logik sta mantenendo la
promessa fatta a suo tempo di
portare a termine l'eccellente pro-
gramma DTP PageStream 3;
questo dovrebbe essere, il condi-
zionale è d’obbligo, il decimo e
ultimo aggiornamento intermedio
prima della versione 3.1, che
sarà fornita gratuitamente agli u-
tenti registrati. Quando sarà com-
pletato, PageStream risulterà il
miglior programma DTP per qua-
lunque piattaforma, con la capa-
cità di importare ed esportare im-
paginati dai più diffusi QuarkX-
Press e Adobe PageMaker.
È impossibile elencare nello spa-
zio disponibile tutti i miglioramenti
rispetto alla versione 3.0h2, elen-
cheremo quindi solo i più impor-
tanti.
- È ora completamente funzio-
nante lo strumento Penna e quel-
lo per la manipolazione dei per-
corsi di tracciatura e del ridimen-
sionamento delle immagini. Sono
invece parzialmente funzionanti
gli strumenti di manipolazione per
il ridimensionamento dei disegni,
degli oggetti EPS e della griglia.
Fissati i problemi di taglia/copia
dei riquadri dì testo e del ridimen-
sionamento delle immagini effet-
tuati dai requester Palette o Edit;
inoltre ora i cambiamenti di valore
dei colore vengono aggiornati an-
che nell'Immagine.
- Implementate le funzioni di ca-
ratterizzazione dello stile di testo,
con correzione relativa ai diversi
problemi connessi. Ora anche la
gestione per l’allocazione della
memoria dei font utilizzati è stata
ottimizzata. Sia il posizionamento
del cursore, sia lo scorrimento del
testo nelle pagine sono ora gestiti
Ora è possibile completare
il Tutorial 3 per creare
facilmente una tabella...
Fargo FotoFUN:
la prima stampante digitale
di fotocolor.
efficacemente. Inoltre, sono stati
risolti vari problemi di allineamen-
to dei paragrafi e della divisione
delle parole (hyphenat-ion) per
vari linguaggi usati, tra cui l’ingle-
se americano; quest’ultima fun-
zione è contenuta in file ASCII e-
ditabili per ogni lingua e può es-
sere quindi modificata e comple-
tata anche manualmente. Anche t
colori del testo possono modifi-
carsi conformemente ai valori im-
messi nella palette, ma non è an-
cora possibile cambiare il colore
del testo selezionando un altro
colore nell’apposita finestra. L’u-
nione del testo a più riquadri vie-
ne ora mantenuta anche nel se-
condo riquadro e il documento è
aggiornato alla nuova impagina-
zione.
- Sebbene non si possa ancora
modificare il documento durante
la stampa, molti sono i migliora-
menti apportati in questo campo:
sono stati fissati alcuni errori di
interpretazione PostScript relativi
alle virgolette e alle frecce; com-
pare una nuova messe di driver
per le più recenti stampanti delle
migliori marche: Epson, inclusa la
Stylus Color e il linguaggio E-
SC/P2, Fargo Primera Pro, Hew-
lett-Packard, incluse la 320, 600C
e 850C con supporto di RET (In-
cremento Risoluzione). Anche il
metodo di controllo della stam-
pante è stato modificato.
- La funzione più “appariscente” è
il supporto della scheda grafica
CyberVision o, comunque di
quelle schede che supportano il
software di gestione Cyber-
GraphX, come per esempio la
Retina Z3: ora è possibile aprire il
programma su uno schermo a 24
bit.
Altre aggiunte e miglioramenti
riguardano la gestione delle ma-
cro e delle funzioni relative al B-
ME, il potente editor di immagini
incluso nel pacchetto, che per-
mette anche la tracciatura auto-
matica partendo da file bitmap
sino a 256 colori.
Diverse e importanti, tuttavia,
sono le funzioni non ancora
complete, tra cui la possibilità di
ricerca e sostituzione, la possi-
bilità di ancoraggio del testo a
un oggetto grafico, o la gestione
di palette multiple per diverse
immagini presenti nel documen-
to. Speriamo che la versione
3.1 ora non si faccia più atten-
dere.
a 16 milioni di colori e richiede
due minuti e mezzo per ogni
foto.
Si collega ad Amiga mediante
la porta parallela e viene pilo-
tata dal driver per Amiga
downlodabile al sito Internet di
Fargo (www.fargo.com), op-
pure mediante la nuova ver-
sione di ImageFX (2.6). Il co-
sto della stampante è di 499
dollari, quello di tutto il neces-
sario per la stampa di 36 foto-
color è di 34,95 dollari. a
l | [1] IBro-.vse C.A.T.M U, ULiHIF
mmm nss i
0
-iimnipiesenceH Amine* |j Aita, r sta || -rr.iga j| QIC Ij StonnC |
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System. Cinema Studio, Clip Art ( Weird Science), Colour Library v.l, Communicator III, Da Capo.
Demomania, Desktop Video Dreams, Do it!. EM Compugraphic Phase 1 2 3 4, Emulatori unlimited,
Encounters, Epic Collection, Eric Schwartz CD. Everybody's girlfriend, FI Lìcenceware, FantaSeas
t Photo CD2CD), Fonts CD (Weird Science). Fresh Fish 10, Fresh Fonts 2. Frozen Fish 1995. Fun
clips. Giga Graphics Set (4cd), Global Amiga Experience. Gold Fish 12 3, Graphics Sensation,
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Enhancer. Maxon Cinema 4D Classic, Maxon Ruytrace Pro CD, Meeting Pearls 4'.\ MegaHits 6 7,
MultiMedia Toolkit 2, NetNevvs Oftline v.l. Network CD2, Nexus Pro \ .l. NordPool CD, Nothing
but GlFS AGA, Oetamed 6, Online Library v.l. Personal Suite 6.4, Photolite, Pro Video Club 1,
Professional Backdrops v.2. Professional 1FF & PCX Clipart, RHS Color Collection, RHS Erotte
Colleetion. Scene Storni v.l. Sci-Fi Sensation, Software 2000 (2cd), Sound & Vision, Sound FX.
Sound Library ^Graphics. Sound Terrific (2cdì, Special Effeets voi.!, Spectrum 1996, Stare Optx,
Terra Sound Library , Textikon, Testure Gallery, Testure Portfolio, Uitimedia 3&4, UPD Gold i4cdh
Workbench ÀddOn v.l, Workbench Designer. World Alias. World Info '95, World of A 1200, World
of Clipart plus, World of GIF. World of Sound, Xi-Paìnt 4.0. Assassini l 2. Gamers Delight 1 2. Saar
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C.A.T.M.U. sne - casella postale 63 - 1 0023 Chieri (TO)
fax: 01 1-941.52.37 (7/7gg, 24/24h)
tei: 011-941.52.37 (lun-ven 9:30-12:00, 14:30-17:00)
email: <solotre@mbox.vol.it>
AMIGA 3D
Antonio De Lorenzo (an.delorenzo@agora.stm.it)
UghtWave 3D Revisione
5, prime indiscrezioni
LightWave 3D, lo ricordiamo,
è un programma nato e svi-
luppato fino alla revisione 3
solo su Amiga; ora sta dive-
nendo uno dei più avanzati e
diffusi pacchetti di modellazio-
ne e animazione professionale
3D sulla faccia del pianeta.
Oltre al record di vendite, si
tratta deirunico pacchetto di
questo genere (tralasciando il
prodotto PD privo di editor
grafico POV-Ray) a essere di-
sponibile, oltre che per Amiga
anche per Silicon Graphics,
Windows, MIPS, Digitai Dee
Alpha e, da poco, persino per
PowerMac, con un’interfaccia
grafica praticamente identica
e con una totale e trasparente
interscambiabilità dati tra le
varie piattaforme.
Finito l’impatto della presenta-
zione allo scorso NAB, inizia-
no a circolare le prime revisio-
ni beta dimostrative del pro-
gramma in versione Amiga.
Già disponibile per PC Intel,
una delle maggiori migliorie
per questa piattaforma è il ri-
corso all’architettura OpenGL.
Grazie al supporto di tali libre-
rie grafiche (specialmente se
coadiuvate da hardware dedi-
cato) è ora possibile lavorare
in smooth shaded o “in om-
breggiato” (vale a dire senza
necessariamente ricorrere a
modelli 3D visualizzati per
strutture in fil di ferro o wiref ra-
me) sia nel Layout che nel
Modeler. Sebbene non sia
stata implementata la visualiz-
zazione delle texture e dei
brush, il posizionamento per
esempio delle sorgenti lumi-
nose si ripercuote in un cam-
biamento in tempo reale
dell’illuminazione del modello
0 dell’intera scena!
Questa caratteristica non è
presente nella versione Ami-
ga, ma le funzioni e le partico-
larità non legate direttamente
allo sfruttamento delle librerie
grafiche OpenGL sono state
implementate in maniera tota-
le. Il Modeler si avvale ora del-
le NURB (Non-Uniform Ratio-
nal B-spline) in forma di tool
denominato “meta NURB”, no-
nostante le dichiarazioni fatte
dal programmatore (Stuart
Ferguson) secondo cui non
sarebbero stati implementati a
breve tali strumenti nel Mode-
ler! Caduta anche la limitazio-
ne di un solo nome per super-
ficie, ora è possibile definire
stratificazioni complesse di
materiali (layering). Molto nu-
merose anche le Plug-in forni-
te in dotazione base; si va dal-
le Metaball a una Piug-in che
consente di applicare un’im-
magine (mapping) dal Mode-
ler o di “piastrellizzarla” e
deformarla direttamente e in
tempo reale su di una qualsia-
si superficie; è presente inol-
tre la possibilità di “cartooniz-
zare” ì vari trame, di trasfor-
mare cioè la resa 3D fotoreali-
stica nel tipico aspetto bidi-
mensionale dei cartoni ani-
mati.
LightWave è importato in Ita-
lia da:
Db- Line, viale Rimembranze 26/c,
21024 Biandronno (VA), tei. 0332-
768000, fax 0332-767270 . BBS
0332-767383, hotline: 0332-767383,
email: info@dbline.it
Nova Design: ovvero
1 destini di Aladdin 4D
5.0 e imagefX 2.6
Abbiamo già annunciato
l’acquisizione di Aladdin 4D
di Adspec Programming da
parte di Nova Design Ine. “È
un accoppiamento perfetto -
ha annunciato Bob Fisher,
VP Marketing di Nova Desi-
In basso : la nuova
grafica della release
5 disponibile tra
qualche mese anche
per Amiga.
Sopra ,
immagine
eseguita
tramite
LightWave 4.0
su AMIGA 1200
(6803050 MHz)
da Dominique
Favotti
(rac @cybera. an
et.fr). Notare
come la
superficie degli
asteroidi sia
stata realizzata
tramite texture
matematiche
(dette anche
procedurali) e
non per mezzo
di brush
mapping.
1 4 Amiga Magazine n° so/luglio/agosto 1990
gn - alla stregua di ImageFX,
Aladdin è un prodotto incredi-
bilmente potente con caratte-
ristiche uniche nel mercato
della grafica 3D Amiga. Alcu-
ne delle caratteristiche più a-
vanzate di Aladdin 4D com-
prendono texture procedurali,
simulazioni gassose reali sia
nella resa che nel comporta-
mento, sistemi particellari e a-
nimazioni basate su percorsi
definiti. Greg Gorby, proprie-
tario di Adspec Programming
e artefice di Aladdin 4D, così
spiega la sua scelta per Nova
Design: “Avevamo ricevuto
molte altre offerte, ma Nova
lavora su Amiga e la preroga-
tiva di offrire prodotti di alta
qualità a costi accessibili pro-
pria di ImageFX mi ha persua-
so che essa sarebbe stata la
compagnia giusta per Alad-
din”. Prima di rilasciare la nuo-
va revisione, Nova Design mo-
dernizzerà ed estenderà l’in-
terfaccia, riscriverà la manua-
listica e aggiungerà nuove
funzionalità onde insufflare
nuova vita a questo già super-
bo prodotto. La nuova revisio-
ne del programma è attesa tra
luglio e settembre e sarà di-
sponibile per gli utenti regi-
strati a prezzo speciale di up-
grade.
Annunciato inoltre il rilascio
della revisione 2.6 di Ima-
geFX, uno dei migliori pro-
grammi di interpretazione/
conversione di formati grafici
bitmap e di image processing
avanzato, che ha preso defini-
tivamente il posto di ADPro.
REPLICA
Sul numero 78 presentavamo The
Interior Design Collection di Replica:
una collezione di oggetti 3D per Li-
ghtWave. Segnaliamo che il prodotto
viene importato in Italia da Db-Line
al prezzo di L. 349.000 IVA inclusa.
Le singole raccolte che compongono
la collezione (Interior Design I, Il e Ili
e Interior Construction) non vengono
più vendute separatamente e sono
disponibili solo come raccolta com-
pleta.
A breve saranno disponibili nuovi
CD con oggetti 3D sempre di Repli-
ca Technology: The Camelot Collec-
tion a L. 349.000 e The Wright Col-
lection L. 349.000.
Per altre informazioni: http://www.d-
bline.it/shtm/bcbc01 .htm. [H.B.]
Db-Line, viale Rimembranze 26/c, 21024
Biandronno (VA), tei. 0332-768000, fax
0332-767270, BBS 0332-767383, hotline:
0332-767383, e-maii: info@dbline.it
MAXON CINEMA
La società romana di importazione di software e hardware per Amiga ha
annunciato l'imminente disponibilità della versione 3.1 di Maxon Cinema
4D, oltre a tre plug-in (Maxon Cinema Font, Maxon Cinema World, Maxon
Cinema Tree) per tale programma, tutti localizzati in italiano.
Entro settembre dovrebbe essere disponibile il libro “Effetti Speciali 3D con
Maxon Cinema 4D” di Frank Flermann, tradotto in italiano. Utile anche
all’utente inesperto, è composto da 280 pagine con un floppy e costerà L.
65.000 oppure L. 45.000 in bundle con Maxon Cinema.
Sempre per settembre dovrebbe apparire il CD-ROM “Cinema Studio”, un
tutorial interattivo sempre relativo a Maxon Cinema 4D, che contiene circa
650 Mb di materiali, texture, animazioni, ecc. li prezzo dovrebbe aggirarsi
sulle 50.000 lire, che diventano L. 40.000 se comprato assieme al pro-
gramma. [ H. B]
Fractal Minds di Marco Kohler,
via Principe Eugenio 23,
00185 Roma, tei. 0330-999842
(lu-ve 18-21), fax 06-4464562
Una serie di nuovi accor-
gimenti tecnici e avanza-
menti consentono di
creare effetti speciali di
gran levatura sia su sin-
gole immagini che su se-
quenze, per mezzo del
modulo IMP migliorato e
di AutoFX compreso nella
dotazione standard. Ora l’in-
tegrazione con la dotazione
software/hardware del Video
Toaster/Flyer revisione 4.1 di
Newtek è pressoché comple-
to. Aggiornata anche la pre-
view sotto CyberGraphX: gli
utilizzatori di schede grafiche
con sistema software Cyber-
GraphX potranno avvantag-
giarsi di preview in modalità
grafiche spinte con modifica
in tempo reale delle opera-
zioni legate all’utilizzo di rita-
gli (brush). Il pieno supporto
del sistema CyberGraphX è
stato aggiunto anche a Cine-
morph, uno dei più popolari
programmi di morphing 2D
disponibile per Amiga e a
ViewTek, il diffuso visualizza-
tore PD di immagini e anima-
zioni.
La stampante Fargo FotoFun
ora può essere guidata diret-
tamente da ImageFX onde
produrre un accurato output
a colori in qualità fotografica.
Vengono supportati gli scan-
ner piani Hewlett-Packard
Scanjet l!c/3c/4c tramite por-
ta SCSI. È stato implementa-
to un nuovo modulo definito
‘‘Wireless Program” per prov-
vedere alla rimozione o sosti-
tuzioni di parti anche sofisti-
cate di una foto. Funzioni
grafiche già molto avanzate
quali Lightning, Shear, Straw
e Composite sono state este-
se e ancora migliorate in nu-
IMAGINE 5
E CYBERGRAPHX
Grazie alle pressioni di Phase 5, Im-
pulse ha deciso di rendere la versione
5 di Imagine compatibile con lo stan-
dard grafico CyberGraphX che funzio-
na con molte schede grafiche a 24 bit.
La nuova versione includerà anche
un completo supporto ARexx.
Per maggiori informazioni consultare
la pagina Web http://www.cool-
fun.com. [H. B.]
mero di opzioni, semplicità e
velocità di calcolo, inoltre ef-
fetti interamente nuovi sono
stati aggiunti come: bolle a-
nimate, fuoco e anelli infuo-
cati, produzione di scintille,
deformazione liquida delle
immagini, sgranatura della
pellicola e molte altre ancora.
Nova Design ha infine rinno-
vato il proprio sito Web su In-
ternet, per avere maggiori
informazioni puntate i vostri
browser al seguente indiriz-
zo: http://www.novadesign.
com.
Il costo dell’upgrade per i
possessori della revisione 2.0
o superiore di ImageFX è di
soli 34,95 dollari più spese di
spedizione e packing (pari a
5 dollari per gli USA e 7 dol-
lari per ogni altra destinazio-
ne). Contattare la casa allo
+ 1-804-2821157 o per fax al-
lo +1-804-2823768. L’indiriz-
zo postale è il seguente:
Nova Design Ine., 1910 Byrd Ave, Sui-
te 214, Richmond, VA 23230, USA.
ImageFX è importato in Italia
da:
Euro Digital Equipment via Dogali 25,
26013 Crema (CR), tei. 0373-86023,
fax/BBS 0373-86966, Internet: e-
de@ntsc.com www.ntsc.com/ede
World Construition
Set V2
Questar ha annunciato il rila-
scio della prerelease alla ver-
sione 2.0 di WCS per Amiga,
ritenuto da più parti uno dei
Euro Digital
Equipment
Vendita per corrispondenza
di accessori per Amiga
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+ 50% più veloce nell’accesso al bus,
per animazioni più veloci e fluide;
+ raddoppio del clock del blitter, per un
sensibile incremento della velocità;
+ ottimizzazione della gestione
dell’encoder video;
+ ImageFX 1 .5 compreso nel prezzo;
+ garanzia soddisfatto o rimborsato;
- nuovo prezzo, solo 699.000 per la
versione con 2MB.
Cosa stai aspettando??
La Picasso è la scheda grafica che
vanta la più vasta compatibilità con il
software disponibile: LightWave, ADPro,
ImageFX, CyberGraphX, solo per
citarne alcuni. Nella versione ’11+’ è la
più veloce scheda grafica Zorro-ll per
Amiga!
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Tutti* prezzi sono IVA inclusa.
Tutti I marchi citati sono dei legittimi proprietari
s
migliori programmi dedicati al-
la generazione di scorci e ani-
mazioni 3D di tipo ambientale
e territoriale. La casa intende
sostenere Amiga e, grazie al
successo di vendite, il costo
del pacchetto è molto più bas-
so rispetto a quello delle ver-
sioni approntate per altre piat-
taforme. Gli acquirenti della
prerelease riceveranno in se-
guito la versione finale e la
manualistica interamente ri-
scritta. Intanto sono state co-
municate altre caratteristiche
del pacchetto rispetto a quan-
to da noi anticipato sul nume-
ro 75 (febbraio ‘96).
Animazione basata su keyfra-
me e controllo via spline con
oltre 100 parametri animabili,
compreso movimento, il colo-
re e i parametri legati alla defi-
nizione degli ecosistemi.
Creazione di ambienti in gra-
do di mutare il loro corso in
qualche minuto, un giorno, u-
na settimana, centinaia di anni
e persino milioni in una singo-
la sequenza! Editing interatti-
vo e display di parametri con
un’interfaccia grafica che mo-
stra la visuale di camera, una
veduta d’insieme e un editor
timeline basato su spline. In-
terfaccia grafica basata su
MUI, onde avvantaggiarsi di
display grafici estesi con fine-
stre liberamente riscalabili e
posizionabili nella maniera de-
siderata. I programmatori di-
chiarano di aver trovato la
MUI veloce quanto stabile e
ciò ha aiutato non poco a ri-
solvere i problemi d’interfac-
ciamento grafico in maniera
tale da concentrare l’attenzio-
ne sulle nuove funzioni.
Presenza di texture a elevato
dettaglio con stratificazione e
folding. Nuvole 3D di tipo evo-
lutivo, onde, flutti e riflessioni
sull’acqua, generazione auto-
matica delle spiagge e piante,
generazione di vegetazione
realistica, diverse varietà di fo-
gliame disponibile per la crea-
zione dì alberi custom e dall’a-
spetto realistico anche per po-
sizioni ravvicinate. Prerogativa
nel renderizzare un qualsiasi
numero di griglie a sezioni di
tipo DEM (persino l’intera Ter-
ra) in un unico progetto. Con-
siderazione in fase di calcolo
della curvatura terrestre, reali-
smo all’orizzonte della visuale
delle montagne, gestione au-
tomatica delle orbite, scene e
oggetti esportabili in LightWa-
ve per la combinazione 3D col
programma Newtek. WCS V2
fornisce anche l'inserimento di
sole e luna come corpi celesti.
La versione del pacchetto è
disponibile presso Db-Line.
Per maggiori informazioni o
anche solo per scaricare otti-
me immagini consultare il sito
WEB aH’indirizzo: http://www.
dimensionacom/~questar.
Db-Line, viale Rimembranze 26/ c,
21024 Biandronno (VA), tei. 0332-
768000, fax 0332-767270, BBS 0332-
767383, hotline: 0332-767383, email:
info@dbline.it
Archivi di materiali
per Imagine
Su Aminet (directory gfx/3d) è
possibile reperire sotto forma
di file grafici l’indice, a opera
di Steve Langguth, dei mate-
riali contenuti nella pregevole
collezione Freeware Alien
Workshop di Anders Lund-
holm (lund@hoa.ping. dk).
Collezione, lo ricordiamo, di
materiali di superficie preset-
tati a uso degli utenti Imagine
e importabili direttamente sui
modelli tramite Detail Editor,
anche questi liberamente ac-
cessibili via Aminet. Sempre
su tali siti potrete reperire il set
Imagine. Alcuni
esempi
di collezioni
di materiali
di superficie
predefiniti
e acquisibili
via Aminet.
I di SL Attributes. Il primo di
una serie di file di attributi
preimpostati da utilizzare in I-
magine e definiti tramite Ima-
gine 4 su Amiga (sebbene ri-
sultino funzionanti anche su
PC). Il set predefinito di attri-
buti utilizza solamente le tex-
ture procedurali incluse con I-
magine e si avvale di una
schermata grafica che ne illu-
stra i risultati.
IMGauge 1.1
È una semplice utility grafica,
disponibile su Aminet (gfx/3d),
in grado di monitorare in ma-
niera grafica lo stato di rende-
ring di Imagine e di restituire
in un requester scalabile MUI
su schermo pubblico. Viene
mostrato tanto il numero di tra-
me in calcolo che la percen-
tuale completata del singolo
trame, inoltre è possibile an-
che cambiare la priorità di e-
secuzione di Imagine.
I0P Editor
IOP (Imagine Object Path Edi-
tor), su Aminet (gfx/3d), con-
sente di cambiare i percorsi fi-
le (path) di Brush e Texture
assegnati a un qualsiasi mo-
dello di Imagine senza la ne-
cessità di recarsi nel reque-
ster Attribute del programma
onde cambiare ogni singolo
percorso. È possibile cambia-
re percorsi singoli o alterare
globalmente una serie di path.
II programma funziona per le
versioni 2, 3.X e 4 di Imagine.
Corsi di grafica 3D
A Roma si terranno dei corsi
completi di grafica 3D basati
su LightWave 3D 5.0. Il corso
parte da zero ed è rivolto tan-
to a chi risulta a digiuno di
grafica tridimensionale, tanto
a chi abbia conoscenze gene-
rali sull’argomento e voglia
approfondire in maniera pro-
fessionale l’utilizzo tecnico
pratico di questo particolare
tipo di grafica. A ogni sezione
teorica seguirà una sessione
tecnico-pratica tenuta diretta-
mente al calcolatore.
Arcos Graphics, via Pontina 424,
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1 6 Amiga Magazine n° so/luguo/agosto 1990
DOSSIER
pil/s
VERSO IL POWER PC
II punto su Amiga ,
Phase 5 e PIOS,
dopo i recenti
comunicati e la
conferenza di Tolosa
in cui Viscorp
si è presentata
ufficialmente
al mondo Amiga
Sergio Ruocco
A l WOA di Colonia Pro-Dad ci a-
veva parlato delle difficoltà di in-
terazione del loro software di
desktop video (su Amiga) con periferi-
che controllate da altre piattaforme.
Dopo tentativi vani con patch ai SO e-
sistenti, la soluzione è stata radicale:
la riscrittura di un clone Amiga OS! Il
p-os di Pro-DAD è appunto un sistema
operativo che ricalca nell’architettura
AmigaOS, con il quale è parzialmente
compatibile, con molte estensioni co-
me l’output 24 bit su multimonitor (an-
che via rete, come l’X-Windows Sy-
stem) e la facile portabilità.
Quello che all’epoca sembrava solo u-
na fuga in avanti di Pro-Dad si è poi ri-
velata solo la punta di un iceberg! In-
fatti, dopo un breve periodo di incer-
tezza, seguito all’annuncio delle tratta-
tive per la cessione di Amiga Techno-
logies a Viscorp, abbiamo assistito a
un vero e proprio fiorire di movimenti e
annunci elettrizzanti per iniziativa di
società e persone nate, cresciute e
tuttora vicine ad Amiga, alle quali si è
affiancata Motorola in qualità di part-
ner tecnologico.
l'annuncio di Phase 5
A metà maggio, prima della conferen-
za di Tolosa, di cui vi riferiamo a parte,
la casa tedesca Phase 5 ha diramato
un lungo comunicato dai toni secchi e
risoluti: entro i primi sei mesi del 1997,
come naturale estensione del Powe-
rUp Project, presenterà un intero com-
VISCORP ALLO CONFERENZA
DI TOLOSA
Raramente, in oltre dieci anni di storia, si è
visto un tale fermento di iniziative intorno
ad Amiga. In appena un anno, Escom è riu-
scita a trasformare le macerie (finanziarie,
legali e... materiali) della vecchia Commo-
dore nella nuova Amiga Technologies, so-
cietà che ha ripreso a pieno ritmo la produ-
zione e la distribuzione degli ultimi modelli.
Oggi, airinterno di un più ampio piano di
ristrutturazione aziendale, a seguito delle
perdite subite nell'anno appena trascorso,
Escom ha deciso di cedere Amiga Techno-
logies. La differenza fra il prezzo con cui E-
scom si è aggiudicata l'asta fallimentare di
Commodore (10 milioni di dollari) e quello
a cui si appresta a cedere Amiga Technolo-
gies (40 milioni di dollari, comunque su ta-
le prezzo stanno ancora trattando) può da-
re la misura della qualità e della quantità di
lavoro svolto da AT in questo anno. Il nuo-
vo acquirente, a meno di soprese dell'ulti-
ma ora, è Visual Information Systems Cor-
poration (Viscorp), società con base a Chi-
cago, nome dietro il quale si celano alcuni
fra i nomi più noti dei mondo Amiga: pri-
mo fra tutti, Cari Sassenrath, autore di Exec
e autentico "padre" di AmigaOS, ma anche
Don Gilbreath, progettista hardware, e altri
insider meno noti al grande pubblico. Per
presentarsi agli aficionados, tastare il polso
della situazione Amiga in Europa e soprat-
tutto per sollecitare proposte, idee, richie-
ste e suggerimenti, Viscorp ha invitato a un
incontro pubblico utenti, sviluppatori, ri-
venditori e stampa del mondo Amiga; in-
contro che si è tenuto nella piacevole citta-
dina di Tolosa, in Francia, il 19 maggio.
All'incontro hanno partecipato circa 200
"amighisti" provenienti da tutta Europa e
non mancava una piccola, ma agguerrita
rappresentanza degli altri continenti.
Nel suo intervento iniziale. Bill Buck, presi-
dente di Viscorp, ha presentato i piani della
società, che intende agire su due linee. La
Cari Sassenrath
alla conferenza di Tolosa.
prima e più importante (la "missione" di Vi-
scorp), prevede la realizzazione dei cosid-
detti set-top-box, piccoli apparecchi di in-
terfaccia che trasformano le comuni TV di
casa in altrettanti terminali intelligenti,
pronti per l'accesso a Internet e alle reti via
cavo, su cui già è diffuso il segnale televisi-
vo in molti paesi. Proprio per realizzare
questo obiettivo, Viscorp aveva già ottenu-
to in licenza, all'inizio del 1996, la tecnolo-
gia Amiga (chipset e sistema operativo), e
ora, con l'acquisizione di AT, la sua deter-
minazione a usare un "cuore" Amiga per
uesti sistemi risulta rafforzata: nelle parole
i Mr. Buck, AmigaOS è "l'unico sistema o-
perativo multimediale e multitasking". Vi-
scorp non prevede di vendere direttamente
al pubblico i suoi apparecchi (lo sforzo di
marketing e di distribuzione dovrebbe esse-
re enorme); piuttosto, verrà adottata una
politica di licenze: Viscorp darà in licenza la
tecnologia ai produttori di TV e agli oper^
N° 80/LUGUO/AGOSTO 1996 AMIGA MAGAZINE 1 7
puter basato su CPU RISC PowerPC
con caratteristiche assolutamente in-
novative e, last but not ieast, compati-
bile con AmigaOS.
Il nuovo sistema è basato su un chi-
pset custom altamente integrato dalle
prestazioni e caratteristiche sinora i-
naudite, senza compromessi con il
passato e che segna il netto rifiuto di
Phase 5 per il desolante appiattimento
e la generale omologazione allo “stan-
dard” Wintel (Window+lntel), che sem-
bra dominare tutti i progetti dell’indu-
stria dei computer degli anni ‘90.
Oltre a un PowerPC (a partire da 150
MHz), il sistema sarà dotato, sin dai
modelli base, di grafica senza com-
promessi: 1.600x1.200 pixel a 24 bit
pieni a 72 Hz di refresh, con supporto
hardware per MPEG, grafica 3D ed ef-
fetti su video e immagini, ingressi e u-
scite audio stereo a 16 bit e 44 kHz
(qualità CD), ingresso videocomposito
e S-VHS, uscita grafica compatibile
video e genlockabile a 24 bit, control-
ler Fast SCSI-II, porte per rete locale
e ISDN (già molto diffusa in Germania
e in via di introduzione anche in Italia).
VISCORP ffLI.fi CONFERENZA DI TOLOSA
tori via cavo, che la integreranno con i rispet-
tivi prodotti. La società prevede di vendere
almeno un milione di Amiga in questa forma,
nel solo 1997, e ha preannunciato un accor-
do con un importante produttore di apparec-
chi televisivi. Ai partecipanti è stato mostrato
un prototipo della prima incarnazione di que-
sto concetto, l'ED (Electronic Device), solo in
NTSC e con un sistema operativo proprieta-
rio, scritto, guarda caso, proprio da Cari Sas-
senrath. Si trattava di un prototipo abbastan-
za datato, accanto al quale è stata mostrata
la piastra madre del nuovo ED: un rapido e-
same della scheda ha rivelato la presenza di
un 68EC20 accompagnato da Alice, Cayle,
Budgie e un paio di CIA. In sostanza, un Ami-
ga 1200 leggermente customizzato e privato
delle parti "inutili", come tastiera e floppy; ri-
mangono però disponibili i relativi connetto-
ri. Nei piani di Viscorp, l'ED dovrebbe avere 6
Mb di RAM (2 Chip + 4 Fast) e 4 Mb di ROM,
questi ultimi contenenti, oltre ad AmigaOS,
anche uno stack TCP/IP e un browser per il
World Wide Web, nonché software specifico
per le diverse incarnazioni: fra le altre cose,
ED dovrebbe fornire la guida completa dei
programmi TV della settimana, aggiornata via
Don Gilbraith di Viscorp.
rete, la visualizzazione su TV del nominativo
del chiamante per le telefonate in arrivo (ove
sia disponibile il servizio di caller-ID, leggasi
USA) e la possibilità di fare acquisti via TV at-
traverso il lettore di carte di credito integrato.
Uno slot di espansione, inoltre, permetterà di
connettere una daughter board su cui possono
trovare posto dispositivi di vario tipo: Buck ha
citato modem, CD-ROM, schede Ethernet, I-
SDN, MPEG, DVD e altro ancora.
Quando, soprattutto nel pomeriggio, la di-
scussione si è spostata sulla seconda linea,
cioè sul destino dei computer Amiga, il clima
si è fatto sensibilmente più acceso. I piani di
Viscorp a riguardo sono piuttosto semplici:
pur continuando la produzione dei vecchi
modelli, la società non intende occuparsi di-
rettamente dello sviluppo di computer Ami-
ga, ma è ampiamente disposta a collaborare
con chiunque voglia farlo, con il solito siste-
ma delle licenze e dei contratti che è già sta-
to impiegato da AT. Dei precedenti progetti
di sviluppo di Amiga Technologies, ovvero il
Walker e il Power Amiga, il primo è stato
provvisoriamente cancellato (ma sembra che
siano in corso trattative con un'altra società
intenzionata a rilevarlo in foto); per quanto ri-
guarda il secondo, Viscorp ha manifestato
scarso interesse a progettare e produrre mac-
chine di fascia alta, ma al tempo stesso ha di-
chiarato di essere intenzionata ad appoggiare
chi intende farlo (PIOS, Phase 5, MacroSy-
stems/ProDad) mantenendo nel contempo
un controllo sul suo sviluppo, in modo da e-
vitare pericolose proliferazioni di versioni solo
parzialmente compatibili di AmigaOS. Tratta-
tive sono in corso con le società interessate.
Anche il chipset, in prospettiva, verrà aggior-
nato, ma non è stato possibile sapere nulla di
preciso a questo proposito. Ha destato un
certo sconcerto l'affermazione che, oltre al
PowerPC, sarebbe stato preso in considera-
zione anche il DEC Alpha come processore
per i modelli futuri, ma in seguito tale affer-
mazioni ha assunto i contorni di una sempli-
ce boutade .
Per quanto riguarda il sistema operativo, Vi-
scorp ha annunciato una nuova versione di
1 8 Amiga Magatine n° 8 o/luguo/agosto 1990
Secondo una speculazione raccolta su
Internet, le specifiche del chipset an-
nunciate da Phase 5 corrispondono a
quelle de!l’S3ViRGE.
Configurazioni e prezzi
Sulla base delle disponibilità e dei
prezzi attuali di mercato, un sistema
Petro Tyscbtschenko di Amiga
Technologies e Bill Buck di Viscorp.
AmigaOS entro la fine del 1 996: l'obiettivo fi-
nale è quello di integrare nel sistema una se-
rie di funzionalità ormai indispensabili per
stabilire una connessione con Internet
(TCP/IP, SLIP, PPP, SMTP, FTP ecc.). Gli svi-
luppatori presenti hanno richiesto a gran vo-
ce caratteristiche avanzate quali grafica RTG,
memoria virtuale, un deciso lifting per Intui-
tion e altro ancora: Sassenrath ha dichiarato
che le specifiche non sono ancora state fissa-
te in via definitiva, che il nuovo sistema terrà
conto dei suggerimenti degli sviluppatori e
che questi ultimi potranno, entro breve tem-
po, avvalersi di documentazione e program-
mi disponibili direttamente sul sito Viscorp
(http://www.vistv.com/). Come nel caso de-
gli sviluppi hardware (futuro chipset, proces-
sore), anche questo aspetto è parso a tratti
poco definito, quasi confuso; bisogna co-
munque tenere conto del fatto che l'accordo
con Escom non è stato ancora firmato e che,
dunque, Viscorp aspetta di avere il pieno
controllo della situazione prima di stabilire a
chiare linee il futuro di Amiga.
In generale, è apparso evidente che la società
è pronta ad ascoltare i suggerimenti di utenti
e sviluppatori e che è ben intenzionata ad
appoggiare lo sviluppo di Amiga anche in
versione desk top. Le richieste in questo sen-
so sono state tanto insistenti che Bill Buck,
nella conferenza stampa a fine giornata, è
stato costretto ad abbandonare il leggio, spo-
starsi al centro del palco e giurare solenne-
mente: "Viscorp will support thè develop-
ment of a new Amiga!" ("Viscorp supporterà
lo sviluppo di un nuovo Amiga!").
base con PowerPC 603e a 120 MHz,
16 Mb di RAM, hard disk SCSI da 1
Gb e CD-ROM 4x costerebbe 3.000
marchi tedeschi al pubblico; a parità
di prezzo tra un anno potrebbe adotta-
re un PowerPC 603e a 150 o 166 MHz,
mentre una versione high-end con il
PowerPC 604e a 150 MHz dovrebbe
costare 4.000 marchi.
Secondo Phase 5, mentre in termini di
potenza di calcolo il PowerPC non ha
difficoltà a competere con Pentium a
parità di clock, non vi è il minimo se-
gno di caratteristiche e prestazioni
grafiche minimamente comparabili tra
i PC-compatibili, al punto che Phase 5
sta valutando l'opportunità di brevetta-
re alcuni concetti e soluzioni all’avan-
guardia.
Il sistema operativo
Il software è una naturale evoluzione di
quanto sviluppato da Phase 5 per il
progetto Power Up, cioè il porting del-
le librerie Exec, Expansion e Cyber-
GraphX in codice nativo PowerPC e
l’emulatore 68K per PowerPC.
L’intenzione di Phase 5 è di sviluppare
un sistema operativo completamente
nuovo , ma compatibile a livello binario
con Amiga OS 3.x, allo scopo di e-
stenderne e migliorarne radicalmente
e liberamente l’architettura. Tra i nuovi
moduli si menzionano il CyberGraphX
3D e una libreria multimediale, oltre a
un aggiornamento dell’interfaccia u-
tente allo stato dell’arte visivo e funzio-
nale.
Sul sistema Phase 5 potranno girare
anche altri sistemi operativi, come
MacOS, o un Client X-Window, ma
questo più per “propaganda dì marke-
ting” che come alternative realistiche.
L’investimento in questo progetto non
è solo tecnologico e di ricerca e svi-
luppo, ma anche economico: quando
il sistema sarà sul mercato Phase 5 vi
avrà investito già somme “a sette cifre”
(di marchi tedeschi).
Dietrich ha affermato: “Vogliamo dare
il nostro pieno supporto all’idea di A-
miga per gli stessi motivi per cui siamo
stati tra i primi utenti: crediamo nei
vantaggi intrinseci e nei concetti supe-
riori su cui è basato” e ha aggiunto:
“abbiamo il know-how, il team e gli
strumenti di sviluppo, il supporto dalle
terze parti (in particolare Motorola) e la
base finanziaria. Quello che manca è
solo registrare un massiccio e positivo
*« & i&frfcft&iifi'fcft ~ ii&i&fc
supporto dalla base di u-
tenti Amiga, che chiedia-
mo e ci attendiamo con la
pubblica diffusione dei
nostri progetti”. Se, come
noi, siete interessati a un
sistema simile, fatelo sa-
pere a Phase 5.
Intanto, il progetto di Pha-
se 5 ha già avuto un im-
primatur fondamentale: la
filiale europea di Motoro-
la, per bocca di John
Letham, Technical Marke-
ting Manager della divi-
sione Motorola RISC Mi-
croprocessors: “Apprez-
za il potere di innovazio-
ne espresso da Phase 5
e collaborerà in pieno agli
sforzi di questa società,
come partner nella nostra
strategia globale sul
PowerPC [...] siamo im-
pressionati dalla compe-
tenza e dalla visione alla
base della forza che gui-
da Phase 5".
Critiche
Phase 5 ha anche mosso molte criti-
che ad Amiga Technologies, che a-
vrebbe commesso gli stessi errori di
Commodore e parzialmente dalle stes-
se persone, in Germania come all’e-
stero, e ritardato troppo l’avvio del pro-
getto Power Amiga. Visti i risultati, pro-
seguirà per la sua strada senza più
curarsi di cosa VISCorp, o chi per es-
sa, abbia o non abbia intenzione dì fa-
re: “abbiamo perso già troppo tempo
con ESCOM, non vogliamo ripetere
l’errore”. Così almeno ha affermato ini-
zialmente: ultimamente l’impressione è
che la posizione si sia ammorbidita e
che Phase 5 stia trattando con le altre
società interessate al pro-
getto Power Amiga.
Un profilo di Phase 5
Fondata nel 1992 da un
gruppo di esperti utenti A-
miga, Phase 5 è tuttora inte-
ramente controllata e guida-
ta dai suoi fondatori: Gerald
Carda e Wolf Dietrich. Nel
giro di pochi anni si è rapi-
damente distinta e quindi
imposta come il costruttore
leader del mercato: dalla
Il nuovo PowerPC603e scelto
da Phase 5 per la versione “low end ”
del suo nuovo computer.
Fastlane Z3, alla Cybervisìon 64, alle
CyberStorm, alle Biizzard, i suoi pro-
dotti si collocano sistematicamente ai
vertici qualitativi e prestazionali delle
rispettive categorie. Nel 1995 ha fattu-
rato 12 milioni di marchi, e dalla sta-
gione natalizia scorsa ha distribuito
più di 30.000 prodotti hardware.
Le attività hardware di Phase 5, oltre a
La sede di Phase 5.
N° 80/LUGLIO/AGOSTO 1 996 AMIGA MAGAZINE 1 9
quelle di sviluppatore beta di Motorola
per le CPU 68060 e PowerPC, com-
prendono attività di ricerca pura nel
campo dei DSP multimediali ad alte
prestazioni e di design di chip VLSI
nel nuovo reparto di Advanced Silicon
Engineering. Il team composto di 20
ingegneri è in via di espansione e ope-
ra in una sede di quasi 1.000 mq,
presso la quale sarà presto aperto un
moderno impianto di produzione.
I0S
Fin qui quan-
^k^jjj^to annuncia-
to da Phase
5; come se
non bastasse, il
mondo Amiga, già in ter-
INTERVISTA A STEFAN
DOMEYER DI PIOS
- Quando sarà disponibile il primo computer ?
Presenteremo un nuovo sistema ("new generic design")
al Cebit '97: sarà un macchina multimediale per utenti
finali e dovrebbe costare 700 dollari (intorno a L.
1 .1 00.000, quindi la fascia di mercato dei 1 200 espansi).
- Che sistema operativo adotterà?
Amiga OS portato [in codice RISC] e modificato, con u-
na nuova GUI, kit di connessione Internet e altre caratte-
ristiche per concorrere con Wintel.
- Con quali società prevedete di cooperare ?
Motorola è il nostro partner nello sviluppo e nella produ-
zione. Vorremmo unire gli sforzi di sviluppo e di marke-
ting con Phase 5, Village Tronic e chiaramente Viscorp,
con i quali stiamo trattando, ma sono tutti colloqui an-
cora posti sotto segreto. Il video Toaster è molto impor-
tante per il mercato americano, ma non ho ancora parla-
to con Tim Jennison (lo farò presto).
- Cosa pensa dei progetti di Phase 5?
Dimostrano la loro competenza in progetti di sistemi A-
miga. Hanno un certo vantaggio di know-how sul
PowerPC. Penso che il mercato cui è destinata la loro
macchina sia quello degli utenti avanzati e degli svilup-
patori. Non dimentichiamo che Amiga ha avuto i mag-
giori successi commerciali nelle versioni home.
- Dove si terrà la ricerca e lo sviluppo?
In Germania risiede il direttore Ronnie Coates, alcuni svi-
luppatori del SO e il fantastico team di sviluppo hardwa-
re assieme al quale ho sviluppato il Walker. Chiaramente
le persone più importanti sono Andy Finkel e Dave Hay-
nie, che lavorano in USA presso PIOS Ine. Grazie a con-
nessioni via Internet faremo sviluppo anche in paesi co-
me Israele e Russia. Sarà un lavoro impegnativo.
- E la compatibilità?
Avremo l'emulazione 68000, che farà girare la maggior
parte del software esistente, ma senza una garanzia del
100% (come al solito, gli hardware-banger sono avverti-
ti...). Il nuovo sistema operativo sarà nativo, quindi il
software nativo sarà quello che funzionerà meglio. Offri-
remo dei tool per il porting agli sviluppatori. Non voglia-
mo che il vecchio software crei limitazioni per la nuova
generazione.
Ancora la sede di Phase 5.
mento dopo questo annuncio, è stato
attraversato da un’altra scossa quan-
do è stata annunciata
la costituzione in Ger-
f C/S N mania della nuova so-
cietà PIOS Computer
I# «p AG (niente a che fare
t con P-os di Pro-
DAD).
Il team
Il fondatore, Stefan
Domeyer, ci pare fos-
se entrato nello staff
di AT subito dopo la
stagione natalizia,
quando circolavano
voci su presunte di-
missioni offerte da
Petro Tyschtschenko.
Dimissioni evidente-
mente respinte, rien-
trate o inesistenti, co-
sì per alcuni mesi AT
si è ritrovata con due
“presidenti” in carica.
Domeyer ha curato la
ricerca e lo sviluppo
e diretto lo sviluppo
del Walker, attività
trascurate se non a-
pertamente osteggia-
te dal management in
carica, fino alla fine di
aprile, quando cessa-
va il suo rapporto dì
lavoro con AT.
Solo quindici giorni
dopo, con il motto
“...no RISC, no Funi”,
nasceva la PIOS
Computer AG:. Presi-
dente è lo stesso Do-
meyer, l’avvocato Dr.
Klaus F. Broker è
l’amministratore dele-
gato.
Tra gli azionisti figura
John Smith, che fu il
braccio destro di
Pleasance come di-
rettore vendite di
Commodore UK per
sette anni e nell’ulti-
mo anno ha curato gli
interessi di AT in In-
ghilterra. Smith, che
abbiamo conosciuto personalmente al
CeBit, si occuperà della vendita e del
marketing di PIOS Computer per In-
ghilterra, India, Australia, Nuova Ze-
landa e Sud Africa (e forse anche Ita-
lia, come abbiamo saputo in via confi-
denziale), oltre che dei rapporti con la
stampa e gli sviluppatori locali.
I grossi calibri messi in campo da
PIOS sono però Dave Haynie e Andy
Finkel, rispettivamente ex-ingegneri
hardware e software di Commodore U-
SA, che fino al quel momento erano i
consulenti esterni dì AT sul progetto
Power Amiga. Finkel fonderà e sarà
presidente di una società gemella in
USA, PIOS Computer U.S. Ine., che si
occuperà delle attività e della ricerca
in quel paese.
Direttore dello sviluppo con terze parti
sarà Ronald Coates, ingegnere elettro-
nico con vent’anni di esperienza in più
di sei società leader nell’industria dei
computer: il suo ultimo incarico era in
una posizione analoga presso AT. Un
altro fuoriuscito da AT, dove ricopriva
lo stesso incarico di Direttore Finanzia-
rio, è Geerd-Ulrich Ebeling.
Dal 1 luglio farà parte del team un mi-
sterioso Mister-X, già addetto alla do-
cumentazione e supporto per la Com-
modore tedesca (è il ritratto di Peter
Kittei): curerà per PIOS le comunica-
zioni Internet, parteciperà ai progetti e
terrà i contatti con sviluppatori e terze
parti.
Piani, obbiettivi e prodotti
L’obbiettivo di PIOS Computer è di riu-
scire proprio dove ESCOM ha fallito:
rivitalizzare Amiga ripartendo da zero,
senza fardelli del passato, e intende
farlo soddisfando e superando le a-
spettative dei suoi clienti per presta-
zioni, qualità e prezzo. Per riuscire,
PIOS stringerà alleanze strategiche
20 Amiga Magazine n° 80/luglio/agostoi99ó
con società che hanno dimo-
strato le loro capacità nel pro-
getto di nuovi sistemi. Gli ob-
biettivi in termini di quote di
mercato sono ambiziosi: il 10
per cento prima del 2000.
PIOS produrrà sistemi Power-
PC in forte e diretta competizio-
ne con i sistemi Windows-lntel.
Le sue attività prevedono lo svi-
luppo di un sistema operativo
nativo multitasking preemptive
e quasi-realtime, successore di Ami-
gaOS 3.1, che costituirà il vantaggio
strategico di PIOS.
Abbiamo anche saputo che il primissi-
mo prodotto di PIOS Computer potreb-
be essere un sistema basato su una
motherboard PowerPC “standard”
CHRP prodotta da Motorola con ag-
giunta di hardware specifico Amiga
(l’AGA?), emulatore 68K (fornito da
Motorola), Amiga OS 3.1 standard (in
un primissimo periodo Amiga OS e
programmi funzionerebbero in emula-
zione) e Mac OS; il case potrebbe es-
sere quello del Walker.
no anni, anche a persone con espe-
rienza di sistemi operativi (una rarità,
in questo periodo dominato da Micro-
soft): ne conosco tre, MMOS di Scala,
quello del 3DO e il BeOs. Scala e 3DO
hanno impiegato tre anni ognuno e
nessuno dei due era inteso come un
SO generai purpouse per personal
computer. Alla Be hanno cominciato
cinque anni fa e, oggi, sono tuttora
nella fase di beta testing (alcuni moduli
non hanno ancora ter-
minato la fase alfa). 0
Phase 5 vuol adottare
un altro sistema ope-
rativo, rubando e for-
zandovi AmigaOS con
un ugly hack (terribile
accrocchio), o non a-
vranno alcun nuovo si-
stema operativo da of-
frire nel 1997.”
Le risposte di Haynie,
chiaramente intese come informali e
private per Brian, sono state poi da
questi diffuse ai quattro venti su Inter-
net, e le valutazioni piuttosto disinvolte
sui progetti di Phase 5 hanno suscitato
immediatamente la reazione della ca-
sa tedesca.
In un lungo comunicato (10 kb) scritto
di proprio pugno, il presidente e fon-
datore Wolf Dietrich ribatte punto per
punto, giustifica la propria visione per
INTERVISTA A DAVE HAYNIE
Sdntille tra Haynie e Phase- 5
Il 23 maggio Dave Haynie ha risposto
ad alcune domande di Brian Sorli (del
Gainesville Amiga Networking Group)
sul suo ruolo alCinterno di PIOS e sulle
intenzioni di Phase 5.
Secondo Haynie le dichiarazioni ag-
gressive di Phase 5 erano dettate sia
dal ritardo con cui AT ha avviato il pro-
getto Power Amiga, sia da una certa
animosità che avrebbero verso AT,
colpevole di non aver accolto a brac-
cia aperte i loro progetti.
Il loro approccio dal lato software sa-
rebbe, secondo Haynie: “a kind of a
hack” (un accrocchio!), già sconsiglia-
to ad AT da Haynie e Finkel stessi in
qualità di consulenti (“perché le cose
andavano fatte per bene”).
La decisione di realizzare oggi un nuo-
vo sistema intorno a chipset custom si-
gnificherebbe progetti molto comples-
si e costi altissimi. Una filosofia troppo
simile a quella della vecchia Commo-
dore: “Per bene che gli possa andare,
finirebbero con una macchina interes-
sante, non-standard e costosa, che
non può sostenere il rapidissimo cam-
biamento nell'Industria”.
Il progetto di sviluppare un nuovo si-
stema operativo per la macchina, poi
sarebbe del tutto irrealistico: “Occorro-
- Perchè è nata PIOS?
Ad AT abbiamo avuto alcune idee eccel-
lenti per sistemi PowerPC per il mercato
consumer e vorremo vederle in azione:
è un segmento mal servito dall'indu-
stria, specialmente sul fronte PowerPC,
ora che Apple ha annunciato l'intenzio-
ne di spostarsi verso l'high-end.
È la flessibilità ottenuta con un certo
controllo sia dell'hardware sia del siste-
ma operativo che ci permetterà di co-
struire sistemi a basso costo. Il PowerPC
è l'unica CPU, oltre alla famiglia Intel,
con la giusta miscela di prestazioni e vo-
lumi di produzione per i sistemi desk-
top.
Posto che Viscorp acquisisca Amiga e,
quindi, i diritti a estendere e migliorare
il SO, è ipotizzabile la formazione di un
consorzio di società Amiga che si accor-
dino su un Power Amiga OS comune
per piattaforme Power PC (PPCP), licen-
ziabile da Viscorp.
PIOS offrirà la più ampia collaborazione
per portare alla luce un tale Power Ami-
ga OS, mentre versioni specifiche per si-
stemi non standard PPCP, o con modifi-
che particolari per un costruttore, po-
trebbero essere autorizzate e realizzate
dietro licenza. Per esempio, le schede
PowerUp di Phase 5 non saranno PPCP
e occorrerebbe un layer di adattamento
dell'hardware.
- Con quali società collaborerete ?
PIOS è interessata alla cooperazione con
tutta l'industria Amiga. E, in generale,
negli standard aperti, come la piattafor-
ma PPCP, che permette di progettare si-
stemi partendo da moduli standard pro-
dotti da più costruttori. Ciò rafforzerà
l'industria Amiga in modi irraggiungibili
se ciascuno va per la propria strada o se
solo un costruttore può produrre sistemi
(come ai tempi di Commodore).
Motorola è il nostro partner principale,
e collabora allo sviluppo hardware e
software e alla produzione. È nel loro in-
teresse primario: vogliamo tutti che la
piattaforma PowerPC sia una valida al-
ternativa ai cloni PC con Intel.
Presumo che gli autori dello Storm C
siano piuttosto interessati a produrre
compilatori per la nuova piattaforma.
Anche se PIOS userà compilatori Moto-
rola PPC per lo sviluppo; siamo interessa-
ti in strumenti nativi, come chiunque al-
tro voglia costruire i Power Amiga desk-
top
Phase 5 potrebbe avere una buona in-
fluenza sull'industria Amiga, ma sembra-
no determinati a rifare tutto da soli:
nuovi sistemi interamente custom, nuo-
vo sistema operativo per PowerPC, ecc.
Francamente, quando alla Commodore
siamo entrati negli anni '90, era eviden-
te che questa particolare strategia per
noi non avrebbe funzionato ancora per
molto: la gente è in qualche modo inibi-
ta dal mercato a comprare sistemi di un
singolo produttore. Apple ha avuto gli
stessi problemi recentemente.
Mi pare anche che si stiano accollando
molto lavoro: al CeBit avevano una par-
te di emulatore 68K e un Exec in C che
giravano su un A4000, ma ancora nes-
sun prototipo hardware PowerPC. ^
N° 80/LUGLIO/ AGOSTO 1996 AMIGA MAGAZINE 21
il successore di Amiga, confuta le ven-
tilate difficoltà tecniche, difende la fat-
tibilità e la necessità di distinguersi
dalla massa con un sistema custom e
caratteristiche di punta a un prezzo
accettabile, e respinge nettamente
quelle che a questo punto sono state
intese come insinuazioni interessate
del dipendente di una società concor-
rente, del tutto all’oscuro delle reali at-
tività di ricerca di Phase 5.
Dopotutto, senza l’ostinazione al limite
della cocciutaggine con cui in piena
autonomia (verrebbe da dire solitudi-
ne) Phase 5 ha proseguito innumere-
voli progetti ad altissimo livello, anche
nel periodo più buio di Amiga, oggi
non avremmo ancora la tecnologia
68060 (68060. library: 110 kb in as-
sembler), né una scheda a grafica a
64 bit o un controller SCSI-II Fast, né
un sistema RTG a 24 bit standard e
compatibile come il CyberGraphX, di-
Phase 5 è troppo, troppo piccola, anche
solo per considerare razionalmente que-
sto approccio e temo che se andranno
veramente in questa direzione, si auto-
distruggeranno.
Per queste ragioni, PIOS non avrà
hardware interamente custom o un si-
stema operativo totalmente nuovo: ab-
biamo persone con anni di esperienza in
questi campi per evitarlo.
[È anche vero che Commodore brillava per
i tagli al marketing e alla ricerca , che negli
ultimi anni ha lavorato con poco più che
carta e matita e che AT non è stata da
meno. Phase 5 ci sembra seguire un mo-
dello diverso e negli ultimi anni non è sta-
ta con le mani in mano - NdA]
- I computer PIOS saranno compatibili
AmigaOS ?
Sì, con un emulatore 68000; PIOS avrà
solo sistemi con CPU PowerPC, e saran-
no orientati ai mercato consumer. I si-
stemi nella fascia da 1 .000 a 2.000 dol-
lari potrebbero far girare MacOS e, for-
se, anche WindowsNT. Al livello dei 500
dollari, comunque, AmigaOS è fonda-
mentale: le macchine low-end non han-
no le risorse di memoria sufficienti e le
reali prestazioni multimediali sono di
gran lunga più importanti in un sistema
home a basso costo, che non solo deve
competere con i cloni PC dall'alto, ma
anche con le console e i network com-
puter (il mercato di A500 e Al 200, che
ebbero entrambi successo ai loro tem-
pi). L'AmigaOS è il miglior sistema ope-
rativo per questi sistemi.
- Specifiche hardware?
Non abbiamo ancora discusso di tutto...
sponibile per quasi tutte le schede
grafiche Amiga.
Se dopo sei anni di chiacchere, ma
di sostanziale immobilità da parte di
chi era ufficialmente preposto allo
sviluppo (dopotutto Haynie era impe-
gnato al porting di SCALA su PC...),
Amiga oggi non è al limite dell’obso-
lescenza tecnologica, è anche grazie
allo straordinario lavoro svolto da
Phase 5.
Conclusioni
I progetti PIOS e Phase 5 a noi non
paiono in contrapposizione, ma piutto-
sto appaiono come il risultato finale
del raffinamento delle due anime che
finora hanno convissuto in Amiga sin
dal momento della sua concezione: un
home computer dalle caratteristiche
straordinarie e al contempo un compu-
ter per intenditori, “la Ferrari dei perso-
nal computer”.
se e quando faremo sistemi mid-range e
high-end, saranno conformi allo stan-
dard PPCP. I sistemi ìow-end saranno a-
dattati a requisiti specifici: daremo enfasi
a multimedia, giochi compresi, e alla
connettività, ma non vi aspettate una
sfilza di slot di espansione.
Saranno i "1200" dell'anno 1997, anche
se non con tastiera integrata, ma più si-
mili a pizza-box (sottili e squadrati) o ai
lettori CD, con porte per tastiera e mou-
se PC, o device all'infrarosso. Buona par-
te di ciò sta per finire ora sui tavoli dei
progettisti.
- Vuole aggiungere qualcos'altro per i
nostri lettori?
Beh, tutto quello che posso dire è che ci
sto ancora provando. Come in Commo-
dore, il ritorno di Amiga è stato rara-
mente un problema tecnico, ma piutto-
sto di marketing e vendite e, ora, politi-
co.
Penso che ci sia ancora un'eccellente fi-
nestra di opportunità per il tipo di siste-
mi che voglio fare per PIOS. Uno dei ca-
noni che seguo è: "Rendere Amiga di
nuovo interessante, anche per chi non
ne ha mai usato uno prima". Un altro
principio guida è: "Ricreare la fiducia in
Amiga". Chiaramente, un sistema più in-
teressante, più rispondente alle aspetta-
tive di prezzo/prestazioni del pubblico,
non può che aiutare. Anche il PPCP aiu-
ta, dal momento che potrai comprare
un sistema PIOS senza temere la man-
canza di supporto. È la stessa cosa che
rende forte il mercato dei cloni PC: nes-
suna società ha un ruolo fondamentale
nel mercato dell'hardware PC.
Il primo progetto, quello di Phase 5, è
indirizzato a un pubblico tecnicamente
maturo, dai gusti esigenti e sofisticati,
come quello degli utenti Amiga di lun-
go corso e dei mercati verticali del vi-
deo e del multimedia di alto livello, con
caratteristiche, prestazioni (e prezzi)
high-end. Per rimanere in tema, lo
stesso progetto Draco di MacroSy-
stem, nato solo come potente sistema
di editing non lineare costruito “addos-
so” alla fortunata VLab Motion (ma ba-
sato su AmigaOS 3.1 e 68060), regi-
stra un “attivo” e un discreto successo
commerciale.
Il secondo progetto, quello di PIOS, è
più focalizzato sul mercato di massa,
in una fascia di prezzo, ma soprattutto
di clienti, preclusa ai cloni PC con
Windows perchè giudicati troppo in-
gombranti, costosi, complicati e biso-
gnosi di continua e difficile assistenza.
È quindi primario interesse di Viscorp
che questi sforzi siano assecondati,
coordinati e armonizzati; 68000 e AGA
possono forse bastare per invadere
con i set-top-box il mercato del 1996,
ma ben presto concorrenti del calibro
di IBM, SUN e Oracle presenteranno
sistemi da 10 a 100 volte più potenti e,
senz’altro, più integrati ed economici
da produrre.
È proprio in questa direzione che,
sempre su Internet, in modo del tutto
indipendente, gli utenti francesi e te-
deschi hanno realizzato, a tempo di
record, rispettivamente una lettera a-
perta (in Usenet) e una petizione (sot-
toscrivibile presso un sito WWW) per-
chè le parti in causa cooperino a un
progetto comune.
Entrambe le iniziative sono state rapi-
damente sottoscritte da centinaia e
centinaia di persone.
Se si trovasse un accordo, nella mi-
gliore delle ipotesi avremmo una fami-
glia di sistemi prodotti da più costrut-
tori: dal set-top-box di Viscorp, all’ho-
me e al computer desktop “standard
PPCP” di PIOS, a salire fino all’high-
end semi-custom di Phase 5. Tutti ac-
comunati dal PowerPC Motorola e dal
Power Amiga OS e, naturalmente,
compatibili tra loro, oltre che con i
“vecchi” Amiga.
Un simile schieramento potrebbe dare
più di un grattacapo anche agli attuali
dominatori del mercato informatico, or-
mai invisi non più solamente alla mag-
gior parte degli utenti Amiga. A
INTERVISTA A DAVE HAYNIE
22 Amiga Magazine n° so/luguo/agostowó
I SOFTWARE MUSICALI
DELIA NUOVA GENERAZIONE
Indagine
sugli ultimi sviluppi
dei generatori
di moduli musicali
Vanni Torelli
D ai primi fermenti del panorama
del software PD a oggi, Amiga è
sempre stata in grado di fornire
un quadro molto ben caratterizzato
delle proprie potenzialità in campo so-
noro, attraverso uno standard di ge-
stione delle risorse audio originale ed
efficace. Stiamo parlando del formato
"mod" (figura 1) e, con esso, di una fi-
losofia di composizione e fruizione mu-
sicale atipica e lontana dai protocolli
consacrati della computer music, spe-
cie quando si pensa alla completa au-
tonomia da hardware esterno da un la-
to, e alla stessa, geniale e particolaris-
sima, implementazione del suono
campionato su Amiga dall'altro.
Programmi come lo storico Sound-
Tracker di Karsten Obarski, fino al più
evoluto ProTracker o la serie dei MED,
sfruttano l'hardware sonoro, il chip
Fig. 1 - Struttura del file
standard "mod".
Paula, con un approccio strettamente
legato alle capacità dichiarate: fino a
quattro diversi file sonori, con risolu-
zione di 8 bit e grandezza massima di
64 kb, possono essere indirizzati sui
quattro canali audio disponibili, mentre
opportune routine ne modificano in
tempo reale velocità di lettura (fre-
quenza di riproduzione) e volume.
Lo sviluppo dei programmi che imple-
mentano tradizionalmente tale soluzio-
ne, primo fra tutti ProTracker, è da
tempo praticamente fermo, limitato alla
sola ottimizzazione del codice e all'in-
serimento di funzionalità accessorie
più o meno utili, mentre la sperimenta-
zione di tecniche alternative volte a
forzare l'hardware o a eluderne le prin-
cipali limitazioni hanno portato a risul-
tati molto interessanti, che è compito
di questo articolo esaminare.
A partire dagli ultimi tre anni, in parti-
colar modo con l'emergere su piat-
taforma PC di software musicale simi-
le, anche se molto più potente, gli sfor-
zi dei programmatori si sono notevol-
mente acuiti verso alcune direzioni
precise:
- l'adozione di soluzioni che favorisca-
no l'uso di CPU veloci (come 68020
accelerati e 68030, in possesso di un
numero crescente di utenti), Fast RAM
e altro hardware ha-cking, allo scopo
di migliorare drasticamente e a ogni
costo le prestazioni dell'output sonoro
interno;
- l'ottimizzazione generale del
schede Toccata/ Maestro (16 bit) o
Aura (12 bit);
- particolare attenzione alla compatibi-
lità, sia in importazione che in esporta-
zione, con formati di file sonori e di ti-
po "modulo" (partitura più strumenti)
provenienti da altri programmi o da al-
tre piattaforme;
- una sempre maggiore integrazione
con le nuove versioni di AmigaOS e un
maggior ordine nella scrittura del pro-
gramma (modularità del codice, possi-
bile spazio per aggiornamenti, ecc.);
- l'abbandono definitivo della formula
del PD per la distribuzione delle ver-
sioni complete, nella convinzione che
un maggiore impegno nella realizza-
zione di software più professionali
possa giustificare la loro identità di
prodotti Shareware o commerciali.
Le nuove caratteristiche
Analizziamo ora alcune delle caratteri-
stiche verso cui tende lo sviluppo della
maggioranza dei tracker della nuova
generazione.
Processing a 16 bit. Quasi tutti gli
interventi più critici sul campione, co-
me filtraggio digitale, applicazione di
effetti, mixing di due forme d'onda, ri-
campionamento a frequenze più bas-
se possono essere effettuati memoriz-
zando il risultato delle operazioni sui
singoli punti-campione, di un byte o-
gnuno, ancora in un byte, generando
così il campione risultante. Per via del-
la bassa risoluzione, tuttavia, anche la
formato del file "mod" che, più piccola delle approssimazioni sui
pur permettendo una compa- 256 valori consentiti dagli 8 bit si tra-
tibilità con la versione stan- duce sul piano uditivo in rumore, quin-
dard, viene sempre più spes- di in perdita di qualità e di pulizia del
so esteso con nuove funzioni campione processato. A questo si può
di manipolazione del suono e sopperire elaborando internamente il
della partitura (player com- campione a 16 bit anziché 8, aumen-
mands) e con la compressio- tando così la precisione nei calcoli,
ne dei dati; generalmente in virgola mobile, e poi
- la possibilità di reindirizzare riducendo la risoluzione nuovamente a
o miscelare l'uscita del suono 8 bit, dopo aver effettuato semplici a-
verso dispositivi esterni di nalisi statistiche sui punti-campione
qualità, come le diffusissime contenuti in un intorno centrato sul
N° 80/LUGUO/AGOSTO 1996 AMIGA M AG AZI NE 23
campione da convertire.
Output sonoro a 9/12/14 bit. No-
nostante gli editor come ProTracker
sfruttino file sonori a 8 bit, i convertitori
D/A montati su Amiga sono effettiva-
mente a 14 bit, anche se di scarsa
qualità, il che aveva suggerito a suo
tempo ai progettisti di utilizzare soltan-
to i primi 8 bit per il campione, lascian-
do che i rimanenti meno significativi i-
dentificassero il parametro di volume
del canale (con valori da 0 a 63, codi-
ficati in appunto 6 bit). Mediante una
programmazione abile è possibile, tut-
tavia, sfruttare parte o tutti i 6 bit dedi-
cati al volume come bit aggiuntivi, al fi-
ne di simulare non tanto una risoluzio-
ne maggiore, quanto la dinamica so-
nora propria di tale risoluzione: in que-
sto modo potranno essere caricati e
letti file sonori con risoluzione di 9, 12
0 14 bit e riprodotti anche neH'ambito
di un editor "mod",con volume quan-
tizzato in 32, 4 o nessun valore (volu-
me fisso al massimo o a un livello op-
portuno).
Riproduzione oltre i 28 kHz. Per
una scelta progettuale dell'hardware
Amiga, la CPU può iniziare a trasferire
1 dati audio in DMA soltanto all'inizio di
un quadro video e a una velocità in
stretta correlazione con la frequenza
di scansione orizzontale (linee al se-
condo) dell'Immagine. Di qui la corri-
spondenza tra i modi video a frequen-
za fissa di 15,75 kHz, tipici dell'archi-
tettura grafica OCS/ECS, e la frequen-
za di riproduzione del suono campio-
nato di 28 kHz.
Con il chipset AGA, capace di genera-
re modi video a frequenze fino a 31,5
kHz, l'aumento della banda DMA ha
incrementato anche la velocità di lettu-
ra, che si attesta ora sui 50 kHz. An-
che se nei primi anni, per la mancanza
di documentazione ufficiale, nessuno
aveva pensato di adeguare le routine
di playback dell'audio a tale caratteri-
stica, la maggior parte dei nuovi music
player e dei nuovi tracker permette di
gestire frequenze fino a 50 kHz come
velocità effettive di riproduzione del
suono di un canale audio, o come fre-
quenze di mixup. Naturalmente i 50
kHz saranno accessibili soltanto in
combinazione con monitor che aggan-
cino i 31,5 kHz e una corrispondente
modalità video (Multiscan, DbIPAL, D-
blNTSC, Euro72).
Composizione a più di quattro
tracce. Caratteristica peculiare del-
l'hardware sonoro di Amiga è quella di
poter usare una differente velocità di
lettura dei dati campionati per ognuno
dei quattro canali audio, fissando in
modo apparentemente imprescindibile
la corrispondenza con le quattro trac-
ce tipiche degli editor "rnod" conven-
zionali.
Volendo rendere possibile la composi-
zione su 5, 6, 8 o più tracce, il proble-
ma da affrontare dovrà essere quello
di simulare il nuovo output sonoro ef-
fettuando un missaggio in tempo reale
delle tracce definibili "virtuali" all'inter-
no di quelle realmente assegnate ai
canali. Nel contesto dell'esecuzione di
un generico brano "mod" a più di quat-
tro tracce, tale operazione è di fatto
complicata dalle differenti velocità di
lettura dei file sonori corrispondenti al-
le tracce da missare, sia in quanto
"suonati" a diverse altezze (e/o con
l'applicazione di effetti agenti sull'into-
nazione), sia eventualmente in quanto
aventi diverse frequenze di campiona-
mento originarie.
Introducendo una terza frequenza,
detta di "mixup", è possibile però ge-
nerare il numero richiesto di punti-
campione al secondo partendo da
quelli di due o più forme d'ondada mi-
scelare; largamente usato in questo
senso è il metodo detto "interpolazione
lineare". Se, per esempio, due forme
d'onda A e B hanno frequenze di cam-
pionamento pari a 24 kHz e 15 kHz e
la frequenza di mixup è uguale a 20
kHz, dovendo ottenere sia da A che
da B 20.000 punti-campione nell'inter-
vallo di un secondo, potremo operare
nel primo caso eliminando un punto-
campione ogni 6:
20 = 24 - 4 = 24 - (1/6 * 24)
e nel secondo "interpolando" (inseren-
do) un punto-campione ogni 3:
20 = 15 + 5 = 15 + (1/3 * 15)
I punti-campione coinvolti nell'interpo-
lazione vengono chiaramente selezio-
nati in base a criteri predefiniti a parti-
re dai valori di quelli contigui. In segui-
to sarà facile operare il missaggio fina-
le delle due forme d'onda secondo u-
na delle due tecniche:
- calcolare la media aritmetica dei va-
lori corrispondenti di A e B, punto per
punto, introducendo eventualmente un
fattore moltiplicativo percentuale, detto
"boost", allo scopo di enfatizzare la
gamma dinamica del campione;
- phase oversampling, consistente nel
costruire un unico campione formato
dall'alternarsi dei punti-campione di A
e Bper poi riprodurlo a una frequenza
che è però doppia di quella di mixup
impostata; anche se preferibile in ter-
mini di qualità sonora, il fatto di opera-
re a frequenze reali raddoppiate limita
l'implementazione e l'uso pratico a
macchine dotate di CPU veloci e in
abbinamento con frequenze video ele-
vate (vedi sopra).
Data Packing. I file sonori campio-
nati, per la loro particolare struttura,
sono una delle classi di dati più com-
plesse da compattare. Gli editor "rnod"
più nuovi hanno esplorato anche la
possibilità di salvare "moduli" con ban-
co di campioni compressi secondo
particolari algoritmi (delta packing o
codifiche adattive, tra le più diffuse),
che permettono di avere guadagni in
termini di spazio anche vicini al 50%.
Unico svantaggio è che la compatta-
zione comporta una grossa perdita in
termini di armoniche (frequenze che
compongono il suono) e il campione
risultante nella fase di decompattazio-
ne sarà una semplice approssimazio-
ne della timbrica originale, in molti casi
sufficientemente somigliante da per-
metterne l'uso (per esempio con suoni
sintetici, accordi, ecc.), in altri di qua-
lità e pulizia inaccettabili (caso tipico:
suoni acustici).
Quando il rumore è arte
Art of Noise,di Bastian Spiegel
(meglio conosciuto sulla "scena" come
"Twice") è una risposta davvero di
buon livello alle esigenze di quei musi-
cisti Amiga che, anche a fronte della
maggiore potenza elaborativa degli
Al 200 o A4000 posseduti, non vede-
vano ancora un editor realizzato e-
spressamente per sfruttarla, invece
del solito adattamento del codice Pro-
Tracker.
Al programma va senz'altro il merito di
aver introdotto, già nella prima sales
version, datata febbraio 1995, un'ope-
ratività chiara e ben lontana dai bug e
dalle stravaganze di ProTracker e clo-
ni, la possibilità di leggere i campioni
a velocità variabili da 4 e 50 kHz e una
modalità di composizione a otto tracce
perfettamente funzionante e produtti-
va, con frequenza di mixup anch'essa
fino a 50 kHz (anche se l'autore vanta
24 Amiga Magazine n° so/luguo/agostoi99ó
12 3 1 5 5 7 8
L \ editor di "Art of Noise "
nel modo a otto tracce.
Una vista panoramica del completissimo
sample editor di "Art of Noise".
Il generatore di suoni FM di "Art of Noise"
può rivelarsi utile per ricreare le sonorità
sintetiche prodotte dalle schede Soundblaster.
un limite, del tutto teorico, di 64 kHz).
Un'organizzazione più stabile e razio-
nale del materiale campionato permet-
te ora di distinguere tra samples e wa-
vetable a un gradino più basso, Instru-
ments a un gradino più alto. I samples
sono normali file IFF a 8 bit, di numero
e lunghezza indefinite (!) caricati in
Chip RAM; per wavetable , l'autore in-
tende una serie di gruppi di forme
d'onda (fino a 64 per gruppo) della
grandezza massima di 128 byte, che
possono venire riprodotte secondo u-
na sequenza liberamente definibile. 0-
gnuno degli Instruments , fino a 61,
rappresenta invece un'assegnazione
logica a un campione (o una sezio-
ne di esso), o identifica un gruppo
di suoni wavetable e la loro sequen-
za di riproduzione, dotata tra l'altro
di tre tipi di loop (avanti, indietro e
ping-pong).
Ne! caso dì file di campioni avremo
la possibilità di leggerne in riprodu-
zione un segmento esteso fino a
256 kb (contro i 64 kb dei tracker
standard) e quindi ricreare, quando
necessario, suoni dalla straordinaria
evoluzione timbrica, mentre i suoni
wavetable ritorneranno utili nell'esi-
genza di sonorità sintetiche e bril-
lanti, a scapito della quantità mini-
ma di memoria spesa per costruirli.
La struttura instrument è inoltre do-
tata, oltre che di parametri classici
quali volume, accordatura fine, lun-
ghezza e punti di loop, anche di un
versatile inviluppo a quattro stadi,
che rende quindi possibile modella-
re mediante un grafico a quattro
segmenti l'andamento del volume
nel tempo; inoltre, è possibile acce-
dere a uno stesso campione o co-
munque a un suo segmento fino a
256 kb, da parte di più instrument
con diversi settaggi e inviluppi.
Come nella tradizione di ogni
tracker, non può mancare l'editor di
campioni "in linea", con un ventaglio
di effetti sufficientemente adatto a
coprire tutte le esigenze di "ritocco"
del campione già inserito, come eco
e riverbero, flanger, chorus e una
phase distortion utile per conferire
mordente a suoni sintetici o percos-
sivi. Rimanendo a livello di gestione
campioni, sono almeno altre due le
caratteristiche degne di nota: un al-
goritmo di sintesi FM (Modulazione
di Frequenza) passiva e un'insolita
opzione drum sequencer.
Con il primo sarà possibile generare in
memoria un campione, di lunghezza e
frequenza centrale impostabili, me-
diante sintesi FM a due operatori, con
la seconda missare una sequenza di
singoli campioni (tipicamente suoni
percussivi o ritmici) distribuiti su un
massimo di 16 tracce in un unico cam-
pione della durata della sequenza
stessa; un’opzione non certo indispen-
sabile, ma comodissima nel caso si
vogliano creare groove o suoni evoluti-
vi particolari. Il risultato di tutte le ope-
razioni di processing è di qualità molto
buona, in parte per merito dell'elabo-
razione interna a 16 bit anziché a 8. Le
migliorie al formato del file e della par-
titura sono poche, ma significative: i
pattern passano da 64 a 128, le song
possono essere formate da un massi-
mo di 256 locazioni e, in accordo con
l'aumento della velocità di lettura, il
range di note "suonabili" è stato porta-
to da 3 a 5 ottave (fino al B-5, corri-
spondente a un'improbabile frequenza
di 120 kHz!).
La struttura del player commands è
stata invece notevolmente ampliata
dai circa 35 di ProTracker a un massi-
mo di 64, di cui 46 già implementati,
inclusi una serie di nuovi comandi per
il controllo in tempo reale di arpeggio,
punti di lettura del campione, suoni
wavetable , scorrimento del pattern e
sincronizzazioni programmabili da/ver-
so l'esterno (utili nel caso della cosid-
detta "musica interattiva" di videogio-
chi e produzioni multimediali, demo
ecc.).
Art of Noise è disponibile direttamente
dall'autore, al costo di registrazione di
79 marchi tedeschi:
Bastian Spiegel
Truppermoorer Landstrasse 17a
28865 Lilienthal - Germany
Phone 04928/30.731 - 04928/48.73
La pietra miliare
L'idea che affiora nell'analizzare Sto-
neTracker, nell'attuale versione 1.26, è
quella di trovarsi di fronte all'editor
"mod" definitivo, non certo perché ulti-
mo in ordine di tempo, ma per l'uso
completamente ottimizzato di qualsiasi
risorsa, CPU o memoria, per l'enorme
numero di caratteristiche, (alcune non
nuove ma meglio implementate che al-
trove, altre decisamente innovative),
per la garanzia di costante aggiorna-
mento da parte degli autori (Emma-
nuel Marty e Michael Lavaire), per la
ricca documentazione e, non ultimo,
per un costo di registrazione Sharewa-
re assolutamente accessibile. Tutto
quindi sembra volgere a favore di que-
sta ipotesi.
I 1.320 kb di sorgente e l'anno e mez-
zo di lavoro speso per metterlo a pun-
to non traspaiono troppo dall'aspetto
estetico, un'interfaccia utente del tipo
"a finestra singola", con grappoli di
gadget che spuntano da piccole por-
zioni di schermo e una logica operati-
va volutamente impostata sulla velo-
cità e praticità nella composizione e
N° 80/ LUGLIO/ AGOSTO 1996 AMIGA MAGAZINE 25
"StoneTracker": estetica da "ProTracker"
imbellito e un'infinità di miglioramenti...
Da notare in alto a destra l' editor
di posizioni separato per ognuna
delle otto tracce.
Molte delle caratteristiche
di "StoneTracker"
sono completamente configurabili.
nell'editing. Nella gestione dei campio-
ni ritroviamo lo schema classico di
ProTracker, una forma d'onda a 8 bit
per strumento (dotato di volume, fine-
tune, lunghezza e loop), nessun tipo di
generazione o costruzione sonora al-
ternativa, ma tre novità fondamentali:
fino a 255 campioni, di lunghezza
qualsiasi e, grazie a particolari routine
di bufferizzazione, la possibilità di allo-
carli anche in Fast RAM (!); si tratta di
caratteristiche probabilmente sovradi-
mensionate nell'ottica di comporre
semplici brani di qualche decina di
kb, ma davvero rivoluzionarie e total-
mente da esplorare in campi di appli-
cazione che spaziano dalla sonorizza-
zione/post-produzione amatoriale al
"live" in discoteca.
È interessante, inoltre, il fatto di poter
caricare file sonori anche in formato
RIFF/WAVE a 8 o 16 bit (conversione
automatica a 8) e di salvare il gruppo
di forme d'onda usate nel brano come
file separato (detto "bank", con prefis-
so "SPS").
Sono presenti naturalmente le moda-
lità di composizione a 5, 6, 7 o 8 trac-
ce, con frequenza di mixup variabili da
4 a 50 kHz (anche se non è possibile
"suonare" il singolo campione a velo-
cità superiori a 28 kHz) e un'intelligen-
te soluzione per il missaggio: le prime
due tracce rimangono comunque as-
segnate a due separati canali audio,
mentre quelle oltre la quarta vengono
missate negli altri due (secondo un al-
goritmo simile al phase oversampling
descritto in precedenza). La perdita di
qualità delle tracce missate è general-
mente minima per mixup a partire da
18-20 kHz e in questo senso si può di-
re che le routine di StoneTracker si
comportano egregiamente, permetten-
do un layout di 6 tracce con mixup a
28 kHz o 8 tracce con mixup a 20 kHz
già su un A1200 inespanso, sino ad
arrivare a una piena funzionalità delle
8 tracce con mixup di 28 kHz o supe-
riori per i possessori di sistemi con
68030/40/60.
Dal punto di vista della partitura abbia-
mo, paradossalmente, la più vasta
compatibilità (ben 13 formati di
tracker, inclusi ProTracker, OctaMED,
lo stesso Art of Noise e l'intelliano Fa-
stTracker) insieme al migliore formato
proprietario: file separato per la parti-
tura (con compressione nei formati
permessi dalla libreria XFD), fino a
65.536 pattern in memoria condivisibili
da un massimo di 65.536 song, pat-
tern separati per ciascuna traccia (al
fine di riciclare sequenze ripetute co-
me linee di batteria o di basso), rico-
noscimento e reindirizzamento auto-
matici di pattern e tracce lasciate "i-
navvertitamente" duplicate, controllo di
volume separato per ognuna delle
tracce. Numerose anche le operazioni
di editing macroscopico sulle song e
sulla partitura, tra cui spiccano quelle
per unire più song residenti in file se-
parati concatenando anche i relativi
banchi di campioni e, similmente ad
Art of Noise, una funzione di remix del
contenuto di un intero pattern in un u-
nico campione, che nel contesto di
campioni in Fast RAM di qualsiasi lun-
ghezza offre una possibilità di creazio-
ne timbrica enormemente utile e po-
tente.
Anche la stessa organizzazione della
partitura, in apparenza strutturata "so-
lo" sul set di circa 50 commands rical-
cati abbastanza fedelmente da quello
di ProTracker, non lesina sorprese. In
primo luogo ecco finalmente la possi-
bilità di combinare più comandi (fino a
7!) all'interno dello stesso elemento
{entry), il che risolve definitivamente i
problemi di dover utilizzare per esi-
genze compositive effetti sul suono e
sulla partitura nello stesso step, di si-
mulare tempi terzinati, shuttle o altri la-
sciando una traccia completamente
priva di controllo sul suono. Rimarrà o-
ra solo da sperimentare l'effetto simul-
taneo di portamento, vibrato, tremolo e
fade, cioè una capacità di manipola-
zione real-time del campione parago-
nabile a quella di un sintetizzatore!
Se questo non bastasse, esiste anche
una speciale traccia aggiuntiva, deno-
minata "FX Track", capace di contene-
re ancora sino a otto comandi per ele-
mento, finalizzati alla gestione di para-
metri globali come volume delle trac-
ce, loop dì pattern o regioni di partitu-
ra ben definite, ecc., in totale indipen-
denza dal pattern o dalle tracce in cui
essa viene fatta intervenire.
"StoneTracker" è distribuito per corri-
spondenza da:
Quartz Informatique
2 Bis Avenue De Brugny
74000 Annecy - F rance
Phone/Fax (+33) 50.53.82.62
al costo di registrazione di 190 FF. Gli
autori sono contattabili per informazio-
ni e suggerimenti:
Emmanuel Marty, 10 Impasse du Romarin 34920
Le Cres France
Internet e-mail: marty@crit2.univ-montp2.fr
Michael Lavaire, 99 Rue Francois Villon 34130
Mauguio France
Si ringrazia Gianluca Paolone per la
gentile collaborazione. A
26 Amiga Magazine n° 80/luglio/agostoi99ó
AMIGA 4000 TOWER
F inalmente anche in Italia è
possibile trovare sul mer-
cato il nuovo modello di
4000, l’A4000 Tower di Amiga
Technologies. Grazie all’inizia-
tiva del nuovo distributore
New Video è infatti immediata-
mente disponibile il modello di
punta della linea Amiga. Non si
tratta di un prodotto del tutto nuo-
vo: le specifiche tecniche sono
conosciute da tempo e ricalcano
quelle di Commodore, ma l’attua-
le realizzazione e commercializ-
zazione è dovuta ad Amiga Te-
chnologies, lo dimostrano se
non altro i marchi AT disseminati
qua e là sui vari pezzi che com-
pongono il prodotto (non sulla
scheda madre, comunque).
La dotazione standard prevede
68040 a 25 MHz, 4 Mb di me-
moria Fast, chipset AGA con 2
Mb di Chip, controller SCSI2
Fast e hard disk SCSI da 1 Gb.
Il 4000 Tower permette il mon-
taggio di sei periferiche inter-
ne da 5,25” (o da 3,5”): cinque
con accesso frontale e una in-
terna a doppia altezza.
Confezione
e installazione
Il 4000 Tower giunge in due
scatole: la più grossa e pe-
sante contiene il case Tower
e la seconda tutto il resto, ovvero 22
floppy, 9 manuali (tutti in inglese), la ta-
stiera italiana, il mouse (a due tasti asim-
mettrici e con un cavo piuttosto corto, per
un Tower), il solito adattatore VGA, un ca-
vo adattatore per la tastiera, il piedistallo
per il case, ferramenteria varia in abbon-
danza (viti e adattatori da 5,25 a 3,5”).
Nei floppy, oltre al sistema operativo 3.1,
compaiono i programmi WordWorth 4SE
con PrintManager, Organiser 1.1, Data-
Store 1.1, Turbocalc 3.5, Photogenics
1.2aSE, Personal Paint 6.4, nonché i gio-
chi Whizz e Pinball Mania, tutti preinstal-
lati su hard disk, tranne Whizz. Scala MM
300 è fornito solo su hard disk e non ne-
cessita della chiave hardware, richiesta
invece dalla versione commerciale. Tutti i
programmi sono in inglese, tranne Perso-
E.C. Klamm
Il modello di punta
della linea Amiga
uhm
nal Paint 6.4
che è utilizzabile anche in italiano, mentre
Photogenics mostra la maggior parte del-
le stringhe in inglese, ma quelle di molti
requester sono in tedesco.
Cinque manuali riguardano il sistema o-
perativo 3.1 (Workbench, DOS, ARexx,
Harddisk, supplemento AGA - l’unico in i-
taliano perché multilingue) e appaiono i-
dentici a quelli già forniti con il 3.1, se si
eccettuano le copertine. Ricordiamo che
costituiscono la miglior documentazione
mai prodotta per il sistema operativo di A-
miga (si veda a proposito la recensione
sul numero 59 di AM). Un manuale riguar-
da invece il 4000 Tower: è preciso, tranne
in qualche punto secondario, ben illustra-
to, ed elenca tutti i segnali delle porte e i
moltissimi jumper disponibili internamente
ed esternamente. Mancano in-
vece gli schemi elettrici. Gli al-
tri tre manuali riguardano i vari
programmi forniti, tranne Sca-
la. Sono presenti varie cartoli-
ne di registrazione per i pro-
grammi inclusi (da cui vanno
tratti i numeri seriali per la loro
installazione) e un buono d’or-
dine del manuale di Scala
MM300 al costo di 29 dollari
oltre a un’offerta d’acquisto
per Scala MM400. Il case, in
metallo e di colore bianco
panna, è derivato da un mo-
dello standard per PC. Il fron-
tale, in plastica, è incassato
nel case mediante sei fermi a
incastro e può essere rimosso
per l’intera altezza, senza a-
prire il case, esercitando una
discreta trazione. È dotato di
sportellino nero trasparente
che permette l’accesso ai cin-
que vani frontali da 5,25": tre
sono orizzontali (uno è occupa-
to dal floppy a bassa densità) e
due verticali (uno nasconde
l’hard disk SCSI fornito di serie).
In alto si nota la serratura per la
chiave che blocca l’input da ta-
stiera e mouse, tre pulsanti che
servono per il reset, l’accensione
e l’abilitazione dell’altoparlantino
interno (la cui scritta in rilievo re-
cita “Turbo"), e tre led (SCSI,
Power, altoparlante).
Sul retro compaiono tutti i connettori di-
sponbili: video a 23 pin, seriale, parallela,
due connettori RCA audio e uno minijack
per la cuffia (non descritto nel manuale),
tastiera (DIN), mouse, joystick, ingresso
di rete e uscita per il monitor (che si ac-
cenderà assieme al 4000T), nonché porta
SCSI2 ad alta densità con relativi jumper
di configurazione. Non compare invece il
connettore esterno per i floppy. I jumper
esterni della SCSI permettono di sceglie-
re ID del controller, terminazione, modo
Fast, quello sincrono/asincrono, abilita-
zione dei LUN (per unità SCSI multiple
come certi lettori di CD-ROM o il magne-
to-ottico/CD-ROM di Panasonic), reset
veloce o lento (per device lenti).
Il montaggio è molto semplice: basta col-
N° 80/LUGUO/ AGOSTO 1 996 AMIGA MAGAZINE 2 7
HARDWARE
marchiata Rev. 4; vi è saldato da 1, 2, 4 o 8, variamente combinati, sia a
I il Super Buster 390537-11, 32 che a 36 bit. Appositi jumper permet-
| cioè revisione K, l’ultima prò- tono di configurare il taglio delle SIMM,
j;- dotta. Il manuale, stranamen- La macchina viene venduta con un mo-
| te, non fa menzione della posi- dulo a 4 Mb a 70 ns. La Chip RAM, 2 Mb,
| zione delle ROM del Kickstart è invece saldata direttamente su scheda.
| 3.1: si trovano, zoccolate, sot- Gli slot Zorro III (compatibili Zorro II) so-
| to la scheda CPU in una posi- no cinque e montati direttamente sulla
I zione tale che, per sostituirle, scheda madre: due sono in linea con i
? è necessario smontare quasi due slot video (A4000T è l’unico modello
completamente il 4000T. a montare due di questi slot) e tre con gli
Sulla scheda madre compaio- slot PC/AT. Compare infine uno slot
| no, inoltre, quattro connettori PC/AT isolato. Nei pressi si nota la batte-
SIMM 72 pin facilmente ac- ria tampone al litio per l’orologio interno.
I cessibili e con fermi in metallo: Sulla scheda madre compare anche il
possono contenere un massi- connettore IDE per hard disk o CD-ROM.
; mo di 16 Mb di RAM in moduli Di default non è utilizzato (non vi è nem-
Test della porta SCSI
OiskSpeed 4.1
L’interno del 40001 : in basso la scheda
madre e a destra ventola e altoparlante.
Al centro il castello di sostegno
delle periferiche verticali anteriori
e posteriori; in alto l’alimentatore
e il castello di sostegno
delle periferiche orizzontali.
legare tastiera, mouse, monitor e rete per
poter accendere la macchina che, all’av-
vio, chiederà alcuni parametri di configu-
razione, una volta per tutte. Tutti i pro-
grammi sono pronti all’uso, tranne Scala
MM 300 che andrà installato mediante lo
script fornito.
La tastiera è dotata di connettore DIN, ma
viene fornito un cavo adattatore minidin,
per usare eventualmente una tastiera del
4000, L’adattore VGA serve nel caso si
voglia collegare un monitor con connetto-
re a nove poli VGA. Se si usa il monitor A-
miga Technologies M1438S non sarà ne-
cessario.
L'interno
Per aprire il case, è necessario posarlo su
un fianco e intervenire sulle cinque viti a
croce: è indubbiamente molto scomodo;
va notato che non esiste un sigillo di ga-
ranzia che ne impedisca l’apertura: AT ha
invece versato mastice sui punti “caldi”
della scheda madre per inibire le mano-
missioni. Si tratta di una decisione molto
saggia: nessuno compra un Tower per te-
nerlo sigillato per l’intero anno di garan-
zia. Oltre alla ventola inscatolata nell’ali-
mentatore da 250 W, compare frontal-
mente una seconda ventola posta in vici-
nanza dell’altoparlate interno. Entrambe
sono relativamente silenziose.
CPU: 68040 - OS Version: 40.70 - Device: hdl: - Buffers: 30
Creazione file/sec:
Apertura file/sec:
Esame directory/sec:
55
96
345
Cancellazione file/sec:
Seek-Read/sec:
181
110
Test
Memoria
512
4096
32768
262144
Creazione byte/sec
Scrittura byte/sec
Lettura byte/sec
CHIP BYTE
CHIP BYTE
CHIP BYTE
129.918
36.374
153.030
155.589
39.641
184.135
136.952
38.467
189.783
156.410
39.152
177.164
Creazione byte/sec
Scrittura byte/sec
Lettura byte/sec
CHIP WORD
CHIP WORD
CHIP WORD
160.939
171.477
189.328
713.216
897.949
1.127.424
1.086.818
1.574.991
2.585.440
2.024.025
2.650.894
3.199.266
Creazione byte/sec
Scrittura byte/sec
Lettura byte/sec
CHIP LONG
CHIP LONG
CHIP LONG
161.856
171.008
192.207
714.265
895.488
1.131.008
1.094.990
1.583.173
2.565.873
1.979.057
2.657.083
3.313.344
Creazione byte/sec
Scrittura byte/sec
Lettura b^rte/sec
CHIP BYTE
CHIP BYTE
CHIP BYTE
149.165
38.847
172.948
177.953
40.098
214.367
156.076
39.238
220.330
181.644
39.948
204.914
Creazione byte/sec
Scrittura byte/sec
Lettura byte/sec
CHIP WORD
CHIP WORD
CHIP WORD
163.638
173.524
179.840
807.936
1.055.232
1.220.096
1.081.384
1.554.536
3.338.240
1.996.352
2.682.854
3.313.344
Creazione byte/sec
Scrittura byte/sec
Lettura byte/sec
CHIP LONG
CHIP LONG
CHIP LONG
160.256
171.413
179.840
813.609
1.006.496
1.222.144
1.076.024
1.570.900
3.338.086
1.928.490
2.650.894
3.321.576
ScsiSpeed 4.2
CPU Speed Rating: 3554
Test
Memoria
262144
Lettura byte/sec
Lettura byte/sec
CHIP LONG
FAST LONG
4.521.984 (89%)
4.731.699 (94%)
Le voci CHIP e FAST indicano il tipo di memoria utilinata perii test, mentre LONG, WORD
e BYTE indicano il tipo di allineamento. I valori numerici indicano la lunghezza del blocco
trasferito. I risultati migliori si ottengono normalmente con blocchi da 262144 byte, memoria
FAST e allineamento LONG. Tra parentesi appare la percentuale di tempo in cui la CPU
rimane libera durante il trasferimento da o verso il drive: più è elevata, meglio è per il multitasking.
I test della porta SCSI del 4000T e deWbard fornito di serie, un Seagate Medalist da
1 Gb che non è fra i più veloci del mercato. Particolarmente impressionanti il test
La scheda madre appare ben realizzata e ^ SCSISpeed ; Valla velocità di trasferimento è accompagnata da un'occupazione
della CPU particolarmente bassa (tra 6% e 11%).
2 8 Amiga Magazine n° so/luguo/agosto i 996
quello floppy uno con due connettori per i
due eventuali floppy interni. La terza ha la
stessa funzione, ma per le porte audio e
video e, su di essa, compare un ingresso
audio stereo per un eventuale CD-ROM,
la quarta serve invece per seriale, paral-
lela, mouse e joystick.
Le prestazioni
Le nostre prove con Aibb non hanno atte-
stato particolari differenze rispetto al
4000 standard, per cui a questo proposi-
to c’è ben poco da dire.
Più interessanti le prestazioni del control-
ler SCSI e dell’hard disk Seagate Medali-
st da 1 Gb che, insieme, hanno offerto
velocità superiori a 4,5 Mb/s con SCSI-
Speed e a 3 Mb/s con DiskSpeed: fra
l’altro l’occupazione di
tempo CPU, grazie ai tra-
sferimenti in DMA, è risul-
tata estremamente bassa.
Queste caratteristiche
rendono il controller SCSI
del 4000T l’ideale per ap-
plicazioni video. Con hard
disk più veloci, dovrebbe
essere possibile raggiun-
gere velocità attorno ai 7
Mb/s.
Conflusioni
Il 4000 Tower costituisce il
prodotto di punta della li-
nea Amiga: fra i suoi pregi
maggiori stanno il control-
ler SCSI DMA e il relativo
hard disk, lo spazio inter-
no per le periferiche, i
connettori SIMM per la
memoria e i due slot vi-
deo. Fra gli aspetti negati-
vi va annoverata la man-
canza, particolarmente
grave, di un floppy interno
ad alta densità, inoltre
l’assenza della porta
floppy esterna, l’incompa-
tibilità con alcune schede
CPU per il 4000 (per ra-
gioni di spazio) oltre, ov-
viamente, alla CPU, che
appare ormai un po' lenta.
Il 4000 Tower, grazie
all’interfaccia SCSI e alla
presenza di Scala MM300 preinstallato e
praticamente pronto all’uso, appare in
definitiva un sistema dedicato soprattutto
ai professionisti e agli amatori video: co-
me tale andrebbe immediatamente dota-
to di una scheda acceleratrice con con-
nettori per Fast RAM aggiuntiva che do-
vrebbe esaltarne le doti. ▲
meno collegato il cavo) perché Amiga
4000T viene fornito con un hard disk SC-
SI. Il cavo IDE si può comprare in qual-
siasi negozio di computer per pochi spic-
cioli.
Sulla scheda madre si innestano quattro
moduli: il primo è la scheda CPU, che è
Lo sportello frontale permette l'accesso
alle cinque periferiche frontali,
alla chiave e ai tre pulsanti
con i rispettivi led.
esattamente la stessa presente sul
4000/040 ed è infatti ancora marchiata
Commodore. Monta un 68040 a 25 MHz,
con MMU e FPU, dotato di un grosso dis-
sipatore di calore. Per sostituirla, occorre
rimuovere il castello che serve a sostene-
re eventuali periferiche aggiuntive interne
poste nei due vani verticali anteriori e in
quello ad altezza piena posteriore. Si noti
che lo spazio disponibile per la scheda
non è lo stesso del 4000 desktop, per cui
andrà verificata caso per caso la compa-
§CHEDA PRODOTTO
ISfome;
A4 000 Tower
Produttore;
Amiga Technologies
Distribuito da:
New Video
Prezzo:
L. 4.480.000, IVA compresa
Giudizio;
quasi ottimo
Pro:
SCSI veloce, jumper di configurazione, hard disk ad
alta velocità, 6 vani da 5.25", altoparlante interno
escludibile, due slot video, buona dotazione software,
ottimi manuali
Contro:
floppy a bassa densità, manca connettore floppy
esterno, cavo mouse corto, manuali e programmi
in inglese, manca la documentazione di Scala
tibilità con le schede acceieratri-
ci progettate per il 4000.
La seconda scheda porta all’e-
sterno i segnali de! floppy e del-
la SCSI e contiene anche i con-
nettori interni: da quello SCSI in-
fatti si diparte un lungo cavo con
quattro connettori standard, da
Nella parte posteriore
si accede a tutti
i connettori :
si notino i jumper
della SCSI.
N° 80/LUGUO/ AGOSTO 1996 AMIGA MAGAZINE 29
AMIGA MI 438S
I modi video consentiti dal
chipset grafico di Amiga so-
no fra i più vari offerti dal
mercato dei computer: variano
fra i 15 kHz del segnale PAL e i
31 kHz del modo cosiddetto V-
GA. I monitor per PC in com-
mercio visualizzano solo le fre-
quenze superiori ai 30 kHz
(qualche volta anche 29): per-
tanto non sono in grado di vi-
sualizzare i modi standard A-
miga (che poi corrispondono a
quelli televisivi) come il PAL e
l’NTSC. Sebbene i modi Dbl-
PAL e DbINTSC, introdotti con
1200, CD32 e 4000, risolvano
in parte tale problema, rad-
doppiando le frequenze PAL
e NTSC, il monitor ideale per
un utente Amiga rimane un
monitor multiscan capace di
agganciare tutte le frequen-
ze possibili, a partire dai 15
kHz. Una volta il mercato of-
friva diverse soluzioni alter-
native, tutte ugualmente costose, a que-
sta esigenza; ora, se si eccettuano mo-
delli professionali dal costo molto elevato,
le possibilità sono ridotte ai pochi modelli
prodotti espressamente per Amiga. Fra di
questi il primo da considerare è ovvia-
mente quello prodotto da Amiga Techno-
logies.
Caratteristiche
Il monitor 1438S è derivato dal monitor
Microvitec 1438, già recensito sulle pagi-
ne di Amiga Magazine (numero 57): è in-
fatti prodotto per AT dalla casa inglese.
Viene fornito con un manuale in italiano
che, sebbene riporti la piedinatura del
connettore video e gli standard rispettati,
è per il resto assolutamente privo di spe-
cifiche tecniche: non vengono neanche
indicate le frequenze orizzontali aggan-
ciate o i limiti della banda video.
L’aspetto esterno è piacevole, anche se
non particolarmente accattivante: come
colore è stato adottato il bianco panna ti-
pico del 1200 e del 4000 Tower. La base
basculante funziona egregiamente e lo
schermo da 14” non è piatto, ma bomba-
to, anche se non in maniera esagerata.
Anche gli angoli dell’area visibile dello
E.C. Klamm
Il monitor stereo da 14” di AT
schermo appaiono piuttosto arrotondati.
Per le radiazioni è conforme alle specifi-
che MPR 2 e per quanto riguarda le fre-
quenze agganciabili, è in grado di
variare fra i 14 e i 38 kHz (lo si de-
duce dal nome, se non altro): ciò
è sufficiente per agganciare con-
venientemente tutti i modi grafici
Amiga. I limiti del 1438 emerge-
rebbero solo di fronte a una sche-
da grafica a 24 bit, per esempio la
CyberVision che è capace di rag-
giungere frequenze orizzontali
praticamente doppie rispetto a
quelle consentite dal 1438S. Si
tenga presente comunque che
monitor capaci di agganciare tutte
le frequenze di una scheda come
quelle sono relativamente costosi
anche se prodotti dai peggiori
produttori di Taiwan.
In più il monitor comprende un
amplificatore stereo integrato e
due altoparlanti laterali.
miga alla porta video di 1200
o 4000 e il connettore audio ai
connettori RCA di Amiga. Si
noti che il monitor non richiede
l’adattatore VGA perché di-
spone appunto di connettore a
23 poli. Se si volesse collega-
re tale monitor a un compu-
ter o a una scheda grafica
con connettore VGA a 9 poli,
si dovrebbe ricorrere a un
apposito adattatore che co-
munque non è presente nella
confezione. L’alimentazione
può essere prelevata dal
4000 (o altro computer), che
sia dotato di presa passante,
oppure direttamente dalla rete
elettrica mediante la prolunga
inclusa.
Controlli
controlli del monitor sono
piuttosto limitati: interruttore di
accensione con led, ampiezza
verticale, fase orizzontale, lumi-
nosità, contrasto e volume.
Manca la fase verticale, l’am-
piezza orizzontale e la saturazione del co-
lore. Se volessimo alzare il livello delle no-
Limbiate (MI),
Nome:
Amiga M1438S
Produttore:
Amiga Technologies
Distribuito da:
New Video, via Turati 1 8,
tei. 02-99056649
Prezzo:
L. 650.000, IVA compresa
Giudizio:
molto buono
Pro:
aggancia tutte le frequenze Amiga, non richiede
adattatore VGA
Installazione
È semplicissima, basta collegare
il connettore a 23 poli standard A-
Contro:
controlli limitati, assenza memorie digitali
Configurazione della prova:
A4000 Tower, 1 200 base
3 O Amiga Magazine n° so/luguo/agosto i 996
stre esigenze, potremmo citare l’assenza
di controlli sulla distorsione deH’immagi-
ne, di memorie digitali capaci di “ricorda-
re” la configurazione associata a un de-
terminato segnale e magari anche qual-
che controllo ulteriore suH’uscita audio o
preziosismi come una presa cuffia fronta-
le.
Il funzionamento con Amiga è comunque
più che accettabile: il monitor aggancia
perfettamente tutti i modi video prodotti
dai driver standard compreso il Super72
Super Hires Lace che consente sul 4000T
in overscan uno schermo da 912x628 a
72 Hz interlacciati. Esistono poi, nel mon-
do Shareware, monitor particolari, ottenuti
con il programma Moned (apparso anche
a suo tempo su un disco di Amiga Maga-
zine), che consentono di ottenere schermi
a frequenze leggermente più alte. L’im-
portatore italiano ci ha mostrato alcuni
monitor ottimizzati per Scala e per il
1438S cui sta lavorando.
Conclusioni
Nell’uso il 1438S ha dimostrato di funzio-
nare secondo le aspettative. All’inizio bi-
sognerà regolare la posizione dei vari
schermi mediante il programma Preferen-
ces Overscan, agendo eventualmente an-
che sui nuovi gadget che permettono di
spostare lo schermo nelle quattro direzio-
ni (disponibili solo con alcuni modi video),
ma una volta salvate le preferenze si do-
vrà eventualmente intervenire solo sui
controlli manuali del monitor per centrare
l’immagine. Anche i modi DbIPAL e D-
blNTSC, che su molti monitor lasciano
ampie bande nere laterali, riescono a co-
prire in buona misura lo schermo. La cita-
ta assenza di certi controlli, quindi, non si
avverte più di tanto, almeno finché si usa
il monitor con il 1200 o con il 4000, con i
quali si integra perfettamente.
La mancanza di memorie digitali costrin-
ge tuttavia a piccoli interventi di correzio-
ne della centratura dell'Immagine o
dell’ampiezza verticale ogni volta che si
passa da uno schermo di un certo tipo a
uno schermo di un altro tipo (da PAL a
Productivity, per esempio). Il monitor si è
dimostrato particolarmente veloce nell 'ag-
ganciare le varie frequenze e anche silen-
zioso al momento della sincronizzazione.
In conclusione, se non avete in previsione
l’imminente passaggio a schede grafiche
da 1.200x1.076 a 24 bit e volete una
compatibilità assoluta con i modi grafici
Amiga (con lo schermo di boot, con quel-
lo del Guru, con i giochi e il video, con il
monitor Super72), il 1438S è un prodotto
in grado di soddisfare le vostre esigenze
che sostituisce adeguatamente il vecchio
Commodore 1942. Nel caso vogliate u-
sarlo con un genlock o qualche altro pro-
dotto video che generi un segnale PAL
da inviare al monitor, è bene verificarne la
piena compatibilità prima di procedere
all’acquisto. ▲
:on ri prodotti
£T
Munchen - Germania
SIRIUS GENLOCK
’ 2 ingressi : Y-C e composito
» 2 ingressiggudio gj
» Chroma-tfjv
> Alpha chaftnel
1 Dissolvenza manuale e automatica (0-20 sec.)
' Controllo manuale e software (Scala MM400)
' Generatore di barre integrato
' Controlli digitali (colore, contrasto, luminosità)
* Banda passante: composito 4 MHz, Y-C 5,5 MHz
I MACHINE
RISI
3/
> reaie a 24 bit
Ingressi e u^ite Y-C e composito
Digitalo .e visualizza in tempo i
Registrazione d* $eqwenz§ xkto sa hard disk
E d i ti ng dette sSCfòenze
duìo EX péri
1 Modu
rfà MM4GQ
NEPTUN GENLOCK
ingressi Y-C e composito
«^Alpha channel
• Dissolvenza manuale e automatica (0-20 sec.)
• Controllo manuale e software (Scala MM400)
• Controlli colore, contrasto, luminosità
u
TBC-ENHANCER
Ingressi Y-C e composito, Blackburst
Uscite Y-G, composito, RGB, Y-U/V, Bjackburst
Controlli colóre, contrasto, luminosità, M§t: . \\
Regolazione H-Phase, subcarrier
Funzioni: fermo immagine, filtro di rumore, TBC
Banda passante, composito 4 MHz, Y-C 5,5 MHz
CAVIN
CentifoSté***
di montaggio video
(CTRL-L, Panasonic,
RS 232, RS 422}
Cla*sV De^dopment
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N° 80/LUGUO/AGOSTO 1 996 AMIGA MAGAZINE 3 1
GENIUS POWERTAB
D iciamoci la verità: chi di
noi non si è sentito quan-
to meno a disagio la pri-
ma volta che ha utilizzato un
mouse con un computer, spe-
cialmente dovendolo usare
per disegnare? Sono ormai di-
versi secoli che la mano
dell’uomo si è abituata a usa-
re sottili forme cilindriche per
tracciare segni e forme, a
partire dagli scriba egiziani.
Ciò non di meno, nella no-
stra era tecnologica e com-
puterizzata, abbiamo dovuto
adattarci a usare un’impro-
babile forma che servisse al-
lo stesso scopo.
D’altra parte, contemporanea-
mente all’affermazione di un’in-
terfaccia grafica gestita con il
mouse, molti produttori hanno
risposto al desiderio naturale
degli utenti di poter usufruire di
uno strumento alternativo più
conforme alla tradizione, pro-
ducendo tavolette elettromagnetiche cor-
redate da penne e mouse particolari che,
posizionati sulla superficie, inviano se-
gnali al computer solitamente tramite la
porta seriale. Questi segnali possono es-
sere semplici valori riferiti alle coordinate
per lo spostamento del puntatore (emula-
zione mouse), ma in alcuni modelli pres-
sure sensitive , unitamente a programmi
che sappiano interpretare correttamente
Diego Gallarate
Una
“geniale” alternativa al mouse
e alla tastiera
questo segnale, anche la pressione più o
meno accentuata della penna può modifi-
care l’ampiezza del segnale, simulando
molto efficacemente l’effetto di un pennel-
lo o di un pastello morbido.
Inoltre, la griglia elettromagnetica conte-
nuta nella tavoletta può raggiungere ele-
vati valori di densità, calcolati in LPI (linee
per pollice) come per la stampa e, usan-
do uno speciale mouse con un mirino tra-
sparente, il sistema si trasforma
in un eccellente digitalizzatore
manuale: basterà, infatti, porre
un disegno sulla tavoletta, sotto
l’apposito foglio trasparente e
ripercorrere i suoi contorni per
copiarlo sullo schermo. Nel ca-
so della Genius PowerTab si
raggiungono 2.540 LPI, una ri-
soluzione molto elevata che ga-
rantisce un’alta precisione di
lettura del movimento e di con-
seguenza copie molto accura-
Le maschere per i programmi
PPaint 6.4 e DPaint V sono
complete e funzionali ; tutti i colori
e i caratteri utilizzati sono
modificabili a piacere.
te; questa caratteristica per-
mette inoltre l’individuazione
molto precisa di piccole zo-
ne che permettono di creare
pulsanti e gadget che posso-
no corrispondere a pulsanti e
gadget presenti in un pro-
gramma Amiga: ciò consente
di pilotare un programma sen-
za “muoversi” dalla tavoletta
grafica.
La tavoletta, dunque, non è
soltanto uno strumento da ag-
giungere al mouse per il con-
trollo del computer, ma riesce
a sostituirlo completamente,
ampiandone le funzioni e può
costituire una scelta necessa-
ria per chi ha difficoltà di coor-
dinazione del movimento.
Da anni ormai le tavolette gra-
fiche sono piuttosto diffuse su
altre piattaforme, meno su A-
miga, nonostante le particolari
doti grafiche. Power Compu-
ting, con questo prodotto
hardware di Genius (nato per computer
MS-DOS) e il software per Amiga di cor-
redo si ripropone di colmare questa lacu-
na.
Installazione
Sulla grande confezione troviamo la dici-
tura Genius NewSketch 1212HR con illu-
strazioni di programmi CAD per PC; in
realtà dentro la confezione il software di
32 Amiga Magazine n° so/luguo/agosto i 990
gestione per i PC non è presente e si tro-
vano invece i programmi di Power Com-
puting per la gestione della tavoletta
(PowerTab) e la creazione interattiva delle
maschere di gadget (template) che per-
mettono di pilotare con la tavoletta pro-
grammi Amiga (PowerTemplate). Tramite
l’Installer standard questi verranno copiati
su disco rigido in una directory di nostra
scelta, assieme alla powertab. library, alla
iff. library 22.2 e a tre maschere preconfi-
gurate per Personal Paint 6.4, DPaint IV e
V, con le relative immagini da stampare
per la creazione delle maschere da inse-
rire sulla tavoletta.
La tavoletta, con una superficie utilizzabi-
le di 12”x12” (30x30 cm), è ben costruita:
nella parte posteriore troviamo il pulsante
di accensione e di reset, il cavo seriale
con uscita a nove poli e l’adattatore per la
seriale di Amiga, la presa mini-din a otto
poli per collegare alternativamente o il
mouse a quattro tasti con mirino traspa-
rente, per operazioni di precisione, o la
penna a due tasti, per il disegno a mano
libera, entrambi forniti. La parte superiore
è coperta da un foglio di plastica traspa-
rente incollato lungo il lato superiore, e il
cui lato inferiore è fermato da due rettan-
goli di velcro posizionati in appositi inca-
vi: in questo modo sarà possibile disporre
le maschere dei template o i disegni in
modo preciso, mantenendo piana la su-
perficie su cui scorrono il mouse o la pen-
na.
Alla presa andrà infine collegato il trasfor-
matore, per fornire l’alimentazione alla ta-
voletta, che andrà sempre accesa prima
di attivare il programma di gestione. Due
manuali in lingua inglese di circa venti
pagine ciascuno, descrivono in dettaglio
e con illustrazioni l’uso dei due program-
mi.
Configurazione
Attivando gli appositi tooltype dell’icona,
PowerTab può essere inserito nel casset-
to WBStartup; in alternativa si potrà atti-
varlo anche dopo l'avviamento del com-
puter: PowerTemplate va invece aperto
quando PowerTab non è attivo. L’inizializ-
zazione della Genius è sempre in moda-
lità di emulazione del mouse e si sosti-
tuirà perciò del tutto a esso; per poter
riattivare il mouse standard basterà pre-
mere i tasti Ctrl-m; per modificare la com-
binazione dei tasti, si deve accedere alla
finestra di configurazione, premendo la
combinazione di tasti Ctrl-w, anch’essa
modificabile.
Nella finestra di PowerTab potremo sele-
zionare tutte le opzioni necessarie alla
gestione della tavoletta; potremo creare
differenti configurazioni, salvarle e cari-
carle a piacimento. In questo modo si ha
la possibilità di richiamare le maschere e i
dispositivi necessari a un particolare pro-
gramma, così come gli scritti macro a es-
so dedicati. Una particolarità unica e mol-
to interessante di questo sistema, infatti,
sta nell’uso che PowerTab fa della porta
ARexx: consente di registrare qualunque
movimento e funzione del mouse come u-
na macro, richiamabile e attivabile a pia-
cere.
Nel campo per la seriale potremo immet-
tere dispositivi alternativi al serial. device
di sistema, liberandoci da noiosi condi-
zionamenti hardware. Un gadget di sele-
zione permette di scegliere la velocità di
comunicazione con la porta seriale.
L’attivazione del mouse può essere ope-
rata tramite l’apposito gadget ciclico; un
secondo gadget permette di usare la
penna o il mouse speciale. Accanto a
questi due gadget per il controllo dell’e-
mulazione, troviamo quattro gadget per la
configurazione dei tasti del mouse o della
penna; in quest’ultimo caso le funzio-
ni sia del tasto sinistro che del destro
potranno essere attivate dal puntale o
dal tasto longitudinale.
Più in basso si potrà selezionare il
Template da usare. Per quanto ri-
guarda le Macro l’utente potrà defini-
re il numero massimo di azioni da re-
gistrare e il percorso dove registrare i
file.
Compaiono ancora gadget per na-
scondere la finestra principale e per
aprire o chiudere le finestre LookUp e
Macro: la prima è molto utile per veri-
ficare l’esattezza del posizionamento
dei pulsanti sulla tavoletta. Spostando
infatti la penna o il mouse sopra un’area
specifica nella maschera previamente
stampata e inserita sulla tavoletta, in
un campo apposito della finestra
LookUp apparirà il nome del bottone
corrispondente, permettendo così di
verificare se la dimensione e la risolu-
zione usata in stampa sono appro-
priate rispetto alla risoluzione dello
schermo e della tavoletta. Questo
rapporto può essere modificato trami-
te la procedura di calibrazione, che
aprirà un’apposita finestra. I file delle
diverse maschere contengono due
valori: uno è generato in modo prede-
finito conformemente alla dimensione
della maschera e il secondo è creato
usando questa finestra. Raramente
questa calibratura sarà necessaria e solo
nel caso la maschera sia stata stampata
con dimensioni diverse da quelle proget-
tate: generalmente sarà sufficiente attiva-
re il pulsante Default per ottenere l’alli-
neamento corretto.
Uso
Inizialmente si prova una sensazione par-
ticolare usando la Genius al posto del
mouse: essa infatti adotta un sistema “as-
soluto” di coordinate, per cui una deter-
minata posizione sulla sua superficie, cor-
risponde a un punto sullo schermo: non
basterà allontanare la penna e riposizio-
narla per riprendere il movimento dall’ulti-
mo punto “registrato”, come invece avvie-
ne alzando il mouse o con altre tavolette,
quali la Calcomp o la Wacom, le quali
hanno la possibilità di usare anche coor-
dinate “relative”.
Un altro limite di questa tavoletta è l’im-
possibilità di interpretare la quantità di
pressione esercitata con il puntale per e-
mulare pennelli e pastelli “reali”. Anche il
collegamento della stilo tramite un cavo
non ci sembra la scelta ideale: il movi-
mento risulterebbe meno impacciato con
una penna a batteria.
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La finestra principale di configurazione
di PowerTab permette di attivare la
finestra di gestione degli scritti Macro...
...così come le finestre LookUp e di
calibratura per verificare Vesatto
allineamento della maschera sulla
tavoletta.
N° 80/LUGUO/AGOSTO 1996 AMIGA MAGAZINE 33
Il potente programma PowerTemplate
consente di editare o di creare exnovo le
maschere utilizzabili con qualsiasi
programma, anche con il Workbench,
definendo aree e bottoni.
Dopo aver caricato una maschera, sarà
necessario stamparla, assegnando a ogni
elemento un colore appropriato , per
poterla poi utilizzare con la tavoletta
grafica Genius.
Detto questo, va rilevato che il fun-
zionamento della tavoletta è eccel-
lente sia per la velocità che la flui-
dità di tracciatura, anche su schermi
ad alta risoluzione. Ma il vero punto
di forza è la possibilità di creare e u-
tilizzare le maschere: con queste ci
potremo scordare gadget e menu,
concentrando unicamente tutta la
nostra attenzione sulla tavoletta e u-
sando il monitor per controllare il ri-
sultato.
Se si vuole utilizzare la Power Tab
con DPaint o Personal Paint, la prima
cosa da fare sarà quella di stampare su
carta la maschera che andrà poi collo-
cata sotto al foglio trasparente. Per farlo
dovremo usare necessariamente il pro-
gramma Power Tempiate avendo
collegato il mouse speciale alla ta-
voletta. Attivato il programma e pre-
mendo il tasto 2 del mouse si potrà
caricare una delle maschere fornite;
fatto ciò, tramite il menu Template/E-
dit si dovrà definire il percorso della
directory che contiene le immagini
incluse nella maschera e associate
ai sìngoli pulsanti. Attivando poi la fi-
nestra di stampa avremo modo di
definire importanti opzioni, tra le quali
la dimensione del foglio o la risoluzio-
ne: potremo per esempio stampare la
maschera di 30x30 cm su quattro fogli
A4 che andranno poi tagliati e incolla-
ti, oppure su un singolo foglio A3; sarà
anche opportuno creare una palette di
colori caricabile tramite l’apposito reque-
ster, con cui potremo differenziare per
contrasto e colore i diversi elementi:
pulsanti, aree, titoli e diciture; potremo
anche personalizzare, oltre alle imma-
gini, anche i caratteri e lo spessore
delle lìnee che racchiudono ì pulsanti
e le aree specifiche, così come le
spaziature. Fattore critico è la risolu-
zione di stampa, che è strettamente
legata alla quantità di memoria chip
disponibile, a causa del sistema di
conversione scelto dal programmato-
re; abbiamo ottenuto ottimi risultati an-
che con una risoluzione di 90 DPI.
Power Tempiate è un programma di
grande interesse che supera i confini
della grafica: con esso potremo defi-
nire aree e pulsanti, identificabili da
immagini o testo, assegnando loro
funzioni di ogni tipo, quali comandi
DOS o scritti ARexx. Così potremo
creare una sorta di alternativa a pro-
grammi come ToolManager, gestita com-
pletamente dalla tavoletta: il vantaggio
sarà anche la possibilità di visualizzare
sulla maschera della tavoletta tutte le op-
§CH£DA PRODOTTO
Nome:
Power Tab
Produttore:
Power Computing Ltd
Distribuito da:
DB-Line Srl, via Rimembranze 26/c,
Biandronno (VA), tei. 0332/768000
Prezzo*
L 499.000, IVA inclusa
Giudizio:
ottimo
Configurazione richiesta:
qualsiasi modello di Amiga
Pro:
ergonomia d'uso, velocità e precisione di tracciatura,
grande possibilità dì configurazione e creazione
di maschere, integrazione con i programmi,
possibilità di registrazione delle operazioni come
Macro riutilizzabili, prezzo competitivo
Contro:
la tavoletta non è pressure sensitive, la penna ottica è
dotata di cavo, manuali in inglese
Configurazione della prova:
Amiga 4000/40, 38 Mb RAM, scheda grafica
Retina 23
zioni, lasciando lo schermo compieta-
mente libero; nel caso poi di programmi
3D dove si hanno innumerevoli livelli ge-
rarchici, la possibilità di sviscerarli com-
pletamente, rendendoli accessibili diretta-
mente, va valutata molto positivamente.
Presto sarà disponibile agli utenti regi-
strati un nuovo tempiate per LightWave e
altri sono in lavorazione.
Infine, la possibilità di registrare i movi-
menti e le operazioni del mouse trova infi-
nite applicazioni con i più diversi pro-
grammi.
Condusioni
L’uso della tavoletta grafica non è molto
diffuso tra gli utenti di computer, ormai
condizionati dal mouse: a nostro parere la
Power Tab Genius, sebbene sia un pro-
dotto destinato principalmente ai grafici,
potrebbe divenire un accessorio molto u-
tile anche a chi usa Amiga in altri campi,
grazie alle vaste possibilità di configura-
zione.
I programmi PowerTab e PowerTemplate,
sebbene pecchino forse un po’ di gio-
ventù, sono infatti alla versione 1.0 e sono
comunque molto curati, sia graficamente
che nel funzionamento. La dimensione e il
corredo della Genius Power Tab, infine,
giustificano più che ampiamente il prez-
zo, che risulta molto competitivo qualun-
que sia la piattaforma hardware conside-
rata. A
Ogni bottone può attivare funzioni
e menu di un programma, così come
comandi DOS o scritti ARexx,
34 Amiga Magazine n'- somiglio/ agosto i 990
TCP/IP
Un esempio di programmazione (parte II)
Georg Campana
Come già anticipato nella prima parte, per la programma-
zione di un client TCP/IP possiamo scegliere principal-
mente tra due vie: la programmazione mediante ARexx
usando il device logico TCP:, oppure quella in C, utiliz-
zando la libreria shared bsdsocket. library (ma nessuno
vieta di usare il linguaggio E o qualsiasi altro linguaggio
in grado di gestire le librerie shared Amiga).
Gli strumenti
Per prima cosa, è ovvio che bisogna avere AmiTCP instal-
lato e possedere un accesso a Internet (o due macchine
in rete) per poter testare quanto si programma.
In secondo luogo, va sottolineato che costruire un client
usando ARexx è molto facile, dato che basta un semplice
text editor, mentre in C è necessario anche un compilato-
re, senza dimenticare che bisogna installare i vari file
header e librerie.
Per chi ha intenzione di programmare in C è indispensa-
bile installare il developer kit “AmiTCPsdk_xx.lha” dove
xx indica il numero di versione. Quest’ultimo è reperibile
generalmente nella stessa directoy di AmiTCP. Anche chi
ha intenzione di programmare in Arexx dovrebbe co-
munque dare un’occhiata a questo archivio perché con-
tiene numerosi suggerimenti.
Il kit in questione non contiene nessuno script di installa-
zione, ma per un’installazione completa basta dare come
destinazione di decompressione la directory AmiTCP:. A
questo scopo sono necessari almeno 1,8 Mb liberi su di-
sco.
Tutti gli include si troveranno nella directory AmiTCP :ne-
tinclude/, è necessario quindi, al momento della compila-
zione, avvertire il compilatore di cercare i file include an-
che in questa directory. Per fare questo, se si usa il SAS
C, basta aggiungere alla linea di comando di “se” la voce
“IDIR=AmiTCP:netinclude” oppure, per chi usa SCOp-
tions, andare nelle “Compiler Options” e aggiungere con
Add la nuova directory.
I protocolli
Ora che abbiamo tutto il necessario per programmare e
ci troviamo con il nostro editor davanti, dobbiamo deci-
dere cosa programmare, ossia il protocollo da implemen-
tare. I protocolli client-server esistenti per Internet sono
ormai una miriade e vanno dal più semplice “finger” al
più complesso client per videoconferenza. Abbiamo già
detto che questi protocolli sono descritti nei famosi RFC.
Come anticipato nella scorsa puntata useremo come
esempio i protocolli di gestione della posta elettronica.
Vediamo, molto semplicemente, in che cosa consiste lo
scambio di posta elettronica, per capire come mai, spes-
so, servono due protocolli diversi per la trasmissione
(SMTP) e per la ricezione (POP3).
Assumiamo che un utente di un certo calcolatore “A” col-
legato alla rete (Internet) voglia mandare un e-mail a un
altro utente su di un altro computer “B” collegato anche
questo a Internet. “A” possiede un programma client
SMTP che cerca di collegarsi al server SMTP del compu-
ter B. Una volta connesso, il client indica che ha un mes-
saggio per il destinatario specificato e il server, se il desti-
natario esiste, dice che è pronto ad accogliere il messag-
gio per metterlo nella mailbox (un normale file) appro-
priata. A quel punto il client spedisce il messaggio, rin-
grazia e chiude il collegamento.
Fin qui sembra molto semplice, ma ci dimentichiamo che
la maggior parte di noi ha un collegamento a Internet di
tipo dialup. Questo significa che si è collegati a Internet
occasionalmente, visto che si utilizza la rete telefonica
commutata. Torniamo allora all’esempio precedente, ma
assumiamo questa volta che il computer B abbia un ac-
cesso saltuario e che proprio nel momento in cui A cerca
di collegarsi B non sia collegato. “A” non riuscirebbe a
collegarsi con B e non potrebbe spedire il messaggio.
l<> A
35
□n
trans
La soluzione sta nel fatto che l’indirizzo di posta elettro-
nica di B non è affatto quello della macchina del destina-
tario, bensì quello del suo provider, ossia di una macchi-
na che ha un collegamento costante con Internet. Il client
di A si collega quindi con il server che gira sul provider
di B e spedisce lì il suo messaggio.
Ma come fa B a leggere la propria posta? Ecco che arri-
viamo al secondo protocollo: POP3, che sta per Post Of-
fice Protocol, mentre il 3 indica la versione.
Mediante il protocollo POP il nostro computer, o
nell’esempio B, quando si collega al proprio provider è
in grado di richiedere la posta che è arrivata in sua as-
senza. In pratica viene attivato un client POP che apre
una connessione con la porta 110 (che è appunto quella
assegnata al POP) del server-POP sul provider.
Dei due protocolli esamineremo e useremo a scopo di-
dattico proprio il POP3, sia per la sua semplicità, sia per
la possibilità di sperimentarlo direttamente con il proprio
provider. Per quanto riguarda il citato SMTP, vi invitiamo
a leggere il relativo RFC. Infatti, una volta che si è appre-
so il meccanismo per implementare un client AmiTCP,
l’unica cosa necessaria per implementarne un altro è do-
cumentarsi sul protocollo.
Request For Comments
I vari RFC sono reperibili sia sui già citati CD-ROM Inter-
net-Info della Walnut Creek sia, ovviamente, direttamente
su Internet all’indirizzo http://ds.internet.net/ds/ (oltre
che su altri numerosi mirror).
Quando un protocollo viene rivisto o ulteriormente svi-
luppato riceve un nuovo numero di RFC. L’ultima revisio-
ne esistente di RFC relativa al POP3 è PRFC1725 (che tro-
verete sul disco che accompagna la rivista), ma per i no-
stri scopi si può fare benissimo riferimento ai più datati
RFC 1460, 1225 e 1081.
Consigliamo comunque di dare un’occhiata alFindice de-
gli RFC, che si trova nel file “rfc-index”. Vi si possono
trovare tutti i documenti standard che regolano il funzio-
namento di Internet, compresi i nameserver, il TCP e l’IP.
Un documento di particolare rilievo è l’RFC 1117 (va be-
ne anche l’RFC 1062) che contiene tutti i numeri assegna-
ti di Internet. In questo file si trovano per esempio tutti i
numeri di porta assegnati ai vari servizi di Internet (vi ri-
cordate dei socket?).
Post Office Protocol 3
Passiamo dunque a una trattazione sommaria del proto-
collo POP3, per cercare di implementare un client mini-
mo di esempio, in grado di controllare se nella nostra ca-
sella è presente della posta oppure meno. Assumiamo
quindi di avere già operativa la connessione tra il nostro
client e il server remoto POP3. Più avanti spiegheremo
come attivare tale connessione.
Appena connessi, il server ci saluta con una riga di nor-
mali caratteri ASCII del tipo:
+OK POP3 server ready on Sun Sparcstation . . . . [CRLF ]
dove CR sta per Carriage Return e LF per Line Feed.
Questi due caratteri indicano, in questo protocollo, la
funzione di “fine riga-a capo” che, come molti sapranno
su Amiga è rappresentato da un solo carattere.
La prima parola “+OK” indica al nostro client che il ser-
ver ci offre la sua disponibilità, ci avrebbe anche potuto
rispondere con una riga come questa:
-ERR POP3 server not available for maintenance [CRLF]
anche in questo caso la risposta negativa è rilevabile dal-
la prima parola “-ERR”. Queste due parole sono le uniche
due che il server POP3 usa per rispondere alle nostre ri-
chieste. Sarà sufficiente quindi controllare, dopo l’invio di
una richiesta, questa risposta per capire se è stata accolta
o meno. In un’implementazione minima basterà addirittu-
ra controllare solo il primo carattere che sarà sempre solo
“+” o
Se il server ci saluta alla connessione con un +OK, il no-
stro client può procedere. In questo momento il nostro
client si trova in uno stato di autenticazione. Questo vuol
dire che il server, prima di farci accedere alla nostra ca-
sella postale ha bisogno di capire chi siamo ed essere si-
curo della nostra autenticità (ossia che non ci spacciamo
per qualcun’altro). A questo scopo il nostro client invia la
riga di comando:
USER nomelogin [CRLF]
dove nomelogin rappresenta chiaramente il nome che ci
è stato assegnato per accedere al server POP. Anche le
righe inviate dal client devono terminare con la sequenza
di caratteri CRLF (attenzione quindi in fase di program-
mazione). Il server ci risponderà sempre con una risposta
positiva se la login inviata è accettata oppure negativa se
non lo è. Una risposta tipica può essere:
+OK Hello nomelogin. There's mail for you [CRLF]
Chiaramente il client dovrà far caso solo alla prima paro-
la per capire se la richiesta è stata accettata; il resto della
riga può essere ritenuto interessante solo se letto da una
persona in carne e ossa, visto che può cambiare da siste-
ma a sistema.
Una volta ottenuta una risposta negativa, il client può
procedere con l’autenticazione inviando la password con
< >
]
36
□
□
trans
Acrmi
S: (è in attesa di una comunicazione sulla porta 110)
C: (si collega alla porta 110 del server e stabilisce il
canale)
S: +OK POP3 server ready on Sun Sparcstation
C: USER pippo
S: +OK
C: PASS sfd343n23
S: +OK user accepted, hello pippo welcome in your
maibox
C: STAT
S: +OK 1 450
C: RETR 1
S: +OK dot will mark thè end
S: (seguono le righe del messaggio)
S: .
C: DELE 1
S: +OK message mark ed as deleted
C: QUIT
S: +OK updating, your mailbox is empty
C: (chiude la connessione)
S: (si rimette in attesa sulla porta 110)
Fig. 1 - Una tipica sessione POP3-
il comando:
PASS miapassword [ CRLF ]
Non c’è bisogno a questo punto di descrivere come si fa
a capire se la password è stata accettata. Il meccanismo è
sempre lo stesso.
Una volta superata con successo la fase di autenticazio-
ne, il nostro client ha finalmente a disposizione una serie
di comandi da usare per manipolare la posta presente
nella sua casella postale. Vediamo brevemente quelli
principali:
STAT restituisce una statistica sulla mailbox. Per esem-
pio:
+OK 3 650
dove il primo numero indica quanti messaggi sono pre-
senti e il secondo la dimensione totale espressa in byte.
LIST [nrmsg] mostra una lista delle dimensioni dei mes-
saggi in casella. Per esempio:
+OK 3 messages (650 octects)
1 230
2 120
3 300
Il primo numero indica il numero del messaggio, il se-
condo la dimensione; la fine della lista è identificata da
un punto come primo carattere di una riga. Indicando un
numero si ottengono delle informazioni solo su quel
messaggio.
RETR nrmsg (Retrieve) restituisce il messaggio specifica-
to. Anche in questo caso la prima riga indica l’esito della
richiesta, se questo è positivo seguono le righe del mes-
saggio. La fine del messaggio è raggiunta quando si in-
contra un punto nella prima colonna.
DELE nrmsg (Delete) indica di cancellare il messaggio
specificato. Se il numero è valido il server risponderà con
un messaggio del tipo:
+OK message 2 deleted
In realtà il messaggio viene solo marcato come cancella-
to, la cancellazione vera e propria avverrà solamente
quando il client chiuderà il collegamento.
RSET: (Reset) grazie a questo comando tutti messaggi
che sono stati marcati come cancellati con DELE verran-
no riportati nello stato di “non cancellati”.
NOOP (No Operation) il server risponde solamente con
un messaggio positivo “+OK
In qualsiasi stato ci si trovi, si può dare il comando
QUIT, che chiude la sessione client-server. Quando que-
sto viene dato dopo aver superato l’autenticazione si ha
l’aggiornamento della mailbox; tutti i messaggi marcati
come cancellati verranno effettivamente cancellati, men-
tre gli altri eventualmente rimasti verranno rinumerati.
Una tipica sessione client-server POP3 può essere quella
indicata in figura 1, dove con “S:” si indica un trasferi-
mento di dati dal server al client e con “C:” il contrario. È
sottointeso che le righe finiscono con la sequenza CRLF.
Ora che abbiamo visto la sintassi del protocollo possiamo
cominciare a implementarlo. Quello che ancora non sap-
piamo è come stabilire la connessione con il server e co-
me mandare e ricevere dati da questo canale.
Il device TCP:
AmiTCP monta alla partenza un device logico di nome
TCP:. Questo device è del tipo stream e assomiglia mol-
tissimo alla console CON:, alla seriale SER: o a PIPE:. Co-
me questi, anche TCP: accetta dei parametri che vanno
scritti come se si trattasse di un path. Provate a scrivere
per esempio in una Shell “list >CON:10/10/300/200/Pro-
va/WAIT/CLOSE” e vedrete apparire una nuova finestra
che riporta l’output del comando List. In pratica List è
stato rediretto sul device logico CON:, le cui opzioni ap-
paiono subito dopo “CON:”, separate dalla barra (“/”). In
questo caso compaiono le coordinate in alto a sinistra
(x=10, y=10), le dimensioni (x=300, y=200), il nome della
finestra (“prova”), il comando che inibisce la chiusura au-
1 < > Ld
37
□
tematica della finestra (“WAIT”) e quello che richiede il
gadget di chiusura (“CLOSE”).
In pratica tale finestra viene vista come un file sequenziale
aperto in scrittura. TCP: funziona esattamente allo stesso
modo, solo che cambiano i parametri, infatti la sintassi in
questo caso è “TCP:nomehost/porta”. Per connettersi a un
ipotetico server POP3 che si trova all’indirizzo immagina-
rio di “mbox.provider.it” dovremo scrivere
“TCP:mbox.provder.it/110”. L’indirizzo può essere espres-
so anche nella forma numerica, oppure mancare del tutto
(per esempio “TCP:1024”), nel quale caso AmiTCP prende
come indirizzo quello locale. Anche il numero della porta
può essere espresso con il nome del servizio al quale ci si
vuole connettere (“pop 3”), l’unica prerogativa è che si trat-
ti di un servizio riportato nel file “AmiTCP:db/services”.
Un esperimento utile da fare è quello di lanciare AmiTCP,
aprire due Shell e scrivere nella prima:
type TCP: 127
e nella seconda:
copy * TCP: localhost/127
A questo punto potete scrivere nella seconda Shell qual-
siasi cosa per poi vederla apparire nella prima appena
premete Return. Cosa è successo ?. Nella prima Shell ab-
biamo detto di visualizzare tutto quello che arriva alla por-
ta 127 dell’ host locale, mentre nella seconda abbiamo
scritto di copiare tutto quello che viene battuto nella porta
127 del localhost. In questo modo è semplicissimo imple-
mentare uno spartano chat a due con un vostro amico
mentre navigate per Internet.
Per fare questa prova è necessario che AmiTCP sia in fun-
zione e che TCP: sia montato. Se volete fare delle prove
con AmiTCP senza dovervi per forza collegare al vostro
provider potete fare una copia dello script
“AmiTCP :bin/startnet” (chiamandolo per esempio “local-
net”) ed eliminare le righe relative alla configurazione
deH’interfaccia. Ecco quello che dovrebbe rimanere:
echo
echo login: vostralogin
AmiTCP :bin/login -f vostralogin
AmiTCP : bin/ urna sk 022
AmiTCP : AmiTCP
WaitForPort AMITCP
; Configure loop-back device
AmiTCP :bin/ifconfig loO localhost
setenv HOSTNAME ' AmiTCP: bin /host name"
Assign TCP: Exists > NIL:
IF Warn
Mount TCP: from AmiTCP : devs/Inet-Mountlist
Endlf
ARexx
Con ARexx è molto semplice aprire un device logico co-
me se si trattasse di un file, senza dover andare a scomo-
dare complicate librerie e compilatori.
Su disco si può trovare l’ implementazione di un semplice
client POP3 che si collega con il provider e si fa dire se
c’è posta o meno. Per lanciarlo aprite una Shell e digita-
te:
rx getpopstat server vostralogin password
dove server è l’indirizzo del server POP3 e gli altri due
parametri sono il nome utente e la password con cui sie-
te registrati presso il server. Il programma vi mostrerà il
messaggio di saluto del server e, se tutto va bene, le sta-
tistiche sulla vostra mailbox.
Come si può notare osservando il listato, la connessione
viene stabilita aprendo TCP: come un normale file. Sarà
infatti il device logico a preoccuparsi di ricavare l’indiriz-
zo dell’host ed effettuare la connessione alla porta speci-
ficata.
Appena collegati aspettiamo il saluto del server con il co-
mando READLNO che fa proprio al caso nostro visto che
ritorna solo quando incontra un carattere di fine linea,
ovvero ci restituisce un’intera riga.
Per spedire invece dei comandi al server usiamo WRI-
TELN( ), che spedisce la stringa indicata ponendo in co-
da il carattere di fine linea. Come si può notare, inseria-
mo manualmente alla fine di ogni riga il carattere CR per
rispettare la sequenza CRLF.
Se volete fare degli esperimenti o espandere ulteriormen-
te il programma senza usare il vero server POP 3, potete
sostituire l’apertura di TCP: con l’apertura di una CON:
(come indicato prima) cosi facendo, potrete simulare voi
il server ingannando il vostro programma client. Una vol-
ta che siete sicuri deH’implementazione, potete ripristina-
re TCP: e fare la prova “dal vivo”.
Conclusioni
Ora che abbiamo visto il funzionamento base di Internet,
un tipico protocollo client-server e come implementare,
usando ARexx o il C, un semplice client, vi invitiamo a
continuare lo studio delle altre numerose funzioni dispo-
nibili nella libreria bsdsocket. library. La nostra trattazione
ha avuto infatti lo scopo di suscitare curiosità nei nume-
rosi programmatori Amiga e di fornire le prime fonda-
mentali informazioni. Sta a voi proseguire il cammino. A
< >A
38
□e
□
trans i
Texture mapping e Amiga
Ottimizzazioni (parte IV)
Alberto Longo
Nella puntata precedente abbiamo studiato la procedura
generica di texture mapping, sia da un punto di vista teo-
rico che dal punto di vista un po’ più pratico. Tale proce-
dura è in grado di generare una texture mapping pratica-
mente perfetta, a meno di errori di approssimazione e di
precisione. Purtroppo, la necessità di eseguire due istru-
zioni di divisione per pixel ci toglie la possibilità di utiliz-
zare tale procedura sulla maggior parte delle macchine.
In questo articolo analizzeremo alcune possibili ottimiz-
zazioni applicabili al free direction texture mapping, oltre
alle ottimizzazioni che sono il risultato implicito di alcune
limitazioni cui è stato fatto cenno nell’apertura del primo
di questa serie di articoli.
Ottimizzazioni del free direction texture mapping
La strada più seguita nell’ottimizzare la procedura generi-
ca di texture mapping, prevede l’uso di un qualche tipo
di approssimazione. Questo significa che il risultato finale
non sarà esattamente identico a quello della procedura
generica, ma solo sufficientemente simile, e dipenderà
strettamente dal tipo di prestazioni velocistiche che inten-
diamo ottenere.
Ricordiamo che, se il poligono viene tracciato per righe,
il calcolo della coordinata u (e, in maniera analoga, della
coordinata v) è una funzione dell’indice di colonna r.
u = cl / c3
dove:
cl = p + r*Ha
c3 = q + r*Hc
e dove i valori di p e q sono assegnati all’esterno del ci-
clo per r, per cui possiamo scrivere:
u(r) = (p + r*Ha) / (q + r*Hc)
Ora, invece di calcolare esattamente u(r) per ogni r, pos-
siamo calcolare la funzione u' (r) costruita in modo tale
da essere approssimativamente uguale a u(r) e in modo
da essere calcolata molto più velocemente. La prima idea
è quella di utilizzare una semplice funzione lineare:
u' (r) = A + B*r
Questo metodo viene chiamato “texture mapping bilinea-
re”, in quanto la funzione utilizzata è lineare e i valori da
approssimare sono due e, per utilizzarlo, è necessario
calcolare u(r) nel punto iniziale e finale di ogni scanline:
ul - u(first_col)
u2 = u(last_col)
Per semplicità supponiamo che la funzione u' (r) sia defi-
nita da 0 a Qast_col - first_col ), invece che da fmt_col a
last_col In questo modo, per calcolare i coefficienti A e
B della funzione U' (r), dovremo risolvere il sistema:
u' (0) = ul
u'(last_col - first_col) = u2
ottenendo il seguente risultato:
a = ul
B = (u2 - ul) / (last_col - first_col)
Siccome r varia con passo costante, la funzione u'(r)
può essere come al solito calcolata in maniera incremen-
tale. La differenza tra u' (r+1) e u'frjè pari a B, quindi
indipendente da r, mentre u ' (0) = A, per cui risulta suffi-
ciente inizializzare la variabile u con il valore di A (ovve-
ro ul ), e a ogni ciclo sommare B a u. Traduciamo tutto
in pseudo linguaggio (si noti che abbiamo volutamente
tralasciato ogni tipo di ottimizzazione, per evitare confu-
sione):
for s = first_row to last_row
cl = first_col*Ha + Va*s + Oa
c2 = first col*Hb + Vb*s + Ob
]< > A
39
□e
c3 = f irst_col*Hc + Vc*s + Oc
len = last_col - first_col
; Calcola i due valori di u(r) e v(r)
ul = 256 * cl / c3
vi = 256 * c2 / c3
u2 = 256 * (len * Ha + cl) / (len * He + c3)
v2 = 256 * {len * Hb + c2) / (len * He + c3)
; Calcola i coefficienti del polinomio
Au = ul
Bv - vi
Bu = (u2 - ul) / len
Bv - (v2 -vi) / len
u = Au
v = Av
for r = first_col to last_col
WritePixel(r+160, s+100, texturef v] [u] )
u += Bu
v += Bv
endfor
endfor
Come si può notare, la fase. di inizializzazione del ciclo
per r è diventata più complessa, a tutto vantaggio del ci-
clo stesso che, essendo il più interno, viene eseguito il
maggior numero di volte.
L’eliminazione di due istruzioni di divisione ha portato
un notevole aumento di velocità, affiancato purtroppo,
come era lecito aspettarsi, da una notevole distorsione
prospettica, dovuta alla grossolana approssimazione rag-
giunta da una semplice funzione lineare.
Utilizzando come funzione di approssimazione un poli-
nomio di secondo grado, è possibile ottenere una mag-
giore precisione e una distorsione prospettica di minore
entità. Si parla in questo caso di “texture mapping biqua-
dratico” e la funzione approssimante risulta essere del ti-
po:
u" (r) = A + B*r + C*r A 2
Per calcolare i coefficienti A, B e C è questa volta neces-
sario calcolare tre valori di u(r)\
ul = u(first_col)
u2 = u(last_col)
u3 = u((first_col + last_col)/2)
Come si può notare, u3 è calcolato nel punto medio del
segmento last_col - firstjcol. Sempre supponendo che la
funzione u" (r) sia definita da 0 a ( last_col -first_col), do-
vremo risolvere il sistema:
u " ( 0 ) = ul
u"(last_col - first_col) = u2
u"((last_col - first_col) /2 ) = u3
Come era lecito aspettarsi, questa volta il risultato è un
po’ più complesso:
len = lastcol - first_col
K = 2 * (ul + u2 - 2*u3 )
A = ul
B = ( u2 - ul - K) / len
C = K / len"2
Anche in questo caso la funzione u" (r) può essere calco-
lata in maniera incrementale, ma non tanto semplicemen-
te quanto nel caso precendente. Se infatti proviamo a
calcolare la differenza u''(r+l ) - u" (r), otteniamo un ri-
sultato dipendente da r:
u" (r+l) - u" (r ) = 2*C*r + C + B - g(r)
La soluzione consiste nel calcolare incrementalmente an-
che la funzione g(r) appena ricavata. In questo caso, in-
fatti, la differenza tra g(r+l) e g(r), risulta essere indipen-
dente da r.
g<r+l) - g(r ) = 2*C
Riassumendo, per il calcolo incrementale del polinomio
di secondo grado u"(r 9, è necessario inizializzare la va-
riabile u con u" (0) = A = ul e le due variabili stepl e
step2 rispettivamente con g(0) = C + B e con 2*C. A ogni
ciclo, bisognerà poi effettuare le somme: u += stepl e
stepl += step2 .
Vediamo il tutto in pseudo linguaggio:
for s = first_row to last_row
cl = first_col*Ha + Va*s + Oa
c2 = first_col*Hb + Vb*s + Ob
c3 = first_col*Hc + Vc*s + Oc
len = last_col - first_col
; Calcola i tre valori di u(r) e v(r)
ul = 256 * cl / c3
vi - 256 * c2 / c3
u2 = 256 * (len * Ha + cl) / (len * He + c3)
v2 = 256 * (len * Hb + c2 ) / (len * He + c3)
u3 = 256 * ( ( len/2 ) *Ha + cl) / ((len/2)*Hc + c3)
v3 = 256 * {( len/2 )*Hb + c2 ) / (( len/2 )*Hc + c3)
; Calcola i coefficienti e gli step
; relativi a u
Ku = 2 * (ul + u2 - 2*u3)
Au - ul
Bu = (u2 - ul - K) / len
Cu = K / len A 2
] < >A
40
□o
ustepl = Bu + Cu
ustep2 = Cu + Cu
; Calcola i coefficienti e gli step
; relativi a v
Kv = 2 * (vi + v2 - 2*v3)
Av = vi
Bv = (v2 - vi - K) / len
Cv = K / len'2
vstepl = Bv + Cv
vstep2 = Cv + Cv
u = Au
v = Av
for r = first_col to last_col
WritePixel(r+160 , s+100 , texture [v] [u] )
u += ustepl
ustepl += ustep2
v += vstepl
vstep2 += vstep2
endfor
endf or
Come si può notare, sia in questo pezzo di codice che
nel precedente, tutte le operazioni effettuate sulla variabi-
le u sono state estese alla variabile v senza alcuna modi-
fica sostanziale.
A questo punto, esaminiamo quali sono i risultati che si
ottengono con le tre implementazioni studiate finora. In
figura 1 è possibile osservare un poligono di forma qua-
drata ottenuto con la procedura di texture mapping per-
fetto (quella con due divisioni per pixel). Nelle figure 2 e
3 è invece possibile osservare i risultati ottenuti rispetti-
vamente con la procedura di texture mapping bilineare e
Fig. 1 - Texture Fig. 2 - Texture Fig. 3 - Texture
mapping perfetto, mapping bilineare. mapping biquadratico.
Fig. 4 - Confronto tra i grafici delle funzioni u(r), u'(r)
e u "(r).
chiaramente che la funzione u' (r) non approssima bene
u(r), compito che riesce un po’ meglio, ma non in ma-
niera soddisfacente, a u" (r).
Come è possibile fare di meglio? Una naturale estensione
del discorso fatto finora ci porterebbe ad aumentare il
grado del polinomio utilizzato per l’approssimazione,
operazione che ci permetterebbe di ottenere una distor-
sione prospettica notevolmente minore e, quindi, un ri-
sultato finale decisamente soddisfacente. Il problema è
purtroppo rappresentato dalla maggiore quantità di cal-
coli necessari, soprattutto nella fase di inizializzazione del
ciclo per r, per cui potrebbe essere più conveniente
esplorare altre possibilità.
Eseguendo alcuni esperimenti con le due approssimazio-
ni appena presentate, si nota che la distorsione aumenta
quando i poligoni da tracciare sono di grandi dimensioni
e posizionati in modo da formare un angolo acuto con la
direzione dello sguardo dell’osservatore. Questa osserva-
zione suggerisce l’idea di migliorare la qualità dell’ap-
prossimazione semplicemente suddividendo i poligoni
più grandi in poligoni più piccoli. Per i poligoni di mino-
ri dimensioni, infatti, la qualità dell’approssimazione è
sempre più elevata.
con quella di texture mapping biquadratico. La differenza
di qualità salta subito all’occhio ed è inutile fare ulteriori
commenti.
Passiamo ora a esaminare la figura 4, molto interessante
dal punto di vista teorico, in quanto propone il confronto
tra i grafici delle funzioni u(r\ u' (r) e u" (r). Si nota
La suddivisione in poligoni più piccoli deve essere effet-
tuata “al volo”, cioè durante l’esecuzione del programma,
perché necessaria solo per i poligoni di grosse dimensio-
ni e che si trovano ad angoli, per così dire, poco felici.
Inoltre, precalcolare le suddivisioni significherebbe au-
mentare di molto il numero di poligoni da gestire, ruota-
re e proiettare, situazione da evitare decisamente.
1 < >A
41
□ B
□
trans
Una seconda e probabilmente migliore possibilità , consi-
ste nel suddividere i trattini di pixel, calcolati tramite
l’operazione di scan conversion descritta nella puntata
precedente, invece che i poligoni. In questo modo, il cal-
colo dei coefficienti dei polinomi utilizzati per T approssi-
mazione, viene effettuato due o più volte per ogni tratti-
no di pixel, riducendo l’errore e aumentando la qualità
della resa finale.
Per una spiegazione dal punto di vista analitico, si osser-
vi la figura 5, che propone il confronto tra i grafici delle
funzioni u(r), u' (r) e u"(r), nel caso in cui il trattino di
pixel venga diviso in tre parti. Si nota chiaramente che la
maggiore qualità dell’approssimazione è dovuta al fatto
che i tre tratti del grafico di u(r) hanno una curvatura mi-
nore. All’aumentare del numero di suddivisioni, la curva-
tura di ogni tratto diminuisce sempre più e le funzioni
a ' (r) e u"(r) approssimano sempre meglio u(r ). Ovvia-
mente, la cosa più saggia da fare è utilizzare un numero
di suddivisioni non troppo elevato (per evitare sostanzio-
se perdite di velocità), ma tale che la qualità dell’appros-
simazione sia soddisfacente.
Un fattore da tenere in debita considerazione è il modo
in cui suddividere i trattini. Suddividendo semplicemente
Fig. 5 - Confronto tra i grafici delle funzioni u(r), u ' (r) e
u "(r) con tre suddivisioni .
in mezzi o in quarti, alcune suddivisioni risulteranno più
lunghe di altre e, di conseguenza, la qualità dell’approssi-
mazione sarà differente. Si può evitare questo facendo in
modo che la maggior parte delle suddivisioni abbia la
stessa lunghezza in pixel. Esaminiamo un’implementazio-
ne in pseudo linguaggio (al solito, non ottimizzata) che
utilizza l’approssimazione bilineare applicata a suddivi-
sioni lunghe al massimo 32 pixel. La versione che utilizza
l’approssimazione biquadratica è altrettanto semplice da
realizzare, ed è lasciata per esercizio.
; divlen = num. pixel massimo di ogni suddivisione
;divisions = num. suddivisioni
;remain = num. pixel dell'ultima suddivisione,
; se minore di divlen
divlen = 32
for s = first_row to last_row
cl = first_col*Ha + Va*s + Oa
c2 = f irst_col*Hb + Vb*s + Ob
c3 = first_col*Hc + Vc*s + Oc
len = last_col - first_col
divisions = int(len / divlen)
remain = len - divisions * divlen
ul = 256 * cl / c3
vi « 256 * c2 / c3
r = first_col
? Traccia tutte le suddivisioni di
; lunghezza pari a divlen
for dd ■ 1 to divisions
cl += (Ha * divlen)
c2 += (Hb * divlen)
c3 += (He * divlen)
u2 = 256 * cl / c3
v2 = 256 * c2 / c3
Bu = (u2 - ul) / divlen
Bv = (v2 -vi) / divlen
u = ul
v = vi
for k = r to r + divlen - 1
WritePixel (k+160 , s+100 , texture [ v] [u] )
u += Bu
v += Bv
endfor
r = k
ul = u2
vi = v2
endfor
; Traccia l'ultima suddivisione della riga
if remain>0
cl += (Ha * remain)
c2 += (Hb * remain)
c3 += (He * remain)
u2 = 256 * cl / c3
v2 = 256 * c2 / c3
Bu = (u2 - ul) / remain
Bv = (v2 - vi) / remain
u = ul
v = vi
for k = r to r + remain - 1
1<> A
42
trans
□ B
WritePixel (k+160, s+100, texture [v] [u] )
u += Bu
v += Bv
endfor
endif
endfor
Le figure 6 e 7 mostrano chiaramente che i risultati otte-
nibili con il metodo delle suddivisioni sono di qualità de-
cisamente superiore e migliorano all’aumentare del nu-
mero di suddivisioni.
A questo punto, pensiamo di aver dato una buona pano-
ramica delle più utilizzate routine di free direction textu-
Fig. 6 - Texture mapping
bilineare
con suddivisioni.
Fig. 7 - Texture mapping
biquadratico
con suddivisione.
re mapping. Quando sarà il momento, potrete sperimen-
tare con esse, confrontarne i risultati in termini di velo-
cità e precisione e, infine, scegliere la più adatta ai vostri
scopi.
Purtroppo, come avrà modo di notare chi tradurrà in pra-
tica le nozioni contenute in questa serie di articoli, nono-
stante le ottimizzazioni, il free direction texture mapping
è computazionalmente troppo esigente per essere imple-
mentato su macchine di bassa o media potenza. Esiste
però un’altra possibilità, che è argomento del prossimo
paragrafo.
Texture mapping con z costante
Ogni poligono nello spazio è intersecato da un insieme,
teoricamente infinito, di piani la cui equazione è del tipo
z — h. Le eccezioni sono costituite da quei poligoni che
appartengono a un piano la cui equazione è proprio del
tipo z = k. L’intersezione tra il poligono e ognuno dei
piani è un insieme di segmenti di retta tra di loro paralle-
li e, scelto un segmento da tale insieme, ognuno dei
punti da cui è composto ha la medesima coordinata z.
Inoltre, come è ovvio che sia, la proiezione prospettica
di tali segmenti fornisce un nuovo insieme di segmenti,
sempre paralleli tra di loro. Chiameremo tali segmenti:
“linee a z costante”.
Questa osservazione porta alla conclusione che ogni po-
ligono può essere attraversato secondo queste “linee a z
costante”, qualunque sia la loro inclinazione, invece che
orizzontalmente o verticalmente. In questo modo il valo-
re di c3 = first_col*Hc + Vc*s + Oc , rimane costante per
tutta la linea e non c’è più bisogno di eseguire due divi-
sioni per pixel, ma solo due somme.
A prima vista, potremmo dire di aver trovato la migliore
soluzione per realizzare un free-direction texture map-
ping realmente veloce ma, purtroppo, esistono alcuni
problemi che impediscono una semplice implementazio-
ne pratica di quello che abbiamo visto in teoria.
Ciò nonostante, esistono due interessanti casi particolari
del texture mapping con z costante, molto semplici da
implementare e ampiamente utilizzati in videogiochi co-
me Doom e Breathless. Mi riferisco a pareti e pavimenti
(e ovviamente, soffitti).
Facendo in modo che gli unici poligoni da tracciare ap-
partengano a piani di equazione y = k (pavimenti e soffit-
ti) o a piani perpendicolari a essi (pareti), e facendo in
modo che la direzione dello sguardo dell’osservatore
possa ruotare solo intorno all’asse Y, saremo certi che
tutte le “linee a z costante” risulteranno essere solo oriz-
zontali o verticali. Il risultato di tali limitazioni è rappre-
sentato da loop di texture mapping davvero veloci e to-
talmente esenti da errori di prospettiva (a meno delle ap-
prossimazioni introdotte dall’uso dei numeri in virgola
fissa).
Per pavimenti e soffitti, He vale sempre zero, per cui
conviene effettuare il tracciamento e la scan conversion
per righe. Vediamo un esempio in pseudo codice:
for s = first_row to last_row
cl = first_col*Ha + Va*s + Oa
c2 = first_col*Hb + Vb*s + Ob
c3 = Ve* s + Oc
u = 256 * cl / c3
v = 256 * c2 / c3
Bu = 256 * Ha / c3
Bv = 256 * Hb / c3
for r = first_col to last_col
WritePixel(r+160 , s+100, texture[v] [u] )
u += Bu
v += Bv
endfor
[segue a pag. 50]
1 < >A
43
n
f 1
O
u
Lo standard AmigaCD
Il cd. device visto da vicino (parte III)
FABRIZIO Farenga (f.farenga@agora.stm.it)
Riprendiamo il discorso sul cd. device a partire dai co-
mandi Change che servono a ottenere semplici informa-
zioni di rapido consumo; si tratta di CD_CHANGESTATE
e CD_CHANGENUM.
CD_CHANGESTATE informa in maniera diretta della pre-
senza di un CD leggibile, che sia esso solamente musica-
le o dotato anche di traccia dati (ossia contenente del
software). In pratica non si tratta altro che di un sistema
per avere in maniera immediata la stessa informazione
che fornisce il bit TOC del campo STATUS della struttura
CDInfo. Basta mettere nel campo io_Command della
struttura di I/O che utilizziamo per colloquiare con il
cd. device il codice del comando e chiamare DoIO( ). Su-
bito dopo, nel campo io_Actual della ormai famosa strut-
tura di I/O, troveremo 0 per indicare che nel drive è in-
serito un CD valido. Qualunque altro valore significa che
non c’è alcun disco nel drive o che comunque non si
tratta né di un CD Audio, né di un CD-ROM:
io->io_Command = C D_CH ANGE S TATE ;
DoIO ((struct IORequest *) io);
if ( io->io_Actual“0 )
printf ("C'è un CD nel drive.\n M );
CD_CHANGENUM aiuta a determinare se il CD contenu-
to nel lettore è stato sostituito dopo l’ultimo accesso. Per
la natura delle diverse implementazioni possibili, il valore
che questo comando fornisce come risposta (sempre nel
campo io_actual della struttura di I/O) non è necessaria-
mente l’esatto numero di volte che abbiamo aperto e ri-
chiuso il cassetto del drive (teniamo presente che per il
cd. device, aprire il cassetto equivale a cambiare disco),
ma il numero di “tick” (1 tick = *2 secondi) che sono tra-
scorsi senza che un CD valido fosse presente aH’interno
del lettore. Comunque, lo ripetiamo volentieri, il metodo
esatto di rilevazione del cambio di CD può variare da im-
plementazione a implementazione; un metodo comun-
que sicuro per sapere che se il CD è effettivamente stato
sostituito è il seguente:
a) Quando siamo sicuri che un CD valido sia nel drive,
eseguiamo il comando CD_CHANGENUM e memorizzia-
mo il valore io_Actual.
b) Prima di ogni successivo accesso al CD, eseguiamo
nuovamente il comando CD_CHANGENUM e confrontia-
molo con quello memorizzato precedentemente. Se i due
valori coincidono, significa che il CD è ancora al suo po-
sto. In caso contrario (cioè se i due valori NON sono
uguali, non importa di quanto differiscano) c’è il rischio
che il CD sia stato rimosso o sostituito.
Conviene a questo punto accertarsi bene della situazione
prima di qualunque altro accesso via dos. library e segna-
lare il problema all’utente:
int num;
//Preserva il valore corrente del cambio-disco
Ìo->io_Command = CD_CHANGENUM;
DoIO ((struct IORequest *) io);
num=io->io_Actual ;
//Attende la pressione di un tasto
getch( ) ;
//Rileva il valore del cambio disco
io->io_Command = CD_CHANGENUM;
DoIO ((struct IORequest *) io);
//Confronta con il valore precedente
if ( num! =io->io_Actual )
printf ("È cambiato il CD nel drive.\n");
Configuriamo il CD-ROM
Oltre che ricavare informazioni dal lettore di CD, è possi-
bile anche impostare a piacimento una serie di parametri
per mezzo del comando CD_CONFIG, che agisce inter-
pretando una serie di Tag inseriti in un array indicato nel
campo io_Data della struttura di I/O.
Il suo uso quindi è semplice: basta decidere quali dei
possibili parametri vogliamo impostare/modificare e inse-
rirli uno dopo l’altro in un array di tipo Tagltem (vedi file
2
1 < >
44
□o
□
trans
di include utility/tagitem.h). I Tag ammessi dal comando
CD_CONFIG sono i seguenti:
TAGCD_PLAYSPEED: imposta la velocità di accesso in fa-
se di riproduzione audio (normalmente 75 frame/s, ossia
150 kb/s).
TAGCD_READSPEED: imposta la velocità di lettura dei
CD-ROM durante i normali accessi (dos. library).
TAGCD_READXLSPEED: imposta la velocità di accesso
nelle letture che avvengono per mezzo del comando
READXL (per la riproduzione di animazioni CDXL).
TAGCD_SECTORSIZE: permette l’impostazione della lun-
ghezza dei settori del CD-ROM. Normalmente è uguale a
2048 byte. Esistono tre tipi di settori sui CD-ROM. Settori
mode 1 (2048 byte), settori mode 2 form 1 (2048 byte), e
settori mode 2 forni 2 (2328 byte). Il mode 2 form 1 è
praticamente uguale al mode 1 , mentre il mode 2 form 2
non contiene le informazioni per la correzione d’errore
negli accessi al CD-ROM. Per leggere CD-ROM che utiliz-
zano quest’ultima modalità di memorizzazione dei dati, la
lunghezza dei settori deve quindi essere impostata a 2328
byte. Quali e quanti CD utilizzino effettivamente questa
modalità rimane comunque un mistero.
TAGCD_XLECC: permette l’attivazione o la disattivazione
della correzione di errore delle letture di tipo XL (coman-
do READXL). Questa funzione può essere implementata
sia via hardware, sia via software (dipende dal lettore di
CD in uso) e in quest’ultimo caso, potrebbe appesantire
eccessivamente la CPU nei sistemi meno potenti. In caso
serva una buona disponibilità di tempo macchina durante
le letture di animazioni CDXL (per esempio per la gene-
razione di effetti in multitasking) potrebbe essere utile di-
sabilitare la correzione d’errore ECC.
TAGCD_EJECTRESET: attiva o disattiva la modalità di au-
to-reset di Amiga nel caso si rimuova il CD-ROM dal let-
tore, ne abbiamo già parlato alcuni paragrafi più indietro.
Proviamo ora ad azzerare l’ auto-reset e a impostare la ve-
locità di lettura a 150 frame/s (300 kb/s).
//Struttura IO Request
struct IOStdReq *io;
//Prepara l'array Tagltem
struct Tagltem ConfigList[] = {
{ TAGCD_READSPEED , 150},
{ TAGCD_E JECTRESET , 1},
{ TAG_END , 0}
};
//Compila la struttura di I/O
io->io_Command = CD_CONFIG;
io->io_Data = ( APTR) &Conf igList ;
io->io_Length = 0;
DoIO {(struct IORequest *)io);
L’impiego principale del comando CD_CONFIG si verifi-
ca comunque in congiunzione con il comando CD_INFO
che, lo ricordiamo, tra le sue numerose informazioni, re-
stituisce la massima velocità consentita dal lettore di CD.
È ovviamente consigliato che il parametro READSPEED
sia sempre uguale a MAX_SPEED. Questo può essere ga-
rantito da un frammento di codice di questo tipo:
//Struttura IO Request
struct IOStdReq *io;
//Prepara l'array Tagltem
struct Tagltem Conf igList [] = {
{0 , 0 },
{ TAG_END , 0}
};
//Struttura CDInfo
struct CDInfo ci;
//Esegue la lettura dello status del CD-ROM
io->io_Command = CD_INFO;
io->io_Data = &ci;
io->io_Length = sizeof ( struct CDInfo);
DoIO ((struct IORequest *)io);
//Modifica la TagList
Conf igList [ 0 ] .ti_Tag = TAGCD_READSPEED ;
Conf igList [ 0 ] .ti_Data = ci.MaxSpeed
//Esegue l'impostazione del lettore di CD
io->io_Command = CD_CONFIG;
io->io_Data = (APTR) SConf igList ;
io->io_Length = 0 ;
DoIO ((struct IORequest *)io);
In base a quello che abbiamo detto finora, ormai possia-
mo sapere tutto (o quasi) del CD-ROM che è stato inseri-
to nel lettore. Non resta quindi che accedere ai dati che
contiene per mezzo di comuni chiamate alle funzioni
della dos. library.
Una delle caratteristiche che distinguono il CD-ROM dagli
altri dispositivi di memorizzazione di massa, removibili e
non, è la possibilità di contenere, oltre al software, una o
più tracce audio, che a scelta possono essere riprodotte
dal computer in maniera del tutto slegata dal resto del si-
stema. In realtà Amiga si limita a ordinare al lettore di CD
di riprodurre la traccia selezionata, sarà poi l’elettronica
di quest’ultimo che si occuperà di inviare in uscita il se-
gnale audio senza alcun apporto dei Chip Custom di
Amiga (ma solo di un banale circuito di miscelazione).
Come è intuibile, la dos. library non permette alcuna ge-
stione delle tracce audio: questa è delegata interamente
al cd.de vice.
La gestione delle tracce audio
Tre sono i comandi fondamentali che sovrintendono alla
riproduzione delle tracce audio: CD_PLAYTRACK,
CD_PAUSE e CD_SEARCH. Questi assicurano una gestio-
ne efficace ed essenziale del lettore di CD, offrendo in
1 < >A
45
Trans Action
□ B
pratica le stesse funzioni disponibili con un comune im-
pianto Hi-Fi.
Il più importante è quello denominato CD_PLAYTRACK,
che avvia la riproduzione della traccia audio specificata:
il suo funzionamento è estremamente semplice: basta in-
dicare nel campo io_Offset della struttura I/O Request,
che utilizziamo per colloquiare con il cd. device, la traccia
da cui iniziare la riproduzione e nel campo io_Length il
numero di tracce consecutive che vogliamo ascoltare.
Ovviamente nel campo io_Command deve essere impo-
stato il codice CD_PLAYTRACK (definito, come di con-
sueto, in devices/cd.h), mentre il campo io_Data deve
essere posto a 0.
Il numero di traccia da cui iniziare la riproduzione deve
essere compreso tra I (per la prima traccia) e il numero
dell’ultima traccia audio presente sul Compact Disc in
uso. Il valore non è valido. Nel caso si tratti di un CD-
ROM misto, ossia con una traccia dati (la prima) e una o
più tracce audio, come nel caso del CD che veniva alle-
gato in bundle con la maggior parte dei CD32 distribuiti
in Italia, il numero di traccia audio da cui iniziare la ri-
produzione è obbligatoriamente la 2. Si può far riferi-
mento alla TOC (la tavola dei contenuti del CD di cui
parleremo tra poco) per conoscere il numero e la posi-
zione delle varie tracce.
Richiedere la riproduzione della traccia 0 (che non esi-
ste!) o di una superiore al numero totale di quelle dispo-
nibili è illegale, così come ordinare la riproduzione di 0
tracce (il minimo è 1). Normalmente, comunque, il
cd. device dovrebbe tentare ugualmente di inviare il co-
mando all’elettronica del lettore, il quale ignorerà sempli-
cemente l’inconsueta richiesta.
struct IOStdReq *io;
/* Ordina la riproduzione di una
traccia a partire dalla numero 2.*/
io->io_Command = CD__PLAYTRACK ;
io->io_Of f set - 2; /* Inizio */
io->io_Length =1; /* Durata */
io->io_Data = NULL;
SendIO( (struct IORequest * ) io ) ;
CD_PLAYTRACK è il classico comando da utilizzare in
maniera asincrona e, quindi, per mezzo della funzione
SendIO( ), visto che se usato in maniera diretta (sincro-
na), tramite DoIO( ), il processo rimane congelato fino a
quando tutte le tracce audio specificate non sono state
completamente riprodotte. È ovvio che nella maggioran-
za delle applicazioni questo è inaccettabile visto che, per
esempio, nel caso di un software che permetta l’ascolto
dei CD, una funzione di stop o di cambio traccia deve
essere sempre a disposizione dell’utente. L’uso asincrono
del comando permette invece un maggior controllo su di
esso, visto che in qualunque momento possiamo imparti-
re nei confronti della I/O Request un AbortIO( ) che in-
terrompe immediatamente la riproduzione della traccia
audio, o qualunque altro comando competente a interfe-
rire con la riproduzione.
Di contro, come anche specifica chiaramente il Rom Ker-
nel Manual, la gestione di richieste di I/O asincrone non
è banale, se non altro perché non è possibile riciclare
una struttura IOStdReq utilizzata da una funzione Sen-
dIO( ) prima che il comando impartito al device non sia
stato completamente assolto. Il classico errore è “dimenti-
carsi” che una struttura di I/O è associata a un comando
CD_PLAYTRACK che è in corso e utilizzare la stessa per
impartire un comando CD _PAUSE, per sospendere tem-
poraneamente la riproduzione audio, o per qualsiasi altro
motivo. Il rischio è quello di perdere completamente il
controllo del comando impartito precedentemente
(CD_PLAYTRACK nel nostro caso) e di non poterlo più
abortire. Una delle soluzioni possibili è quella di copiare
la I/O Request inizializzata dalla funzione OpenDevice,
in un’altra struttura I/O gemella, prima utilizzarla per col-
loquiare con il device.
Un altro comando a cui abbiamo appena accennato è
CD_PAUSE, che interagisce direttamente con la modalità
di riproduzione impostata da CD_PLAYTRACK. Grazie a
esso infatti, possiamo porre il lettore di CD in fase di
pausa quando sta riproducendo una traccia audio; essa
può essere disattivata in qualsiasi momento, permettendo
così di procedere dallo stesso punto esatto in cui era sta-
to interrotto l’ascolto.
Se la modalità di pausa viene impostata quando il lettore
non sta riproducendo alcuna traccia audio e in seguito
viene utilizzato il comando CD_PLAYTRACK, il laser si
posizionerà all’inizio della traccia prescelta, ma la ripro-
duzione non avrà luogo fino a quando il modo pausa
non sarà stato disattivato.
Il funzionamento di CD_PAUSE è banale e basta operare
solamente sul campo io_Length della IORequest per sce-
gliere se si desidera attivare o disabilitare la modalità di
pausa: 1 la attiva, 0 la rimuove.
Gli altri due campi io_Data e io_Offset devono semplice-
mente essere impostati a 0, mentre io_Command deve
essere uguale al codice di CD_PAUSE (devices/cd.h).
Il terzo e ultimo comando fondamentale è il CD_SEAR-
CH, il quale offre le due tipiche funzioni di avanzamento
veloce (Fast Forward) e di riavvolgimento rapido “Fast
Reverse”. Ovviamente il loro uso, come in tutti i lettori di
Compact Disc musicali, non è legato alla necessità di po-
sizionarsi in un determinato punto del CD, o di ritornare
[segue a pag. 50 ]
< > A
46
□
iTrans Action i
□ O
Amiga E
L’assembler in linea (parte XIII)
Vincenzo Gervasi
Sebbene il compilatore EC non offra un grande livello
di ottimizzazione (che richiederebbe un sistema di ben
altre dimensioni), i programmi in Amiga E sono in ge-
nere piuttosto efficienti, sia in termini di memoria che di
velocità di esecuzione; ciò è dovuto in gran parte al
progetto stesso del linguaggio, che è pensato sin
dall’inizio per un’implementazione efficiente su Amiga e
AmigaOS.
Nonostante ciò, come recita un vecchio adagio della
programmazione, nessun programma è mai troppo velo-
ce e, a volte, può essere necessario ricorrere a un lin-
guaggio di livello più basso, come l’assembler. La solu-
zione adottata dalla maggior parte degli altri linguaggi
richiede la scrittura separata di funzioni in assembler, la
loro traduzione a opera di un assemblatore (che possia-
mo considerare come un compilatore ridotto ai minimi
termini) e l’inclusione di tale codice nell’eseguibile fina-
le durante la fase di collegamento (linking). Indubbia-
mente, questo metodo funziona, ma non è certo como-
dissimo e noi siamo ormai abituati ad aspettarci ben al-
tro dal nostro linguaggio preferito.
Il linguaggio assembler
Non è certo questa la sede per una trattazione approfon-
dita del linguaggio assembler e delle problematiche a es-
so relative; in bibliografia sono invece indicati alcuni testi
di riferimento. Per i nostri scopi basterà dire che scriven-
do codice in assembler si lavora a diretto contatto con
l’hardware della macchina e, quindi, ogni errore, per
quanto lieve, può essere causa di disastrosi crash di siste-
ma (leggasi: guru a volontà). Il modello di programma-
zione in assembler è piuttosto semplice: la serie Motorola
68000 dispone di 16 registri a 32 bit, otto dei quali (indi-
cati con D0-D7) sono dedicati a contenere dei dati, men-
tre i restanti otto (A0-A7) sono dedicati a contenere indi-
rizzi in memoria (puntatori). Le istruzioni principali ri-
guardano lo spostamento di dati e indirizzi fra registri e
registri, fra registri e memoria (istruzioni delia famiglia
MOVE) e sono inoltre presenti istruzioni aritmetiche (co-
me ADD), logiche e di controllo del flusso (salti, chiama-
te a subroutine, ecc.), più un certo numero di istruzioni
speciali per il controllo del microprocessore.
L’indicazione di una posizione in memoria può essere
data in diversi modi, i cosiddetti modi d’indi vizzamente,
che stabiliscono meccanismi più o meno complessi per il
calcolo di un indirizzo. Fra i più semplici, l’indirizzamen-
to assoluto , che fornisce direttamente l’indirizzo (per
esempio $DFF180), quello indiretto , che fa riferimento al
contenuto di un registro, per esempio (Al), e quello in-
dicizzato , in cui l’indirizzo è ottenuto sommando una co-
stante al contenuto di un registro, per esempio $0C(A5)
indica “l’attuale contenuto di A5 più 12”. Un registro par-
ticolare, detto PC (Program Counter, ovvero contatore di
programma), contiene sempre l’indirizzo in memoria
dell’istruzione in esecuzione e può essere usato in alcuni
modi di indirizzamento per fare riferimento ai dati in ma-
niera relativa alla posizione del codice in memoria (per
esempio, l’espressione -10(PC) indica “l’indirizzo della
presente istruzione meno 10”).
Il problema degli indirizzamenti è particolarmente impor-
tante quando si scrivono routine in assembler per altri
linguaggi, in quanto, per fare riferimento alle variabili del
linguaggio ad alto livello la parte in assembler deve spes-
so usare delle cautele particolari; come vedremo, invece,
Amiga E facilita grandemente questo compito già in fase
di traduzione del codice.
L’assembler in E
Per usare un’istruzione assembler all’interno di un pro-
gramma E occorre... semplicemente scriverla. Tutte le
istruzioni assembler vengono infatti riconosciute come
parole chiave di E, esattamente come WHILE o IF, e se-
guono le stesse regole dei normali comandi (in partico-
lare, devono essere scritte interamente in maiuscolo).
Anche i nomi dei registri devono essere indicati in maiu-
scolo, mentre (ricordiamolo) i nomi di variabili e proce-
K >\A
47
□
trans
□
dure di E devono avere l’iniziale minuscola e i nomi del-
le funzioni di libreria devono avere l’iniziale maiuscola e
la seconda lettera minuscola. A parte ciò, e fatte salve
pochissime eccezioni che discuteremo fra breve, la sin-
tassi dell’assembler segue quella standard definita da
Motorola e implementata in pressoché tutti gli assembla-
tori per Amiga.
È possibile fare riferimento a elementi “ad alto livello” di
E direttamente nel codice assembler: il nome di una va-
riabile, per esempio, verrà tradotto automaticamente
nell’ indirizzamento corretto (in questo caso, in modo in-
dicizzato); allo stesso modo, il nome di una procedura,
di una costante o di una etichetta verranno trasformati
dal nostro EC in indirizzamenti assembler validi: una co-
modità non da poco.
Ecco, per esempio, una semplice routine assembler che
conta il numero di parole (in realtà, conta il numero di
spazi) in una stringa:
PROC numparole { s : PTR TO CHAR)
MOVEQ . L
#1 , DO
MOVE . L
s , AO
MOVE . B
( AO ) + , DI
BEQ.S
fine
CMP.B
#" M ,D1
BNE.S
1
ADDQ.L
#1 , DO
BRA.S
1
fine:
ENDPROC DO
Descrivere il funzionamento di numparole( ) è piuttosto
semplice: dopo la dichiarazione di PROC, le prime due
righe inizializzano DO ale pongono in AO l’indirizzo
della stringa contenuto in s. Dopo di ciò, si entra in un
ciclo identificato dall’etichetta / in cui, a ogni passo, si
preleva un carattere della stringa ponendolo in DI e si
avanza di un byte il puntatore AO. Se il byte prelevato
era 0 (che indica la fine delia stringa), si salta all’etichetta
fine , altrimenti si confronta il carattere in esame con lo
spazio (#" "); se tale confronto dà esito positivo, viene in-
crementato il contatore di spazi tenuto in DO e, in ogni
caso, si torna ad /. All’uscita dal ciclo, si ritorna il valore
corrente di DO (cioè, il numero di parole) al chiamante.
Possiamo convincerci del funzionamento della routine
con una main( ) di questo tipo:
PROC main ( )
DEF s : PTR TO CHAR
s:='Ecco una prova di stringa'
WriteF ( ' "\s" : \d parole, \n ' , s , numparole( s ) )
ENDPROC
In realtà, la routine considera anche una stringa vuota
come composta da una parola, ma ci accontenteremo.
È particolarmente istruttivo esaminare il codice effettiva-
mente prodotto dal compilatore a fronte del codice sor-
gente di numparole( ):
numparole:
link
a5,#0
moveq
#1 ,d0
move a. 1
8(a5) ,a0
1:
move . b
( aO ) + ,dl
beq. s
fine
empi . b
#$20, di
bne . s
1
addq . 1
#1 , dO
bra. s
1
fine:
unlk
rts
a5
Le istruzioni link e unlk che troviamo all’inizio e alla fi-
ne del codice fanno parte delle convenzioni standard di
E per la chiamata di procedura (anche se sono in que-
sto caso perfettamente inutili), e l’rts finale che consente
il ritorno al chiamante è l’equivalente assembler di END-
PROC. Il resto del codice segue fedelmente il sorgente,
a eccezione della linea MOVE.L s,AO in cui il riferimento
a s è stato tradotto con l’indirizzamento indicizzato
8(a5), e della CMP.B #" ",D1 in cui l’espressione #" " è
stata tradotta con l’equivalente numerico del carattere
spazio (ASCII 32, ovvero $20).
Nell’esempio precedente, abbiamo scritto l’intera PROC
in assembler, ma ciò non è necessario e, anzi, i risultati
migliori si ottengono da una (prudente!) combinazione
di E e assembler. Ecco un esempio in cui si fa uso di
questa tecnica:
DEF i : REG , r :REG
DEF pow[ 32 ]: ARRAY OF LONG
MOVEQ.L #0,r
FOR i :=0 TO 31
pow[ i] s=r
BSET i,r
ENDFOR
Questo frammento di codice riempe l’array poto con se-
quenze crescenti di bit posti a 1 (0, 1, 3, 7, 15...); notate
come vengano mescolate liberamente istruzioni assem-
bler (MOVEQ e BSET) con istruzioni di E (FOR, asse-
gnamento).
Un elemento importante che concorre a questa libertà è
l’uso della dichiarazione REG per i ed r. Questo specifi-
catore (che sintatticamente precede il tipo vero e pro-
prio, che però nel nostro esempio è omesso) indica al
compilatore che le variabili (LONG) i ed r devono esse-
re tenute nei registri del microprocessore e non in me-
moria come avviene usualmente. Dopo questa dichiara-
zione, i ed r saranno veri e propri sinonimi per due re-
gistri (non sappiamo quali, ma ciò è ininfluente) e po-
< > A
48
Trans Action
□n
tranno essere usate come variabili di E e come registri
dell’ assembler senza alcuna limitazione, fatta eccezione
per l’impossibilità di ottenere l’indirizzo di una variabile
REG tramite l’operatore {} (ovviamente: i registri non
hanno indirizzo in memoria). Nella versione attuale E
consente fino a cinque variabili dichiarate REG in una
procedura, che andranno a occupare i registri D3-D7; è
bene quindi non usare questi registri esplicitamente se
si fa uso di variabili REG e limitarsi a usare D0-D2 come
registri d’appoggio (temporanei). La stessa precauzione
andrà applicata nel caso il programma venga compilato
con le ottimizzazioni attivate: in questa situazione, infat-
ti, EC valuta quali sono le variabili più usate per ogni
procedura e le dichiara come REG di sua iniziativa.
La possibilità di mescolare E e assembler viene tipica-
mente usata per esprimere in assembler operazioni non
disponibili nativamente in E (come la BSET dell’esempio
precedente), oppure per esprimere in E operazioni che
sarebbero più complesse in assembler (come il FOR che
abbiamo visto o, meglio ancora, una chiamata a WriteF( )
o a altre funzioni di libreria). Un uso accorto di questa
tecnica può ridurre di molto il tempo di esecuzione di
programmi orientati all’elaborazione dati (per esempio,
programmi di calcolo numerico, elaborazione di imma-
gini, simulatori e simili), senza aumentare in maniera
sensibile la complessità del loro sviluppo, che anzi può
procedere per via incrementale: in una prima fase, si
scrive in E l’intero codice e poi si sostituiscono man ma-
no le parti più "pesanti" con codice assembler.
L’ambiente di esecuzione
Il codice assembler all’interno di un programma E deve
rispettare alcune convenzioni se vuole convivere pacifi-
camente con il codice generato in maniera autonoma da
EC. La prima, e più importante, di queste convenzioni
riguarda l’uso dei registri. EC riserva due registri, A4 e
A3, come puntatori alla zona di memoria dedicata, ri-
spettivamente, alle variabili globali e locali; tutti i riferi-
menti a variabili vengono tradotti come indirizzamenti
indicizzati rispetto a questi registri. Inutile dire che il va-
lore di questi registri non deve assolutamente essere
modificato, a meno che non ci si ricordi di salvarlo per
poi ripristinarlo, e che, in tal caso, non è possibile fare
alcun riferimento alle variabili di E prima del ripristino.
Come misura precauzionale, EC segnala con un messag-
gio d’avvertimento l’uso di questi registri nel codice as-
sembler.
La seconda convenzione riguarda il valore di ritorno
delle procedure, che deve essere memorizzato in DO e
che, di converso, deve essere reperito in DO dopo l’in-
vocazione di una procedura; nel caso di valori di ritorno
multipli, il secondo e terzo risultato verranno posti ri-
spettivamente in DI e D2.
Inoltre, è buona norma fare in modo che le proprie rou-
tine in assembler rispettino le convenzioni standard di
Amiga: in ogni funzione, i registri DO, DI, AO e Al pos-
sono essere usati liberamente, mentre tutti gli altri devo-
no mantenere il loro valore originale (che, eventual-
mente, può essere salvato all’ingresso con l’istruzione
MOVEM.L D2-D7/A2-A6,-(A7) e ripristinato subito prima
dell’uscita con MOVEM.L (A7)+,D2-D7/A2-Aó). In realtà,
la versione attuale di EC richiede soltanto il salvataggio
di D3, D4, D5, D6 e D7, che potrebbero essere usati dal
chiamante per delle variabili REG, ma il rispetto della
convenzione più generale ci metterà al riparo da sgradi-
te sorprese, qualora il chiamante dovesse fare uso a sua
volta di codice assembler. Va infine ricordato che ogni
PROC che dichiari variabili REG provvede implicitamen-
te al salvataggio sullo stack dei registri assegnati a tali
variabili e al loro ripristino prima dell’uscita.
Per la chiamata di funzioni esterne, occorre tenere pre-
sente che tutti i riferimenti a etichette e a procedure del
programma E vengono tradotti come indirizzamenti re-
lativi al PC, per cui non è possibile riferire per nome
oggetti che si trovino oltre i 32 kilobyte dall’istruzione
che li riferisce; si può ovviare a questo inconveniente
caricando l’indirizzo dell’oggetto in un registro e usando
l’ indirizzamento indiretto. Per quanto riguarda le funzio-
ni di libreria, invece, valgono le usuali convenzioni di
AmigaOS, che richiedono un salto indiretto tramite il re-
gistro Aó. Per esempio, una chiamata alla funzione di si-
stema ForbÌd( ) potrà essere codificata in questo modo:
MOVE . L execbase,A6
JSR Forbid(A6)
Le direttive
Oltre alle istruzioni assembler classiche, E mette a di-
sposizione del programmatore anche un certo numero
di direttive , principalmente destinate alla creazione di
"aree dati" in memoria inizializzate staticamente.
Le direttive più comuni sono senz’altro CHAR, INT e
LONG che riservano in memoria, rispettivamente, 1, 2 o
4 byte per ogni valore indicato. Per esempio:
fibo: INT 1,1,2,3,5,8,13,21
riserva un totale di otto interi (16 byte), inizializzati ai
valori indicati; l’etichetta fibo punterà al primo di questi
valori. Come caso particolare, la direttiva CHAR accetta
anche una stringa come argomento, che viene interpre-
tata come la sequenza di codici ASCII dei caratteri che
la compongono. Combinando opportunamente le tre di-
rettive, è anche possibile creare in memoria istanze ini-
zializzate di strutture dati, come in:
LONG 2,4; CHAR " z " ; LONG 3
In questi casi, EC applica le stesse regole di allineamen-
!<>A
49
trans
□o
to ( padding ) che vengono usate per gli OBJECT: nel
nostro esempio, verrà inserito un byte aggiuntivo (di va-
lore 0) dopo la “z” in modo che la LONG successiva sia
a un indirizzo pari.
Per inserire quantità di dati più voluminose, si può usa-
re la direttiva INCIBIN che inserisce nell’eseguibile una
copia esatta del file indicato. Per esempio:
icon: INCBIN ' IconaStd . inf o '
Questa direttiva si rivela particolarmente utile per l’inse-
rimento di dati grafici o sonori (ma, in tal caso, dovrà
essere cura del programma copiarli in memoria chip) o
di grosse tabelle precalcolate. ▲
[segue da pag. 431
endfor
Per quanto riguarda le pareti, non è He a essere pari a
zero, ma Ve. Questo significa che, per far sì che c3 sia
costante durante tutto il ciclo più interno, bisogna effet-
tuare tracciamento e scan conversion per colonne. Inol-
tre, avendo posto la limitazione per cui l’osservatore può
ruotare lo sguardo solo intorno all’asse Y, anche Va è ze-
ro per cui, durante il ciclo più interno, oltre a c3, anche
cl è costante. Possiamo quindi concludere che anche u è
costante nel ciclo più interno e che avremo bisogno di
modificare solo v. Il risultato è un ciclo di texture map-
ping estremamente veloce, come è possibile osservare
nel seguente esempio in pseudo codice:
for r = first_col to last_col
cl = Ha*r + Oa
c2 = Hb*r + Vb*first_row + Ob
c3 = Hc*r + Oc
u = 256 * cl / c3
v = 256 * c2 / c3
Bv - 256 * Hb / c3
for s = first row to last row
WritePixel (r+160 , s+100 , texture [v] [u] )
v += Bv
endfor
endfor
Le limitazioni introdotte per utilizzare cicli di texture
mapping così semplici, potrebbero sembrare eccessive.
In realtà, osservando gli innumerevoli videogiochi che ne
fanno uso, si nota facilmente che la resa finale è di otti-
ma qualità e che il peso di tali limitazioni si fa sentire
ben poco.
Con quest’ultimo esempio abbiamo terminato la carrellata
di routine di texture mapping. Ci preme sottolineare che
negli esempi riportati sono quasi inesistenti le ottimizza-
zioni a livello di codice, in quanto si presume che chiun-
que legga questi articoli sia in grado di effettuarle da so-
lo. D’altra parte, nel secondo articolo di questa serie
(pubblicato sul numero 77 di Amiga Magazine), sono ri-
portati una serie di importanti suggerimenti relativi all’ot-
timizzazione di cicli di texture mapping in linguaggio as-
sembly, perfettamente applicabili ai casi appena visti. È
poi quasi inutile ripetere che, per motivi di velocità, non
è conveniente usare numeri in virgola mobile ma esclusi-
vamente numeri in virgola fissa. A
[segue da pag. 46]
all’inizio dello stesso (come avveniva invece con le au-
diocassette), ma bensì a quella di superare una sezione
di una traccia che non interessa, o di ritornare indietro in
maniera parziale. Normalmente questi comandi vengono
gestiti direttamente dall’utente del software, che decide di
avanzare velocemente o di tornare indietro, all’interno di
una traccia, in maniera manuale. Per un posizionamento
preciso all’ interno del CD, non necessariamente all’inizio
di una traccia specifica, vengono infatti utilizzati altri co-
mandi, ben più potenti e precisi, di cui parleremo più
avanti.
Tornando al comando CD_SEARCH, le sue modalità di
funzionamento, impostabili come di consueto nel campo
io_Length della struttura di I/O sono tre, alle quali equi-
valgono altrettanti valori numerici definiti nel file di in-
clude devices/cd.h: CDMODE__NORMAL, CDMODE_
FFWD e CDMODE_FREV. Inviando al cd. device un co-
mando CD_PLAYTRACK e subito dopo un CD„SEARCH,
con una delle impostazioni desiderate e il campo io_Data
e quello io_Offset nulli, si otterranno i seguenti prevedi-
bili risultati:
CDMODE_FFWD - la riproduzione continua in maniera
accelerata fino alla fine della traccia.
CDMODE_FREV - la riproduzione “inverte la rotta” e tor-
na indietro fino all’inizio della traccia.
CDMODE_NORMAL - interrompe il funzionamento di
CDMODE_FFWD o di CDMODE_FREV, e fa riprendere la
normale riproduzione della traccia.
Il comando di avanzamento e quello di riavvolgimento
possono anche essere passati al cd. device prima che sia
effettivamente impartito un CD_PLAYTRACK. Nel caso di
CDMODE_FFWD, la riproduzione inizierà immediata-
mente in modalità di avanzamento veloce, mentre nel ca-
so di CDMODE_FREV, la riproduzione avrà inizio dalla
fine della traccia specificata e procederà a ritroso fino
all’inizio della stessa.
È ovvio che se le tracce specificate tramite il comando
CD_PLAYTRACK sono più d’una (e necessariamente con-
tigue) i comandi di avanzamento e riavvolgimento coin-
volgono l’intero range di tracce selezionato. ▲
ì< >A
50
RENO PORTABIE CD-ROM PLAYER
E. C. Klamm
Un lettore di CD-ROM portatile
U no dei problemi cui pos-
sono andare incontro gli
utenti di device SCSI, in
particolare quelli del 1200
(con lo Squirrei) e quelli del
3000 -ma analogo problema
hanno gli utilizzatori di note-
book-, è l’alloggiamento delle
periferiche: magneto-ottici,
streamer e lettori di CD-ROM.
La soluzione più economica è
costituita dall’adattamento di
un case tower per PC, ma è
operazione non facile a realiz-
zarsi e può procurare altri
problemi di ingombro e posi-
zionamento; l’adozione di ap-
positi case SCSI è più ele-
gante, ma costosa.
A tutto ciò i produttori hanno
tentato di rimediare offrendo
in qualche caso prodotti
completi di case magari di-
segnato con un minimo di
stile. Il successo dello Zip,
come periferica SCSI, è do-
vuto anche alla bella semplicità del suo
case.
Pure nel campo dei lettori di CD-ROM si
sono visti tentativi in tal senso, come
quello di cui parliamo in questo articolo,
dovuto alla statunitense MediaVision. Si
tratta di un lettore SCSI di CD-ROM, a
CARATTERISTICHE
PlCPlfllflTE
CD-ROM
Transfer rate: 306 kb/s
Tempo di accesso medio: 180 ms
Memoria interna: 64 kb
Compatibile: Photo CD multisessione, CD-ROM,
CD Audio
Audio
Gamma dinamica: >60 db
Rapporto segnale rumore: >60 db
Distorsione armonica: <1%
Separazione canali: >60 db (1 kHz)
doppia velocità, con 180 ms di ac-
cesso medio, che può funzionare sia in
collegamento a un computer dotato di
porta SCSI, sia come lettore di CD audio
portatile.
la confezione e il manuale
Il lettore arriva in un’accattivante scatola
in formato valigetta che contiene il lettore
con l’interfaccia SCSI removibile, l’alimen-
tatore, una cuffia stereo di buona fattura,
una graziosa borsetta in spugna antiurto
che si può portare alla cintura o a tracol-
la, un cavo audio, un cavo SCSI, due ma-
nuali, cartoline varie di registrazione e
due dischi: uno per PC e uno per Macin-
tosh (per Amiga non serve, grazie alla
sua meravigliosa architettura).
I manuali sono in tre lingue: tedesco,
francese e spagnolo; sfortunatamente,
manca sia l’italiano che l’inglese. Com-
paiono comunque illustrazioni che do-
vrebbero aiutare a capirne il funziona-
mento. Il manuale contiene anche le spe-
cifiche della piedinatura SCSI.
Installazione
Reno è composto sostanzialmente da
due elementi: il lettore e l'inter-
faccia SCSI. Ciascuno di essi
è inserito in un sottile case di
plastica grigia (3,2 cm di al-
tezza) disegnato con partico-
lare cura ed eleganza,
il lettore è dotato di vano per
quattro pile AA (o accumula-
tore, non fornito), display di-
gitale, tasti per apertura,
play/pause, stop, forward e
reverse, ghiera per il volume
della cuffia, uscita cuffia e ta-
sto di “hold” che blocca lo
sportello e tutti i tasti (utile per
evitare avvii o aperture acci-
dentali durante il trasporto o il
funzionamento).
Le dimensioni del solo lettore
sono pari a 15,5x3,2x15 cm e
sono quindi in linea con altri let-
tori di CD audio portatili. Il peso
è molto limitato.
L’inserimento del CD-ROM av-
viene sollevando il coperchio
superiore del lettore, dopo aver
premuto il pulsante Open. L’au-
tonomia di funzionamento con le
pile è limitata: 90 minuti dichiarati. Il di-
splay a cristalli liquidi avverte non solo
del numero di traccia (e del tempo tra-
scorso dall’inizio della sua esecuzione),
ma anche dello stato della batteria e di e-
ventuali altri condizioni in cui si trova il let-
tore. Sul retro compare un connettore per
l’alimentatore separato fornito con il Re-
no: fortunatamente è del tipo a doppio
cavo, di ingresso e di uscita, e non con
spina incorporata, ma, come al solito, è
privo di pulsante di accensione.
Il secondo componente del Reno contie-
ne l’interfaccia SCSI. Le due parti si inca-
strano perfettamente l’una nell’altra, gra-
zie a un connettore custom, formando un
insieme armonico profondo 26 cm.
Sul retro dell’unità compaiono due porte
SCS12 ad alta densità é un selettore cir-
colare per il numero di unità SCSI (0-7).
Sul fianco sinistro compare il connettore
per l’alimentatore che alimenta sia l’inter-
faccia che il lettore, una volta che
quest’ultimo vi sia connesso alla prima.
Sullo stesso fianco compare un’uscita au-
dio minijack pensata per il collegamento
fisso a unità HiFi o a eventuali casse am-
N° 80/LUGUO/ AGOSTO 1 9 96 AMIGA MAGAZINE 5 1
Le dimensioni del lettore sono in linea con quelle di altri lettori
di CD audio portatili
plificate. Mediante l’apposito
pulsante, si può sollevare il
coperchio superiore dell'In-
terfaccia SCSI per accedere
al vano pile (otto pile AA o
accumulatore, non fornito)
per l’alimentazione dell’Inter-
faccia: le pile servono, evi-
dentemente, per l’uso del
lettore con i notebook. L’au-
tonomia dichiarata è di qua-
si 2 ore (110 minuti). Nello
stesso vano sono accessibili
due switch: il primo riguarda
la terminazione SCSI (che è
abilitata di default), il secon-
do il Term Power che per-
mette, per esempio, di ali-
mentare interfacce SCSI per
la porta parallela dei com-
patibili.
Per l’installazione basta as-
semblare i due pezzi del Reno, collegare
l’alimentatore e il cavo SCSI a una delle
due porte del Reno e alla porta a 25 poli
(tipo Macintosh, come quella del 3000)
dell’interfaccia SCSI del computer. Reno
funziona anche con lo Squirrel per 1200:
non abbiamo potuto verificarne diretta-
mente Il funzionamento, ma ce l’ha assi-
curato l’importatore che lo vende anche
in bundle con tale interfaccia, assieme a
un apposito adattatore per il connettore
SCSI.
A sistema spento, i due pezzi del Reno
possono essere disgiunti con molta sem-
plicità agendo su un pulsante mascherato
dal logo Media Vision. A questo modo si
potrà lasciare l’interfaccia SCSI sempre
collegata al computer (e ail’HiFi) e tra-
sportare e usare altrove il lettore di CD
Audio con l’alimentatore.
Per terminare l’installazione, si dovrà usa-
re un file System (come quello presente
nel 3.1 o uno dei tanti Shareware
o commerciali) creando un’ap-
posita Mountlist. Per quello del
3.1, basta modificare l’icona da
Workbench, inserendo semplice-
mente il numero di unità SCSI e il
nome del device (default
scsi. device) fra i Parametri (Tool
Type). Reno è pronto per funzio-
nare: se si desidera che il CD-
ROM sia attivato a ogni reset del
sistema, l’icona andrà spostata
da Storage/DosDrivers a Work-
bench : Devs/Dos D r i ve rs .
Le prove
Nelle prove come lettore SCSI,
Reno si è comportato come un
normale lettore a doppia velo-
cità, con un transfer rate di 306
kb/s sul 3000, esattamente la ci-
fra dichiarata dal costruttore. Il
tempo di accesso medio, pari a
180 ms, è decisamente basso se
paragonato a quello dei normali
lettori di CD audio e lo colloca in
posizione media fra i lettori di
CD-ROM. Il buffer interno, tutta-
via, è piuttosto piccolo (64 kb in-
vece dei canonici 256 kb dei
CD-ROM attuali) forse per limi-
tare il consumo delle batterie e
aumentare l’autonomia. L’im-
pressione suscitata dall’uso co-
munque è quella di un lettore
veloce e rapido nelle risposte
anche se non fulminante nel
trasferimento dei dati.
L’interfaccia supporta i coman-
di linked, i trasferimenti sincroni
e i comandi audio per il volume
destro e sinistro tipici dello
standard SCSI2. Non è però in
grado di trasferire i dati audio
come dati binari sul bus SCSI,
almeno con i programmi Sha-
reware che abbiamo usato per
le prove.
Ovviamente è compatibile con i
Photo-CD multisessione e ab-
biamo usato senza problemi
anche gold disk con tracce da-
ti e tracce audio mescolate.
L’uscita audio appare di discreta qualità:
sia quella in cuffia, sia quella amplificata.
L’unico difetto riscontrato è una certa ru-
morosità, dovuta alla rotazione del disco
e al movimento della testina durante la ri-
cerca di una traccia: potrebbe anche trat-
tarsi di un difetto dell’esemplare in prova.
Ottima invece la reazione ai sobbalzi e ai
movimenti: il lettore poi funziona in qual-
siasi posizione, anche capovolto. Il ma-
nuale comunque consiglia di usarlo solo
fermo e in piano e conviene attenersi a
queste indicazioni.
Fra l’altro, il lettore ferma automaticamen-
te il disco dopo un certo periodo di inatti-
vità, per economizzare i consumi. Questo
effetto si può ottenere anche manualmen-
te agendo due volte sul pulsante di Stop.
Collusioni
Se siete alla ricerca del lettore più econo-
mico sul mercato o di quello più veloce,
Reno non fa per voi. Se l’aspetto esterno
del lettore non potrebbe riguardarvi di
meno, se i lettori di CD audio abbondano
oltre misura a casa vostra, probabilmente
Reno non fa per voi. Se invece siete alla
ricerca di qualcosa di piacevole a vedersi
e progettato con cura, che non ingombri
più di tanto la scrivania, che sia trasporta-
bile facilmente, che funga anche da letto-
re di CD audio trasportabile, che non sia
il primo modello taiwanese disponibile, al-
lora l’acquisto di Reno andrebbe preso in
seria considerazione: è bello, funzionale,
molto curato nella realizzazione. Fra l’altro
il suo prezzo non è particolarmente eleva-
to, se paragonato a quello di un normale
lettore di CD-ROM SCSI con case esterno
autoalimentato. A
§CHEDA PRODOTTO
Nome:
>• • -J- ■ U-C: -, 6 •' r.jS#* « ' V.é ~ ->SèDk
Produttore:
Distribuito da:
Tramarlo Computer, via Guari Dx 25e,
3Z044 NHh U44?
Prezzo:
Giudizio:
ottimo
Configurazione richiesta:
porta SCSI ., y .
Pro:
design, portabilità, funzionamento a pile e come
lettore di CD audio portatile, controllo di SCSI ID,
terminazione e Term Power, comandi audio e display
a cristalli liquidi, borsa per il trasporto, cuffia, software
pr Macintosh e PC doppia uscita audio per cuffia
"
.V.-V
Contro:
autonomia limitata, doppia velocità, manuale
né italiano né inglese, rumorosità .
Configurazione della prova:
52 Amiga Magazine n°8o/luguo/agostoi99ó
SOFTWARE
AMIATLAS PRO 2.0
I l panorama Shareware Ami-
ga è sempre stato ricco e
interessante, ma di questi
tempi ha raggiunto un livello
tale che alcuni programmi so-
no in grado dì competere con
eventuali concorrenti commer-
ciali. È sicuramente il caso di A-
miAtlas Pro, un programma che
permette di calcolare itinerari
stradali, di visualizzarli su una
cartina e persino di stamparli.
Sul disco allegato alla rivista tro-
verete una versione dimostrativa
del programma con interfaccia
in italiano realizzata apposita-
mente da Amiga Magazine per i
propri lettori, in accordo con l’au-
tore. Su queste pagine troverete
anche un’offerta di registrazione
particolarmente interessante. Ci
sembra superfluo sollecitare i lettori alla
registrazione: dovrebbe ormai essere evi-
dente a tutti che lo Shareware sta soste-
nendo in questi mesi il mercato Amiga
con prodotti eccellenti e a prezzi decisa-
mente ridotti, se paragonati a quelli di un
programma commerciale.
Installazione
La versione registrata di AmiAtlas viene
fornita su due dischi che contengono il
programma standard di installazione:
grazie a esso sarà molto semplice co-
piarne il contenuto su hard disk. Il pro-
gramma in teoria funziona a partire dalla
versione 1.2, noi comunque l’abbiamo te-
stato solo sotto 2.1 e 3.1.
Oltre al programma viene fornita la map-
pa italiana, mentre le mappe degli altri
E.C. Klamm
Viaggiare col mouse
i
ne della mappa stessa (da 150 kb a 1
Mb).Ogni mappa aggiuntiva è dotata di
un proprio script di installazione. Per ora
10 script è in tedesco, ma l’autore sta la-
vorando alla realizzazione di script di in-
stallazione in inglese. Comunque l’instal-
lazione è piuttosto semplice e può anche
essere effettuata a mano, copiando il
contenuto delle due directory delle map-
pe (prima quella normale e poi quella con
suffisso 2.0) in un’unica directory di pro-
pria scelta. Eventualmente si dovrà anche
copiare il contenuto delle altre directory
relative agli stati confinanti nelle rispettive
directory delle altre mappe presenti nel
sistema: contengono i file .share che sta-
biliscono i punti in comune fra le diverse
mappe.
11 manuale in tedesco è molto articolato
(300 kb), non così quello in in-
glese e in italiano che si ridu-
ce a una sorta di elenco di tut-
te le funzioni disponibili e che
funge anche da help in linea
accessibile via menu. Il pro-
gramma e l’help in linea sono
ora localizzati anche in Italiano
grazie ad Amiga Magazine.
La visualizzazione
dei dati
Il programma visualizza le
f mappe mostrando città, stra-
de, confini, mari, laghi, isole e
rt fiumi (manca l’orografia).
I Questo rende l’aspetto delle
r cartine piuttosto gradevole. Il
numero di colori e il tipo di
schermo possono essere mo-
dificati dall’utente. Con otto
colori si ottiene un buon refresh e pochi li-
miti sui colori; con 16 si ha una maggiore
varietà cromatica: se ne consiglia l’uso
sotto AGA. È anche possìbile cambiare
l’aspect ratio per evitare le distorsioni do-
vute a schermi con i pixel non quadrati. A
ogni elemento della mappa, inoltre, può
essere associato un font scelto dall’uten-
te.
Le varie funzioni del programma possono
essere attivate mediante menu a tendina,
combinazioni di tasti o icone presenti nel-
la barra superiore. Quest’ultima può es-
sere nascosta per aumentare l’area visibi-
le.
Si possono caricare più cartine contem-
poraneamente: in tal caso ognuna appa-
rirà in una finestra diversa; si possono an-
che collegare due o più cartine diverse fi-
paesi possono essere acquistate sepa-
ratamente, anche in momenti diversi. I
paesi disponibili sono Germania, Bel-
gio, Benelux, Francia, Spagna e Porto-
gallo, Austria, Gran Bretagna e Irlanda,
Cecoslovacchia, Svezia e Norvegia, Po-
lonia, Ungheria, Svizzera e Danimarca.
Altre mappe sono in preparazione.
L’occupazione dell’hard disk dipende in
larga misura dalle mappe installate.
Con la sola mappa dell’Italia l’occupa-
zione è inferiore a 1 Mb. Ogni mappa
aggiuntiva occupa una quantità variabi-
le di spazio su disco che dipende dalle
dimensioni dello stato e dalla precisio-
no a formarne una sola, che poi po-
trà essere salvata come un’unica
mappa. I limiti di questa operazione
di collegamento sono determinati
solamente dalla memoria disponibi-
le.
La quantità di dettagli visibili può
essere modificata aumentando o
diminuendo il numero di città o di
strade. Si possono visualizzare o
meno i nomi delle strade e far ap-
parire le scritte trasparenti o meno.
La laguna di Venezia
secondo AmiAtlas.
N° 80/LUGUO/ AGOSTO 1 996 AMIGA MAGAZINE 5 3
Sullo sfondo le mappe collegate di Italia , Francia,
Svizzera e Benelux, sulla destra
la mappa austriaca isolata .
Molto utile la funzione Auto che la-
scia decidere al programma, in fun-
zione dell’ingrandimento adottato, la
quantità di strade e di nomi da visua-
lizzare. È possibile anche escludere
dalla visualizzazione gli elementi
geografici e del reticolo di meridiani
e paralleli, a sua volta totalmente
configurabile.
Le varie località del programma sono
classificate in dieci diversi livelli che
vanno dalla capitale all’uscita auto-
stradale, all’autogrill: ogni livello può
essere visualizzato indipendente-
mente dagli altri mediante l’apposito
requester. Le strade sono classifica-
te in sei livelli diversi.
Il programma è in grado anche di visua-
lizzare dati aggiuntivi come informazioni
turistiche, alberghi, parchi, sigle automo-
bilistiche. Tali informazioni comunque o
sono in tedesco oppure esistono solo per
poche cartine, come quella della Germa-
nia, per cui sono in realtà poco utili qui in
Italia.
Per aumentare o diminuire l’ingrandimen-
to esistono diverse possibilità: la più im-
mediata e comoda consiste nel selezio-
nare con il mouse l’area che interessa:
questa occuperà tutta la finestra; esistono
poi gadget, menu e combinazioni di tasti
che permettono di aumentare o diminuire
l’ingrandimento a piacere.
Un gadget permette di visualizzare l’elen-
co di tutte le città conosciute in ordine al-
fabetico: selezionando uno di questi no-
mi, si potrà poi visualizzarla, modificarne
le caratteristiche o rimuoverla dal databa-
se.
Un’altra icona consente di effettuare la ri-
cerca di una località nei database. Qui,
come in tutti i casi analoghi, si può inseri-
re solo un nome parziale e il programma
mostrerà l’elenco delle città corrispon-
denti per la scelta finale: veramente molto
comodo, specie per le grandi città cui
corrispondono molte entrate e uscite au-
tostradali, oppure nel caso non si ricordi
esattamente il nome di una città. Una vol-
ta scelta la città, il programma visualiz-
zerà la zona che la comprende,
zoommando su di essa: la città scelta
apparirà in colore per distinguerla im-
mediatamente sulla cartina.
Se la mappa contiene i dati geografici
relativi alle regioni (non è il caso della
cartina italiana), si può anche richie-
dere la visualizzazione di una regione
indicandone il nome. È invece sem-
pre possibile far ricordare al program-
ma l’area attualmente visualizzata cui
ritornare in seguito (si può anche sce-
gliere un area di default che verrà vi-
sualizzata alla partenza del program-
ma). La parte visualizzata della carta
può essere stampata anche a colori
utilizzando una scala a piacere, a patto
però che la scala scelta non faccia de-
bordare la stampa oltre i limiti del foglio.
Una seconda opzione permette di far
scegliere al programma la scala adegua-
ta in funzione delle dimensioni del foglio
di stampa (ma abbiamo avuto qualche
problema nella nostra configurazione: la
stampa debordava di un paio di millimetri
l’area stampabile del foglio se si sceglie-
va l’orientamento verticale). L’ultima pos-
sibilità consiste nello stampare tutta la
mappa su più fogli, come un poster: l’u-
tente può scegliere anche manualmente il
numero di pagine per lato.
La stampa non avviene in background,
ma appare comunque molto veloce: i
Geographical Information Systems a Amifltlas
GIS (Geographical Information Sy-
stem) è la sigla usata per definire
un'intera classe di programmi capaci di organizza-
re, analizzare e rappresentare informazioni di di-
verso tipo, ponendole in relazione in un contesto
di tipo geografico. Un GIS è comparabile a un
CAD, in quanto entrambi sono chiamati a gestire
informazioni in un contesto spaziale, sebbene la
natura delle informazioni, la scala degli spazi e il ti-
po di analisi richiesta sono molto spesso profonda-
mente diversi. Le informazioni gestite da un GIS
comprendono il più delle volte aspetti geografico-
geologici del territorio (come per esempio l'alti-
metria e le caratteristiche del suolo), oppure aspet-
ti più strettamente geografici come la densità di
popolazione di una città o la struttura della rete di
trasporti dell'area in questione.
I US (Land-Use Information Systems) possono es-
sere intesi come dei GIS creati per usi specifici, con
il vantaggio di 1) sviluppare in modo più ap-
profondito le capacità di analisi dei problemi per
cui sono stati realizzati e 2) calibrare la richiesta di
dati alle analisi specifiche che si vogliono operare.
II maggiore svantaggio dei LIS è costituito dalla
perdita di versatilità nell'analisi dei dati: la gamma
di usi va decisa a priori e non è adattabile successi-
vamente. Considerare i US solamente come GIS
particolari non è appropriato, perché le due classi
differiscono sia per i tipi di dati gestiti, sia per il ti-
po di operazioni coinvolte e sia, infine, per gli usi
per i quali vengono impiegati. I programmi che a-
nalizzano le dinamiche dei trasporti sono comune-
Marco Ruocco
mente dei LIS capaci di leggere dati relativi alla re-
te stradale e alle caratteristiche topografiche in cui
questa rete si sviluppa, restituendo informazioni ri-
guardo lunghezza della rete, comparazione della
densità dei nodi di traffico in diverse aree e così
via. Non sarà possibile per esempio conoscere
quanti tipi diversi di vegetazione si possono incon-
trare lungo una particolare strada, ma questo non
è generalmente il tipo di informazione alla quale
l'amministrazione dei trasporti è interessata.
AmiAtlas si avvicina al concetto di US, poiché è ca-
pace di effettuare analisi su un contesto spaziale;
in particolare è in grado di determinare la distanza
tra due città in funzione delle vie di trasporto che
le collegano.
A ben vedere non si tratta propriamente di un US,
ma bensì di un programma database capace di
rappresentare i dati in maniera spaziale, senza ave-
re alcuna conoscenza di questi spazi se non a livel-
lo di interfaccia. In altre parole, potete immaginare
che la mappa d'Italia che state esplorando sia co-
stituita in memoria da una lista di nomi di città e
da una lista di strade determinate da città di par-
tenza, d'arrivo, e dalle caratteristiche relative (au-
tostrada, strada statale, ecc.). Il motivo per cui le
città sono disposte sulla mappa così come nella
realtà è dovuto solamente all'interfaccia del pro-
gramma, che salva assieme ad ogni città una cop-
pia di coordinate di schermo (scalate e ridotte con
ingrandimento o spostamento, ma comunque
non definite come posizione su una
mappa). Non si tratta solo di una
sottigliezza teorica: questo aspetto infatti spiega
perché quando definiamo una nuova città cliccan-
do sulla mappa, nello stabilire le vie di trasporto
con cui questa è coliegata agli altri centri urbani
viene sempre richiesto di specificare la distanza in
kilometri con la città vicina, che AmiAtlas non è in
grado di calcolare autonomamente. Il concetto di
distanza tra due punti è una cosa che percepiamo
intuitivamente su schermo, ma non è il modo con
cui i dati sono conservati. D'altra parte, la distanza
stradale fra due città può essere ben diversa da
quella "in linea d'aria", per la presenza di curve e
tornanti. Per cui il programma richiede l'effettiva
distanza stradale invece di calcolarla in modo au-
tonomo.
Le limitazioni dovute a tutto questo sono quindi
minime e, giustamente, AmiAtlas calibra la com-
plessità del modello su cui è basato alla effettiva u-
tilità che da esso può essere tratta. I parametri del
database presi in considerazione, infatti, sono mol-
ti e molto sofisticati, soprattutto nella definizione
delle caratteristiche di strade e città. La completa
modificabilità della mappa così come di tutti i pa-
rametri del database è interessantissima, soprattut-
to perché AmiAtlas potrebbe evolversi come pro-
gramma geografico ipertestuale, capace per esem-
pio di organizzare testi e immagini relativi a ogni
città (un diario di viaggio?). Ma già così com'è
consente di soddisfare tutte le esigenze di ogni
buon viaggiatore.
tempi di calcolo sono praticamente nulli,
la velocità di stampa dipende essenzial-
mente dalla stampante e dal driver.
AmiAtlas non è solo un programma capa-
ce di visualizzare mappe preesistenti,
permette infatti di aggiungere o modifica-
re qualsiasi dettaglio (selezionando con il
mouse una strada o una località) e di
crearne di nuove partendo da una carta
vuota. Sfortunatamente, non esistono fun-
zioni che permettono di importare dati da
database geografici di pubblico dominio,
né è stato reso pubblico il formato usato
da! programma. La modifica delle map-
pe, se non altro, può essere utile per ag-
giungere particolari a una zona che ci in-
teressa particolarmente. Peccato non sia
possibile aggiungere alberghi o parchi a
una mappa.
Il livello di dettaglio e di precisione delle
mappe varia molto da un paese all’altro,
La migliore è la cartina tedesca. Ottima
anche quella del Belgio e buone quelle
della Francia e della Spagna. Il livello del-
la cartina italiana non è dei più elevati, c’è
qualche non piccola dimenticanza, spe-
cie sui particolari geografici (mancano il
lago d’Iseo e praticamente tutti i fiumi),
mentre le distanze stradali non sembrano
le più precise possibili; nel complesso co-
munque i dati appaiono adeguati allo
scopo cui sono destinati.
La ricerca dell'itinerario
Lo scopo principale del programma è
quello di calcolare il percorso ideale fra
due località, Questo percorso può essere
S
CHEDA PRODOTTO
Nome:
AmiAtlas Pro 2.0 (programma Shareware)
, •' ' „ , . ■
Produttore;
Software Development, Andreas Regul, Steinweg 6,
61462 Kònigstein, Germany
Prezzo:
con la cartina italiana 50 marchi tedeschi, ogni mappa
aggiuntiva 30 marchi, più 1 0 marchi tedeschi di spese
fisse
Giudizio;
quasi ottimo
Configurazione richiesta:
hard disk, 2 Mb RAM, Kickstart e Workbench 1 .2 o
superiore
Pro ;
facilità d'uso, ampia disponibilità di cartine,
uso limitato delle risorse, alta configurabilità
Contro:
documentazione limitata, incompatibilità
con database geografici di pubblico dominio
llSiii
Configurazione della pro¥a;
A3 000
Un'ottasione da non perdere
Grazie a un accordo in esclusiva tra Amiga Magazine e l’autore di AmiAtlas, fino al 30 settembre 1996, i lettori
di Amiga Magazine possono registrarsi ad AmiAtlas Pro 2.0, usufruendo di particolari condizioni di favore. Per
usufruire dell’offerta, ci si rechi presso un ufficio postale e si effettui un vaglia postale internazionale in marchi
tedeschi indirizzato a:
Andreas Regul, Steinweg 6, D-61462 Kònigstein, Germany
si compili inoltre questo modulo in tutte le sue parti e lo si spedisca entro il 30 settembre 1996 in busta chiu-
sa (con una copia della ricevuta del vaglia postale) allo stesso indirizzo.
Spett. Andreas Regul, spedisca direttamente al mio indirizzo:
(barrare una o più caselle e calcolare il totale)
□ AmiAtlas Pro V2.0 versione completa
con mappa dell’Italia 40 marchi invece di 50
□ Bundie 1: AmiAtlas Pro 2.0 versione completa con mappe di Italia, Svizzera,
Austria e Germania 70 marchi invece di 140
□ Bundie 2: AmiAtlas Pro 2.0 versione completa con mappe di Italia, Svizzera,
Austria, Germania, Francia, Spagna e Portogallo 110 marchi invece di 200
Altre eventuali mappe (30 marchi l’una)
□ Germania □ Spagna/Portogallo □ Belgio
□ Ungheria QBenelux □ Francia
□ Norvegia/Svezia □Austria □Cecoslovacchia
□ Svizzera □ Danimarca □ Gran bretagna/l rlanda ,
Totale mappe aggiuntive marchi
□ Mappa tedesca speciale 45 marchi tedeschi
Per un totale di marchi tedeschi
+ Spese di spedizione fisse +10 marchi tedeschi
Totale inviato mediante vaglia postale marchi tedeschi
calcolato in base a tre criteri diversi: velo-
cità, distanza e facilità. Il percorso più
breve viene calcolato, ovviamente, som-
mando le lunghezze delle strade che
congiungono le città di partenza e desti-
nazione. Quello più facile tiene conto del
numero di cambiamenti di strada e tenta
di minimizzarlo. Quello più veloce dipen-
de da alcuni parametri scelti dall’utente:
di ogni tipo di strada, infatti, l’utente può
N° 80/LUGUO/AGOSTO 1 99Ó AMIGA Ma GAZI NE 5 5
La mappa della Svizzera contiene anche
il database delle sigle automobilistiche.
Qui si impostano alcuni parametri
importanti, come il consumo
e il costo del carburante.
decidere la velocità media in km/h e la
priorità; quest’ultima può servire a e-
scludere, per esempio, l'utilizzo delle
autostrade anche quando si calcola il
percorso più veloce. Il programma è an-
che in grado di escludere dal calcolo
strade in cui è segnalata la presenza di
code. A tale scopo, prima di calcolare
l’itinerario, l’utente dovrà modificare le
strade interessate abilitando il parame-
tro che indica la presenza di code.
Il programma calcola anche il costo del
viaggio: a tal scopo si dovrà indicare il
consumo medio della propria autovettu-
ra e il costo del carburante. Non è inve-
ce previsto il costo autostradale.
Per selezionare la città di partenza e
quella dì arrivo esìstono due modi: il pri-
mo consiste nello scegliere entrambe le
città sulla cartina, il secondo inserendo i
nomi negli appositi gadget stringa del
requester. Il programma ricorda even-
tuali città scelte in precedenza come
partenza o destinazione e permette di
selezionarle mediante un comodo menu
popup. si può anche indicare l’ora di
partenza o di arrivo (di default sono a
0 e nel primo caso il programma per-
mette di visualizzare le durate del viag-
gio). È anche possibile scegliere delle
città intermedie in cui fare scalo e que-
sto permette di programmare viaggi
anche molto complessi. Non è possibi-
le scegliere la stessa città come par-
tenza e arrivo (per esempio Milano-Mi-
lano via Roma-Taranto-Rimini), ma è
facile superare l’impasse scegliendo
due località molto vicine (per esempio
Milano-Milano Liguria) o creandone u-
na al volo per la bisogna. Una volta
configurato il requester per il calcolo
dell'Itinerario, è bene salvarne il conte-
nuto su disco perché il programma
non ricorda l’impostazione preceden-
te, una volta calcolato il viaggio, ma
può caricare una configurazione da di-
sco. Altro piccolo difetto è costituito
dalle limitate possibilità di editing
dell’elenco delle tappe intermedie: in
realtà non è possibile modificarne l’or-
dine o aggiungerne di nuove in una
posizione intermedia, se non cancel-
landole tutte e reinserendo da capo
Ci accingiamo a calcolare il percorso
Roma-Parigi via Marsiglia,
che già appare sullo sfondo...
tutti i dati. Molto utile invece è la già citata
funzione di ricerca automatica del nome
delle città che viene attivata automatica-
mente appena si inserisce un nome in u-
no dei gadget strìnga della partenza,
dell’arrivo o delle tappe intermedie. Il cal-
colo del percorso è abbastanza rapido,
specie se si cerca il percorso più veloce;
il tempio impiegato dipende dalla lun-
ghezza del percorso e dalla quantità di
particolari presenti nella mappa, ma si
mantiene sempre entro limiti più che ac-
cettabili, almeno su un 3000.
Una volta terminati i calcoli, viene mostra-
ta una tabella che elenca una grande
quantità di dati configurabili dall’utente. Si
va dai centri toccati, alle strade, alle loro
lunghezze, al tempo trascorso, ai chilo-
metri percorsi e quelli mancanti all’arrivo.
Vengono inoltre visualizzati chilometri e
tempo totale, consumi, costi e percentua-
le di percorso svolto in autostrada. La ta-
bella può essere salvata su file ASCII,
stampata, oppure visualizzata sulla map-
pa. In quest’ultimo caso, il programma a-
datterà automaticamente l’ingrandimento
per mostrare a video tutto il percorso. Tut-
te le tabelle calcolate durante una
sessione di lavoro rimangono in
memoria ed è possibile visualizzare
sulla cartina più percorsi contempo-
raneamente.
sES'-F'rrifiFiFinsiirefj
i Tifw « percorso
Partenza
tjjlWiPSl Arrivo
Otta di partBAz»
IMM
Otódfsrrtwi
' VI*
1
I Vf-v. i I
.mmmm
...il viaggio richiederà 16 ore e 35 minuti
e costerà 130.000 lire, usando una vettura
a gas, ovviamente.
Contlusioni
AmiAtlas è un ottimo programma.
Veloce, funzionale, flessibile, alta-
mente configurabile, graficamente
accattivante, usa le risorse hardwa-
re con intelligenza ed è pratica-
mente privo di bug: a noi è andato
in guru solo al momento del colle-
gamento di più mappe, quando ab-
biamo tentato di salvare la nuova
mappa su disco subito dopo la sua
creazione (basta rispondere negati-
vamente al requester che appare al
termine dell’operazione di collega-
mento e salvare la nuova mappa in
un secondo momento, per aggirare
del tutto il problema). Grazie all’e-
norme numero di cartine disponibi-
li, il programma è particolarmente
utile per la pianificazione di viaggi
all’estero e per la ricerca di località
geografiche. Grazie alle possibilità
di editing, può anche essere usato
per creare manualmente piccole
cartine da usare per gli scopi più
vari (presentazioni, didattica, illu-
strazioni di testi): peccato non pos-
sa salvare file IFF, ma un grab dello
schermo dovrebbe risolvere il pro-
blema. ▲
s
WORDWORTH 5
Il word processor
D a anni Amiga attendeva
un word processor capa-
ce di supportare l'italiano
e dotato di funzioni avanzate
come gestione capitoli, note a
piè di pagina, indici, tabelle e
così via. WordWorth 4SE, recen-
sito sul numero 77 di Amiga Ma-
gazine, offriva solo una parte
delle funzioni desiderate, men-
tre Final Writer 4, recensito sullo
stesso numero, si avvicinava
maggiormente all’obiettivo, ma
aveva il triste difetto di non sup-
portare l'italiano. WordWorth 5,
non solo integra molte delle fun-
zioni presenti in Final Writer 4,
ma addirittura le supera, offren-
do anche il supporto per la lin-
gua italiana. Proprio per que-
sti motivi si propone come il
miglior word processor per A-
miga, specie nel nostro pae-
se.
Questa recensione focalizzerà
l’attenzione sulle differenze e-
sistenti rispetto alla versione 4SE del pro-
gramma. Il prodotto ci è giunto con ma-
nuale, help in linea, vocabolario e inter-
faccia in inglese. Non è disponibile per o-
ra una versione in italiano (anche se non
è affatto esclusa per il futuro), ma l’utente,
come ora vedremo, può sicuramente fare
già qualcosa per avvicinare WW5 alla
propria lingua. Intanto, su Aminet è ap-
parso un file con i catalog in italiano, i
quali possono essere aggiunti al pro-
gramma, una volta installato. Il file si chia-
ma Wordworth5_ITA.Iha ed è stato realiz-
zato di propria iniziativa da Giovanni Ad-
dabbo (gaddabbo@imar.net).
Oltre ai catalog per la localizzazione
dell'Interfaccia del programma, l’archivio
contiene anche l’help in linea compieta-
mente tradotto: si tratta di quasi 240 kb di
testo. Un lavoro veramente titanico e rea-
lizzato con arte, per il quale l’autore ri-
chiede solo qualche lettera o email.
Per il vocabolario ( thesaurus ), la sillaba-
zione (hyphenation) e il controllo lessicale
( spelling checker) in italiano, si possono
usare quelli forniti con WordWorth4SE in i-
taliano (o con una precedente versione
del programma) basta indicare fra le Set-
tings alla voce Speli (Dictionary e Thesau-
rus) la stessa directory usata dalla
versione 4SE italiana per recuperare an-
che il vocabolario utente eventualmente
già creato. L’ideale quindi è fare un up-
grade dalla versione 4SE contenuta nel
CD-ROM Personal Suite di Cloanto. Pec-
cato che per ora non sia previsto uno
sconto per gli utenti della versione 4SE,
almeno in Italia.
Manuale e installazione
Il manuale, in inglese, è un piccolo capo-
lavoro grafico-editoriale: 250 pagine di te-
sti, immagini, disegni, schemi e didasca-
lie stampate in bianco e nero ad altissima
qualità. Molti aspetti del programma sono
illustrati da sequenze di immagini con di-
dascalie esplicative. La prima parte costi-
tuisce una presentazione delle caratteri-
stiche più significative del programma, la
seconda funge da tutorial su configura-
zione e uso del programma; la terza, infi-
ne, descrive sistematicamente i menu.
Completano il manuale varie appendici e
un indice analitico. Il manuale è abba-
stanza completo, anche se per alcuni a-
spetti si sente la necessità di qualche
spiegazione aggiuntiva; in particolare, ri-
sulta alle volte difficile la ricerca di qual-
che specifica informazione,
perché alcune compaiono solo
fra i tutorial e l’indice analitico,
da parte sua, lascia alquanto a
desiderare per organizzazione
e precisione. Alle volte risulta
più facile trovare quello che si
cerca nell’help in linea, il quale
in alcuni passaggi risulta an-
che più preciso del manuale.
Un file readme su disco com-
pleta la documentazione.
Il programma è composto da
quattro dischi più tre di font
Compugraphic. L’Installer
standard permette l'installa-
zione del programma su hard
disk o su floppy e chiede
all’utente il modello di stam-
pante posseduto per installa-
re il driver AmigaDOS corri-
spondente (l’elenco è molto
lungo, ma non compaiono i
modelli più recenti come la
Stylus Color), la presenza e-
ventuale di una scheda grafi-
ca e la presenza o meno sul sistema di
TurboCalc (con i cui file, WW5 è compati-
bile, come vedremo). Una volta installato,
è possibile aggiungere un’altra stampan-
te, mediante un secondo script per l’In-
staller. L’installazione dei font avviene
mediante un secondo script posto sul
primo dei tre dischi di font. A noi tale o-
perazione ha creato uno strano problema
con il programma di decompressione for-
nito. Il programma, una volta reso resi-
dente, non funzionava come faceva lo
script: modificando manualmente
quest’ultimo abbiamo aggirato l’ostacolo.
Probabilmente l’incompatibilità era dovu-
ta a qualche particolare della nostra con-
figurazione.
L’aspetto esteriore del programma non è
cambiato affatto rispetto alla versione
precedente. Le novità, quindi sono più
sostanziali che apparenti e andranno cer-
cate nei vari requester e nei menu.
Stili, paragrafi e formattazione
La gestione dei “fogli stile” è stata miglio-
rata. Il programma distingue tra fogli di
stile applicati a un paragrafo, che com-
prendono le opzioni per paragrafi, tabula-
zioni ed eventualmente font, e applicati al
N° 80/LUG LIO/ AGOSTO 1996 AMIGA MAGAZINE 57
SOFTWARE
testo, che comprendono solo le
opzioni realtive al font; ora è pos-
sibile caricare gli stili da un altro
documento e generarne uno che
modifica solo parzialmente uno
preesistente, creando così una
sorta di ereditarietà fra gli stili. Li-
na volta creato, è possibile appli-
care al testo solo certe caratteri-
stiche dello stile, mediante oppor-
tune combinazioni di tasti. Un
nuovo gadget a forma di pipetta,
presente sulla barra superiore,
permette di copiare lo stile diret-
tamente da! testo e di “iniettarlo”
in un’altro paragrafo.
Si possono usare font bitmap,
Compugraphic, TrueType (solo
con 68020 o superiore), Adobe e
font della stampante (rese a video
con un font equivalente, scelto
automaticamente dal program-
ma). Per usare font vettoriali non
Compugraphic occorrono 4 Mb di
RAM.
Il sottolineato ora può essere
semplice o doppio. Apice e pedi-
ce prevedono la riduzione auto-
matica del corpo del font, defini-
bile dall’utente, come valore per-
centuale.
Compaiono il modo Small Caps
(maiuscoletto) le cui dimensioni
sono definibili dall’utente sempre
con un valore percentuale che in-
dica la riduzione del corpo del
font, e Strikethrough, che permet-
te di stampare scritte barrate. Lo
Small Caps è accessibile attraver-
so il nuovo gadget “K” posto sulla
barra superiore.
È possibile modificare l’ampiezza
orizzontale del font con un valore
percentuale compreso tra 25% e
999% e imprimergli un’inclinazio-
ne compresa tra -45° e +45°.
Per l’altezza delle linee si può
scegliere un valore custom da e-
sprimere in punti.
La nuova opzione Bullet Point, ac-
cessibile anche attraverso un’ico-
na, permette di creare elenchi in-
dentati e introdotti da un carattere
(punto, asterisco...) definibile
dall’utente anche per quanto ri-
guarda il font.
L’icona Hanging Indent permette
di indentare un paragrafo, a e-
sclusione della prima linea, men-
tre altre due icone permettono di
spostare un intero paragrafo a
destra o a sinistra di un tab. Sono
funzioni, queste, che potevano
Il Librarian.
I requester per la configurazione delle note.
essere realizzate anche in prece-
denza, agendo sugli appositi campi
del requester dei paragrafi, ora
però risultano molto più comode da
utilizzare.
Fra le opzioni relative all’intero do-
cumento, oltre alla disposizione
normale, su pagine affiancate e su
pagina doppia, è disponibile l’op-
zione Landscape che stampa le pa-
gine ruotate di 90°.
Editing
A livello di funzioni di editing del
documento va segnalata l’introdu-
zione di segnalibro ( Bookmark ),
con nomi definibili dall’utente, e la
possibilità, mediante la funzione Go
To, di spostarsi a una pagina, a un
segnalibro o alla porzione di testo
che contiene una determinata nota.
Il copia e incolla del testo ora è
compatibile con la clipboard di si-
stema e questo permette un rapido
interscambio di dati con altri pro-
grammi. Peccato non si possano
ancora scambiare immagini: il co-
pia e incolla degli oggetti è infatti
possibile, ma gestito internamente
dal programma.
Il Librarian è un nuovo strumento di
editing che permette di creare una
collezione di frasi le quali appaiono
poi in una lista da cui possono es-
sere selezionate con il mouse per
l’inserimento nel testo. Possono
contenere qualsiasi carattere spe-
ciale, fra cui quello di fine para-
grafo: è quindi possibile preparare
singole frasi ricorrenti oppure interi
paragrafi, come il proprio indirizzo
o l’intestazione di una lettera con la
data sempre aggiornata. È stato an-
che aggiunto uno screen blanker e
Playtime, l’edizione WordWorth del
gioco del 15; Speech invece usa la
sintesi vocale interna di Amiga, pre-
sente fino al 2.0, ma utilizzabile an-
che sotto 3.0, per leggere una pa-
rola o un testo.
Note
Una delle novità più importanti è la
gestione delle note, che possono
essere stampate a fine documento
oppure a piè di pagina. Non si trat-
ta soltanto di una miglioria estetica:
nei testi scientifici, come si sa, co-
stituiscono un obbligo; inoltre, la lo-
ro gestione manuale è particolar-
mente difficoltosa e, quindi, un sup-
porto per l’automatizzazione della
loro creazione e del loro manteni-
58 Amiga Magazine n°8o/luguo/agostoi99ó
SOFTWARE
mento non può che risultare
particolarmente gradito. Si noti
che WordWorth 5 è uno dei po-
chi se non l’unico word proces-
sor per Amiga in commercio ca-
pace di gestire note a piè di pa-
gina.
Per creare una nota bisogna de-
cidere il punto dì inserzione e
attivare l’apposita voce di menu.
Il requester relativo permette di
scrivere una nuova nota (o mo-
dificarne una esistente) median-
te un gadget stringa. Questo si-
gnifica che la nota non può ave-
re dimensione eccessive, anche
perché l’editing sarebbe, in que-
sto caso, molto faticoso. Nel te-
sto verrà inserito automatica-
mente il numero corrispondente.
Cancellando questo numero nel
testo, verrà cancellata automati-
camente anche la nota associa-
ta; mentre inserendo una nuova
nota, anche intermedia, tutta la
numerazione verrà adeguata.
Lo stile delle note può essere
definito indipendentemente da
quello del testo; fra il testo e le
note a piè di pagina si può inse-
rire una linea le cui caratteristi-
che sono modificabili quasi si
trattasse di un oggetto di tipo li-
nea. Il numero di nota iniziale
può essere definito dall’utente e
ciò può servire nel caso si spez-
zi un lungo testo su più docu-
menti. Le operazioni di copia,
taglia e incolla su porzioni di te-
sto che includono note, sfortu-
natamente, fanno perdere le no-
te stesse. La gestione delle no-
te, pertanto, rimane ancora un
po’ limitata.
Tabelle
Un’altra importante novità, che
facilita enormemente la creazio-
ne di lettere commerciali e testi
scientifici o relazioni, è costituita
daH’implementazione di un nuo-
vo oggetto: le tabelle. Si tratta di
griglie che possono contenere
testi e dati numerici incolonnati.
Ogni riga o colonna è segnalata
da un filo (editabile per spesso-
re e colore) che può essere
spostato con il mouse diretta-
mente sul foglio. Le caselle pos-
sono contenere più righe di te-
sto e ognuna può essere for-
mattata indipendente dalle altre.
Il numero di colonne e di righe,
Sulla sinistra una tabella importata da TurboCalc :
i font possono essere modificati casetta per casella,
A destra i requester per la creazione e la modifica
delle tabelle.
Il requester di destra permette (Inserimento
di una parola o di una frase nelVindice analitico ,
quello di sinistra permette di modificarne l’aspetto.
Ecco un esempio di indice analitico di WW5
creato automaticamente.
al momento della creazione della ta-
bella, è determinato dalle tabulazioni
e dall’interlinea. Le tabelle sono tratta-
te alla stregua degli altri oggetti e, co-
me questi, possono essere spostate,
ridimensionate e modificate. I dati già
inseriti non vanno persi anche se si ri-
duce il numero di righe o colonne o si
inseriscono colonne o righe nuove in
un punto interno alla tabella. I dati in
eccedenza non vengono mostrati a
video, ma sono pronti a riapparire nel
momento in cui si aumenteranno le di-
mensioni della tabella o si cancelle-
ranno righe o colonne.
I dati possono anche essere importati
direttamente da un foglio TurboCalc,
con cui però non c’è compatibilità per
le date, che andranno perciò perdute.
È possibile importare i dati prima an-
cora di creare una tabella: in tal caso
il programma crea la tabella automati-
camente. Tuttavia, se il foglio supera
certe dimensioni, WW5 tronca i dati
sia orizzontalmente che verticalmente
senza avvertire l’utente. È bene, quin-
di, creare prima la tabella con le di-
mensioni volute e poi caricare i dati
da un foglio TurboCalc.
WW5 è in grado, inoltre, di inserire in
una casella il risultato dei calcoli effet-
tuati sulle caselle soprastanti o a sini-
stra; si tratta delle operazioni di som-
ma, media, minimo e massimo. L’im-
plementazione delle tabelle ci è sem-
brata, in definitiva, efficace e soprat-
tutto molto facile da usare.
Inditi
Altra novità rispetto alla versione 4SE
è costituita dalla possibilità di genera-
re vari tipi di elenchi, da una parte Ta-
ble of Contents (Sommario) e liste ge-
neriche, dall’altra un Index (Indice A-
nalitico) ordinato in ordine alfabetico.
Tutti vanno generati indicando al pro-
gramma il testo (parola o frase) che
dovrà comparire nell’elenco. Una gra-
ve lacuna dell’interfaccia per la crea-
zione delle liste è l'impossibilità di
cancellare una lista o un elemento
creati in precedenza.
Le liste prevedono la possibilità di uti-
lizzare vari livelli, che si traducono in
linee rientrate al momento della crea-
zione della lista. La lista viene creata
nel punto in cui si trova il cursore, o-
gni volta che si accede all’apposita
opzione di menu: WW5, quindi, non
prevede, come fa invece Final Writer,
sezioni separate per gli indici. Si può
decidedere il titolo, lo stile associato a
titolo e testo, il numero di livelli da
N° 80/LUGUO/AGOSTO 1 996 AMIGA MAGATINE 5 9
SOFTWARE
stampare e i caratteri da usare per far
rientrare ogni livello (di solito si tratta di
spazi).
L’indice analitico permette invece di crea-
re una lista alfabetica di nomi: in questo
caso sono disponibili solo tre livelli. Di o-
gni nome, se richiesto, VWV5 può effettua-
re la ricerca in tutto il testo, riportando i
numeri di pagina in cui compare. Even-
tuali pagine consecutive possono essere
accorpate (es. 1-3 invece di 1, 2, 3). Ca-
rattere divisorio, indentazione e stile pos-
possibilità di tagliare un’immagine
e anche quella di posizionarla sot-
to il testo.
Esiste un nuovo modo di collega-
mento fra il testo e l'immagine, si
chiama Hot Link: consente di ag-
giornare in tempo reale l’immagine
presente nel documento ogni volta
che si modifica il file sorgente, per
esempio con un programma grafi-
co esterno.
sono essere definiti dall’utente. Usando
come carattere divisorio fra la parola e il
numero di pagina tabulazioni riempite di
punti o altro, si possono creare indici ben
allineati. Peccato che il programma non
ricordi le varie opzioni utilizzate per la
creazione dell’indice: si dovrà introdurle
di nuovo ogni volta.
Oggetti grafia
Il supporto per gli oggetti grafici è stato
migliorato sotto molti aspetti. Per quanto
riguarda le immagini, ora è possibile an-
che caricare immagini a 24 bit (convertite
a 256 colori) e i formati BMP, PCX, UFF,
IMG, GIF oltre ai formati vettoriali CGM,
GEM ed EPS (questo richiede hard disk e
3 Mb di memoria). Si sente la mancanza
del supporto per i formati JPEG e FAXX e
per i datatype. La capacità di rappresen-
tare le immagini a colori non sembra fun-
zionare con tutti i formati: alcune vengono
rappresentate a due colori. Permane l’im-
Stampa
La stampa può avvenire totalmente in
modo PostScript, in modo grafico, oppu-
re, se la pagina contiene solo testo, usan-
do eventuali font presenti nella stampan-
te. Con le LaserJet, è anche possibile
downlodare nella stampante i font Com-
pugraphic usati a video, in modo da velo-
cizzare le operazioni di stampa. Anche
questo può avvenire solo con le pagine
puramente testuali, comunque WW5 è in
grado di stabilire se in una pagina esiste
della grafica e tornare automaticamente
in modo grafico se necessario. Abbiamo
provato a usare i font della stampante
Stylus 800: VWV5 riconosce tutti i 15 font
della Stylus, che vengono diligentemente
elencati nella lista per la scelta del font
(anche quelli vettoriali ESCP2) e i corpi
relativi, ma sfortunatamente usa solo due
font per rappresentarli a video. Con il dri-
ver AmigaDOS scelto automaticamente
dal programma di installazione, con quel-
lo di TurboPrint e con quello di Stu-
dio si ottengono comunque i risultati
voluti. Anche se non si possiede una
stampante PostScript, ricordiamo, è
possibile stampare il documento in
tale formato in un file e includervi, se
necessario, i font per l’eventuale
stampa presso un Service. Fra le op-
zioni di stampa, si segnala la presen-
za di un nuovo gadget per la stampa
in background. Il Merge può utilizza-
re database in formato WordWorth e
Datastore, Digita MaiIShot Plus, CSV
(SuperBase, TurboCalc e altri), DIF
oppure scegliendo manualmente il
carattere di fine campo e di fine re-
cord.
Input e output
Il salvataggio dei file può avvenire in
nuovi formati: RTF (Rich Text Format)
e Word Perfect 5.1.
Si possono inoltre caricare file anche
nei formati Final Copy e Final Writer,
RTF, WordPerfect e poi Microsoft
Word, Works, Wordstar e Write. Per
tutti questi formati viene assicurata
compatibilità a livello di testi e di stili,
Il Wizard evidenziato in primo piano
ha creato interattivamente
il template che si vede sullo sfondo.
non di immagini o font. Le nostre prove
con file Word 6 sono state però molto de-
ludenti a differenza di quelle con i file Fi-
nal Writer.
È stata infine introdotta un’opzione di sal-
vataggio automatico dopo un numero di
minuti definibili dall’utente.
ARexx
Il supporto ARexx è stato migliorato con
l'aggiunta di numerose funzioni e di un’in-
terfaccia che elenca in una lista i pro-
grammi preferiti dall’utente. Vengono inol-
tre forniti particolari programmi ARexx,
accessibili attraverso la voce di menu Wi-
zard, che da una parte fungono da tuto-
rial, dall’altra permettono di creare inte-
rattivamente documenti come pagine
WWW, lettere, ordini, mail merge. È pos-
sibile scrivere nuovi Wizard, conoscendo
ARexx, ovviamente.
Conclusioni
WW5 è un word processor capace di
soddisfare le esigenze della maggior par-
te degli utenti. Le carenze sono ormai
piuttosto limitate: manca la possibilità di
dividere il documento in capitoli, utile per
gestire manoscritti di una certa mole;
manca la gestione automatica della bi-
bliografia e dell’indice delle illustrazioni;
manca il supporto per la creazione di for-
mule matematiche; la possibilità di di-
sporre sulla pagina figure irregolari; la ca-
pacità di gestire immagini a 24 bit senza
ridurle a 256 colori, di mettere le immagi-
ni sullo sfondo del testo e di usare i da-
tatype. Il programma è abbastanza velo-
ce, molto stabile e praticamente privo di
bug: abbiamo solo riscontrato in certi ca-
si la tendenza a non seguire perfettamen-
te i contorni di un’immagine dai contorni
circolari. Il supporto per l’italiano (alle
condizioni spiegate all’inizio) ne fa un
prodotto unico nel suo genere e gli fa su-
perare d’un balzo il confronto con il suo
diretto concorrente: Final Writer IV. A
CHEDA DRODGTTO
Nome:
WordWorth 5
Produttore:
Digita
importato da:
CATMU snc, via G. Di Vittorio 22, 1 0023 Chieri (TO),
tei. /fax 011-941 5237, Internet soiotre^mbox.vol. it
Prezzo:
L. 205.000
Giudizio:
ottimo
Configurazione richiesta:
Kickstart 2.04, 3 Mb di RAM, hard disk o due floppy
Pro:
buona documentazione, indici, note a piè di pagina,
tabelle, può stampare con i font defla stampante,
carica testi in vari formati
Contro:
documentazione in inglese, limiti nella gestione
di note e indici, manca supporto per creazione
formule matematiche, non si può dividere il testo
in capitoli, non stampa a 1 6 milioni di colori
e non supporta i datatype
Configurazione della pr©¥a:
A3000, Kickstart 3. 1
FAMILY CONNECTIONS
Marco Ruocco
Genealogie su Amiga
F amily Connections, della
statunitense Legendary
Design Technologies, è un
programma database apposi-
tamente pensato per organiz-
zare, conservare e recuperare,
attraverso diversi metodi di rap-
presentazione, le informazioni
genealogiche relative a gruppi
familiari e rapporti di discenden-
za. Si tratta di un database o-
rientato a un uso specifico, che
in gergo viene definito con il ter-
mine "canned", cioè inscatolato e
pronto per essere usato senza
dover operare alcuna progetta-
zione da parte dell'utente.
A differenza di tutti i database
non relazionali, nei quali comune-
mente non possono essere defi-
niti ordinamenti o rapporti di su-
bordinazione tra le varie unità di
dati (i record) che sommati com-
pongono l'insieme gestito dal da-
tabase, Family Connections è in
grado di organizzare le varie en-
tità singole, nel nostro caso le sin-
gole persone con le relative informazioni,
in modo da costituire un vero e proprio al-
bero genealogico. Il fatto importante è
che ciò non viene solamente usato come
modo per visualizzare i dati, ma costitui-
sce la loro struttura organizzativa, utilizza-
ta sia nell'Inserimento dei dati come nelle
diverse rappresentazioni.
Confezione, manuale
e installazione
Il software è distribuito su un floppy, che
contiene il programma, un database di e-
sempio e alcune utility per effettuare sem-
plici operazioni sui file genealogici non
implementate nel programma principale:
per esempio ottenere liste abbreviate dei
componenti della famiglia o effettuare or-
dinamenti alfabetici. Il manuale è costitui-
to da circa 30 pagine scritte in inglese e
contenute in un raccoglitore ad anelli.
Vengono spiegate le varie possibilità of-
ferte dal programma in modo sufficiente-
mente chiaro, facendo uso di esempi e di
immagini. Il programma non è complesso
e la logica di funzionamento la si com-
prende davvero molto in fretta. Per alcune
parti, invece, come per la definizione dei
suffissi (come "#?") da usarsi nelle ricer-
che o la configurazione della stampante
in modo "landscape", viene suggerita co-
me lettura di riferimento il Rom Kernel Ma-
nual 2.0 di AmigaDos, che non è certo il
testo più diffuso tra gli utenti medi Amiga
- probabilmente si tratta di una manovra
di promozione culturale, infatti basta a
questo proposito il manuale dell'Amiga-
DOS. Le ultime pagine offrono esempi dei
diversi modi di stampa dei dati, anche se
non è stato fatto un grande sforzo per
presentare casi particolarmente significa-
tivi: mancano per esempio casi di gradi
multipli di discendenza.
Loglio di funzionamento
Family Connections è un database che
non usa un tradizionale approccio gerar-
chico per strutturare sottoforma di albero
genealogico i vari elementi di una fami-
glia. Come spiega il manuale, visto che
qualche volta le persone non riescono a
stringere e mantenere rapporti familiari
semplici e stabili, un tale tipo di approc-
cio avrebbe impedito di gestire matrimoni
multipli o tra parenti più o meno remoti.
Family Connections utilizza invece un da-
tabase di tipo network, che
permette cioè di collegare
persone tra loro per mezzo di
una rete {network) di relazioni,
strutturata tutta su uno stesso
livello logico e in ogni momen-
to modificabile senza dover
stravolgere tutto il resto. Que-
sto si traduce nel fatto che le
informazioni relative alle per-
sone (nome, data e luogo di
nascita, situazione coniugale,
ecc.) vengono considerate in-
dipendenti dai rapporti di pa-
rentela. Prima cioè si defini-
scono le caratteristiche di,
poniamo, cinque persone di
un nucleo familiare; in un se-
condo tempo possiamo lega-
re due di esse con una rela-
zione coniugale (decidendo
marito e moglie) e i restanti
tre con una relazione filiale
alla coppia di genitori. Nelle
informazioni legate a ciascun
figlio devono essere ripetuti i
nomi di entrambi i genitori, dal momento
che tali persone non vengono considerati
a priori figli della coppia. In questo modo,
in caso di divorzi e successivi secondi
matrimoni, i figli del primo matrimonio ri-
mangono legati logicamente ai primi ge-
nitori e noi potremo sostituire il primo le-
game coniugale con quello instauratosi
più recentemente. Ci possono quindi es-
sere figli di persone non attualmente spo-
sate. Con un database gerarchico, i figli
del primo matrimonio avrebbero cessato
di essere figli dei genitori naturali, perché
la gerarchia sarebbe cambiata senza la-
sciare più nulla di quella precedente.
Programma
L'interfaccia grafica a finestre non è parti-
colarmente sofisticata. Nella finestra (non
dimensionabile) viene rappresentata una
sola persona alla volta e, al di sotto di es-
sa, viene riportato l'elenco di tutte le per-
sone con le quali sussiste un rapporto di
parentela, specificato in dettaglio a lato.
L'aggiunta di persone nel database viene
eseguita richiamando una seconda fine-
stra, nella quale possono essere inseriti
nome, data di nascita/morte, luogo di na-
scita, nome dei genitori (determina stato
N° 80/LUGUO/ AGOSTO 1 99Ó AMIGA MAGAZINE 6 1
SOFTWARE
i Fanti y ConaetUons, £1995 E. ti, Ereene and legendary Pesign Technologies, Ine,
La finestra per modificare
i dati di una persona.
filiale), stato civile. È inoltre
possibile collegare a ogni
persona un file di testo, ca-
ratterizzato da una determi-
nata formattazione, in cui in-
cludere eventuali informa-
zioni aggiuntive. Per i matri-
moni, una seconda finestra
viene aperta per inserire il
nome degli sposi e la data
e il luogo delle nozze.
Le date e i nomi devono es-
sere inseriti esattamente nel
formato richiesto, pena l'in-
comprensione da parte del
programma. La tastiera va u-
sata praticamente per ogni o-
perazione: sia ricercare nel
database una data persona
(non è possibile scorrere tra i
record, ma occorre o il nu-
mero di identificazione o par-
te del nome ricercato), sia in-
serire nuovi dati che hanno
parti in comune con quelli
già inseriti.
Family Connections fornisce
diversi tipi di rapporti relativi
ai dati presenti nel databa-
se. L'Ahnentafel Report con-
Personl Sanfróe, Miti Carter
lift Mate: 1119 Bar 12 infeste: 1993
Uvìng: Yes Barilai statosi Siali*
Sìrtfepiace: IMwfc, lacku&ods, Bisery USI
Pres. toc.: BMaak, IHsery
fattori Satpto, Junior Stopsea
Bottoni CoVj Bartto finn
Srsttorl SatMe, -imito Stopson II
3 *m 19
»: «
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SexI Hate
II: 19
tote: 1996
ter 11
Spouse |
Ha» |Saflpl*» Mito Carter j
Sex 0|- Hat* |
Barilai stati» 0j Sito t*
frate «rf trónfi 1 1919 Bar 12
| Unito 01 Yes
Iole, liete | 1993 im 19
Hate f«
Las» 1
fiat* af feirU Jtedaftk, latlaeMs, Hisery 8SI j
Ucatiw JHMsak, Bìsery |
fattor {Sanale, Jmróto S mpson |
Nottor |(ey. Bar t ha tea
1
0* |
JÈSLl
frane j
di selezione delle informazioni messe a
disposizione (un requester numerico
con il numero di generazioni da consi-
derare non avrebbe generato grossi
problemi di implementazione).
Conclusioni
Family Connections è un programma ri-
volto esclusivamente a organizzare
informazioni di tipo genealogico. Que-
sta specializzazione, in un certo senso,
lo salva dalla concorrenza di molti data-
base PD presenti su Aminet che vanta-
II rapporto chiamato *. Pedigree ”
riporta gli antenati fino
alla terza generazione.
CHEDA PRODOTTO
Nome:
Family Connections
Produttore:
Legendary Design Technologies
Distribuito da:
Euro Digital Equipment, via Dogali 25, 26013 Crema
(CR), tei. 0373-86023, fax/bbs 0373-86966
Prezzo:
L. 99.000
Giudizio:
discreto
Configurazione richiesta:
WB 2.04 é superiore, I Mb di RAM
Pro:
modello di tipo network capace di gestire matrimoni
multipli e tra parenti, discreto manuale, disponibilità
di report e note supplementari, implementazione
formato gedcom
Contro:
interfaccia lacunosa e poco pratica,
configurabilità limitata, alcuni bug,
lingua inglese
; rwnyw q*rt bt ina? re, »em«ì uristtaa
Jìfrtf tltot Sitoit,’ toma Cbristi»
late 9f ctort creatisn JbI 4
I
2 $»?le t Jwier Sinpsso-
toritl IHJ Fel 14
PUtf iftotoak, iac toaafe, Htserv m
Barri 1979 Jm 1
Piate JtoèaÉ, Bisroy
Piate!
’ ìSS’dtlg'W
Ptace:He*mk, tottoomls, lUserv USD
Place:
Ile*:
Piate:
? Piate:
! j? 4rf !
Place:
Itedl
Piate:
I 5 Sere:
l Piace;
I Dìe4:
1 Piate:
i
3 (ey, Bartka few
I far»; 19M Bar 13
I PUte:ffo*mli, Sattowfc, Bisery OS#
I ile#;
l Piate:
tiene tutti gli antenati, da
parte di genitori, cono-
sciuti e riguardanti una
data persona. Il Pedigree
limita l'Ahnentafel a tre
generazioni passate (e usa una
rappresentazione ad albero ge-
nealogico per sottolineare i vari
rami familiari), mentre Descen-
dancy riporta figli e nipoti fino a
tre generazioni in avanti. L'intero
albero genealogico può essere
esportato in formato standard
Gedcom, leggibile da altri pro-
grammi analoghi, oppure rap-
presentato in forma testuale e
integrale.
I vari rapporti possono essere
indirizzati a schermo, verso un
file ASCII o direttamente su
stampante. Per motivi non chia-
riti la rappresentazione a scher-
mo nel nostro caso non ha fun-
zionato. La configurabilità dei
rapporti è piuttosto limitata, so-
prattutto per le deboli possibilità
$ 3 !
Bar:
Hm?:
Otti:
PUce;
?
i toro:
I Hat*:
!&1i
8
I toro
1 f!«t
1 firn
\ Diro
1 Hiet
1
1 toro
i pi *<
i Diro
I Maro
1 »
1 toro
ì Place
1 Place
I Diro
1 Place
I
II
1 «ero
1 Place
l Diro
I Place
12
I toro
1 Place
I Baro
1 Diro
I Place
1
13
I toro
1 Place
I Diro
1 Piace
14
1 toro
! Place
1 Baro
15
1 toro]d
: i<Ì3Hvl|
no maggiore cura nell'interfaccia e possi-
bilità operative più flessibili, proprio per-
ché la maggior parte di essi è inadatta a
gestire alberi genealogici. Esistono data-
base genealogici anche nel PD, ma nei
loro confronti Family Connections ha, se
non altro, un manuale stampato e il sup-
porto tecnico agli utenti, fattori che deter-
minano il costo del pacchetto.
Il programma, è in grado di gestire strut-
ture familiari anche particolarmente com-
plesse, grazie all'impiego del modello di
tipo network nonostante alcune lacune
che ne limitano l'immediatezza d'uso e la
visibilità complessiva del database, fa so-
stanzialmente quel che dice di fare . Quel
che lascia perplessi sono i bug che ab-
biamo riscontrato nell'uso del programma
e che impediscono per esempio l'output
di report su schermo nel caso si installi il
programma su hard disk. ▲
62 Amiga Magazine n° so/luguo/agosto i 990
CD-ROM
5 OUNDS
From Cyberspace
HC ounds from Cyberspace - Amiga
W Trance Collection Voi. 1" è il nome
di un CD audio pubblicato dalla La Mer-
maid Technologies. Tutte le tracce (17 in
tutto per un totale di 57 minuti) sono state
realizzate a partire da brani realizzate su
Amiga da compositori diversi, alcuni ap-
partenenti a famosi gruppi di democoder
(Kefrens, Anarchy, Spaceballs, ecc.), altri
indipendenti, celati dietro nomi in codice
(JB, D.J.Leo, ecc.).
Le composizioni appartengono tutte allo
stesso genere disco-trance-techno-osses-
sivo (batteria onnipresente, strumenti vari
sintetizzati e distorti, campionamenti vo-
cali di frasi topiche).
La selezione effettuata è stata sicuramen-
te adeguata: alcune tracce si distinguono
per una certa originalità nella composizio-
ne (non ci sono moduli con solo 4 battute
ripetute ciclicamente, nonostante il gene-
re si presti a questo genere di cose) e per
la qualità di alcune melodie portanti (spe-
cialmente Back on track di KTN degli
Extlnce e Checknobankh di Laxity dei Ke-
frens). Dal punto di vista tecnico, la regi-
Marco e Sergio Ruocco
strazione è stata effettuata riversando di-
rettamente su CD i vari moduli suonati da
Amiga senza operare alcuna modifica, se
non la fusione dei due canali stereo in un
unico canale mono (per ovviare al proble-
ma della forte separazione tra gli strumen-
ti assegnati a canali diversi).
Di conseguenza i moduli su CD sono limi-
tati nella precisione sonora dai campioni
originari a 8 bit (comunque di buona qua-
lità) e nel complesso sono leggermente
inferiori come qualità audio rispetto ai cor-
rispondenti moduli quando riprodotti con
Amiga.
Produttore: Mermaid Technologies, v.le
Campania 29, Milano, tei. 02-70128166
Giudizio: sufficiente
Pro: buona selezione di moduli musicali
Contro: qualità inferiore al normale audio
Amiga
Marco e Sergio Ruocco
l'uRRICAN
L a Factor Five, software house produttri-
ce della serie Turrican, uno dei migliori
arcade mai apparsi su Amiga, ha pubbli-
cato da tempo (ma a molti può essere
sfuggito) la raccolta delle colonne sonore
realizzate da Chris Flulsbeck, chiamata,
appunto, Turrican soundtrack".
Il CD contiene quasi 70 minuti di musica
suddivisi in 16 tracce, la maggior parte
tratte dal terzo episodio della serie, più
alcune del secondo e del primo episodio
della serie Turrican. Le varie composizio-
ni, rimaste invariate nella struttura, rap-
presentano pietre miliari della musica su
computer, e sono paragonabili per qua-
lità e complessità a quelle dei più famosi
musicisti new-age (Jarre, Oldfield, ecc.).
Tra tutte segnaliamo le grandiose The
Great Bath, Bionic Action e Freedom.
Anche dal punto di vista tecnico la qua-
lità è veramente eccellente: tutti i temi so-
no stati suonati con un expander midi,
sostituendo ai campioni a 8 bit dei moduli
originari Amiga altri a 16 bit di qualità CD,
e il conseguente aumento di pulizia e
profondità sonora è evidente e notevolis-
simo.
Oltre a Turrican" Factor 5 ha prodotto al-
tri tre CD musicali: "Shades", "To be on
top" e infine uno con la colonne sonora di
Apydia, tutti a 28 marchi tedeschi.
Questi sono gli indirizzi della Factor5
(Turrican) e dello stesso Hulsbeck:
Factor 5 - Entertainment Software, Egge-
P ochi sono gli utenti Amiga che non
hanno mai ammirato un'opera di Eric
Schwartz. Le sue animazioni sono famo-
sissime e anche molto diffuse. È molto fa-
cile trovare le sue opere tra le più famose
collezioni di file per Amiga (Aminet per e-
sempio). La scomodità, comunque, di do-
brecht, Engel & Schmidt GbR, Julìan Eg-
gebrecht, Managing Director, Wilhelm-
Mauser Str.47, 50827 Koln, Germany, Tel
+49-221-9584120, fax +49-221-9584121,
CompuServe 100111 ,621
Chris Hulsbeck, Sound Director, KAIKO
Software GmbH, Wilhelm Leuschner Platz
8, 63225 Langen, tei. +49-6103-52365/
28435, fax +49-6103-24816,
Produttore: Factor 5
Giudizio: ottimo
Pro: musica di grande qualità, esecuzio-
ne superiore a quella originale
Contro: nulla di rilevante
ver cercare tra vari CD e decomprimere
grossi archivi per poter visionare un'ani-
mazione è un'ostacolo che ha impedito a
molti di vedere molte delle più belle opere
di Eric Schwartz.
La cura con cui è stato preparato questo
CD appare evidente anche all'utente me-
Carlo Santagostino
Éric Schwartz
Production CD
Archive
N° 80/LUGUO/AGOSTO 1996 AMIGA MAGAZINE 63
CD-ROM
no attento, già prima di inserire il CD
nel lettore si può ammirare la stu-
penda serigrafia, una delle migliori
che abbiamo mai visto.
L'organizzazione dei file sul CD è ot-
tima, è possibile visionare tutte le o-
pere, immagini o animazioni, diretta-
Schwartz, più una raccolta di pro-
grammi per visualizzare ed elaborare
animazioni e immagini, per Amiga o
per altre piattaforme (MS-DOS, Win-
dows, AtariST, Unix, ecc.) e, infine,
una selezione di immagini e anima-
zioni dì Eric Schwartz precedentemente ri-
lasciate, tre nuove lunghe animazioni
create appositamente, molte animazioni
precedentemente non rilasciate, dozzine
di immagini inedite, alcuni oggetti tridi-
mensionali in formato Imagine, Lightwave
e Sculpt, una raccolta di Icone e sfondi
per il Workbench, sempre di Eric
mente da Workbench ed è, inoltre,
possibile modificare i tool di default
grazie a uno script di installazione
che prevede anche la lingua italia-
na. In alcuni casi si possono presentare
dei problemi nel visualizzare animazioni
particolarmente vecchie, quelle realiz-
zate con Movie Setter, per esempio. È
necessario, quindi, utilizzare le prefe-
renze per il Workbench presenti sul CD,
nelle tre versioni per 2.0, 2.1 e 3.0/3. 1,
già pronte all'uso con un semplice click
sull'icona.
Per ogni animazione è presente un do-
cumento che ne spiega brevemente le ca-
ratteristiche salienti, la storia e gli eventua-
li problemi che si possono avere nell'ese-
cuzione (per esempio può capitare che,
se si utilizzano Amiga AGA, si debba sele-
zionare al boot la modalità ECS).
Il contenuto è quanto di meglio si possa
desiderare. Il CD raccoglie tutte le anima-
zioni di altri artisti, forse unico neo del
CD, data la scarsa qualità delle me-
desime (è facile comunque sfigurare
a confronto della bravura di
Schwartz). Inoltre tutte le opere sono
presenti anche in forma compressa,
per un eventuale utilizzo del CD Onli-
ne in una BBS.
Un prodotto imperdibile per i collezioni-
sti e gli ammiratori delle opere di Eric
Schwartz e molto interessante anche
per gli appassionati dell'animazione al
computer, che possono trarre sicura-
mente spunti e tecniche interessantissi-
me nell'esaminare le opere di un anima-
tore così esperto.
Produttore: Amiga Library Services
Prezzo: L. 50.000 circa
Giudizio: ottimo
Pro: animazioni direttamente eseguibili
da CDROM e comodità nell'avere tutte le
opere raccolte su di un unico CD
Contro: deludente la raccolta di opere di
altri autori
World - Info 95
S u CD-ROM non esistono solo raccolte
di materiale PD, ma anche opere di
consultazione interattive. World-lnfo '95, il
più recente CD dell'editore tedesco
Shatztruhe, è appunto un atlante enciclo-
pedico che segue la celebre e apprezza-
ta impostazione del vecchio World Vista
Atlas per CDTV (oggi disponibile solo nel-
la raccolta Ten on Ten di Almathera, re-
censita sul numero 71). I 612 Mb di dati
del contenuto sono equamente divisi tra
la versione in lingua inglese e quella par-
zialmente in tedesco; il CD è stato maste-
rizzato il 13 maggio dell'anno scorso con
il programma PD mkisofs di Fred Fish e
quindi è leggìbile su qualsiasi sistema o-
perativo, incluso Linux.
Grazie al formato HTML (quello di WWW),
il CD si consulta con qualsiasi browser In-
ternet (non incluso sul CD), che è un col-
laudato sistema di navigazione iperme-
diale.
Paolo Canali
Attraverso pratici menu tematici si posso-
no raggiungere rapidamente informazioni
e dati su ogni nazione della Terra, assem-
blate partendo da fonti di pubblico domi-
nio (e quindi senza problemi di copyright
per le riproduzioni).
Le informazioni statistiche, geografiche,
sociali e politiche provengono da un cele-
bre file di testo PD reperibile su Internet;
quelle sui diritti umani da un interessante
rapporto di un'organizzazione indipen-
dente. Le tantissime fotografie sembrano
invece provenire da album delle vacanze:
la qualità è dignitosa, ma mancano ap-
profondimenti sul soggetto dello scatto (li-
quidato in un paio di righe) e nulla è di-
sponibile per i paesi meno celebri, come
molti di quelli africani. Le cartine geografi-
64 Amiga Magazine n° so/luguo/agosto i 990
CD-ROM
che sono ben fatte, ma come in tutte
le raccolte di questo tipo, la loro sca-
la è troppo alta per fare ricerche ap-
profondite. Gli inni nazionali sono di-
sponibili solo per poche nazioni.
Anche in virtù del prezzo contenuto,
Word-Info '95 è senz'altro un prodot-
to degno di attenzione, soprattutto
per chi deve fare ricerche non molto
approfondite o ha solo pochi minuti
di tempo per trovare qualche dato,
immagine e cartina per allestire pre-
sentazioni. Purtroppo il CD eredita
dal predecessore World Vista le due
pecche più grandi: non è in italiano e
non approfondisce a sufficienza gli a-
spetti culturali, storici e sociali. Per ora,
le alternative su carta stampata sono
ancora preferibili.
Produttore: Shatztruhe
Prezzo: L. 32.000
Giudizio: discreto
Pro: formato standard
Contro: non in Italiano, approfondi-
mento scarso, immagini non eccezionali
Euroscene 2
A ppena strappato dalle mani
del distributore l'attesissimo
seguito del best-seller di Almathe-
ra, ci siamo precipitati sul più vici-
no lettore di CD-ROM per verifica-
re se fosse all'altezza delle aspet-
tative: abbiamo trovato una rassi-
curante conferma.
Per chi ha la passione di racco-
gliere, collezionare e ammirare le
coloratissime dimostrazioni grafi-
co-sonore dei gruppi che formano
la "scena" Amiga non c'è bisogno
di spendere altre parole su Euro-
scene 2: se già non era in cima
alla lista dei CD da comprare, po-
tete tranquillamente aggiungerlo
ora.
A beneficio di chi non segue assidua-
mente questa forma di divertimento pas-
sivo, precisiamo che Euroscene 2 porta
la data del 2 novembre 1995 e contiene
652 Mb di file esclusivamente in formato
compresso con DMS, ZOOM o LHA, al
90% previsti per funzionare con Al 200.
Una buona parte funziona anche su
A4000 e CD32 espanso con SX-1, SX 32
o schede simili, mentre sui sistemi senza
chipset AGA, resta utilizzabile la sola se-
zione dei moduli sonori e qualche music-
demo.
Come al solito la maggioranza dei demo
è di tipo autoboot (devono essere de-
compressi e poi fatti partire da dischetto),
ma quelli installabili su hard disk comin-
ciano a non essere più una rarità. La di-
rectory Special contiene un campionario
di 28 tra megademo, musicdemo e disk-
mag lanciabili direttamente da CD.
Le altre directory contengono i moduli
classificati per autore (i gruppi rappre-
sentati sono 224), i demo (312 gruppi), i
diskmag (15 raccolte), le immagini stati-
che (132 autori), il materiale presentato
alle competition per Amiga dei principali
Party (9, tenuti tra il 1994 e il 1995). La
sovrapposizione con Euroscene 1 (recen-
sito sul numero 66) è modesta, mentre
con Aminet è più accentua-
ta, ma ancora accettabile.
Sono forniti i principali pro-
grammi per la gestione dei
file compressi, dei moduli
sonori e delle immagini; la
raccolta è completata da u-
na utilissima lista in formato
ASCII di tutto il materiale e
da una guida ipertestuale
al contenuto in formato A-
migaguide.
La qualità della raccolta è
visibilmente migliorata ri-
spetto al primo Euroscene,
ma restano alcuni fastidiosi
difetti. Il più evidente è che
Paolo Canali
i nomi dei file sono stati mutilati secondo
le convenzioni MS-DOS: come dimostra-
no altri CD-ROM (fra cui World-lnfo), ciò
non è affatto indispensabile per garantire
la leggibilità su qualsiasi compu-
ter.
La decisione di comprimere tutto
privilegia chi ha accesso a un let-
tore CD solo su una macchina
MS-DOS e i gestori di BBS, ma u-
na sistemazione in forma decom-
pressa su CD doppio sarebbe
stata più interessante per i pos-
sessori di A1200 privi di scheda
acceleratrice. Per concludere, il
file System ISO9660 ha piccole
incongruenze che causano errori
di lettura con alcuni file System
(nel nostro caso AsimCDFS) e
qualche file corrotto: ma niente di
grave.
Editore: Almathera
Prezzo: L. 28.500
Giudizio: ottimo
Pro: materiale abbondantissimo e ben
catalogato
Contro: tutto compresso; nomi dei file
abbreviati; difetti di lettura
N° 80/LUGUO/ AGOSTO 1 996 AMIGA MAGATINE 6 5
CD-ROM
WorkbenchAdd-on Volume
Paolo Canali
L a tedesca Schatztruhe ci ha abituato a
produzioni di buona qualità e questa
raccolta di materiale PD, datata 12 luglio
1995, non fa eccezione. Il contenuto pro-
viene, come al solito, dal circuito pubbli-
co dominio e Shareware, ma rispetto ad
n i. 9 a Horkbench 487, 336 nenoria grafica 1,615.248 altra nenor i a
| Workbench„ftM>,OH VcL 1 pieno ai tlB P
"W' sonno'
MGDULES
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iDCT MSKUTIL SYSTEM ‘ MISC
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UESNICH. GUISE (LKK'lFflRST
NEHKONStìHII
ui
REflDKE.fiUlDE
Workbt(tchJDO_ON Voi,
altre raccolte simili è stata fatta un'opera
di selezione e classificazione del
materiale che privilegia la qualità
piuttosto che la quantità. Altro valo-
re aggiunto di questo CD è il libretto
di 24 pagine con i coupon che per-
mettono la registrazione a prezzo ri-
dotto ai software Shareware più utili e
famosi: mediamente, il risparmio è di 10
marchi per titolo.
La maggior parte del software è in ingle-
se, ma per alcuni programmi è disponibi-
le la localizzazione in italiano e tedesco;
ovviamente quasi tutto esige almeno la
versione 2.04 del sistema operativo.
Il materiale non è comunque poco: 130
Mb di archivi compressi, replicati in forma
preinstallata e pronta all'uso sui restanti
530 Mb di capacità del supporto. Gli ar-
gomenti sono adatti a tutte le esigenze:
programmi di comunicazione e connetti-
immn eoMuriì-f
BLIZZARD 1230 IV £. 420.000
RAM GVP 1 e 4 MByte telefonare
RAM per acceleratore eia 1ó MB £. 295.000
Acceleratore MTEC 42 MHz 030+882 £. 380.000
Acceleratore MTEC 28 MHz 030+882 £. 250.000
KIT PCMCIA CD ROM Al 200 completo
di CAM. c SOFTWARE £. 260.000
AMIG A
e PC
vità In-
ternet, strumenti di
sviluppo software, utilità per
gestione dei dischi, giochi, grafica, u-
tilità per la gestione del sistema e dei te-
sti.
Come bonus, Schatztruhe fornisce due
pacchetti commerciali della sua linea a
basso costo (scarsamente utili in Italia) e
un nutrito assaggio del CD "Da capo"
(moduli, campioni sonori e programmi
musicali anche MIDI).
Infine, la splendida installazione dell'emu-
latore Macintosh ShapeShifter in versione
Shareware comprende anche una parti-
zione Macintosh su file da 50 Mb, per ini-
ziare subito a lavorare nell'ambiente Ap-
ple (dove sarebbe meglio avere almeno
un Al 200 con 4 Mb di Fast RAM).
Completano il tutto una guida al contenu-
to in formato AmigaGuide con descrizio-
ne dei programmi e uno script di asse-
gnamenti; sono supportati gli ambienti
MUI e MagicWB.
WB Add-on volume 1 contiene molto di
ciò che serve a chi vuol fare uso non ludi-
co del suo Amiga, ma senza complicarsi
troppo la vita con installazioni non sem-
pre intuitive. Ricorda da vicino alcuni CD
di Fred Fish, ma è più internazionale, me-
no ricco e meno dedicato a settori speci-
fici.
SCSI per Acceleratore MTEC
CD-ROM RENO portatile SCSI
Acceleratori OóO per Al 200/A3/A4000
CD-ROM dì ogni genere
£, 190.000
£. 365.000
telefonare
da £. 25.000
Pronto magazzino Coprocesson, PHASE 5, M-tea GVP
Removibili SYQUEST IOMEGA ZIP Masterizzatoti eco.
Tel. e Fax 0442/411447 Ce!. 0336 / 754878
Produttore: Schatztruhe
Prezzo: L.50.000 circa
Giudizio: molto buono
Pro: buona scelta e organizzazione del
contenuto; offerte speciali per la registra-
zione Shareware.
Contro: software un po' datato
I CD-ROM sono disponibili presso vari im-
portatori come CATMU e DB-Line. A
FOGLI ELETTRONICI
Romano Tenca
interessi e quella che corrisponde al
capitale, nonché il debito residuo.
Prepariamoci quindi a creare una ta-
bella che contiene quattro colonne.
Nella prima colonna inseriremo un
numero che indica la rata: in AIO
porremo 0 e in All la formula
=A10+1 .
■■■■■Hi
■■K&L
■EEBU&L9u< J
MBUUIALiJ
— 1| i| |
^ ULIU
^ j
— 1 II II il
il
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^ u
hihu
■MHE]
bhhihlj
BHHMHHMflELJ
WtU
|
— — w
——E)
1^— —1
U no dei prodotti finanziari più usati
dagli italiani è il mutuo. Utilizzato
spesso per comprare la casa, a
fronte di una garanzia ipotecaria, è anche
una delle forme di prestito più complessa
da calcolare. La forma utilizzata è spesso
quella del mutuo scalare a tasso variabi-
le, in cui il tasso di interesse varia anno
per anno in funzione dell’inflazione. Il fo-
glio che presenteremo calcola le rate di
un mutuo scalare a tasso fìsso, non sarà
particolarmente difficile, una volta in pos-
sesso delle formule adeguate, inserire la
variazione del tasso.
La caratteristica più importante di un mu-
tuo scalare sta nel fatto che la rata è co-
stante nel tempo: ogni rata comprende
sia una quota interessi, sia una quota ca-
pitale, che man mano estingue l’ammon-
tare complessivo del debito (capitale o
debito residuo). La rata fissa comprende
quindi due quote che variano anno per
anno. La quota di interessi va calcolata e-
sattamente sul debito residuo, mentre la
quota capitale è costituita dalla differenza
fra gli interessi e l’ammontare della rata. Il
cuore del foglio è dunque la formula che
permette di calcolare la rata annuale. Tur-
boCalc non possiede una funzione appo-
sita, a differenza di quanto avviene in Fi-
nalCalc, che contiene una funzione che
permette di calcolare la rata annuale in
base aH’ammontare del capitale, il nume-
ro di rate (ovvero periodi, di solito anni) e
l’interesse per periodo.
Prima di arrivare alla formula, stabiliamo
le celle che useremo per le nostre variabi-
li. La prima (B3) è destinata a contenere il
capitale che chiederemo in prestito, la se-
conda (B4) è l'interesse del periodo (l’an-
no, per esempio), la terza (B5) è il nume-
ro di periodi e quindi rate con cui si dovrà
ripianare il debito. Ovviamente è possibile
usare i semestri invece dell’anno, aggiu-
stando di conseguenza l’interesse (che
dovrà essere semestrale) e il numero di
rate (di semestri).
La formula che calcola la rata da mettere
in B7 è la seguente:
=B3*B4* ( 1+B4 ) A B5/ < ( 1+B4 ) A B5-1 )
Una volta trovata la rata, sarà semplice
calcolarne la quota che corrisponde agli
La quarta colonna (D) la destiniamo
al debito residuo: nella prima riga (DIO)
inseriremo la formula =$B$3; infatti, all’ini-
zio, il debito residuo è il capitale preso in
prestito. L’anno successivo (DII), il debi-
to residuo si calcola sottraendo al debito
residuo dell’anno precedente (DIO) la
quota capitale della rata corrente (C11).
Nella riga successiva (DII), quindi, met-
tiamo la formula:
=IF(D10-C11<0;0;D10-C11 )
La funzione IF() significa: “se il primo pa-
rametro è soddisfatto, restituisci il secon-
do parametro, altrimenti il terzo”. Qui la u-
siamo per azzerare il conto: può darsi in-
fatti che le varie operazioni di sottrazione
conducano a un risultato leggermente di-
verso da 0 (dì qualche decimale sola-
mente): a questo modo ci assicuriamo di
raggiungere realmente lo 0.
La seconda (B) colonna conterrà la quota
interessi, cioè la parte della rata che ri-
guarda gli interessi sul debito: la si calco-
la semplicemente moltiplicando gli inte-
ressi (B4) per il debito residuo; cosi in
B11 inseriremo:
=D10*$B$4
La terza colonna (C1 1 ) serve a mostrare
la quota capitale, ovvero la parte della ra-
ta che serve a restituire il prestito effettua-
to. Per ottenerla basta sottrarre la quota
interessi alla rata: ($B$7-B11). Siccome
noi vogliamo costruire una tabella che
possa contenere mutui di qualsiasi durata
(5, 10, 20 rate) dobbiamo premunirci con-
tro l’azzeramento del debito, introducen-
do un controllo mediante la funzione IF()
sul debito residuo:
=IF(D10>0; $B$7-B11; 0 )
Che significa: “se DIO (debito residuo) è
maggiore di 0, calcola la differenza, altri-
menti restituisci 0”.
A questo punto abbiamo finito la nostra ri-
ga 11 e possiamo quindi selezionarla tut-
ta (Al 1 :D1 1 ), estenderla con il mouse (o
con la combinazione Shift+freccia curso-
re) fino a D30 (o più in basso ancora) e
poi premere la combinazione di tasti Ami-
ga+H per creare 20 righe simili a questa.
Nell’ultima riga potremo inserire dei totali.
In B31 potremo calcolare la quantità com-
plessiva degli interessi pagati:
=SOMMA(B11:B30)
e poi estendere tale formula anche nella
colonna di destra (selezione delle due
celle e poi Amiga+K), per calcolare il de-
bito pagato (che dovrà essere pari al de-
bito iniziale). Nella colonna D potremo in-
serire la somma di B31 e C31 che indica
il costo totale del mutuo (di solito la cifra
fa veramente impressione...).
Ora possiamo mettere a punto il formato
dei dati (per le cifre si dovrà scegliere il
formato numerico 0,000), i bordi, i colori, i
font, la larghezza delle colonne e così via.
Una volta salvato il foglio (Amiga+S), mo-
dificando il capitale, il numero di rate e la
percentuale di interessi, si potrà vedere,
in tempo reale, il piano dei pagamenti. Se
il mutuo fosse a pagamento semestrale,
basta usare come numero di rate quello
dei semestri e dimezzare l’interesse an-
nuale.
Si potrebbe migliorare il foglio usando le
date invece dei numeri per esprimere i
periodi, indicando nel contempo la loro
durata in mesi e calcolare il costo mensile
del mutuo (rata/numero di mesi). Si po-
trebbe anche tenere conto delle spese
fisse aggiunte dagli operatori bancari.
Per calcolare un mutuo a tasso variabile,
si dovrà prevedere un campo per il tasso
di ogni periodo e calcolare la rata basan-
dosi sul capitale residuo e sul numero di
rate che rimangono alla scadenza. ▲
N° 80/LUGUO/ AGOSTO 1 996 AMIGA MAGAZINE 67
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dell’anno un A1200 in sostituzione del
precedente A600 e teme che faccia parte
del primo lotto prodotto da Amiga Tech-
nologies con floppy drive difettoso nel cir-
cuito di segnalazione del cambio di di-
schetto, che causa l’interruzione dei
“trackloader” di molti giochi. Secondo
Luisa l’ipotesi sembra verificata dal man-
cato caricamento della maggior parte dei
giochi anche AGA; tuttavia il laboratorio in
cui ha portato I A1 200 per la sostituzione
del drive con uno di vecchio tipo (come
da noi suggerito sul numero 76) non ha
ottenuto risultati positivi neanche effet-
tuando ulteriori sostituzioni.
È stato confermato che il problema al
floppy drive dei primi A1200 di Amiga Te-
chnologies dipende dalla mancata gene-
razione del segnale / RDY (filo numero 34
del cavo piatto) da parte della loro sche-
da di controllo. Questo segnale generato
dal floppy indica all’Amiga che il motore
ha raggiunto la velocità di regime e passa
al livello logico zero qualche millisecondo
dopo che il programma di controllo del
floppy fa partire il motore portando /MTRO
e /SELO al livello logico zero. Non viene u-
sato dalla trackdisk. device, ma è docu-
mentato sull’Hardware Manual e quindi
perfettamente legale. I programmi che
malfunzionano per questo motivo (es: X-
copy) possono facilmente essere corretti
con una patch, sostituendo alle istruzioni
per l’attesa di /RDY basso (bit 5 della por-
ta A del CIA A) un loop di circa mezzo se-
condo.
Una soluzione rapida al problema, suffi-
ciente a sbloccare la maggioranza dei
giochi, consiste nel saldare un diodo tipo
1N4148 tra i piedini 34 e 16 dei pettine
del floppy interno con la fascia nera (o
quella gialla più larga) rivolta verso il pie-
dino 16. Per non rovinare i contatti del
connettore, consigliamo di estrarre la
motherboard dall’Amiga e saldare il diodo
sulla faccia inferiore. La numerazione dei
piedini del pettine è fatta in modo che tutti
i contatti pari sono su una fila, mentre tutti
i dispari sono collegati a massa e forma-
no l’altra fila.
Una soluzione più completa è stata pro-
posta su Aminet da Christian Sauer; non
è lo schema più semplice possibile, ma
ha i pregi di essere stato sperimentato
con successo da moltissimi amighisti e di
utilizzare componenti reperibili ovunque.
L’uscita della porta NÓR contenuta nel
chip SN74LS02 passa allo stato logico al-
to solo quando entrambi gli ingressi, pre-
levati dal pettine del floppy interno (pin 16
e pin 10), si trovano allo stato basso. Il
condensatore e la resistenza rallentano la
propagazione di questo cambiamento di
stato verso la porta contenuta nel chip
CD4093, che è usata per squadrare il se-
gnale, invertire lo stato logico e adattare i
livelli di tensione a quelli CMOS richiesti
da Amiga. Il diodo serve per scaricare
immediatamente il condensatore appena
/MTRO o /SELO ritornano allo stato alto,
mentre la resistenza variabile andrà rego-
lata in modo da ottenere il minimo tempo
di caricamento del gioco che non provo-
ca errori o blocchi di sistema. Nello sche-
ma elettrico Christian Sauer ha dimentica-
to i collegamenti di alimentazione dei due
chip: i piedini 7 sono la massa, mentre la
tensione di +5 V va applicata ai piedini
14; gli altri piedini si possono lasciare non
collegati.
L’uscita /RDY andrà collegata al pin 34
del pettine interno o al pin 1 del connetto-
re floppy esterno.
Se in futuro il floppy drive dovesse essere
sostituito con un modello ad alta densità,
il circuito dev’essere rimosso perché ini-
Controller SCSI GVP e Guru -ROM
Sergio Ruocco
Alberto Coruzzi possiede un A4000/030 con un
controller SCSI GVP IMPACT A2000-2B, fonte di
incompatibilita con la scheda Picasso (durante il
boot l'uscita video della scheda viene "disabilita-
ta") e di problemi nel partizionamento/formatta-
zione degli hard disk e con dispositivi esterni co-
me i SyQuest.
Chiede: 1) perché Commodore non ha messo
un'interfaccia SCSI sugli A4000; 2) se per miglio-
rare la situazione sia possibile installare le Guru-
ROM; 3) se convenga installare un nuovo chip
SCSI (è installato un WD33C93); 4) se convenga
piuttosto sostituire il controller con uno piu mo-
derno, come Oktagon o RapidFire.
1) Riguardo alla scelta dell'IDE, all'uscita
del!'A4000, Dave Haynie affermò ufficiosamente
"Secondo loro [i dirigenti Commodore] la SCSI
costava troppo; in effetti una SCSI decente sareb-
be costata alcuni dollari, mentre la circuiteria per
l'IDE era quasi gratis". Una lussuosa SCSI-II Fast
DMA era prevista solo per il successivo
A4000Tower, poi prodotto in serie solo da Amiga
Technologies.
2) Le Guru-ROM di Ralph Babel sono dedicate so-
lo ai controller GVP SERIES II e loro derivazioni,
come le FaastROM per acceleratrici Combo e G-
FORCE e non sono utilizzabili con i vecchi Impact
(alias GVP Series I). I Series I furono forse i primi
controller di GVP, progettati ancor prima che
Commodore definisse e pubblicasse alcuni stan-
dard chiave ($CSI_Direct, RDB, ecc.) per l'intera-
zione tra software come HDToolBox e RDPrep
con i controller, gli hard disk e le periferiche SCSI,
removibili compresi e, come altri controller poco
compatibili, in questi casi creano non pochi pro-
blemi.
3) Come spiegato più volte da Paolo Canali, sosti-
tuire il chip con una versione più recente può au-
mentare la compatibilita con cablaggi imperfetti,
periferiche poco ortodosse, o risvegliare quelle
"catatoniche".
4) Come ipotizza lo stesso lettore, il Series I è pro-
prio un "reperto della preistoria" e come ogni re-
siduato informatico, i rattoppi necessari per farlo
"funzionare" su e con sistemi più moderni sono, a
meno di considerarli un piacevole passatempo,
solo una perdita di tempo e, soprattutto, una fon-
te inesauribile di grattacapi e fastidiosi inconve-
nienti.
I "recuperi impossibili" sono antieconomici quan-
do per poche lire, e molto meno tempo, si posso-
no acquistare accessori (magari usati) più potenti,
più veloci e soprattutto più moderni e compatibi-
li, come sono appunto quelli citati da Alberto.
70 Amiga Magazine n° 80/luglio/agostoi996
IL TECNICO RISPONDE
DI
DI = 1N4148
PI : 25 KOhn
CI : 22 mF/ 16 V
Gl : 74LS02
G2 : 4093
_MTR0 is Fin 16 of thè internai floppyconnector
_SEL0 is Pin 10 of thè internai floppyconnector
_RDY is Pin 1 of thè external floppyconnector'
GND is Pin 1 of thè inernal floppyconnector
V r , r , is Pin 12 of thè external floppyconnector
Il circuito per risolvere i problemi di compatibilità dei primi Al 200 prodotti da AT.
birebbe la trasmissione del drive ID al
boot.
Se i giochi si bloccano durante il carica-
mento non è necessariamente colpa del
floppy drive difettoso; purtroppo la de-
scrizione poco accurata non permette u-
na conferma sicura della diagnosi fatta
da Luisa, che comunque può essere fa-
cilmente verificata eseguendo l'utility
“A1200FDtest" contenuta nel file
A1200fdfix.lha di Aminet.
È noto che la maggioranza dei giochi
non-AGA di qualche anno fa non funzio-
na su Al 200, soprattutto per precise
scelte dei programmatori e delle case e-
ditrici del software, che generalmente mi-
ravano a ridurre il tempo destinato alle
prove di compatibilità e a creare le pre-
messe per una futura massiccia campa-
gna di rinnovamento del parco software,
trainata dal nuovo hardware.
Molti di questi giochi però possono esse-
re recuperati, sia grazie alle patch realiz-
zate da gruppi di "coders", sia con pro-
grammi come Degrader e il caricatore di
Kickstart 1.3 (reperibili su Aminet e nel
“mercato sommerso’ 1 ); a volte può basta-
re la rimozione dell’intro inserita dallo
sprotettore. Anche i giochi AGA possono
dare problemi, soprattutto quando sono
stati procurati per vie traverse o illegali,
senza controlli di qualità, e non con un re-
golare acquisto.
Altre volte il malfunzionamento del gioco
dipende dalla presenza di una scheda
acceleratrice, che altera il funzionamento
dell’A1200 base principalmente in tre mo-
di:
1) l’accesso “asincrono” alla Chip RAM,
tipico delle schede ad alte prestazioni, in-
troduce ritardi e irregolarità nel refresh
grafico.
2) la presenza di Fast RAM (anche auto-
configurante) al di fuori della zona auto-
config Zorro II richiede la corretta gestio-
ne del byte più significativo dei registri in-
dirizzi della CPU, che non tutti i giochi
possono garantire. Spesso infatti i “co-
der” non prestano attenzione a questo
dettaglio o usano il byte extra per ottimiz-
Per finire, ricordiamo che è possibile collegare il SyQuest a catene SCSI fa-
centi capo a due computer diversi, come chiede Alberto, purché ID, jumper
e terminatori siano impostati correttamente e i file System dei due computer
non agiscano sulla stessa partizione nella stessa sessione di lavoro. L'argo-
mento è stato trattato con dovizia di particolari sul numero 58.
Antonino Tripodi ha acquistato le nuove Guru-ROM per il suo GVP IMPACT
A500-HD8+ Series II; anche se il manuale (in versione tedesca nella confezio-
ne) non menziona questo modello, ha tentato comunque l'installazione, ma
con scarso successo. Non solo l'ingombro delle ROM impedisce l'installazio-
ne corretta dell'hard disk, un Quantum 730S che è stato sistemato in "modo
precario", ma all'accensione Amiga 500 mostra schermo nero e led hard disk
acceso fisso; inserendo il floppy del Workbench e resettando lo schermo, arri-
va al grigio, ma si blocca sempre con il led dell'hard disk acceso. Il boot av-
viene solo da floppy accendendo l'Amiga con il Workbench ne! drive e, in o-
gni caso, l'hard disk risulta gestito dai gvpscsi.device: indicando il device del-
le Guru-ROM "omniscsi.device" nei tooltype di ExpertPrep e HDToolBox,
l'hard disk non viene visto de! tutto. Infine, un CD-ROM SCSI Sony 75S colle-
gato esternamente blocca il bus SCSI se non si tolgono i terminatori
dall'hard disk interno, e/o si installa un terminatore passivo sul CD-ROM: il
Signor Tripodi si chiede quale sia l'impostazione corretta e se si possa lasciare
spenta una periferica SCSi esterna.
Secondo le specifiche SCSI, vanno terminate esclusivamente le due unità agli
estremi del bus SCSI , quindi quando il CD-ROM è scollegato, l'hard disk inter-
no va terminato e, quando il CD-ROM è collegato, si devono levare i termi-
natori dall'hard disk e installarli sul CD-ROM.
Per esperienza personale i GVP Series II, a differenza degli A2091 e A590, se
la catena è corta, sono piu tolleranti sulle terminazioni scorrette e si dovreb-
bero poter usare entrambe le periferiche prive di terminatori senza causare
danni. A meno che non rallenti o blocchi il boot, fattore questo di solito ri-
mediabile con HDToolBox o programmi analoghi, una periferica esterna può
rimanere spenta. Per quanto riguarda il manuale delle Guru-ROM, l'edizione
inglese allegata al pacchetto non solo è disponibile sin dal luglio del 1995,
ma comprende anche le specifiche per il controller IMPACT A500-HD8+ di
GVP posseduto dal signor Tripodi, che viene associato ai modelli GVP Series
Il HC+8 per A2/3/4000, elencati anche nella versione tedesca. Se il rivendito-
re italiano non fosse d'aiuto, è bene contattare direttamente il produttore te-
desco chiedendo, dietro eventuale restituzione dell'originale tedesco, l'invio
di quello in inglese. Ribadiamo che il manuale delle Guru-ROM è una lettura
indispensabile per lo sfruttamento corretto del prodotto.
Può capitare che i segnali su alcune schede Series II a due strati (riconoscibili
dalle piste del lato opposto chiaramente visibili controluce) siano troppo "ru-
morosi", soprattutto in presenza di RAM installata. I sintomi si manifestano al
boot, con blocchi o requester di sistema "Unexpected Selection"; il tipo di
scheda che potrebbe essere affetta da questo difetto è siglata "Part no.
50001 4 Rev.1 " e "A2000-HC+8 SERIES II REV I".
Anche se il manuale cita schede per A2000, dagli indizi raccolti questo po-
trebbe essere proprio il Suo caso: il consiglio fornito è quello di impostare il
jumper J2 sulle posizioni 1 -2 e chiudere J1 1, ma, se con ]2 impostato su 2-3 e
con la vecchia ROM GVP andava tutto bene e i problemi sono emersi con le
Guru-ROM, allora si chiuda ]1 1 e si lasci J2 a 2-3. J1 1 non è presente su tutte
le schede.
Infine, l'hard disk Quantum 730S pare non sia il meglio in fatto di conformità
allo standard SCSI e potrebbe anche essere questa la fonte di tutti i proble-
mi; provi a collegare un altro hard disk con le Guru-ROM installate.
Nel dubbio, è nostra opinione che, con il crollo dei prezzi dell'hardware,
convenga di gran lunga comprare un nuovo hard disk (oggi se ne costruisco-
no di spessore ridotto e, quindi, in grado di convivere con le Guru-ROM) e
relegare l'unità sospetta a compiti non critici, o abbinarla a un altro control-
ler. Per quanto riguarda il device SCSI, sul nostro sistema (un A40G0 con
GVP SCSI SERIES II), anche con le Guru-ROM installate, i diagnostici elencano
un task "gvpscsi.device" e non l'"omniscsi.device". D'altra parte le utility co-
me SCSIMounter e i programmi di backup trovano e pilotano i device SCSI
solo attraverso il driver "omniscsi.device" e la catena del "gvpscsi.device" è
sempre vuota.
N° 80/LUGLIO/AGOSTO 1996 AMIGA MAGAZINE 71
IL TECNICO RISPONDE
zazioni particolari. Un problema simile è
posto da quei programmi che insistono a
esigere un banco di RAM locato a
OxOCOOOOOO, tipico di A500, ma normal-
mente non supportato dalle espansioni di
Fast RAM per Al 200.
3) Le cache e le istruzioni privilegiate dei
processori più evoluti sono diverse da
quelle del 68020. Un programma automo-
dificante o che lavora in modo superviso-
re ha buone possibilità di malfunzionare.
Oltre a questi meccanismi principali, le
schede acceleratrici influiscono sul com-
portamento del codice in altri modi più
sottili, ma che difficilmente hanno impor-
tanza per la compatibilità con i giochi (es:
il funzionamento dell’istruzione test_and_
set e la gestione degli accessi a indirizzi
inesistenti).
Stheda SCSI Nexus
Matteo Pedani vorrebbe collegare un
lettore CD Toshiba o Apple al suo control-
ler SCSI Nexus, attualmente usato per pi-
lotare l’hard disk. La presenza sul bus
della nuova periferica è correttamente ri-
levata dai programmi diagnostici, ma il fi-
lesystem ISO9660 non si installa e i CD-
ROM restano illeggibili, mentre il grab di-
gitale delle tracce audio malfunziona.
Purtroppo questo comportamento è nor-
male, in quanto la nexus. device contenu-
ta nella ROM del controller non supporta i
CD-ROM e la maggior parte dei supporti
magneto-ottici (ma può essere usata per
pilotare gli streamer). Advanced Storage
System ha chiuso i battenti anni fa e,
quindi, non è possibile ottenere un ag-
giornamento del firmware.
Matteo potrebbe provare a utilizzare il file-
system AmiCDROM (prelevabile su Ami-
net) con le opzioni di compatibilità abilita-
te, come spiegato nella sua documenta-
zione. Tuttavia, con la versione di Nexus-
SCSI. device a nostra disposizione non
siamo comunque riusciti a far funzionare
alcun CD-ROM.
Masterizzazione CD-ROM
Ormai in quasi tutte le città c’è almeno un
negozio di computer in grado di trasferire
su un CD-ROM “gold" il contenuto
dell’hard disk a prezzi convenienti (50-
100.000 lire), ma Silvano Vicol ci fa no-
tare che difficilmente si può ottenere il ri-
versamento quando i dati risiedono su- un
hard disk IDE formattato con partizioni A-
miga: la risposta più comune dei Service
è che il trasferimento è impossibile per
“motivi tecnici".
In realtà programmi per creare CD Gold
che funzionano su Amiga esistono da an-
ni; sul numero 72 abbiamo anche recensì-
RIPARATORI AMIGA
Per aggiornare la li-
sta contiamo sulle se-
gnalazioni dei lettori:
sono preferite comu-
nicazioni dirette da
parte del centro assi-
stenza (anche via fax allo 02-66034238, specificando AMICA MAGAZINE, Censimento
Riparatori) che esplicitino se la riparazione è sempre garantita o se effettuata solo limita-
tamente alle parti disponibili, ma sono consentite indicazioni indirette, da parte di utenti
che hanno ottenuto una riparazione di recente (specificare la data). Non ci interessano
segnalazioni di disservizi, vogliamo indicazioni da chi è stato pienamente soddisfatto. Chi
non trova il nome della propria attività nella lista o ha notato degli errori, non esiti a co-
municarcelo.
CENSIMENTO DEI RIPARATORI AMIGA
1 Nome
Telefono
Località
Data
Segnalai. Disp. ricambi 1
Alacran
070-287238
Cagliari
3/96
diretta
discreta
Assi coop.
02-4222106
Milano
1/96
diretta
parziale
CATME
02-48302947
Milano
2/96
indiretta
parziale
Computeam
091-6817000
Palermo
1/96
diretta
-
Computers Maint
0881/619846
Foggia
5/96
diretta
discreta
Computer Service
081-7879102
Napoli
12/95
diretta
buona
DB-Line
0332-768000
Biandronno (VA)
12/95
diretta
buona
Elettrotei
06-6632321
Roma
11/95
indiretta
buona
GLV Elettronica
050-562035
Pisa
9/95
indiretta
parziale
Marraqhini Claudio
0575-904377
Arezzo
2/96
diretta
parziale
Nordica Elettronica
059-230148
Modena
1/96
indiretta
buona
Paolieri Elettronica
055-4361720
Firenze
9/95
diretta
parziale
Ravezzi Angelo
0541-373686
Rimini
1/96
diretta
buona
Rocchi Elettronica
0586/893402
Livorno
6/96
diretta
buona
Tecnicomp
06-5412939
Roma
1/96
diretta
-
1 laboratori elencati NON devono essere considerati né ufficialmente raccomandati
da Amiga Magazine, né gli unici in grado di effettuare riparazioni. Amiga Magazine
non assume alcuna responsabilità per errori od omissioni; i dati pubblicati sono frut-
to di segnalazioni NON verificate.
to MasterISO, distribuito da Euro Digital
Equipment. Recentemente il suo prezzo è
stato drasticamente ridotto, per allinearlo
a quello degli analoghi (ma meno versati-
li) prodotti per IBM compatibili.
In attesa che aumenti il numero di negozi
attrezzati per “masterizzare” i CD-ROM
direttamente da Amiga, si può aggirare
l’ostacolo della compatibilità DOS in vari
modi.
La soluzione è semplice quando si pos-
siede un controller SCSI ed è possibile ot-
tenere in prestito un hard disk SCSI di ap-
poggio già formattato con il computer
MS-DOS del negozio o uno streamer a
nastro (possibilmente DAT oppure 8 mm).
Un prima via consiste nel realizzare l’im-
magine ISO9660 dell’hard disk da maste-
rizzare (SCSI o IDE) sotto forma di file sul
disco di appoggio, acceduto da Amiga
grazie a CrossDOS. L’ultima versione
commerciale di CrossDOS, distribuita da
Consultron, è fornita di comode procedu-
re automatiche di installazione anche su
dischi AT-BUS ed è veloce quanto i file
System Amiga nativi; ma già quella di se-
rie con il Workbench 3.0 e 3.1 supporta la
maggior parte dei tipi di formattazione u-
sati dai controller per PC IBM. Per creare
l'immagine si possono usare MasterISO di
AsimWare Innovations oppure mkisofs, di-
stribuito sui CD di Fred Fish e nelle distri-
buzioni del sistema operativo Linux.
Purtroppo non tutti i software per realizza-
re CD in ambiente DOS/Windows accetta-
no le immagini ISO9660 standard: se pos-
72 Amiga Magatine n° 8o/luglio/agostoi99ó
IL TECNICO RISPONDE
sibile, è meglio prendere accordi per una
prova preliminare di pochi megabyte.
Se invece è disponibile uno streamer a
nastro, ma non ['hard disk MS-DOS, con-
viene realizzare un backup dei dati con
l'utility di pubblico dominio TAR, come già
spiegato sul numero 56. Se il PC collega-
to al masterizzatore opera in ambiente
Windows ‘95 e usa software dell’ultima
generazione, sarà possibile ripristinare i
file sull’hard disk di appoggio de! PC con-
servando i nomi originali e, quindi, creare
un CD compatibile con Amiga. Possono
dare problemi solo le limitazioni sui nomi
dei file di Windows ‘95: per esempio non
possono contenere simboli di punto e vir-
gola e punti multipli, mentre la gestione di
lettere maiuscole e minuscole è differen-
te. File che non seguono le convenzioni
Windows ‘95 potrebbero non essere recu-
perati dal nastro al momento del restore.
Ricordiamo infine che HDtoolbox non è in
grado di conoscere il tipo di interfaccia u-
tilizzato dall’hard disk, salvo che in casi
particolari. Anche se il device software
che controlla l’interfaccia si chiama
scsi. device, non vuol dire che i dischi sia-
no SCSI: normalmente su Al 200, A600 e
A4000 l’hard disk ha interfaccia IDE AT-
BUS.
Progetti hardware
Interfacce di I/O e progetti di un fotometro
e un termometro sono stati pubblicati
tempo fa nelle pagine di Transaction (nu-
meri 61-70) e, per la gioia degli appassio-
nati di elettronica, negli ultimi mesi hanno
fatto la loro comparsa su Aminet parecchi
progetti interessanti basati su Amiga.
Amigatemp.lha contiene il software di ge-
stione e il semplicissimo schema di un
doppio termometro digitale basato su
sensore NTC (a bassa precisione) o digi-
tale (non facilmente reperibile in Italia). La
costruzione è molto semplice, adatta ai
principianti.
È apparso anche un nuovo progetto di
scheda I/O, che pilota persino motori; il fi-
le porta il poco fantasioso nome In-Out-
Board.lha .
Di sicuro interesse è la nuova edizione
del progetto per collegare una tastiera da
PC compatibile aH’Amiga: pckeyboar-
dhack.lha, realizzato da Charles Da Co-
sta. Rispetto alla precedente versione,
apparsa oltre un anno fa, la costruzione
è enormemente facilitata dalla presenza
di un file pronto da scaricare nel pro-
grammatore di EPROM e dal disegno
del circuito stampato. Il progetto è molto
interessante anche perché utilizza solo
circuiti integrati facilissimi da trovare nel-
le schede di recupero: un 74LS373, una
EPROM 2732 e un microcontroller 8051 AH.
Il joypad
Massimo Campanale chiede che va-
lore deve avere il potenziometro da usare
nel joypad che vuole costruirsi ispirando-
si alla piedinatura della porta joystick
pubblicata sul numero 75. Il funziona-
mento dei joypad CD32 ha incuriosito an-
che altri lettori, che vorrebbero adattare
all’Amiga i joypad già in loro possesso.
Se ci si accontenta di emulare il funzio-
namento del normale joystick non ci sono
particolari problemi da risolvere, visto
che tutti i joypad in commercio usano
semplici pulsanti. Per il collegamento ad
Amiga l’elettronica originale deve essere
rimossa e, poi, uno dei due contatti di
ciascun pulsante di direzione o di fuoco
andrà collegato al corrispondente piedi-
no della porta joystick. Infine, tutti i con-
tatti rimasti liberi andranno collegati in-
sieme e portati al piedino di massa. In
questo modo è possibile utilizzare tutti i
giochi comandabili da joystick, ma po-
chissimi sono in grado dì riconoscere la
pressione del secondo e terzo pulsante
tire. Alcuni suggerimenti per risolvere il
problema sono già stati dati nei numeri
scorsi della rivista a proposito dei joy-
stick a due pulsanti di fuoco.
Il joypad CD32 vero e proprio invece uti-
lizza uno shift register a 8 bit contornato
da un po’ di logica per inviare all’Amiga
le informazioni sullo stato dei vari pulsan-
ti codificandole in un flusso di dati seriali
sulla linea FIREO e, quindi, il gioco deve
essere scritto appositamente per suppor-
tare questa periferica. I joypad delle con-
sole più recenti utilizzano un protocollo di
comunicazione completamente diverso
(più simile a quello usato dai mouse se-
riali), perciò non si possono convertire fa-
cilmente in joypad CD32.
Nessun joypad contiene potenziometri,
che sono prerogativa delle paddle e dei
joystick per PC.
CD e Al 200
Gianfranco Maffei non è riuscito a far
coesistere sul suo Al 200 un lettore CD-
ROM Creative con l’hard disk IBM
H3171-A2 : quando entrambe le periferi-
che sono collegate, l’Amiga non riesce
ad accedere all’hard disk, mentre colle-
gando il solo lettore appare uno schermo
rosso o celeste all’accensione, senza
che il boot prosegua.
L’hard disk H3171-A2 è un modello affi-
dabile che non dovrebbe dare problemi.
Inserendo un ponticello sul primo jumper
(il più vicino ai chip) è configurato come
master o hard disk singolo, mentre rimuo-
vendolo è configurato come slave. Tutti
gli altri jumper devono essere lasciati
vuoti, quindi nessun jumper deve essere
spostato quando si aggiunge il lettore
CD, che andrà configurato come slave.
Purtroppo Gianfranco non ci ha detto il
modello di lettore Creative che sta usan-
do, ma su quelli attualmente in commer-
cio sono presenti solo tre jumper: quello
marchiato CS deve essere sempre vuoto,
mentre il ponticello dovrà essere spostato
dalla posizione di fabbrica (sul jumper
marchiato MA) all’adiacente jumper mar-
chiato SL, che normalmente è quello cen-
trale.
I sintomi fanno pensare che il lettore ac-
quistato da Gianfranco non sia in stan-
dard Atapi, ma un antiquato modello fuori
standard a singola o doppia velocità che
Creative vendeva con le sue schede so-
nore per PC compatibili. L’unica scheda
per Amiga in grado di pilotare questo tipo
di CD è il controller Tandem, inseribile in
qualsiasi slot Zorro 2. Era compatibile con
questi CD-ROM anche il primo modello
dello stesso prodotto nella versione per la
porta PCMCIA del 1200, recensito sul nu-
mero 56 di AM (l’ultima versione, recensi-
ta sul numero 76 è in standard Atapi e
non dovrebbe avere mantenuto la com-
patibilità).
Videoregistrazione
Federico Di Stefano ci chiede come
si fa a videoregistrare le immagini prodot-
te da Al 200, visto che i molti tentativi ef-
fettuati col suo videoregistratore Toshiba
V509-T non hanno avuto esito positivo.
Ricordiamo a chi ci vuole scrivere per ri-
solvere problemi di interfacciamento con
apparecchiature video, di allegare sem-
pre fotocopie del manuale che illustrino le
connessioni, come ha fatto Federico. A
causa della varietà di modelli in commer-
cio, ciò è indispensabile per ottenere una
risposta completa alle domande.
Innanzi tutto, quando si collega, attraver-
so la presa SCART (euroconnettore), una
qualsiasi fonte audio/video al videoregi-
stratore, bisogna anche commutarlo in
modo A/V. Normalmente si fa con il tele-
comando del videoregistratore, selezio-
nando il canale indicato di solito come
"0”, “AUX”, “EXT” o “A/V”. Quando il vi-
deoregistratore funziona in questa moda-
lità, staccando il cavo che proviene
dall’antenna e sintonizzando il TV sul ca-
nale del videoregistratore non si deve ve-
dere la “nebbia”, ma uno schermo nero.
A questo punto non resta che collegare
Amiga alla presa SCART del videoregi-
stratore ad apparecchi spenti. Il cavo
SCART normalmente usato per il collega-
N° 80/LUGUO/AGOSTO 1 996 AMIGA MAGATINE 73
IL TECNICO RISPONDE
mento al TV di solito non va bene, perché
la porta a 23 piedini (COMP) di Amiga
porta segnali non adatti alla grande mag-
gioranza dei videoregistratori. Per prele-
vare l'uscita video RCA dell’AI 200 c’è bi-
sogno di un cavetto con connettore
SCART da un lato e terna di RCA dall’al-
tro, del tipo per INGRESSO video. Per e-
sempio, va bene l’adattatore fornito di se-
rie con la console Playstation, ma non i
cavi da SCART a RCA che si usavano per
i vecchi videoregistratori senza presa
SCART. Nel dubbio, si può prendere un
cavo SCART universale a sei connettori e
fare qualche prova.
Mentre si registra, il monitor, genlock o TV
devono sempre restare collegati alla por-
ta video a 23 pin di Amiga, per evitare
che alla registrazione si sovrappongano
alonature e momentanee sparizioni del
colore dovute alla saturazione del chip
encoder PAL. Infatti, se il convertitore D/A
non pilota un monitor RGB (a livello elettri-
co è assimilabile a una resistenza da 75
Q collegata tra ciascuno dei segnali R, G
e B e la massa), restando senza carico,
eroga una tensione di ampiezza doppia
del normale che satura l’encoder.
Guru
Giancarlo Landi chiede come mai se
spegne l’A600 per due o tre secondi e lo
riaccende subito dopo, a volte il compu-
ter non parte, ma segnala un errore di si-
stema. Ciò dipende dal comportamento
del Kickstart, che al reset dell’Amiga non
azzera brutalmente la memoria RAM (co-
me fanno gli altri computer), ma controlla
alcune locazioni per cercare di capire se
le strutture fondamentali del sistema ope-
rativo sono ancora integre: se è così, evi-
ta di cancellarle e prosegue nell’inizializ-
zazione del sistema. In questo modo al
termine del boot è possibile recuperare
dalla memoria lavori interrotti da errori o
eseguire programmi resistenti al reset.
Spegnendo e riaccendendo l’Amiga entro
pochi secondi, la maggioranza delle celle
di memoria conserva tranquillamente il
proprio contenuto (occorre quasi un mi-
nuto perché si cancellino del tutto), quindi
normalmente le strutture fondamentali del
sistema operativo non vengono rigenerate
dal boot. Può capitare però che il conte-
nuto di qualche cella sia leggermente
corrotto e il Kickstart, tratto in inganno dal
rapido test iniziale, appena vi accede, va-
da in crash e ciò è del tutto normale.
Overdock
Cristiano Milani chiede precisazioni
suH’overclock dei chip custom accennato
sul numero 76: sostituendo il quarzo da
circa 28 MHz originale con uno da 33
MHz spera di diminuire il flicker dei modi
interallacciati senza interferire troppo con
il funzionamento del sistema. Purtroppo,
un aumento dì 5 MHz è già sufficiente per
perdere l’uso di floppy drive e porta seria-
le, oltre che a distoreere la riproduzione
audio di alcuni giochi e a far perdere i
sincronismi alla maggioranza dei TV e
monitor PAL. Il flicker diminuisce legger-
mente, ma per una soluzione reale al pro-
blema c’è bisogno di un monitor multi-
scan e di una scheda video.
Tavoletta grafita
I driver necessari al funzionamento dei
mouse seriali per PC si trovano nella rac-
colta Aminet, e ne abbiamo parlato diffu-
samente sul numero 72. Come richiesto
da Carlo Laurie, dovrebbero funzionare
anche con l’innovativo trackpad ALPS Gli-
depoint (versione PS2/seriale), una mini
tavoletta grafica che sostituisce il mouse
ed è disponibile in molte versioni, per Ma-
cintosh e per PC Intel; un pacchetto com-
pleto per l’uso con Amiga è commercializ-
zato da Tramarin Computer (via Quari Dx
25e, 37044 Cologna Veneta (VR), tel./fax
0442-411447).
I PC IBM compatibili usano in genere per
la porta seriale RS232C un connettore i-
dentico a quello del mouse Amiga, ma
con segnali totalmente diversi. Non si de-
ve mai tentare di coi legare un mouse PC
alla porta mouse dell’Amiga (e viceversa):
si rischia di danneggiare gravemente sia
il mouse che il computer. Per usare il Gli-
depoint, bisogna invece usare l’adattatore
da PS/2 a nove poli in dotazione, e inserir-
lo su un adattatore RS232 da 9 a 25 poli
reperibile in qualsiasi negozio di compu-
ter.
Espansioni interne per 4500+
Guglielmo Noya possiede un A500
che aveva fatto espandere internamente
a 1 Mb di Chip RAM, inserendo diretta-
mente i chip di memoria nelle piazzole li-
bere della motherboard. Poiché il rivendi-
tore l’aveva assicurato della perfetta com-
patibilità con l’A500+, Guglielmo ha poi
acquistato la rara espansione di memoria
da 1 Mb Commodore per A500+ che, in-
serendosi nel vano sotto il computer, lo
porta a 2 Mb di memoria totale, ma senza
riuscire a installarla con successo.
Come spiegato qualche anno fa sulle pa-
gine di questa rubrica, l’inserzione dei
chip di memoria sulla motherboard delle
revisioni di A500 che lo permettevano e-
saurisce le possibilità di espansione inter-
na della RAM, a meno di costruire com-
plessi circuiti come il progetto Rascal re-
peribile su Aminet. Infatti il chip FatAgnus
di quegli Amiga indirizza un massimo di 1
Mb di RAM, mentre le espansioni interne
da 2 Mb (es: Hardital Insider 2) collidono
con i chip extra, essendo previste per
funzionare su Amiga non manomessi.
L’A500+, oltre al Denise ECS (al posto del
Denise dei normali A500) contiene una
nuova versione di FatAgnus che indirizza
2 Mb di RAM: uno è già presente di serie,
mentre l’altro si può aggiungere appunto
usando la speciale espansione Commo-
dore, ed è configurabile anche come
Chip RAM.
Visto che l’Amiga di Guglielmo è un nor-
male A500 e non un A500+, non è possi-
bile usare l’espansione che ha erronea-
mente acquistato. L’unico modo per inse-
rirla richiederebbe l’acquisto del FatA-
gnus 8375 e una pesante operazione di
rifacimento delle piste, con un costo su-
periore al valore deH’A500+ intero. ▲
Domande
al tecnico
• Avete dei problemi che non riuscite a ri-
solvere o delle semplici curiosità? Per ottene-
re una risposta su queste colonne, scrivete a:
AMIGA MAGAZINE
Il Tecnico Risponde
via M. Gorky, 69
20092 CiniselloB. (MI)
Oppure inviate un fax allo;
02-66034238
Oppure ancora via Internet a;
ami 3 ama 3 @iol.it (redazione e indirizzo
principale per comunicare con Amisa Ma-
sazine)
paolo.canali@iol.it (ing. Paolo Canali)
Se volete risposte precise dovete fornire
dati precisi; descrivete completamente la
configurazione del vostro sistema, possibil-
mente allegando i risultati di programmi co-
me "Syslnfo".
Ricordiamo che la raccolta completa (indi-
cizzata cronologicamente e per argomento
in formato ipertestuale AmigaGuide e html)
di tutti gli articoli trattati su questa rubrica è
offerta in omaggio a tutti coloro che si ab-
bonano ad Amiga Magazine.
74 Amiga Magazine n° 8o/luguo/agostoi99ó
fi o w
I GtQCHt PII Nili
N el numero 76 di AM abbiamo parlato di Nemac4 , un gioco
in texture mapping e visuale in soggettiva dalle eccellenti
caratteristiche tecniche. Non abbiamo però sottolineato a suffi-
cienza che tale gioco non era un demo di un titolo commerciale
di prossima uscita, ma bensì la riduzione PD di un gioco com-
pleto e acquistabile sotto forma di Shareware. La visibilità di
questo aspetto è veramente bassa anche persino all'interno dei
credits del gioco, al punto che l'involontario equivoco ha coin-
volto anche la maggior parte degli utenti della versione PD. Il ri-
sultato è che gli autori Martin Schlott, Oliver Groth e Stefan Hein-
sen, studenti di computing science in un'università tedesca, co-
me già ricordavamo nello scorso numero, hanno ricevuto un
bassissimo numero di registrazioni, nemmeno adeguato a ripa-
gare i costi di produzione. Si prospetta anche per loro la migra-
zione verso un'altra piattaforma: il loro prossimo progetto ancora
nella prima fase di sviluppo è infatti un gioco strategico per PC
che ricalca la dinamica di Command&Conquer. Le possibilità di
averne anche una versione Amiga sono limitate, ma non del tut-
to assenti. In ogni caso non si tratterebbe di un semplice por-
ting, ma solo della realizzazione delle routine di interfacciamen-
to all'architettura Amiga del codice, che verrà sviluppato in ma-
niera indipendente dal sistema su cui verrà fatto girare.
Per quanto riguarda Nemac4, verrà probabilmente prodotta una
versione CD che includerà una migliore presentazione grafica
con nuove animazioni e apporterà alcune migliorie al codice del
program-
ma. Discu-
tendo delle
possibilità
di distribui-
re Nemac4
in bundle
con l’Ami-
ga Walker,
siamo ve-
nuti a co-
noscenza
della catti-
la mappa in sovraimpressione riporta
fedelmente l’ambiente circostante.
L’atmosfera resa dai grandi stanzoni
colonnati in penombra è eccezionale.
(640x256)
Questa zona della base è meglio illuminata
e rende più banali le proporzioni
A rassicurarci ulteriormente ci sono,
bene in vista, le bocche da fuoco della
nostra macchina da guerra. ( 640x256)
va con-
dotta di
Amiga
Techno-
logies nel
supporta-
re il loro
lavoro,
che dap-
prima ha incoraggiato il supporto degli i-glasses alllnterno di
Nemac4 e, in un secondo tempo, si è disinteressata dei risultati
raggiunti quando essi erano disponibili nel momento giusto (per
esempio nelle fiere tedesche o nella decisione del bundle Magic
Pack). Tutto ciò non toglie che l’esperienza maturata su Amiga
rimanga sempre pronta a essere applicata non appena ci sarà
la svolta che tutti stiamo sperando.
Per quanto riguarda la versione completa di Nemac4, essa vie-
ne distribuita in otto dischi, contenenti buone animazioni di pre-
sentazione e molti nuovi livelli. I primi quattro livelli già presenti
nella versione PD sono stati bilanciati meglio e resi più giocabili.
Il gioco è essenzialmente d’azione con l'usuale dinamica di tro-
vare chiavi per aprire passaggi successivi. La sensazione di
combattimento è molto buona, grazie agli effetti deH'armamento
pesante di cui disponiamo che permette l’uso simultaneo di più
bocche da fuoco (granate, mitragliatrice, cannone al plasma).
La mappa automatica in sovraimpressione permette inoltre un
facile orientamento nel dungeon. I principali difetti sono dovuti
talvolta alla scelta degli abbinamenti delle texture, o al compor-
tamento prevedibile di alcuni nemici. La nuova versione 1 .006
supporta il sistema CyberGraphX (oltre che le schede Picasso II
e Graffiti e i chipset AGA e ECS), corregge alcuni bug soprattut-
to nella gestione della grafica e apporta migliorie nel sistema di
controllo permettendo nuovi movimenti. Per funzionare è richie-
sto solamente un A1200 con 2 Mb anche se qualsiasi configura-
zione troverà definizione e dettaglio adeguato alla potenza (fino
a 1x1 in 800x600 e oltre), anche se i problemi con il 68060 di cui
abbiamo parlato in passato non sono stati ancora del tutto risol-
ti. Nemac4 non solo funziona perfettamente in multitasking, ma
è uno dei pochi giochi
capaci di funzionare su
sistema Draco (un A-
miga senza chip cu-
stom, equipaggiato
con scheda grafica).
Prezzo di Nemac4: 50
marchi tedeschi più 10
di spese di spedizione.
L'indirizzo per regi-
strarsi a Nemac 4 è:
Martin Schlott
Ludwig-Thoma-Str 35
93051 Regensburg - Germany
Marco Ruocco
Nel numero scorso abbiamo menzionato Fabio Bizzetti come
uno dei più promettenti sviluppatori italiani di videogiochi per
Amiga. Il suo Virtual Karting, recensito a suo tempo su AM, non
ha riscosso forse il successo sperato, anche se gli ha dato
l’occasione di finalizzare l'esperienza maturata nella program-
mazione del texture mapping su Amiga e di porre nuove basi
da cui condurre progetti più ambiziosi.
Il progetto su cui attualmente sta lavorando è Vi rtual Rally
la cui uscita è prevista per l'estate. Si tratta di un gioco di rally
automobilistico che ha come caratteristica maggiore una grafi-
ca in texture mapping impressionante e dall'estrema sofistica-
zione tecnica.
Gli algoritmi implementati sono interamente originali, nel senso
che non si basano su tecniche di texture mapping tradizionali
e affermate. L’ambiente viene calcolato con un sistema di spri-
te tridimensionali che consentono il tracciamento con texture
anche di superfici irregolari, l’applicazione di environment
mapping (la superficie di oggetti come i vetri dei palazzi attor-
no al tracciato riflettono l’ambiente circostante) e delle riflessio-
ni (come per esempio le auto riflesse sulla superficie dell’ac-
qua).
Questi effetti sono ottenuti nelle console odierne via hardware,
ed è sorprendente che possano essere implementate via
software con successo e senza compromettere troppo la velo-
cità di esecuzione (promessa come molto alta).
Le dimensioni dei pixel possono variare fra 1x1 o 2x2 pixel,
mentre le dimensioni di schermo possono variare fino a un
massimo di 320x200. La definizione viene migliorata attraverso
una procedura di antialiasing che utilizza metodi di mip-map-
ping. Questa tecnica consiste nel conservare in memoria copie
precalcolate in diverse dimensioni delle texture da applicare:
quando viene richiesto il tracciamento di una texture, l’algorit-
mo si occupa di interpolare le due texture, quella immediata-
mente più grande e quella immediatamente più piccola, ope-
rando una sorta di media tra le caratteristiche delle due. Que-
sto consente di non incorrere nella perdita dì definizione che è
inevitabile se si ricorre a semplici ingrandimenti di pixel.
Lo svantaggio dell'approccio grafico usato nel gioco sono le ri-
chieste di memoria: per visualizzare uno schermo 320x200 1x1
sono richiesti 4 Mb di memoria (meno, con dimensioni ridotte).
Il gioco è progettato per funzionare su qualsiasi Amiga, A500
compreso, sfruttando nel caso degli Amiga più lenti tutte le
possibilità di parallelismo tra processore e blitter. La struttura
modulare del programma consente di configurare liberamente
non solo le caratteristiche di output video (con supporto di
schede grafiche), ma anche i modelli di movimento delle auto-
mobili. Anziché sviluppare in proprio musiche da abbinare al
gioco, verrà data la possibilità di ascoltare i moduli preferiti
dall’ambiente PD.
Non c’è dubbio che le tecniche scelte siano assolutamente ori-
ginali e, se le promesse verranno mantenute (un demo del gio-
co dovrebbe essere disponibile tra breve), Virtual Rally vanterà
una qualità grafica mai vista in precedenza. Il problema degli
approcci innovativi è però che le risorse di tempo richieste per
implementare ciascun aspetto del programma sono realmente
proibitive, soprattutto considerando che Bizzetti sviluppa il gio-
co senza altri collaboratori-programmatori.
Intraprendere progetti di questo tipo è una prova di reale pas-
sione verso il proprio lavoro e una ricerca ammirevole di eccel-
lenza che non bada ad alcun tipo di mediazione rispetto all’im-
pegno richiesto o alla, seppur legittima e necessaria, conve-
nienza economica. Il dubbio che verrà chiarito solo all’uscita
del gioco è se tale dedizione verso l’eccellenza tecnica sia bi-
lanciata da un analogo interesse verso l’effettiva qualità del
gioco nel suo complesso. Aspetti fondamentali come coinvol-
gimento, divertimento e longevità, molte volte erroneamente
considerati accessori di secondaria importanza che solamente
modificano l’impressione data dalla qualità grafica, richiedono
uno studio pari se non superiore per serietà rispetto alla stessa
ricerca tecnica. Se Virtual Racing soddisferà anche queste esi-
genze sarà una delle più gradite novità dell’anno per i video-
giocatori Amiga.
Per finire qualche suggerimento su come passare le notti esti-
ve se non avete la fortuna di andare in villeggiatura. Dungeon
Master li è un gioco di ruolo dall'approccio tradizionale e
dalla formula affermata: è infatti il seguito del primo RPG in vi-
suale in soggettiva, che, all’epoca (sei anni fa), strabiliò l’intero
ambiente videoludico per il suo concept rivoluzionario, oltre
che per le sue esosissime richieste hardware (richiedeva “ben”
1 Mb di RAM...).
Siamo ancora a guidare un gruppo di eroi in un dungeon (que-
sta volta con sezioni all’aperto), con avanzamento a scatti e ro-
tazioni di 90°. Migliorie come mappa automatica e innovazioni
quali negozi di armi ed equipaggiamento aggiornano una for-
mula rimasta per il resto invariata in pregi e difetti. Se vi piac-
ciono i corridoi bui e gli incantesimi con cui disintegrare ame-
be giganti e malvagi goblin e una buona dose di indovinelli da
risolvere, il tutto in un’atmosfera coinvolgente, DM II è il titolo
che fa per voi, a patto che possediate un 1200 (pressoché ob-
bligatoria la presenza di Fast RAM).
Per un’esperienza di azione e combattimento potete provare
Coala per Al 200, simulatore militare nel quale siamo chiamati
a pilotare un elicottero da combattimento in uno scenario di
guerra totale. La simulazione è di tipo arcade, ed è studiata
per la massima immediatezza di gioco e per consentire al gio-
catore di concentrarsi sulla parte più immediata di riconosci-
mento del nemico e scelta del metodo migliore per distrugger-
lo. Anche se non è un simulatore militare globale (alla Armour
Geddon per intenderci), la relativa profondità, offerta dalle mis-
sioni e dallo scenario limitato ma coerente, rende il tutto una
bella esperienza di gioco. La grafica 3D, anche se presenta li-
vello di dettaglio variabile e qualche buona idea come la pos-
sibilità di ruotare la visuale dall’Interno della cabina, è piuttosto
spoglia, diciamo essenziale.
Consigliato un Amiga veloce per godere almeno di un rapido
aggiornamento del vìdeo. Buone vacanze! A
a cura di Carlo Santagostino e Roberto Attìas
AmiAtlas Demo# Andreas Regul
“...la cartina, buttala!’’. Questo è ciò che
probabilmente direbbe un famoso “atto-
re teatrale” spesso comparso in televi-
sione se si trovasse di fronte a questo
programma. AmiAtlas infatti è un pro-
gramma che, grazie ai dati topografici e
stradali in esso contenuti, è in grado di
visualizzare la cartina dell’Italia e di tutte
le strade principali che collegano le va-
rie località. Ma AmiAtlas fa molto di più:
date due località impostate dall’utente il
programma è in grado di calcolare il
percorso migliore (più veloce, più corto
o più semplice, a seconda delle prefe-
renze), visualizzandolo sia graficamente
che mediante indicazioni testuali e for-
nendo anche dati sulla distanza, il tem-
po necessario a una certa velocità me-
dia e il costo (basato sulla benzina con-
sumata).
AmiAtlas richiede un Amiga con hard di-
sk, 2 Mb di RAM e, almeno, la versione
1 .2 del sistema operativo. Si può usare
lo script Installer per installare il pro-
gramma.
Una volta lanciato, il programma mostra
un requester che scompare dopo alcuni
secondi: questa, oltre all’impossibilità di
calcolare più di tre percorsi, di salvare
mappe modificate e di modificare alcuni
parametri, è la limitazione imposta dal
programmatore in questa versione di-
mostrativa dei programma.
Chi desidera registrarsi può farlo utiliz-
zando il tagliando allegato a questo nu-
mero di Amiga Magazine che compare
a pag. 53.
Una volta scomparso il requester, pos-
siamo cominciare a esplorare le poten-
zialità del programma. Per ingrandire u-
na porzione della cartina italiana possia-
mo selezionarla col mouse in modo ana-
logo a come si farebbe per tracciare un
rettangolo in un qualunque programma
grafico, Ingrandimenti maggiori o minori
della zona visualizzata possono essere
ottenuti premendo i pulsanti contrasse-
gnati con una lente contenente rispetti-
vamente + e La barra contenente
questi pulsanti permette di accedere a
molte funzionalità del programma, per lo
più corrispondenti a voci di menu.
Un semplice click del pulsante sinistro
del mouse fornisce informazioni su stra-
de o città sul quale è posizionato il pun-
tatore, consentendo anche la modifica
dei dati (che però non saranno salvati
nella versione non registrata del pro-
gramma).
Se desiderassimo visualizzare una città
o una strada di cui sappiamo il nome,
possiamo scegliere la corrispondente
voce del menu Ricerca. Le voci di que-
sto menu relative a regioni, parchi, tar-
ghe auto, turismo e hotel non produco-
no risultati in quanto le informazioni cor-
rispondenti non sono disponibili nella
mappa italiana.
Per calcolare il tragitto tra due località
selezioniamo il tipo di percorso deside-
rato (veloce, breve o facile) nel menu
Percorso e, quindi, scegliamo la voce
Calcola di questo menu. Una volta indi-
cate la città di partenza, quella di arrivo
ed eventuali tappe intermedie, premia-
mo il pulsante Calcola: dopo una breve
computazione il programma mostrerà la
finestra con le indicazioni testuali sul
percorso da seguire. Scegliendo una
voce tra Strade, Strade/Tappe Interme-
die e Tutte Le Città possiamo rispettiva-
mente visualizzare le sole indicazioni sui
cambi di strada, tutte le tappe stradali e
tutte le città attraversate. Premendo il
pulsante Mostra viene invece visualizza-
to il percorso sulla cartina.
Scegliendo la voce Calcola Con del me-
nu Percorso possiamo indicare le città
di partenza e arrivo direttamente con il
puntatore del mouse.
Se siamo interessati a visualizzare solo
un certo tipo di informazioni, possiamo
sbizzarrirci modificando i parametri mo-
strati alla selezione della voce Dettagli
Mappa del menu Config. Tramite le voci
di questo menu sarebbe anche possibi-
le impostare la velocità media, i consu-
mi di carburante e il suo costo, ma que-
ste opportunità sono disabilitate nella
versione demo del programma.
Specìfiche dei p.mgmtivuui
• Tipo: Shareware , vedere modulo di registra-
zione nell’articolo su AmiAtlas a pagina 53 •
Configurazione minima: Kickstart 1.2 , 2 Mb
RAM (testato da AM solo su 2.1 e 3.0) • Instal-
lazione: Mediante installer standard
Graph 3D • Wilhem Noeker
Grapn 3D è una utility che traccia a vi-
deo grafici tridimensionali di funzioni i
cui dati sono tabulati in appositi file. Il
programma funziona a partire dalla ver-
sione 1 .3 del sistema operativo e si in-
gni programma su disco viene fornito in formato compresso. Per scompattarlo basta selezionarne l'i-
cona: si aprirà una finestra che chiederà il nome della directory destinazione. Si dovrà indicare, per e-
sempio, Work:, RAM:, DF1 : oppure ancora Work:prova/ o RAM:T/. L’importante è ricordare di inserire i
due punti o la barra finale a seconda dei casi. Inserito il nome, si dovrà premere i! tasto Return.
Ciò potrà avvenire sia facendo il boot da dischetto, sia facendo il boot dal proprio disco di Workbench. In
quest’ultimo caso è necessario solo la presenza del file IconX in C:, che dovrebbe esistere di default, essendo parte
integrante del sistema operativo. Se così non fosse, recuperatelo dal vostro disco originale del Workbench.
Se volete decomprimere l’articolo sotto un sistema operativo , dovrete scompattare a mano l'ar-
chivio.
Se decidete di decomprimere l’archivio in RAM:, assicuratevi di avere abbastanza memoria per l’archivo non com-
presso e il programma di decompressione che può richiedere più di 250 kb di memoria libera.
Tutte le istruzioni relative all’installazione contenute in queste pagine si riferiscono ai file già decompressi nel modo
indicato.
È consigliabile provare i programmi solo dopo avere terminato l’installazione, facendo il boot dal proprio disco di
Workbench, perché spesso i programmi richiedono librerie e device non presenti sul dischetto.
Può accadere che alcuni file di testo o in formato non possano essere caricati, perché il sistema ricer-
ca il programma sotto 2.0 o il programma AmigaGuide sotto 3.0. In casi come questi basta selezionare
l’icona dei documento da Workbench, attivare l’opzione di menu Informazioni (Info) e inserire nel campo Programma
Associato (Default Tool) il nome del programma che si ha a disposizione (AmigaGuide sotto 2.0 e Multiview sotto
3.0).
Un modo per risolvere definitivamente il problema è creare da Shell un link file a questo modo:
Sotto 3.0:
CD Workbench:Utilities
MakeLink AmigaGuide Multiview
Sotto 2.0 (ammesso che AmigaGuide stia in Utilities):
CD Workbench:Utilities
MakeLink Multiview AmigaGuide
Si tenga presente infine che alcuni file in formato AmigaGuide scritti per MultiView non possono essere letti da Ami-
gaGuide sotto 2.0. In tal caso si possono leggere i file indicando nel Programma Associato (Default Tool) il nome e
l’eventuale path del comando More.
Altro problema potrebbe insorgere con i programmi che usano : assicuratevi che sia presente nella direc-
tory C del vostro disco di Workbench:. In caso contrario cercatene una copia (è apparso anche in alcuni dischetti di
AM in passato) e copiatela in Workbench:C. Per installare i programmi che usano Nnstaller è necessario fare il boot
dal proprio disco di sistema.
stalla trasportando la directory Graph3D
nel cassetto desiderato.
Eseguendo un doppio click sull'icona, il
programma visualizza immediatamente
un grafico di esempio. Agendo sulle due
barre di scorrimento poste ai lati della fi-
nestra possiamo spostare il punto di vi-
suale del grafico a piacimento, mentre
scegliendo una delle prime quattro voci
del menu Display otteniamo un diverso
tipo di rappresentazione della superfi-
cie.
Nello stesso menu troviamo la possibilità
di impostare dimensione e passo
dell'asse Z oltre ai rapporti tra le dimen-
sioni degli assi (Dimensions/Enter). E
possibile far calcolare al programma i
valori ottimali di questi dati (Dimen-
sions/find Best), memorizzare una con-
figurazione (Dimensions/Snapshot) e
quindi recuperarla (Dimensionslrecall).
La voce Corridors determina la dimen-
sione dei "corridoi" lungo i quali sono
tracciati i blocchi che compongono il
grafico, mentre Fancy Text abilita o di-
sabilita la visualizzazione delle scritte
perpendicolarmente agli assi.
Nel menu Data sono presenti voci per lo
scambio degli assi (Swap)e la riflessione
lungo le righe (Mirrar Rows) o le colonne
(Mirrar Columns) dei dati. Le funzioni as-
sociate alle ultime due voci del menu in-
vece fanno terminare il programma.
Per poter sfruttare questo programma
dovremo creare dei file di dati persona-
lizzati. Il formato dei file di dati è abba-
stanza semplice: all'interno della direc-
tory Data potete trovarne numerosi e-
sempi (si consiglia di esaminare il file
LibHistory.3D).
Nella directory Graph3D sono inclusi i
sorgenti in Pascal del programma e di
una piccola utility per la generazione au-
tomatica di un file dati a partire dalla
funzione da tabulare.
• Tipo: FreeWare • Configurazione minima:
Kickstart 1.3 (testato da AM solo su 2.1 e 3.0) •
Installazione: Trasportare la directory Graph3D
nel cassetto desiderato.
Protracker • TEC Design
ProTracker è un sofisticatissimo pro-
gramma per la creazione di moduli mu-
sicali, campionamento di suoni e crea-
zione di strumenti.
Il programma si installa mediante l'In-
staller standard; quest'ultimo copia alcu-
ni file di configurazione e il manuale in li-
nea nella directory S:, mentre il pro-
gramma principale viene posto in una
directory a scelta. Prima di lanciare il
programma vi consigliamo un reboot
della macchina per rendere attivo l'as-
segnamento inserito dall'lnstaller nel file
s:user-startup.
Una volta lanciato il programma possia-
mo caricare un modulo di esempio co-
me segue: premiamo il pulsante Dl-
SKOP posto nella parte centrale supe-
riore dello schermo e, quindi, spostia-
moci nella directory in cui abbiamo in-
stallato il programma: qui selezioniamo
la directry Modules e il file Arabia2.mod
ivi contenuto. Per ascoltare il brano pre-
miamo il tasto Play.
Nel dischetto non sono forniti strumenti
o suoni campionati, ma se conoscete
questo genere di programmi potete fare
qualche esperimento sfruttando gli stru-
menti incapsulati nel brano di esempio.
Data la complessità di questo program-
ma, rimandiamo ulteriori informazioni al
tutorial che verrà pubblicato sul prossi-
mo numero di Amiga Magazine.
• Tipo: Freeware • Configurazione minima
Kickstart 1.3 • Installazione: mediante Installer
standard
DateCheck # Gerbert Nuijen
Chi usa sistemi di gestione della posta
elettronica o fa uso di programmi per la
generazione di progetti come Make, sa
bene quanto pericoloso possa essere
un valore errato dell'orologio di sistema.
DateCheck è una piccola utility che, lan-
ciata al boot, cerca di verificare even-
tuali problemi di questo genere,
Per l'installazione consigliamo di copiare
il comando DateCheck in una directory
nel path (per esempio C:) e inserire nel
file s:user-startupla seguente linea:
Datecheck -x Sys:prefs/time
Al primo boot, il programma genererà i I
file s de sav contenente la data di quel
momento A ogni boot successivo la
data attuale e quella salvata nel file ver-
ranno confrontate e, In caso vi sia una
differenza maggiore di sette giorni, o la
data precedente risulti essere successi-
va a quella attuale, il programma
Sys prefs/time verrà lanciato automati-
camente consentendoci di ripristinare il
valore corretto II limite di sette giorni
può essere variato inserendo nella Irnea
del comando il parametro -dN dove N è
un numero tra 0 e 999
• Tipo: MailWare, inviare una cartol-nmll'auto-
re • Configurazione minima: Kickstart 2.0 • In-
stallazione: copiare il comando in C: e aggiun-
gere la linea "Datecheck -x Sys:prefs/time" nel
file s:user-startup
FmsDisk • Dave Jones
Esistono situazioni in cui è utile poter si-
mulare un floppy disk su un hard disk.
Una di queste si presenta quando si
scarica da qualche BBS un archivio in
formato DMS: per installare il program-
ma è necessario estrarre i file DMS su
dischetti e, quindi, da questi eseguire
l'installazione, copiando in pratica nuo-
vamente tutti i file sull'hard disk.
FMS è un file System che consente di
creare uno o più dischi in tutto e per tut-
to utilizzabili come floppy, ma il cui con-
tenuto andrà a risiedere in una directory
dell'hard disk.
Per installare il programma procedete
come segue:
- copiate la versione di device corri-
spondente al processore del vostro Ami-
ga (fmsdisk68020.device per chi pos-
siede 1200, 3000, 4000) dalla directory
FmsDisk/Devs alla directory DEVS: rino-
minandola come FmsDisk.device;
- eseguite il comando "Assign FMS:
<dir>" dove <dir> è la directory
dell'hard disk che conterrà i dati del de-
vice;
- accodate il testo del file F msDisk/Devs/
Mountlistal file DEVS:Mountlist;
- eseguite da Shell il comando "Mount
FFO:";
- eseguite il comando "sys:system/For-
mat drive FFO: name Empty Nolcons
FFS".
A questo punto potete usare il device
FFO: come un comune dischetto. Se de-
siderate utilizzare più unità di questo ti-
po, è sufficiente aggiungere al file
DEVS:Mountilist ulteriori elementi dello
stesso tipo presente nel file
FmsDisk/Devs/Mountlist avendo cura di
modificare il nome (es. FF1,FF2...) e il
numero di unità (campo Unit).
• Tipo: GiftWare (l'autore accetta regali come
ricompensa) • Configurazione minima: Kick-
start 2.0 • Installazione: vedi sopra
Reai Drag • SiuortMonteith
RealDragè una commodity che sempli-
fica l'operazione di spostamento delle fi-
nestre. Una volta lanciato il programma
mediante doppio click sull'icona, per
78 Amiga Magazine n° so/luglo/ agosti
spostare una finestra centrandola alla
posizione del puntatore è sufficiente
premere il tasto Control e il pulsante si-
nistro del mouse. La finestra può anche
essere trascinata premendo la medesi-
ma combinazione col puntatore all'inter-
no della finestra e spostando il mouse
mantenendo la pressione dei tasti.
Naturalmente i tasti che attivano il pro-
gramma possono essere ridefiniti sele-
zionando l'icona, premendo la combina-
zione di tasti Amiga Destro + I e modifi-
cando il campo Qualifier.
RealDrag richiede la versione 2.0 del si-
stema operativo e può essere controlla-
to mediante la commodity di sistema Ex-
change. Per fermare il programma si
può anche lanciarlo due volte.
• Tipo: Public Domain * Configurazione mini-
ma: Kickstart 2.0 * Installazione: copiare Real-
Drag nel cassetto WBStartup
GetSize • Paul Schifferer
GetSize è un comando utilizzabile da
Shell a partire dalla versione 2.0 del si-
stema operativo. Se lanciato con la se-
guente sintassi
GetSize <directory>
Il comando visualizza il numero di byte
occupati dai file contenuti in <directory>
e nelle sottodirectory, oltre al loro nume-
ro Esistono alcune opzioni specificabili
dopo il nome della directory da esami-
nare
COUNT non viene mostrato il numero di
byte complessivo ma solo quello dei file
e delle directory,
DIRS In congiunzione con COUNT, mo-
stra solo le directory,
FILES in congiunzione con COUNT,
mostra solo i file,
TERSE produce un output particolar-
mente stringato, utile per l'uso del co-
mando all'Interno di script,
VERBOSE produce un output più detta-
gliato
• Tipo: Giftware (Inware un dono all'autore) •
Configurazione minima: Kickstart 2.0 * Installa-
zione: copiare GetSize in una directory del path
(p.e C:)
FontView # Steve Banham
FontView è una utility che permette di vi-
sualizzare un font e tutte le informazioni
associate su qualsiasi schermo. Il pro-
gramma richiede la versione 2.0 del si-
stema operativo e la reqtools. library
V38.1248 o superiore.
Una volta lanciato, FontView mostra una
finestra nella cui parte superiore sinistra
possiamo impostare il font che vogliamo
esaminare e la directory che lo contiene
(per default sys:fonts).
Per visualizzare una scritta d'esempio col
font scelto premiamo View Font Sample.
Mediante i checkmark posti nella parte
superiore destra della finestra possiamo
anche scegliere lo stile della scritta
(Plain, Italie, Bold, Underlined). Alcune
informazioni sulla struttura del font ven-
gono mostrate sejezionando il gadget
Font Information. E possibile saltare da
uno schermo a un altro con New Screen.
• Tipo: Shareware * Configurazione minima:
Kickstart 2.0 * Installazione: copiare FontView
nel cassetto desiderato • FIE DI SUPPORTO:
reqtools.libraryV38. 1248 o superiore in LIBS:
Switch # John Haubrich
Se siete abituati a lavorare con più
schermi e finestre aperte, apprezzerete
questa utile commodity. Una volta lancia-
to da Workbench, Switch rimane nasco-
sto in attesa della pressione di una parti-
colare combinazione di tasti (Alt sinistro
+ ESC di default); quando ciò avviene,
sullo schermo attuale viene aperta una fi-
nestra nella quale sono indicati tutti gli
schermi e le finestre correntemente aper-
te. Se l'utente seleziona una delle voci in-
dicate, la finestra o lo schermo corri-
spondente vengono immediatamente
portati in superficie, In caso si sia premu-
ta la combinazione di tasti per errore, è
sufficiente deselezionare la finestra di
Switch (selezionandone una qualsiasi al-
tra) perché questa si chiuda automatica-
mente. Il programa richiede la versione
3.0 del sistema operativo (e non la 2.04
come afferma la documentazione); è in
grado anche di spostare schermi di tipo
Autoscroll o Superbitmap in modo da vi-
sualizzare la finestra scelta.
Per l'installazione è sufficiente trasporta-
re l'icona di Switch nella directory desi-
derata (WBStartup se desiderate avere il
programma attivo a ogni lancio) ed even-
tualmente scegliere una combinazione di
tasti di attivazione diversa da quella di
deiault mediante i ToolType dell'icona.
* Tipo: Freeware * Configurazione minima:
Kickstart 3.0 * Installazione: copiare Switch in
un cassetto a piacere o in WBStartup per atti-
varlo a ogni boot
Performer • Allan Odgaard
Performer sostituisce il requester che si
apre normalmente sul Workbench,
quando si preme la combinazione di ta-
sti Amiga+E, con uno dall'analoga fun-
zione, cioè lanciare un programma in
modo Shell, ma che funziona molto me-
glio per i seguenti motivi: non blocca il
Workbench e ricorda il path usato dal
Workbench; il gadget stringa è unlAppl-
con e pertanto è possibile trascinare
un'icona che rappresenta un file su di
esso affinché il suo nome appaia entro
la stringa; ricorda i comandi già eseguiti
(usare i tasti freccia su e giù); se si pre-
me Alt+Return il comando non viene e-
seguito. Un'altra particolarità sta nel fat-
to che il programma esegue il contenuto
del file S:Performer-StartUp prima del
comando impartito. Questo permette di
personalizzare l'ambiente della Shell pri-
ma di lanciare qualsiasi programma;
viene fornito un file d'esempio utile so-
prattutto agli utenti avanzati: potete fa-
cilmente modificarlo con un text editor.
Per l'installazione, copiare il file Perfor-
mer in una directory del path, per esem-
pio C:; copiare poi S/Performer-StartUp
in S:; infine aggiungere alla S:User-Star-
tup il comando:
Run oNIL: Performer
• Tipo: Freeware • Configurazione minima:
Kickstart 3.0
ExpName • Richard Korber
Expname è una libreria condivisa che
permette di individuare tutti i dati che i-
dentificano una scheda di espansione
presente In uno slot Zorro di Amiga
Per l'installazione basta copiare libs/ex-
pname library e libs/boards library in
LIBS e ListExp in una directory del path
(p e C ) A questo punto il comando Li-
stExp visualizzerà in una Shell tutti i dati
relativi alle schede presenti nel sistema
Il programma è soprattutto utile ai pro-
grammatori che potranno usare tale li-
breria nei propri sorgenti
• Tipo: FreeWare • Installazione: copiare
llbs/expname library e libs/boards library In
LIBS e ListExp /n una directory del path (pe
C')
L'icona Transaction permette di decom-
primere alcuni file d'esempio relativi
all'articolo su TCP/IPdi Transaction .
N" 80/UJGIJO/AGO5TO 1996 AMIGA MAGAZINE 79
ELENCO INSERZIONISTI
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□ COMPRO
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□ VENDO
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VARIE
IL TAGLIANDO E UTILIZZÀBILE
PER UN SOLO PRODOHO
USARE MASSIMO 20 PAROLE
NON Sf ACCETTANO FOTOCOPIE
0 FOGLI ALLEGATI AL TAGLIANDO.
SCRIVERE IN STAMPATELLO
i\ N°80
LUGLIO/AGOSTO
19 9 6
TESTO INSERZIONE
INDIRIZZO PRIVATO
NOME
COGNOME
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DI INTERESSE NELLE
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TITOLO DI STUDIO:
□ Licenza elementare
□ Diploma medie inferiori
H Dipi orna medie superiori
□ Corso di studi parauniversitario
□ Laurea
PROFESSIONE:
3 Studente
3 Operaio
3 Impiegato
3 Dirigente
3 Libero professionista
fi Imprenditore
fi Commerciante
□ Artigiano
□ Insegnante
COMPUTER UTILIZZATO
ABITUALMENTE:
3 500
CI 500 Plus
3 600
3 1000
n 1200
□ 2000
n 3000
□ 4000/030
□ 4000/040
□ CDTV
□ CD32
POSSIEDI ALTRI COMPUTER?
QUALI?
QUALI DELLE SEGUENTI PERIFERICHE POSSIEDI:
□ Stampante aghi 3 SyQuest
fi Stampante getto inchiostro 3 Magneto-ottico
□ Stampante laser
3 Modem lento
3 Modem veloce
3 Monitor
3 Monitor VGA
fi Monitor multìscan
□ Hard disk SCSI
□ Hard disk IDE
□ Floptìcal
□ Tape streamer
G Digitalizzatore audio
□ Digitalizzatore video
□ Genlock
□ TBC
□ janus
□ Altro:
PIEGARE
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n e- n i hjr re +■+ : lC * C — . , x * c V /
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QUALI ARGOMENTI VORRESTI
VEDER TRATTATI PIU 1 AMPIAMENTE
SU AMIGA MAGAZINE?
TI PIACE LA VESTE GRAFICA
DELLA TESTATA?
□ Si n No
□ Ecco come la modificherei:
USI AMIGA PER:
3 Giocare
"1 Scaltre
3 fekjcgcTiuniùÉiiiùfn
3 IWg r^mmci re ir L
□ P. r>g^mrTiaip n C i >
□ P- ogrommara «n- Moduki 2
il Programmare in Ajwmtìe*
■3 Pogiammare in Pascal
G Protraiamole ni WriOS
3 Grufiiuu 2D
i“i GfàlìcLI 3D
G DTP
3 Tìlob/iani p DTV
3 Mdlimadin
3 Aichivi-a^irfnff dal lortrihci?^
3 Coittfi l^lia dr*cmico{
3 jnagazz-nn # ornili
USI AMIGA
PER urvano?
G Si □ No
POSSIEDI UNA SCHEDA GRAFICA?
QUALE?
3 LXIY
n liTi|XKl Vision
3 ^liryj
"1 Pallio
3 Wfeilin
3 CVP Specimen
3 GVP &GS / 1 1 0
3 Dnrriiy?
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Distributore pi r .juua: db line tri * v.le rimembranze »/c- 21024 biandronno/va VOXmFAX 0332/767360 / Sirvim ììIommiìcmì Rmì 24/24 h,
TU. 0332/768000 ' FAR 0332 767244 - 768066 - VOXoiFAX 0332/767360 * tot; 0312/767383 W foWiM tol tu. fu <!»•«• VOXoiFAX • Hre*; mlt« « suri* t««M* 4 tutri I pretti »
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-J»1‘ n iT^in imrrriir;, oJjUniìhJm Ci.cjj * tarsie ]IJ-se di niawrifirBiilD 4 ri 'berne
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^nan ira-^iJli p:Ti> 6 l«>- i^inn 9 ìrinaan^ 3U EzsIUEhJD L. rnrctaizfc'nn a
J c = ^ure etletll i^ùiij ? tpn^juri w .lineali i^dNlh'A- ira a^aroci^aly:
talleri ri vHIrD iwifr» mila- uumuiniii t le- mmanDm nH iratlro ndtd Ramini |!
■R:n5KfSr^" Pallila ih HUiii^q : 1*01 ùiMisè-sarkiwn ifc siriaFannidgliJirjll
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OriS^r- CudiL^iLri |Ref|ica r < - Tha. lunghi
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Mr^nqhcp co r: hM^il :;.yr d« p-sqf t pe^sDfl hjmwjÉ
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s
8
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8Mb SIMM 72 pm 32bil |' i*J «KHJ
16Mb SIMM 72 pia 32h [
32 Mh SI M M 72 pm 33 ttii 7Hi i <KH-
Control lers
Squirrel PCMCIA SCSI’ li^fKKI
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